Un punto di forza delle famiglie � fingere di desiderare l'inevitabile. E cos� � per la famiglia di Bangalore di cui si narra in queste pagine: una coppia, dei genitori, uno zio e una sorella maggiore tornata dopo aver lasciato il marito. Per ognuno di loro � inevitabile vivere insieme, ma ognuno di loro finge di desiderarlo. Modesta da generazioni, negli ultimi anni la famiglia � stata toccata da un'improvvisa e inaspettata fortuna. Zio Venkatachala, un uomo col pallino del lavoro, ha avviato un giorno un'impresa, la Sona Masala, che in breve tempo � diventata fonte di guadagno per tutti con la sua semplice attivit�: ordinare grossi quantitativi di spezie dal Kerala, confezionarle in bustine di plastica e poi rivenderle ai negozi di alimentari della citt�. Un'idea brillante in virt� della quale, nella casa a due piani in cui si � spostata la famiglia dopo anni trascorsi in un'angusta baracca di un sovraffollato quartiere, lo zio gode della pi� alta considerazione. I suoi pasti, i suoi gusti, i suoi comodi sono di suprema importanza per tutti e beneficia di ogni privilegio destinato a un capofamiglia. Al mattino, appena � sveglio, qualcuno gli prepara il t�. Non ha ancora finito di lavarsi, e la padella per la colazione � gi� sui fornelli. Pu� lasciare i vestiti in bagno, in un angolo della camera o in qualunque altro punto della casa, e li ritrover� lavati e stirati in camera sua. Un compito dettato dalla necessit� di preservare una preziosa fonte del benessere, un compito che tuttavia non pu� evitare che una sottile vena di crudelt� e risentimento si insinui nella casa a due piani. Acclamato come il miglior romanzo indiano del decennio, Ghachar Ghochar � il cechoviano ritratto di una famiglia nell'India che ambisce al benessere. Con una impeccabile e graffiante scrittura, Vivek Shanbhag mostra il lato oscuro di questa ambizione, in cui si dileguano irrimediabilmente antichi valori e tradizioni.