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Descrizione
Il barone Michele Catalano vive a Cammarana nella seconda met� del settecento ed � uno dei pi� importanti e facoltosi proprietari terrieri della zona. Egli ha ereditato dal padre il feudo e, con una amministrazione intelligente, lo ha ampliato notevolmente, fino a farlo diventare una potenza economica. Solo un altro nobiluomo rivaleggia con lui: il principe abate don Giacomo Paterno, rettore del monastero di San Marco. Le due figure, essendo diametralmente diverse, si fronteggiano. Il barone Catalano � diventato uno degli uomini pi� ricchi e potenti dell'intera Sicilia ma � comunque un idealista, sensibile alla sorte dei pi� deboli. L'altro � il rappresentante delle idee pi� conservatrici e fa del cinismo e della cattiveria l'arma principale del suo potere. Il barone ha in testa idee strampalate, vuole addirittura coinvolgere i contadini della contrada "Culorva" in un esperimento di partecipazione alla gestione delle terre. Lo scontro tra i due � inevitabile e si acuisce ancora di pi� quando la contessina Isabella Cascio conosce il barone Michele e se ne innamora. Nel quadro di una Sicilia antica, il romanzo scandaglia personaggi e vicende che sono antesignane di scontri interiori e pubblici che riportano alle eterne vicende dell'uomo e dei suoi conflitti.
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Giseppe Barone il 16 luglio 2018 alle 10:14 ha scritto:
Con una scrittura scorrevole, visiva e lucida come un mare cristallino, Zisa ci riporta a una Sicilia non stereotipata. Differente da quella diffusa nell�immaginario mediatico del Novecento: tema di sopraffazione e violenza soprattutto sulla donna, come possiamo rivedere in molti film di successo degli anni Sessanta.
Forse quella Sicilia era proprio cos�, come in �Sedotta e abbandonata� o �Divorzio all�italiana�. Ma l�inquieta e inquietante omologazione l�ha trasformata, tanto che oggi lo stereotipo della donna subalterna � superato da quello della donna libera, capace di scegliere e di vivere il proprio ruolo.
I personaggi rurali, le case e i relativi arredi di questa antica Sicilia, nel romanzo di Zisa, hanno lo splendore a volte cristallino, a volte sulfureo dell�isola mediterranea. Ci� che resta nella nostra memoria, quando leggevamo Verga e Tomasi da Lampedusa.