Quando nel settembre del 1980 il reporter James Whitaker arriv� con due fotografi sulla sponda del fiume Dee, a Balmoral, non aveva idea di che cosa lo aspettava. Fece appena in tempo a scorgere la giovane ragazza bionda che accompagnava il principe Carlo nella sua battuta di pesca: sentiti dei rumori in lontananza, la ragazza si nascose rapida dietro un albero, utilizzando uno specchietto da cipria per controllare i loro movimenti. Whitaker, sorpreso dall'astuzia, disse agli altri due: �Questa ci dar� filo da torcere. Ma chi �?�. Lady Diana Spencer avrebbe poi dato "filo da torcere" a tutti: al principe Carlo, alla regina Elisabetta, alla monarchia e all'intero popolo del Regno Unito, che d'improvviso si trov� a dover reimmaginare il proprio rapporto con la famiglia reale. Dopo secoli di misteri, corridoi silenziosi e finestre chiuse, di vicendevole riservatezza ed estremo rispetto, la tumultuosa e romanzesca storia d'amore tra Carlo e Diana infiamm� il paese, dai primi giorni apparentemente felici del fidanzamento alla guerra domestica (e mediatica) che avrebbe segnato la fine di quel matrimonio da fiaba celebrato in diretta televisiva di fronte a milioni di persone. Oggi, a vent'anni dalla tragica morte nel tunnel dell'Alma, a Parigi, siamo convinti di conoscere tutto di questa storia. Ma l'immagine di Diana, complici i mass media, � stata ridotta troppo spesso alla banalit� del santino: amica di Madre Teresa, testimonial attiva per associazioni umanitarie e campagne per la prevenzione dell'AIDS, la "principessa del popolo" sarebbe stata, secondo copione, amata con trasporto e passione dai sudditi, detestata dalla regina, vessata dalla stampa, tradita e mortificata dal marito, immolata come simbolo di una vita libera e coraggiosa schiacciata dalla crudelt� delle istituzioni e della storia. Ma Diana era molto di meno e molto di pi�. Aggirando i luoghi comuni e le partigianerie, Vittorio Sabadin penetra quegli occhi tristi e distanti, restituendoci un ritratto inedito della "candela nel vento", libero dalla mitologia posticcia, distante dagli scandali e dalle foto patinate, sfaccettato, finalmente controverso e, per questo, umano.