Citazione spirituale

Sinossi e commento esegetico-spirituale del quattro vangeli

di

Angelico Poppi


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EAN 9788825050929

Disponibilit� immediata
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Tipo Libro Titolo Sinossi e commento esegetico-spirituale del quattro vangeli Autore Editore Edizioni Messaggero EAN 9788825050929 Pagine 640 Data dicembre 2019 Collana Fuori collana
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Angelico Poppi




SINOSSI E COMMENTO
ESEGETICO - SPIRITUALE
DEI QUATTRO VANGELI
[indicato per 'lectio divina']
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P. angelico Poppi (1928-2017), OFM Conv, ha insegnato alla Facolt� teologica
dell'italia settentrionale - Sezione di Padova - Corso istituzionale S. antonio Dottore.
Ha pubblicato presso le edizioni Messaggero Padova le seguenti opere sulla sinossi:



Sinossi quadriforme [sincronica] dei quattro vangeli, testo greco ' italiano, volume i, iii edizione 2006, i ristampa 2013
Sinossi [sincronica] dei quattro vangeli, testo italiano, volume i, XiV edizione 2004 (esaurita)
I quattro vangeli ' Commento sinottico, volume ii, iX edizione 2006 (esaurito)
Nuova sinossi [diacronica] dei quattro vangeli, testo greco ' italiano, volume i, i edizione 2006
Sinossi diacronica dei quattro vangeli, testo italiano, volume i, i edizione 2007
I quattro vangeli a confronto. Sinossi diacronica e commento, testo italiano, i edizione 2010
Sinossi e commento esegetico-spirituale dei quattro vangeli, iV edizione 2019




Imprimatur
Padova, 1 marzo 2012
OnellO PaOlO DOni, Vic. Gen.


Nulla osta
Padova, 2 marzo 2012
Fr. Gianni CaPPellettO, Min. Prov.
Provincia patavina di S. antonio dei Frati minori conventuali


iSBn 978-88-250-5092-9

Copyright � 2019 by P.P.F.M.C.
MeSSaGGeRO Di S. antOniO - eDitRiCe
Basilica del Santo - Via Orto Botanico, 11 - 35123 Padova
www.edizionimessaggero.it
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PREMESSA

