Il senso dell'altro ha una duplice accezione: il significato che diamo all'altro e alla sua presenza, ma anche il sentire dell'altro, il modo in cui questi percepisce e ci percepisce. Ogni persona si presenta sempre come un territorio non pienamente disponibile al nostro sguardo: occorre che si riveli per conoscerla. Inoltre, qualunque relazione richiede di mantenere l'alterit�, di non assorbire l'altro, di non appropriarsene, di attestare e rispettare la sua peculiarit�. L'altro � per� anche un'incognita e nella storia, mondiale e personale, ponti e muri si alternano per incontrarsi e per difendersi, per far accedere e per arginare. In un periodo complesso come quello presente, � particolarmente necessario trovare spazi condivisi per interrogare la contemporaneit� in alcuni dei suoi dinamismi e orizzonti di senso.
Questo volume nasce da un lavoro iniziato in una giornata di studi della Facolt� di Scienze della Formazione dell'Universit� Cattolica nella sede di Piacenza, il cui titolo offre la cornice dell'itinerario di riflessione che qui proponiamo al lettore. A partire da alcune parole chiave - muri, dialoghi, paure, ponti - diverse prospettive disciplinari si confrontano su temi che toccano l'alterit� nella sua identit� corporea, culturale, storica, biografica. Le diverse analisi che compongono il volume non ignorano, ma anzi assumono, un paradosso di partenza: il fatto che ciascuno �, per l'altro, altro, e che quindi parlare dell'alterit� significa parlare di s�. Un paradosso che � messo a tema in modo esplicito nella riflessione filosofica sull'umano, che attraversa l'analisi storica che indaga sulle identit� nazionali e sui meccanismi di inclusione od esclusione, che affiora con forza nella sfida pedagogica di un'educazione in un contesto interculturale, che interroga le arti performative che si propongono come strumento e ambiente formativo. Il tema dell'alterit� � in fondo il tema dell'umano e del suo essere costitutivamente in relazione.