Citazione spirituale

La voce dei clienti

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Elena Bronzini Bedini il 22 agosto 2011 alle 01:16 ha scritto:

L'ho regalato alla mia sorellina in occasione della Cresima. D� risposte molto semplici, ma esaurientissime, a tanti piccoli e grandi interrogativi che a quell'et� cominciano ad affollare la mente dei ragazzi, ma che non chiedono ai grandi. Dal "Cos'� la Bibbia?" al "Rivedr� il mio animale in paradiso?", al "Perch� la festa di Halloween � pi� divertente di quelle dei Morti e dei Santi?". Non � certo un libro da leggersi tutto d'un fiato, ma certamente non mancano per i pi� piccoli, ma neanche per i pi� grandi, le occasioni per trovare risposte a tante domande e confrontarsi a riguardo.


Bendettine del SS.Sacramento il 21 agosto 2011 alle 21:23 ha scritto:

Trovo questo testo molto bello oltre che "attuale". Oggi pi� che mai il dialogo con il mondo lontano dalla Chiesa e, pi� in generale, dall'incontro autentico con Cristo, pu� essere rinsaldato e favorito non a pratire da ideologie n� tanto meno dai cosidetti "valori". Il relativismo - che non � solo una questione etica, ma prima di tutto culturale e, quindi, antropologica - crea smarrimento nelle coscienze per cui ci� che per uno � "valore" per un altro non lo � assolutamente. Questo clima frammentario e instabile pu� essere risanato perci� a partire da un'autentica razionalit�. L'intelletto � fatto per la verit�, l'uomo cerca per sua natura la verit� ed � perci� quello - la ricerca appassionata e leale della verit� - il punto di convergenza verso cui tendere per ricostruire il dialogo autentico.
Ecco, io penso che lo sforzo della Chiesa di questi ultimi anni - a partire forse gi� da Paolo VI, e poi sempre pi� chiaramente con Giovanni Paolo II e ora con Benedetto XVI - sia andato proprio in questa direzione e cos� dovr� continuare. Allora, non possiamo che accogliere con gratitudine l'esperienza nuova e interessante del "Cortile dei gentili" e il testo di Fazzini che raccoglie interviste cos� belle e variegate nello stile e nei contenuti, ne � un'espressione estremamente affascinante e felice.

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francesco il 21 agosto 2011 alle 12:10 ha scritto:

Non si pu� negare che alcune misure prese dal papa fossero controcorrente rispetto al Vaticano II: tanto � vero che spesso ha dovuto fare marcia indietro. Bisogna comunque apprezzare del papa la sobriet� e la non teatralit�. Per� quel pastorale con la croce imperiale d'oro d� tutto il senso di una Chiesa tornata all'autocrazia clericale, con l'emarginazione effettiva dei fedeli laici costretti a stare nel recinto loro assegnato. Insomma � saltata la dimensione ecclesiale della Chiesa e trionfa quella gerachica e clericale. Non � questa la Chiesa dei Vangeli, la Chiesa di PaoloVI.

sabina il 17 agosto 2011 alle 23:27 ha scritto:

Non ho ancora letto il libro,ma mi urta sia il titolo che la foto di spalle del Papa. Gli attacchi pi� vili sono proprio quelli inferti alle spalle ,senza che gli interessati possano difendersi direttamente.
Per un credente toccare cos� la figura di un Papa � come far male alle proprie pupille o al proprio padre o alla propria madre. Santa Caterina chiamava il sommo pontefice:Il dolce Cristo in terra.Personalmente ringrazio Dio per tutti i Papi santi che ci ha dato. Sabina

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Bendettine del SS.Sacramento il 21 agosto 2011 alle 11:33 ha scritto:

L�articolo di padre Todisco � veramente molto bello, impegnativo e strutturato: per questo sollecita una lettura attenta, non superficiale e affrettata. La ricchezza di contenuti apre la strada a innumerevoli piste di riflessione che non � possibile esaurire nello spazio limitato di un commento�
Mi limito perci� solo a qualche considerazione su alcuni punti che pi� mi hanno colpito.


