Citazione spirituale

La voce dei clienti

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Ing. Andrea Marrone il 27 luglio 2008 alle 11:47 ha scritto:

Il libro � accessibile a tutti, scritto con un linguaggio e un lessico scorrevole e di facile comprensione.
I contenuti sono a dir poco sconcertanti e mettono in luce tante zone d'ombra in cui si insinuano le speculazioni di ogni genere e tipo sull'effetto serra, l'innalzamento degli oceani e altro ancora. Con buona pace degli allarmisti.
Un libro molto utile che far� storcere il naso a tanti che sguazzano nell'oceano della speculazione al fine di carpire alla gente soldi e attenzione.
Consigliatissimo a tutti.


Marco Pellacani il 26 luglio 2008 alle 10:42 ha scritto:

Il grande silenzio ha avuto un grande successo in tutto il mondo. Si � chiesto quali sono le ragioni per le quali il suo documentario � riuscito a interessare cos� tanti spettatori?

Sono onesto: mi aspettavo che questo film sarebbe stato visto da parecchia gente. Credevo in questo progetto, pensavo che potesse avere delle potenzialit� di comunicazione. Per� non mi aspettavo cos� tanti spettatori, questo certamente no. Parlando con il pubblico, prima e dopo le proiezioni de Il grande silenzio, ho capito che sono tre le ragioni fondamentali del successo del film. La prima � legata al bisogno di una spiritualit� profonda, un�esigenza, da parte della collettivit�, in ogni parte del mondo, molto pi� accentuata di quanto si possa di norma pensare. E Il grande silenzio consente allo spettatore comune, osservando una diversa scelta di vita, intensa, serena e pervasa dalla Grazia, di riflettere sul proprio vissuto quotidiano, sulla distanza che c�� tra quel tipo di esistenza e la propria. La seconda ragione � che, in Germania ma anche nel resto d�Europa, c�� una forte preoccupazione nella gente di perdere il proprio posto di lavoro. Questa paura condivisa e condivisibile della disoccupazione, o perlomeno della precariet� occupazionale, � la dimostrazione che certi ritmi esasperati in ufficio e la competizione sfrenata tra colleghi non ha senso, � l�illusione di una sicurezza economica che non corrisponde pi� alla realt�. Allora il pubblico, osservando i monaci che dal lavoro nei campi traggono soltanto il nutrimento essenziale per sopravvivere, dedicando al contrario tutto il loro tempo al rapporto con l�Assoluto, credo che tragga da quell�esempio uno stimolo profondo, un insegnamento particolarmente efficace per la propria crescita interiore.



E il terzo aspetto?

E� collegato alla seconda ragione. C�� una grande tristezza, a mio avviso, nelle persone che dedicano ogni energia ai propri interessi personali. C�� un egoismo diffuso, nella nostra societ�, che investe la sfera degli affetti, del denaro, del tempo libero e che talvolta appare invalicabile. Invece, la leggerezza con cui i monaci de Il grande silenzio affrontano ogni giornata dimostra che c�� un�altra dimensione dell�esistenza, totalmente disinteressata agli affanni quotidiani, slegata dai beni materiali e predisposta al viaggio interiore, alla conoscenza di s� attraverso la vicinanza con Dio. Ecco, credo che questa leggerezza faccia molto bene al pubblico, perch� propone un�alternativa concreta, chiara, persino affascinante ad una programmazione della vita troppo egocentrica. S�, credo che vivere solo per i propri obiettivi sia davvero deprimente...



(...)



In alcune sequenze Il grande silenzio riesce anche a �desacralizzare� l�immagine dei monaci di clausura, ad esempio quando uno di loro parla con i gatti a cui d� da mangiare o quando alcuni gruppi si ritrovano insieme a chiacchierare nel giardino del monastero...

S�, non � vero che Il grande silenzio racconti l�esperienza ascetica e contemplativa dei certosini solo in termini di rigore e disciplina. Certo, le regole ci sono e nel monastero devono essere rispettate. Per� ci sono anche momenti di svago, che stando a contatto con i monaci per cos� lungo tempo ho cercato di cogliere e restituire al pubblico. Ci� che mi ha pi� colpito di loro � che dietro le tuniche dei religiosi ci sono degli uomini. Uomini che hanno verso la vita un�attitudine speciale, che non temono la morte e che dedicandosi a Dio hanno raggiunto una libert� interiore straordinaria, a volte quasi infantile. Io volevo mostrare tutto questo: non dei santi, ma degli uomini coerenti con la loro scelta. Non persone che si sono autoescluse dal mondo, ma, al contrario, persone che sono in cammino verso una qualit� di vita molto pi� alta della nostra. Non delle icone, ma degli esempi illuminanti.