I quattro vangeli ci offrono altrettanti meravi- possibilmente la costruzione originaria delle pro-
gliosi ritratti di Ges�, che si integrano a vicenda, posizioni e traducendo ogni termine greco con il
perch� scaturiscono dall'unico 'Evangelo', cio� medesimo vocabolo italiano, ma con flessibilit�,
dalla 'Buona Notizia' dell'incarnazione del Fi- soprattutto per i verbi. Il paese di Ges� sar� indi-
glio di Dio, morto in croce per noi. Ogni evange- cato sempre con Nazareth, bench� in greco compaia
lista ne descrive le gesta e ne propone l'insegna- anche con Nazaret e Nazar�.
mento secondo una prospettiva dottrinale pro- Nella pagina a sinistra si propone un commen-
pria. Non si tratta di quattro biografie, che si to essenziale di ogni brano, talvolta introdotto con
possano armonizzare in un racconto omogeneo. un titoletto diverso rispetto al testo. Le espressioni
Per approfondire la ricchezza spirituale e teo- tecniche sono ridotte al minimo; tra parentesi com-
logica dei singoli vangeli, � necessario badare al pare qualche termine greco particolarmente signi-
messaggio che ciascun agiografo ha inteso offri- ficativo. Per non accrescere la mole del volume, si
re ai suoi lettori, avvalendosi di un patrimonio premette una breve introduzione a ciascun vange-
tradizionale nella Chiesa, considerato sacrosan- lo. L'introduzione generale ai vangeli, per chi vo-
to e intangibile. Perci� � indispensabile, anche lesse avvalersi delle acquisizioni recenti dell'ese-
per la lectio divina, un confronto continuo tra di gesi, � rimandata alla alla fine del volume. All'ini-
loro, prestando attenzione alle accentuazioni dot- zio di ogni sezione si segnalano i contenuti
trinali che ogni evangelista ha apportato alle fon- dottrinali e le caratteristiche letterarie pi� rilevan-
ti utilizzate con modifiche, aggiunte e omissioni. ti, per facilitare l'analisi delle singole pericopi.
Quando si vuole cogliere il significato d'un Nell'appendice si riporta la consueta tavola sinot-
brano evangelico si ricorre a qualche commenta- tica. I titoletti delle varie pericopi compaiono tal-
rio. Spesso non si avverte l'esigenza di tenere sot- volta modificati nel testo della presente sinossi.
to gli occhi una sinossi per consultare simulta- La questione del 'problema sinottico', cio� del
neamente i passi paralleli. Con il presente lavoro rapporto tra i quattro vangeli, � oggetto di vivaci
si cerca di ovviare a questo inconveniente. Si trat- discussioni tra i biblisti, ora per� pi� interessati
ta di un sussidio semplice, accessibile a quanti de- all''all'analisi narrativa' di ciascun vangelo pre-
siderano una migliore conoscenza dei vangeli per so a s�. Si presuppone la validit� sostanziale del-
crescere nella fede. Lo sforzo iniziale sar� com- la teoria classica delle due fonti, che si fonda su
pensato dalla percezione di accostarsi pi� profon- due presupposti: 1) la priorit� del vangelo di Mc,
damente al mistero del Cristo. 2) la dipendenza di Mt e Lc in modo autonomo da
La 'Parola' ispirata supera ogni altra parola. Mc per i racconti e da un'altra fonte ipotetica, che
perch� si identifica con la Sapienza di Dio, cio� riporta soprattutto i detti (= l�gia, leggere l�ghia)
con il Verbo (L�gos), 'vita e luce vera degli uo- del Signore, denominata fonte Q (dal tedesco
mini'. I commenti dei vangeli, bench� necessari, Quelle = fonte). Bench� questa ipotesi non sia ri-
sono secondari rispetto al testo sacro, che va let- solutiva, � condivisa dalla maggioranza degli ese-
to nello Spirito per approfondirne il senso spiri- geti, perch� si caratterizza per la sua semplicit�
tuale. Pertanto, si riproduce integralmente a fron- ed � utile per un confronto globale e la classifi-
te ogni vangelo sinottico, accostando i testi paral- cazione delle unit� letterarie dei vangeli.
leli degli altri due. Giovanni � trascritto alla fine Per un commento pi� abbondante dei brani in co-
con accanto i passi paralleli dei sinottici. mune tra i sinottici si legga prima quello di Mc, con-
Il vangelo guida � contraddistinto dallo sfondo siderato il vangelo pi� antico, poi quelli di Mt e di Lc.
grigio. In calce si segnalano, in quanto lo consente In questa edizione, ma soltanto nel contesto di
lo spazio, alcune lezioni varianti. Per l'elenco dei Mt e di Lc guida, sono sottolineati, in base al testo
vari manoscritti, si rimanda alle edizioni critiche greco, le espressioni e i vocaboli di Mt e Lc, attri-
correnti del NT (per i codici pi� importanti cf. I quat- buiti alla fonte Q. Si prescinde dalle differenze di
tro vangeli a confronto). L'impostazione della sinossi persona-numero-modo-genere-caso. Un'�quipe in-
corrisponde a quella delle edizioni precedenti. ternazionale di quarantasette esperti, ha cercato di
La traduzione � letterale, quasi un calco del te- ricostituire il testo originario della fonte Q. Si trat-
sto greco, che cerco di riprodurre fedelmente, an- ta, comunque, d'una ricostruzione ipotetica, ben-
che a scapito della lingua italiana, mantenendo ch� pregevole per l'acribia profusa dagli editori.
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Segni e abbreviazioni