�� quest�apertura del finito all�Infinito il metro del nostro essere, rispetto a cui il tema della grazia, e dunque ci� che viene in maniera radicalmente gratuito da Dio, appare �naturale�, vale a dire rispondente alla nostra effettiva potenzialit�. La teologia � l�inno alla grandezza dell�uomo, e questa riposta nella capacit� non di fare ma di ricevere� (Pag. 52-53)

Approfondendo il pensiero di Scoto ci si imbatte nel discorso del �volontarismo�: � un termine effettivamente poco felice, non scevro da ambiguit�. Trovo che l�ampio e articolato approfondimento di padre Todisco aiuti a riconciliarsi con questa parola e con quanto essa veicola. Se tutto accade non principalmente in virt� della sapienza di Dio, ma della sua volont�, allora Dio appare come un Dio capriccioso, despota che opera senza un criterio �buono�, adeguato all�uomo. Non � cos�! In realt� attraverso questa volont� � � importante dire proprio �attraverso�, e non �malgrado� � si realizza il dono �gratuito di Dio�, e si manifesta il suo amore. Cos�, ci� che appare naturale � come dice Todisco � � �rispondente alla nostra effettiva potenzialit��.
Pi� avanti, infatti, nel V paragrafo dell�articolo - a pag. 68 per l�esattezza -, si legge: �Essendo suprema, questa libert� non lascia spazio a interrogativi morali, se ci� che � creato possa dirsi giusto o se buono, ma non ottimo, essendo tutto segno della sua libert�, insindacata, perch� suprema76. E cos�� tale libert� se non un altro nome della trascendenza divina e, da un altro punto di vista, un altro nome dell�amore divino?


�L�io non � originario. L�io � derivato, frutto dell�atto creativo e dunque di un gesto di libert�, che ha preso forma nel tempo, assimilando valori e principi, con cui si � solidificato�.

Questa affermazione � molto bella ed � estremamente importante. Pu� essere una valida risposta all�affermazione � tanto rivoluzionaria quanto destabilizzante � di Cartesio: �cogito ergo sum�. La constatazione � cos� apparentemente semplice � che l��io non � originario�, e che quindi c�� qualcosa che precede l��io�, c�� una �datit�� evidente che non pu� essere negata, porta necessariamente alla conclusione che l��io� esiste solo in virt� di un �atto creativo�.Quindi �io sono�, �penso� in quanto �sono dato� da qualcuno o qualcosa che mi precede.


�Il possibile � tale, anche se Dio non esistesse� (Pag.63)

E� interessante questa affermazione, nella sua incisivit�. Non a caso, parlando delle �prove dell�esistenza di Dio�, Scoto rigetta la prova ontologica di Anselmo, affermando che non ha valore probativo, ma solo persuasivo; e quella aristotelica (quella sviluppata da Averro�) del moto primo, perch� � impossibile identificare il moto primo con Dio. Scoto fa piuttosto affidamento alla prova della causalit�: se nel mondo vi � qualcosa di producibile non pu� prodursi da s� o venire dal nulla. L�affermazione in oggetto � �il possibile � tale anche se Dio non esistesse� � si pone in fondo, o almeno cos� mi pare � quale radicalizzazione estrema della prova della causalit�.