(da un�intervista a Philip Groning, autore de �Il grande silenzio�)

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sanna caterina il 26 luglio 2008 alle 01:57 ha scritto:

sono caterina e sono la nipote della venerabile elisabetta sanna. sono fiera di lei e auguro a tanti e a tutti quelli che la conosceranno attraverso questo libro, di poter ricevere il dono pi� prezioso che � l'amore verso DIO. grazie per quanti vorranno condividere le emozioni e l'insegnamento di zia elisabetta. da fiera nipote vi affido alle sue preghiere. amava ges� e si fidava...un caro saluto e che ges� e la virgo potens possano,attraverso la sua intercessione, arrivare al vostro cuore.che la volont� del signore sia sempre festa. caterina


dott. Giovanni Furlani il 21 luglio 2008 alle 07:08 ha scritto:

Dover dire no ad un figlio, metterlo di fronte alle sue contraddizioni, o dovergli dire "prenditi le tue responsabilit�" suscita nel genitore profondi sommovimenti emotivi, dubbi morali (avr� fatto bene, avr� fatto male?), paure (avr� esagerato? avr� capito che l'ho fatto per il suo bene?), riflessioni ed emozioni che meritano di essere accolte e chiarificate. (pag.164-165)
E' proprio quello che riesce a fare Osvaldo Poli, aiutandoci a riscoprire quel modo maschile di educare che la societ� degli ultimi 40 anni ha progressivamente emarginato lascinado tutti (non solo noi padri) pi� fragili!
Giovanni

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Gabriele Galleri il 19 luglio 2008 alle 11:18 ha scritto:

Un modo semplice e tradizionale di rivivere la via crucis.
Costituito da meditazioni brevi ma intense, inoltre per ogni stazione vi � un illustrazione pittorica.
E' in formato tascabile A6 (15 x 10,5 cm)

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Cinzia Almiresi, 27marzo@tiscali.it il 17 luglio 2008 alle 17:58 ha scritto:

Centinaia di apparizioni hanno cercato di avvertirci dei tempi che stiamo vivendo.
Come ai tempi di Ges�:
"Per questo parlo loro in parabole: perch� pur vedendo non vedono, e pur udendo non odono e non comprendono.
E cos� si adempie per loro la profezia di Isaia che dice: guarderete, ma non vedrete."

"Nessuno vi inganni in alcun modo! Prima infatti dovr� avvenire l'apostasia e dovr� esser rivelato l'uomo iniquo, il figlio della perdizione, colui che si contrappone e s'innalza sopra ogni essere che viene detto Dio o � oggetto di culto, fino a sedere nel tempio di Dio, additando se stesso come Dio."

Questo libretto tenta di raccogliere molti messaggi che sono perlopi� sconosciuti.

Lucia disse a sua cugina Maria do Fetal: Se vuoi sapere a cosa si riferisce il terzo segreto di Fatima, leggi il Capitolo XII dell'Apocalisse.

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chetty il 17 luglio 2008 alle 16:05 ha scritto:

Un libro straordinario, ricco di emozioni VERE, che toccano l' anima, in ogni suo angolo piu' nascosto...

L' ho letto d' un fiato!

lo consiglio a tutti coloro che stanno smarrendo il senso dei veri sentimenti.

Complimenti vivissimi alla splendida coppia di autori..


Gabriele Galleri il 15 luglio 2008 alle 20:19 ha scritto:

Un'autobiografia-capolavoro divenuto un classico fra i libri cristiani. Suor Faustina, polacca, scrive questa autobiografia fra il 1929-38 su richiesta del suo direttore spirituale e di Cristo stesso. Centro del Diario sono le rivelazioni private riguardanti il Culto della Divina Misericordia.
Un libro che ci trasporta nel cammino dell'umilt� e della semplicit� e nell'affidamento alla Misericodia di Dio.
Una volta incominciato a leggerlo non riesci a staccartene pi� talmente e bello!!
Il Diario di Suor Faustina � per me quasi una seconda Bibbia!!

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Silvana Cesari il 12 luglio 2008 alle 20:28 ha scritto:

Una lettura che consiglio a tutti.Il testo mi � stato regalato a gennaio e ne ho scoperto il valore.
E' un invito alla riflessione e positivamente aiuta ad affrontare le giornate anche se "pesanti"

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Alessandro Zignoni il 11 luglio 2008 alle 21:34 ha scritto:

Molto bello, mi ha toccato.


