Citazione spirituale

Natale - Lectio brevis

di

Orsatti Mauro, Monastero della Visitazione di Sal�

 


Copertina di 'Natale - Lectio brevis'
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EAN 9788839932129

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Tipo Libro Titolo Natale - Lectio brevis Autori Editore Queriniana Edizioni EAN 9788839932129 Pagine 96 Data gennaio 2013 Peso 120 grammi Altezza 19 cm Larghezza 11,5 cm Collana Lectio brevis
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Mauro Orsatti
Monastero della Visitazione di Sal�




Natale
Lectio brevis




Editrice Queriniana
NATALE DEL SIGNORE




Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande
luce (Is 9,1).
Perch� un bambino � nato per noi, ci � stato dato un figlio
(Is 9,5).



MEDITATIO

La luce assume particolare valore in questo tempo
invernale quando, almeno alla nostra latitudine, le ore di
luminosit� sono pi� limitate. Nello sfavillio del Natale bril-
la un bagliore che si distingue dagli altri. Non ha colore,
non � prodotto dall'elettricit�, non abbaglia. Pi� che per
gli occhi, � per il cuore. � dato a noi e a tutti gli uomini;
non si compra n� si vende; aiuta non tanto a sapere dove
siamo, quanto piuttosto a scoprire chi siamo. � il Dio fatto
uomo a diventare luce, illuminando la notte della storia e
riscaldando il cuore dell'umanit�. Una volta acceso, non
si spegne pi�, se non lo rifiutiamo. Se non lo lasciamo
brillare, cesser� di essere fonte di vita, condannando gli
6 Tempo di Natale


esseri umani a restare al buio, senza orientamento, e a
raffreddarsi sempre pi�.
Non c'� cristiano, per quanto indifferente e lontano dal-
la vita ecclesiale, che non abbia sentito parlare della nascita
di Ges� a Betlemme e dei pastori che accorrono, sollecitati
da un annuncio angelico, a rendergli omaggio. I fatti sono
noti, resi incandescenti anche da un facile sentimento. Sia
dunque benvenuto anche il sentimento, parte integrante
della persona, a condizione che entri in relazione con la
storia e con la teologia.
� opinione comune che a Natale ci si senta un po' pi�
buoni. Accogliamo con riserva questo pensiero: non basta
una data, segnata dal calendario, a rompere il circuito di
morte creato dall'odio e dall'ostilit�! Il bambino che nasce
porta il nome di �Principe della pace�, perch� possiede
in modo stabile e duraturo quell'armonia, che � pronto a
donare. Se in lui sta la fonte della pace, chiediamola in do-
no, per noi e per tutti. La pace non sar� allora una sterile
spruzzatina di mieloso entusiasmo passeggero, ma il dono
che l'Emmanuele, il �Dio con noi�, affida alla laboriosit�
delle nostre mani, alla fantasia della nostra intelligenza e al
calore del nostro cuore.
Il richiamo ai fatti serve a contestualizzare l'evento stu-
pendo che stiamo celebrando, liberandolo dalle strettoie di
una semplice manifestazione esteriore, per inserirlo, senti-
mento compreso, nella grande visione storico-teologica di
un Dio, che si fa uomo perch� l'uomo possa diventare Dio.
Qui sta la grandezza del Natale che, mentre ci apre alla
Pasqua, fa scaturire sentimenti di gratitudine e di ricono-
scenza, verso Dio prima di tutto, e poi verso gli uomini di
buona volont�, che sono disposti ad accendere un lume di
speranza per un mondo migliore.
Natale del Signore 7


PER LA LETTURA SPIRITUALE

Non c'erano n� preti n� teologi alla grotta di Betlemme.
Eppure tutta la teologia cristiana ha origine in quel miraco-
lo dei miracoli: Dio si � fatto uomo.
Theologia sacra: la sua origine � in quel genuflettere
adorante dinanzi al mistero del Figlio di Dio nella stalla.
'Dio manifestato nella carne', l'uomo-Dio Ges� Cristo:
questo � il mistero santo che la teologia � chiamata a pro-
teggere e custodire.
La cristologia della chiesa antica � realmente nata nella
grotta di Betlemme, e sul suo volto segnato dagli anni c'�
lo splendore del Natale. A chi impara a conoscerla essa
conquista ancor oggi il cuore.
� stato fondamentale per i padri professare che Dio, il
Figlio, ha assunto la natura umana, e non una data perso-
na. Che significa questo' Significa che Dio si � fatto uomo
assumendo la natura umana, non un singolo uomo. Tale
distinzione era necessaria per salvaguardare il carattere
universale del miracolo di Natale.
Dio nella nascita di Ges� Cristo ha assunto l'umanit�
e non semplicemente un individuo. Questa assunzione
avvenne per� '� ed � questo il miracolo dell'incarnazio-
ne� ' corporalmente. Il corpo di Ges� Cristo � la nostra
carne. Egli porta la nostra carne. Ecco perch� dove � Ges�
Cristo, l� siamo noi, che lo sappiamo o no; � cos� in virt�
dell'incarnazione: ci� che accade a Ges� accade a noi. �
veramente la povera carne di tutti noi, � realmente il nostro
sangue che giace in quella mangiatoia. � la nostra carne
che egli santifica e purifica con la sua obbedienza e con la
sua sofferenza. Egli ha assunto la natura umana perch� fos-
simo in eterno presso di lui. Dove � il corpo di Ges� Cristo,
l� siamo anche noi; anzi, noi siamo il suo corpo. Per questo
la testimonianza di Natale narra a tutti gli uomini: �Voi
siete stati assunti, Dio non vi ha disprezzati, egli porta nel
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suo corpo la carne e il sangue di voi tutti. Volgete lo sguar-
do alla mangiatoia! Nel corpo di quel bimbo, nel Figlio di
Dio fattosi carne, � la vostra carne, � tutta la vostra miseria,
la vostra angoscia, la vostra tentazione, anzi tutto il vostro
peccato che � portato, perdonato, santificato�.
Se tu ti lamenti: �Non c'� salvezza per la mia natura,
per tutto il mio essere, sono perduto per sempre�, la buona
notizia del Natale ti risponde: �La tua natura, tutto il tuo es-
sere sono stati assunti: Ges� li porta; � cos� che � diventato
il tuo Salvatore�. Divinit� e umanit�, natura umana e natura
divina si incontrano e si uniscono solamente nella persona
del Figlio di Dio, in Ges� Cristo. Unicamente nella persona
di Ges� Cristo e attraverso di essa divinit� e umanit� sono
unite l'una all'altra, �senza confusione, immutabili, indivi-
se, inseparabili�, come il Credo calcedonese ha enunciato
con estremo paradosso e al tempo stesso con reverenziale
salvaguardia del mistero della persona del Mediatore (D.
Bonhoeffer, Memoria e fedelt�, Qiqajon, Magnano 1995,
64-69, passim).

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