Estremamente ricca e avvincente la riflessione finale di padre Todisco che sintetizza abilmente in una sola parola: libert�. Infati: �L�epilogo � il potenziamento della libert� creativa, che implica il privilegiamento del soggetto e la connessione tra libert� e azione in un contesto di effettiva novit�, fuori del cerchio del dominio, destinato prima o poi a esprimersi nella relazione verticale di comando-obbedienza� (Pag.75).
Mi ha colpito molto la parte conclusiva � di cui ho voluto riportarne solo una frase significativa �. Per me che sono consacrata � e felice di essere tale! � � bello poter riflettere sul voto di obbedienza in termini di libert�. Forse sto andando �oltre� il discorso di Scoto e di padre Todisco, ma mi piace fare una attualizzazione delle affermazioni contenute nell�articolo; tanto pi� che sia Scoto che padre Todisco sono religiosi e quindi soggetti al vincolo dell�obbedienza � per quanto, credo almeno, vissuto con modalit� e percorsi molto differenti �. -. Io penso che troppo spesso si parla di �obbedienza� � sia come voto che come vincolo per ogni battezzato al Magistero della Chiesa, ad esempio � in termini negativi, come un pesante fardello che ci viene addossato da personaggi loschi e cattivi � i Superiori, il Papa ecc.ecc. -. In realt�, l�esperienza dell�obbedienza � se vissuta nella sua integrit� antropologica e cristologica � � un�esperienza di autentica libert� e quindi di piena realizzazione della persona, oltre che del cristiano. Qui il discorso si fa molto lungo ed esula probabilmente dal contesto, ma posso garantire che � cos�.


lucia MAFFI il 20 agosto 2011 alle 22:34 ha scritto:

Una nuova via aperta dal pi� grande mistico del 900. Una nuova prospettiva di lettura del rapporto da vivere con il Padre: non un procedere in ascesi, ma di "scavo" dell'uomo in s� e nell'immensit� di Dio. Non un perdersi nelle profondit� del mistero, ma un nutrirsi e gustare "latte e miele" in abbondanza.


max il 20 agosto 2011 alle 21:10 ha scritto:

Ho letto con grande interesse questo libro: una presentazione del tema della bellezza in teologia, secondo la linea dell'antropologia del dono. Un teologo francescano medioevale, rivisitato in versione attuale: San Bonaventura ha molto da dire nel nostro tempo

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luca de rosa socio ATI il 20 agosto 2011 alle 12:30 ha scritto:

Il testo apre uno squarcio panoramico sulla teologia e sulla pastorale del matrimonio, con interventi di molti autori, che si mostrano competenti e aggiornati. Sono cos� proposti numerosi spunti innovativi ed efficaci per una riscoperta dei significati sacramentali, spirituali e sociali del matrimonio e della famiglia

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Come educava Don Bosco - Russo Claudio
Libro

Studente Fabio Pagliarani il 20 agosto 2011 alle 11:57 ha scritto:

Libro molto bello,appassionante e utile per un inizio di rapporto cristiano educativo con i ragazzi.


don Felice Di Iorio, felidii@tin.it il 19 agosto 2011 alle 16:49 ha scritto:

� una utilissima guida alla comprensione delle letture domenicale e alla crescita teologica e spirituale


Pasqualino Casaburi il 19 agosto 2011 alle 13:59 ha scritto:

Quest' anima nobile vive ancora tra noi grazie alle folgoranti intuizioni espresse mirabilmente in questo libro che si rivolge a tutti noi dandoci il senso autentico della nostra vita. Con le sue riflessioni ci apre la mente a comunicarci la dinamicit� dell' amore che muove da Ges� Cristo e ci sollecita ad avere sempre ben presente la nostra ..meta : la pienezza della realizzazione del suo Regno.....Lo consiglio a tutti

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Ing. Ambra Guenda Ziraldo il 17 agosto 2011 alle 12:40 ha scritto:

Questo testo non pu� essere paragonato ad un comune libro n� di cultura, n� di scienza n� tantomeno ad un romanzo. E� la quint�essenza della maturazione spirituale donata dall�Autore al Lettore.
E� un privilegio per il Lettore che abbia il desiderio di cercare le risposte alle tante domande che ciascuno si pone nella vita parlando della Fede, credente o non credente. Il credente scoprir� il proprio bisogno di crescita nella Fede, con un orientamento che ne uscir� rafforzato dalla lettura del libro. Il non credente probabilmente non riuscir� neppure ad iniziare il libro, ma se accettasse la sfida, sicuramente la Sua intelligenza sar� stimolata, se non ceder� prima alla tentazione di negare, con la speranza di non mettere nulla in discussione della propria vita. Un libro che consiglierei a chiunque, ben comprendendo che alcuni lettori rifiuteranno a priori, altri cederanno a met� percorso, mentre saranno fortunati coloro che potranno attingere sino in fondo alla bellezza dei contenuti di vita e di Fede in esso espressi.

