Erano quindici pesos, abbastanza per pagarci un viaggio verso la Romana, ma Desi non volle che andassi a cambiarli con delle banconote: era convinta che avrebbero cercato di fregarmi dandomi meno soldi del dovuto, quindi dovetti pagare il biglietto del bus con gli spiccioli. Il bus si ferm� in una cittadina poco distante dalla Romana, quando scendemmo Desi mi disse di avere fame. Io mi ero portata dietro per lei una tostada che avevo diviso in quattro pezzi, la tenevo nello zaino che era pieno di tutto quello che le poteva servire: cambi di vestiti per quando si macchiava, un altro paio di scarpe nel caso le stessero scomode quelle che aveva ai piedi e il biberon che le piaceva ancora usare per bere il latte. "Ma mamma, io ho fame di gelato". Erano le dieci di mattina e riuscii a distrarla dal gelato solamente dandole il biberon, lei si addorment� e io la portai in braccio mentre cercavo lavoro nelle attivit� della zona. Non avevo ancora trovato niente quando, verso mezzogiorno, una ragazza mi consigli� di provare in un albergo della Romana dove sapeva che assumevano. Quando arrivammo Desi si era svegliata aveva ancora molta energia da spendere, lo dimostrava ballando nella hall in mezzo alla gente e salutando tutti i clienti che entravano, le dissi che mi stava facendo venire il mal di testa e lei rispose che, se avessi voluto lavorare l�, mi sarei dovuta abituare a certe cose. Uno dei clienti entr� con sua figlia, lei guard� Desi che si divertiva e disse a suo pap�: "guarda come giocano, tu mi sgridi sempre quando corro e quando salto". Lei si aggrappava alla mano di suo padre mentre camminavano e sollevava i piedi da terra, lui la sosteneva senza fatica. A Desi piacque molto quel suo gioco di aggrapparsi, e mi chiese perch� io non lo facessi con lei. "Perch� io non sono cos� forte, lei lo fa con suo pap�: i pap� hanno pi� forza". "E tu quand'� che mi compri un pap�?" "Ma come faccio? I pap� non si comprano".