Carlotta Cortona il 10 luglio 2008 alle 12:55 ha scritto:

il testo di Eugenio Fizzotti si configura come una riflessione incisiva e preoccupantemente attuale circa il fiorire dei nuovi e dei nuovi nuovi movimenti religiosi, cos� come li defisce Massimo Introvigne, autore di uno dei saggi contenuti nella raccolta. a partire dall'idea dell'atavica ricerca umana della felicit� i contributi si snodano in varie dimensioni, dal mondo occidentale al contesto buddhista, dalla contemporaneit� al passato, dalle nuove forme di spiritualit� alle sette, sempre pi� alla ribalta nella cronache degli ultimi anni. attraverso una carrellata sui diversi approcci psicologici, metodologici ed interpretativi, gli autori riflettono sull'esigenza, sempre pi� sentita, di accostarsi e trovare una soluzione al baudleriano male di vivere;raggiungere pace, serenit� ed equilibrio fisico e mentale significa accostarsi a nuove filosofie di vita e lascaire, talvolta, la religione dei padri, secondo la definizione di Federico Squarcini. espreto del mondo orientale, richiama il caso di Ratthapala, che lascia le tradizioni religiose e sociali per seguire Buddha e rileva analogie con il mondo cristiano, ricordando la scelta di San Paolo, che parla di lasciare la legge per seguire i nuovi comandamenti di Dio. costantenente proiettato nel confronto con le altre societ� il libro � anche una riflessione antropologica/psicologica circa le cause che inducono, in determinate condizioni storico/geografiche, ad accostarsi a certe scelte spirituali, scelte che possono trasformare raadicalmente la vita degli individui. si parla delle sette, della "riforma del pensiero" o "lavaggio del cervello", ma anche delle basi disciplinari di tali culti, che vanno dall'ascetismo intramondano alla vita in un eremo, completamente separati dalla corruzione che corrode il mondo. non manca l'attenzione per l'elemento culturale, ovvero l'interrelazione tra disciplina religiosa e formazione culturale; inoltre si riflette sulla posizione che l'educatore cattolico deve assumenre in un contesto, come quello odierno, sempre pi� multireligioso e multiculturale. la domanda di fondo, come ricorda Eugenio Fizzotti � se si insegua una felicit� che d� salvezza o una salvezza che dona felicit�. certamente i contributi si configurano come spunto per una riflessione individuale e collettiva circa il modo cui accostarsi al sacro e alla religione, tenendo conto che solo una costante e biunivoca colloraborazione tra le parti coinvolte pu� portare alla nascita di una identit� e di una religione che sappia rispettare le altre identit� e le altre religioni, onde evitare l'avverarsi del paradigma di Samuel Huntington. Lui parla di scontro delle civilt� e di guerra e distruzione; se si riflette, si conosce e si impara ad accettare ci� che � diverso, purch� esso non lenisca libert� o salute fisica e psichica, si pu� andare verso un futuro che garantisca l'agognata e ricercata felicit� e salvezza.


Michele Salcito, misalci@tin.it il 8 luglio 2008 alle 13:56 ha scritto:

Voi penserete: ma da quando in qua un autore si fa l'auto-recensione?
Volevo solamente dire che se pensate che questo libro sia un'altra "pizza" di disquisizioni pseudoscientifiche che lasciano il tempo che trovano, vi assicuro che vi sbagliate. In questo lavoro ho cercato di suggerirvi delle riflessioni per trovare le risposte su argomenti di cui un po' tutti abbiamo paura, la sofferenza, la morte, il nostro destino, ecc. L'Uomo della Sindone non � morto: � lass� che vi aspetta a braccia aperte. Cercate il suo vero volto e si far� vedere nel vostro cuore. Ovviamente, mi attendo anche critiche costruttive. Buona lettura.

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Un utente il 6 luglio 2008 alle 23:39 ha scritto:

Sono un appassionato delle vite dei santi, in questo libro ho trovato riferimenti concreti e legibili con agilit�. i testi originali riportati dall'autore sono poi una garanzia di interpretazione. ne vale la pena

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Maurizio e Giulia Bini il 6 luglio 2008 alle 18:31 ha scritto:

E' un libro bellissimo, a met� strada tra il romanzo e l'inchiesta, e questa � la sua novit�, l'originalit� del suo impianto, non � infatti una biografia ma non � neppure una storia inventata, si tratta di un racconto bellissimo condotto con grande abilit� dalla scrittrice che veramente � uno dei maggiori talenti che abbiamo oggi in Italia, il suo testo sprigiona un senso fortemente poetico della vita che fa tanto bene al cuore. Dispiace soltanto arrivare alla parola fine, come � successo a noi, ma torneremo a leggerlo da capo, e ve lo consigliamo di cuore.

Il pastore di Erma - Tessore Dag
Libro

Fabrizio Giannoni il 3 luglio 2008 alle 23:19 ha scritto:

Caro Gaetano Ferri
ma lo sai cosa � laicit�? o la confondi con laicismo? Usata poi come slogan finale � proprio deprimente. Se ti fa schifo uno che studia e conosce la patristica stai segando il ramo su cui sei seduto. O non sai nemmeno cosa significa cristianit�.
Un consiglio generale: leggete i padri della Chiesa.
E se vi fanno schifo, significa che avete dei problemini irrisolti.

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