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p.i. Lorenzo Piccardo il 16 agosto 2011 alle 23:06 ha scritto:

Racconta in maniera avvincente ma rigorosamente documentata la vita del Santo Curato ed il suo amore per il gregge affidategli.

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Simone Cecchini il 16 agosto 2011 alle 19:48 ha scritto:

Una splendida Messa... finalmente dopo molto tempo che la cercavo questo sito mi ha dato la possibilit� di comprare una copia del libro tutta mia


Umberto Masperi il 16 agosto 2011 alle 16:46 ha scritto:

Giorno dopo la festa dell�Assunta, desiderio di consigliare un testo di una grande donna. Un �incontro� con Edith Stein che risale a tre anni fa: volendo dedicarmi alla lettura di alcuni pensatori della storica scuola fenomenologica , dopo il solito riferimento ad Husserl e a chi se ne � � poi staccato ( pur dovendo molto, come Heidegger e Sartre, ormai quasi fuori moda) ho scelto, un po� alla maniera �agostiniana ( tolle lege) la figura di una donna, quindi : Edith Stein. Dapprima c�� stato l�infarinatura attraverso due monografie di presentazione, scritte da � altrettante donne ( che presentano questa donna , che �, da quanto ho capito, loro punto costante di riferimento ):Carla Bettinelli, Angela Agnes Bello.
L�intenzione, subito dopo, era di leggere gli scritti di filosofia della� filosofa-mistica-carmelitana-martire nel lager nazista ( per volont� di �vendetta� di coloro che furono prima �loro� stessi vittime del MALE vissuto come programma di ideologia politica :Shoah). La lettura di quei testi filosofici continua ( ormai quasi al termine), molto impegnativa : sempre testimonianza ed alimento di grandezza di pensiero.
Ringrazio il cielo perch�, mentre ora non mancano momenti di scoraggiamento nel lavorare su un terreno cos� faticoso, allora, all�inizio, lessi d�un fiato la sua autobiografia: �Dalla vita di una famiglia ebrea.� Dopo il primo capitolo, un po� deludente ( lo confesso) per quei riferimenti di carattere familiare ,ecco lo scorrere di pagine e pagine che ti fanno capire veramente cosa significa essere una grande donna. Una grandezza che non si pu� riassumere (la formazione intellettuale della giovane e dell�adolescente), l�impegno negli studi universitari, la testimonianza nel mondo di sofferenza dei soldati feriti, prima guerra mondiale, ospedale militare. La tesi (altro testo prezioso) e la �laurea � Summa cum laude� ,il cammino che porter� al Carmelo (che il lettore pu� ricostruire dentro di s�, perch� la donna ebrea � stata illuminata da una luce che � quel dono misterioso che le dar� il coraggio estremo). Questo testo, e bisogna pur dirlo, � stato scritto da chi viveva intensamente la sua �parola�: sicurezza e padronanza di scrittura, personalit� forte come le eroine bibliche del passato. E quando, deposto il libro, ti senti dentro �qualcosa� che non ti lascia pi�, provi solo il desiderio di ringraziare Dio e chi lo ha testimoniato, nella sua non lunga esistenza ( 51 anni). Ed ogni volta che leggo il discorso filosofico di questa donna provo � qualcosa� che non si verifica con altri grandi maestri del pensiero,di tutti i tempi. Ma, me lo ripeto sempre: la �Summa cum laude� � stata data da un � A L T R O� alla sua vita, alla vita di questa donna fulminata dalla lettura in una notte della vita di Santa Teresa d�Avila .