Quello che scorre lungo le pagine di questo intenso racconto dedicato da Guy de Pourtal�s a Nietzsche che visita, vive, ama, soffre e per non perdersi ritorna in Italia, � un vero e proprio gesto d'amore letterario: l'autore ci presenta gli incontri, i luoghi, i sogni e le frustrazioni del genio della filosofia moderna attraverso gli incontri, le vie e i palazzi delle citt� italiane da lui amate, Genova, Roma, Venezia, Torino, ultima tappa e definitivo barlume di coscienza prima del buio. In questi luoghi Nietzsche cerc� di trovare un po' di pace dai tormenti della sua mente, dal dolore della quotidianit�, dall'incapacit� di vivere il presente perch� proiettato in quella dimensione per noi quasi sconosciuta che � la definizione del pensiero assoluto. Leggiamo uno stralcio tratto dal testo qui presentato e dedicato al soggiorno veneziano del filosofo, che ci illumina su come de Pourtal�s ha inteso scrivere delle peregrinazioni del filosofo in Italia: �Questa fu la Venezia senza mandolini di Nietzsche. Certo non ebbe una giovinezza molto brillante, questo filosofo votato a diventare un Cristo laico, allorch� se ne andava verso il suo calvario spirituale. Come unico amore, l'umanit� futura. Come solo discepolo, un musicista indigente. Siamo lontani da quegli antichi veneziani di rango: il Byron gaudente e veramente troppo fortunato, lo snob Chateaubriand, il patetico Mickiewicz, il simpatico Musset con la sua barba da parrucchiere. Tutto questo pittoresco letterario si � stinto mentre diventavamo adulti. Oggi, queste ombre cos� grandiloquenti sono impallidite; queste ambizioni forsennate ci fanno un poco sorridere, e il modesto Nietzsche, cos� riservato, ci commuove di pi� nella sua discrezione, nella sua chiaroveggenza ironica. La sua Venezia personale non ha per niente l'aspetto di un piedistallo dove ci si arrampica per posare. Non ha l'aspetto di un albergo dove si gode qualche giorno di piacere. Per lui non fu che una melodia dell'anima, il preludio alle sue opere pi� autentiche. Pi� tardi scrisse in Ecce Homo: "Quando cerco una parola per sostituire quella di musica, non trovo altro che la parola Venezia"�.