1. Segni e sigle inseriti nel testo M = A. Merk (ed. critica del NT)
O = sinossi di J.B. Orchard
( ) Includono vocaboli aggiunti al testo greco per chiarirne il
Q = The Critical Edition of Q (IQP)
senso; inoltre, il riferimento a passi, a vocaboli paralleli o affini.
[[ ]] Includono inserzioni tardive, considerate non autentiche. Segni nell'apparato critico:
[ ] Indicano testi di incerta autenticit� e il riferimento ai pas- + = aggiunge/aggiungono
si paralleli di Gv. Nel commento si riferiscono ai versetti il cui () = includono manoscritti che differiscono in qualche det-
testo � commentato nella pagina precedente o seguente. taglio dalla lezione riportata
La linea verticale punteggiata ( ) indica doppioni e passi af- [] = includono parole o espressioni che compaiono racchiu-
fini o paralleli, ma fuori contesto rispetto al vangelo guida. se tra parentesi quadre nei vari testi critici
La linea verticale a tratteggio-puntini ( ) segnala l'inversione [[ ]] = passi considerati non autentici nelle edizioni critiche
.
.
di qualche versetto nei passi paralleli rispetto al vangelo guida. . = separa le varianti di un vocabolo o di una espressione
La linea spessa verticale ( ) indica doppioni o testi di conte- ' = separa le varianti dei vocaboli nel medesimo versetto
nuto diverso dal vangelo guida, At 1,13. 16-19 e 1Cor 11,23-26. ' ' = separano le varianti di un versetto dall'altro
' = separa le varianti di capitoli diversi di un vangelo
Le sigle NT, Mt, Mc, Lc, Gv indicano rispettivamente il Nuo-
' ' = separa le varianti d'un vangelo da quelle degli altri
vo Testamento e Matteo, Marco, Luca, Giovanni (Jo nelle note).
Passi della fonte Q nell'ordine di Lc
2. Segni e abbreviazioni per l'apparato
3,2b-3a.7-12.16s.3,21s; 4,16; 6,20-23.27-36.37-42.43-45.46-49;
a) Sigle delle versioni 7,1-3.6-10.18-23.24-28.29-35; 9,57-60; 10,2-12.13-16.21-24;
vl (vetus latina) = antiche versioni latine pregeronimiane 11,2-4,9-13.14-20.23.24-26.29-32.33.34-35.39-44.46-52; 12,2-
vg (vulgata) = testo latino revisionato da san Girolamo 12.22-31.33s.39-40.42-46.49-53.54-56.58s; 13,18-21.23-30.34s;
vg(clem) = vulgata clementina, Roma 1592 14,5.11.16-23.26s.34s; 15,4-7; 16,13.16s.18; 17,1s.3b-4.
Nova Vg = vulgata iussu PP. Pauli VI recensita, 1979 6.20s.23s,26s.30.33-37; 19,12s.15-26; 22,28-30
vgww = vulgata edita da Wordsworth-White Passi della fonte Q nell'ordine di Mt e paralleli di Lc
syr = versioni siriache in generale:
syr(s) = codice sinaitico Mt 3,7-12 // Lc 3,7-9.16-17 Mt 11,12-13 // Lc 16,16
syr(c) = codice curetoniano 3,16 // 3,21-22 11,16-19 // 7,31-35
4,1-11 // 4,1-13 11,21-24 // 10,13-15.12
syr(p) = versione peshitta
5,1-12 // 6,20-23 11,25-27 // 10,21-22
syr(h) = versione harclensis
5,13 // 14,34-35 12,11 // 14,5
syr(pal) = versione palestinese 5,15 // 11,33 12,22-23 // 11,14
co = versioni copte in generale: 5,18 // 16,17 12,24-28.30 // 11,15-20.23
sa = versione sahidica 5,25-26 // 12,57-59 12,32 // 12,10
bo = versione bohairica 5,32 // 16,18 12,33-35 // 6,43-45
mae = versione medio-egizia 5,39-42 // 6,29-30 12,38-42 // 11,16-32
arm = versione armena 5,44-48 // 6,27-28.31-36 12,43-45 // 11,24-26
aeth = versione etiopica 6,9-13 // 11,2-4 13,16-17 // 10,23-24
geo = versione georgica 6,19-21 // 12,33-34 13,31-32 // 13,18-19
6,22-23 // 11,34-35 13,33 // 13,20
b) Abbreviazioni
6,24 // 16,13 16,2-3 // 12,54-56
Raggruppamenti di codici greci: 6,25-33 // 12,22-31
Byz = testo bizantino (koin�), che comprende parte dei codi- 17,20 // 17,6
7,1-5 // 6,37-38.41-42
ci maiuscoli greci e la maggioranza dei minuscoli. 18,7 // 17,1
7,7-11 // 11,9-13
f1 = famiglia 1 dei codici minuscoli 1, 118, 131, 209, 1582. 18,12-14 // 15,4-7
7,12 // 6,31
18,15 // 17,3
f 13 = famiglia 13 dei codici minuscoli 13, 69, 124, 174, 230, 7,13-14 // 13,23-24
7,16-20 // 6,43-45 18,21-22 // 17,4
346, 543, 788, 826, 828, 983, 1689, 1709, ecc.
7,21 // 6,46 19,28 // 22,28-30
Altre sigle:
22-23 // 13,25-27 20,16 // 13,30
hab (habet/habent) = ha/hanno la lezione o il versetto 21,32 // 7,29-30
inv = inverte/invertono 7,24-27 // 6,47-49
8,5-13 // 7,1-3.6b-10; 13,28-29 22,1-10 // 14,15-24
om = omette/omettono 23,4.7.12 // 11,46.43; 18,14
vs/vss = versetto/versetti (v./vv. nel testo, escluse note) 8,19-22 // 9,57-60
9,32-34 // 11,14-15 23,13.23 // 11,52.42
al = altri manoscritti oltre a quelli citati 25-27 // 11,39-44
9,37-38 // 10,2
p; par. parr. = passi paralleli (nel testo e nel commento) 29-32 // 11,47-48
10,7-15 // 10,4-12
pr = parte dei manoscritti 10,16-25 // 10,3; 12,11-12; 6,40 23,34-36 // 11,49-51
pc = pochi manoscritti 10,26-33 // 12,2-9 23,37-39 // 13,34-35
pl (plerique) = la maggior parte dei manoscritti 10,34-36 // 12,49-53 24,26-28 // 17,23-24.37
pm (permulti) = molti manoscritti 37-39 // 14,26-27;17,33 24,37-41 // 17,26-35
rel (reliqui) = i rimanenti manoscritti 10,40 // 10,16 43-44 // 12,39-40
GNT (= 27N-A) = The Greek New Testament (ed. critica) 11,2-6 // 7,18.23 24,45-51 // 12,42-46
Bo = sinossi di M.-�. Boismard-A. Lamouille 11,2-6 // 7,18.23 25,10-12 // 13,25
G = sinossi di A. Huck-H. Greeven 11,7-11 // 7,24-28 25,14-29 // 19,12-26

