�L'economia � diventata la grammatica della politica. Col suo uso e le sue regole condiziona il linguaggio, la parola pubblica, il cui libero arbitrio si limita ormai alla scelta del vocabolario, della retorica e dell'intonazione�. Da questa oggettiva constatazione dello stato di cose presenti muove la riflessione contenuta in questo libro, che ha di mira un obiettivo determinato: mostrare come la grammatica economica non sia affatto una scienza o un'arte, ma piuttosto una mitologia, un credere comune in un insieme di rappresentazioni giudicate degne di fede. Come ogni religione e culto della fatalit�, l'analisi economica mette oggi infatti in scena un universo angoscioso, fatto di vincoli, di costrizioni, di rifiuti, di punizioni, di rinunce e di frustrazioni. Risponde �non si pu� quando i cittadini dicono �noi vogliamo�. Riduce i progetti, le ambizioni e i sogni a questioni falsamente importanti: �quanto costa?�, �quanto rende?�. Segna la fine delle alternative e avvelena, infine, lo spirito democratico, poich� chi ha poteri di governo si sente obbligato a invocare le mitologie economiche per rafforzare la propria autorit� e credibilit�. Analizzando e decostruendo tre discorsi oggi dominanti che si servono di miti economici per renderci miopi rispetto alle vere sfide del nostro tempo - il neoliberismo in fase terminale, la social-xenofobia emergente e l'ecoscetticismo irriducibile - �loi Laurent dimostra come l'economia sia una modernit� superata che �pretende di essere una spinta permanente al cambiamento e alla riforma� e, invece, �racchiude gli individui e i gruppi nel mondo cos� com'�, screditando le dissidenze e soffocando i pensieri nuovi�.