Quartiere Italia dunque non � solo un toponimo, ma � una sintesi di un percorso formativo: il luogo diventa altro da s� perch� il semplice quartiere esplode, si espande, straripa, si consolida tra difficolt�, privazioni e smarrimenti in un Paese intero. Il quartiere si fa Italia e il bambino protagonista del libro si fa uomo. Quartiere Italia non � dunque un lungo racconto di storia locale, non � un affresco da "Roma sparita", bens� una storia di esistenze a volte tormentate, spesso spensierate, sempre condivise; universali. Un libro o uno stradario dicevamo perch� questo processo di crescita � scandito come la genesi stessa di una mappa, strada dopo strada si delinea la "forma urbis" che � la storia stessa del protagonista. Su 58 capitoli ben 34 sono dedicati a nomi di strade e altri 8 a nomi di localit�, una trama incessante di vite e di vie. Le strade protagoniste di Quartiere Italia sono corredate quasi tutte dal numero civico perch� l'autore/topografo si fa entomologo e dalla citt� - corpo vivo - si fa strada tra le strade nei palazzi (a Roma palazzine), e poi dentro i suoi appartamenti fino a sezionare le stanze e vivisezionare gli armadi, i cassetti, gli elettrodomestici, i balconi, le vestaglie, le canzoni e gli odori delle esistenze raccontate. L'aneddotica qui si lascia andare alla vertigine della lista; l'elenco di dettagli diventa caleidoscopio di profumi, rumori e colori - un'incessante trama di memorie reali e fantastiche che sono l'essenza stessa di una citt� - foresta di simboli. Non sapersi orientare in una citt� non vuol dir molto. Ma perdersi in essa come ci si perde in una foresta, � una cosa tutta da imparare. (Walter Benjamin, Cronaca Berlinese) E nel tentativo di orientarci meglio nelle zone pi� lontane della memoria l'autore ci offre una rappresentazione fotografica cos� didascalica da farci smarrire nuovamente. Come un cartografo medievale orna la sua mappa di draghi e basilischi, cos� Casetti, tra le righe, innesta squarci di citt�: cartoline, oggetti, vedute di una Roma piccolo borghese talmente piccola da diventar metafisica. La citt� illustrata perde cos� i contorni del realismo per confondersi con l'inesattezza dei ricordi, dei racconti. Non ci interessa pi� che le vicende qui narrate siano tutte realmente accadute; Quartiere Italia non � solo un fondale teatrale di vicende, ma la storia di un'identit� nomade che trova nei suoi traslochi, nelle sue nevrosi, nei suoi smarrimenti anche la sua salvezza. Perch� come annota Pontalis: "ci vogliono parecchi luoghi dentro di s� per avere qualche speranza di essere s� stessi". Valerio Maria Trapasso