Marina Balestra pedagogista, assistente sociale, sociologa della multiculturalit�, vive a Milano. Dal 1994 svolge attivit� di ricerca, formazione, supervisione e consulenza pedagogica. Il suo interesse specifico � offrire a chi lavora nel settore educativo, e socio-assistenziale in genere, un punto di vista che, ricollocando in un quadro storico l'attuale modo di organizzarsi in servizi, orientati a guardare debolezze e forze derivate dal proprio modo di interpretare, relativit� e specificit� del proprio mandato sociale e professionale. Il testo nasce da esperienze professionali maturate nel settore socio educativo e studi e approfondimenti personali. La parola globalizzazione rischia di costituire un velo che occulta la capacit� di comprendere il nostro tempo. Sappiamo che cosa lasciamo: la societ� nazionale del XX secolo, ma non sappiano dove siamo diretti, e siamo disorientati rispetto al cammino che come umanit� stiamo percorrendo. Per tentare di capire cosa ci aspetta, il testo esplora come si va ridisegnando il rapporto tra individuo e contesto sociale nella convinzione che per comprendere i processi che si sono messi in moto con l'uscita dagli assetti societari che abbiamo alle spalle, occorre guardare contemporaneamente al mutamento strutturale e all'esperienza soggettiva. Il clima culturale nel quale viviamo, da un lato esalta l'individuo, dall'altro lato ne riduce pesantemente i margini di autonomia individuale. L'azione, in questa ottica, sembra non poter far altro che subire i vincoli degli apparati sistemici entro cui viviamo la nostra esistenza. L'azione soggettiva non pu�, per�, solo ridursi ad un adeguamento alle dinamiche esterne, ma, grazie alla sua complessit�, � capace di quella rielaborazione che d� origine ad azioni inedite. In questa prospettiva la globalizzazione pu� essere meglio compresa se si lasciano parlare entrambi i livelli di analisi. Questa � l'ottica, con la quale, nel testo, vengono analizzate anche le due professioni che pi� di ogni altra esprimono l'essenza della societ� nazionale del XX secolo e del welfare che ha saputo inventare: l'assistente sociale e l'educatore. Entrambe vengono esaminate dal punto di vista dell'azione e dei processi sociali che hanno inciso profondamente sulle loro identit�, e dal punto di vista delle loro esperienze soggettive per tentare di capirne le implicazioni reciproche e disegnare possibili margini di azione futuri.