Fuori catalogo
Descrizione
Le lettere raccolte nel presente volume ripercorrono la relazione epistolare, durata 15 anni, tra C.G. Jung e Padre Victor White, prete domenicano e teologo inglese. I loro scambi contribuiscono a chiarire l'evoluzione del pensiero junghiano e i collegamenti tra psicologia e religione. Jung sperava che questo dialogo lo aiutasse a reinterpretare i simboli cristiani classici, mentre padre White cercava appoggio al suo progetto di integrazione tra la psicologia analitica e la teologia cattolica. Entrambi erano pronti a impegnarsi in una collaborazione produttiva, ma in realt� le lettere testimoniano un'escalation di incomprensioni e fraintendimenti, che culminer� in un aspro disaccordo in seguito alla pubblicazione di Risposta a Giobbe da parte di Jung. � sulla natura del Diavolo, figurazione pi� scontata e diffusa dell'Ombra - scrivono nella prefazione all'edizione italiana M. Di Renzo e C. Widmann - che divergono e si oppongono le asserzioni di Jung e White dalle prime lettere del 1946 a quelle cruciali del 1955: Male assoluto �che c'era gi� quando ancora l'uomo non esisteva� o contingente Privazione di Bene (privatio boni), dovuta a mancanze e mancamenti di uomini troppo umani, al punto d'essere bestiali? Con doloroso rincrescimento e con lancinante rammarico Jung e White non evitano il confronto e non declinano l'affronto. Onest� psicologica lo vuole, convinzione condivisa lo impone: entrambi si riconoscono nell'assunto psicologico che la possibilit� di evitare conflitti collettivi di proporzioni immani passa attraverso la capacit� degli individui di contenere il conflitto interno dei contrari; che l'attenuazione dell'Ombra collettiva passa attraverso il confronto di singoli con l'Ombra personale. L'aver instancabilmente coltivato in s� la funzione sentimento fu il baluardo psicologico che consent� loro di farsi male senza diventare malvagi, di toccare la freddezza senza diventare estranei. A ostilit� gi� aperte, quando padre White vive una profonda crisi spirituale, egli sa di potersi rivolgere con franchezza e fiducia a Jung. E la risposta che riceve � una delle testimonianze pi� alte nella letteratura dell'amicizia; � la partecipazione solida e solidale che si desidera da un amico nei passaggi bui dell'esistenza.
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