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VANGELO

SECONDO MATTEO
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INTRODUZIONE sostenendo che l'evangelista intendeva presentare Ges� come il nuo-
vo Mos�, venuto a 'sostituire' l'antica Legge (Tor�) con il Vange-
Matteo ha elaborato le tradizioni ecclesiali sul Cristo alternando
lo. Ai cinque libri del Pentateuco corrisponderebbero i cinque di-
i rascconti, desunti da Mc, con le sezioni didattiche, alcune proprie,
scorsi di Ges�, che costituiscono gli elementi strutturali di Mt: ogni
le altre in gran parte derivate dalla cosiddetta fonte Q, contenente i
discorso � preceduto da una sezione narrativa per preparare il letto-
detti del Signore. L'evangelista si distingue rispetto a Mc e Lc per la
re alla comprensione dell'insegnamento di Ges�. Pertanto, i cinque
capacit� di sintesi. Infatti, ha raccolto gli insegnamenti di Ges�, or-
libretti matteani constano ciascuno di una parte narrativa e di una di-
dinandoli secondo alcune linee tematiche di ampio respiro, ap-
dattica. Ad essi bisogna aggiungere il prologo, concernente il van-
profondendo alcuni nuclei dottrinali, in modo da offrire ai lettori un
gelo dell'infanzia (cc. 1-2), e l'epilogo, che comprende il racconto
piccolo manuale per la catechesi sul regno di Dio. Anche i racconti
della passione e risurrezione di Ges� (cc. 26-28). Mt risultarebbe
sono raggruppati conforme a un piano logico, per documentare l'i-
composto da sette sezioni, un numero preferito dall'evangelista.
dentit� messianica di Ges�. Il vangelo di Matteo fu accolto con gran-
Questa divisione, divulgata dalla Bibbia di Gerusalemme, � an-
de favore, quale vangelo ecclesiale per eccellenza.
cora seguita da parecchi studiosi ma con vari aggiustamenti. Altri
Sotto il profilo letterario, Mt si caratterizza per la chiarezza di
la mettono in discussione, perch� privilegia l'elemento didattico del
esposizione e la solennit� sacrale dello stile, con cui tratteggia la
vangelo a scapito di quello narrativo, dando risalto alla figura di Ge-
figura del Cristo. In effetti, lo presenta fin dall'inizio del ministero s� come Maestro di sapienza anzich� come il Salvatore, che don�
pubblico gi� compenetrato dalla gloria pasquale. la propria vita per la salvezza del mondo.
Alla fine del sec. XVIII fu messa in discussione la convinzione I cinque discorsi rappresentano di certo i piloni portanti del gran-
tradizionale che Mt fosse il primo vangelo. Verso la met� del sec. dioso edificio di Mt, ma non risulta sempre evidente il nesso tra le se-
XIX, in base all'analisi storico-critica, si afferm� l'ipotesi della prio- zioni narrative con i discorsi successivi: talvolta il discorso si accor-
rit� di Mc, che pertanto fu considerato come il creatore dal genere da meglio con la parte narrativa che lo segue. Inoltre, diversi brani di-
letterario evangelico, perch� sembra riportare pi� fedelmente la tra- dattici sono inclusi nelle parti narrative: le sequenze sapienziali di l�gia
dizione della Chiesa primitiva sulla realt� storica di Ges�. nei cc. 11-12, la requisitoria di Ges� contro gli scribi e i farisei nel c.
� controverso il rapporto tra Mt, Mc e Lc: la questione sinotti- 23 sono stranamente inquadrate da Bacon nelle sezioni narrative.
ca � ancora aperta. Secondo la teoria classica delle due fonti, con- Divisione tripartita ' Alla fine del sec. scorso si afferm� questa
divisa dalla maggioranza degli studiosi, si ritiene che Mt dipenda struttura, in base a un'espressione che segnerebbe due cesure nella tra-
da Mc e dalla fonte Q e non abbia avuto alcun rapporto diretto con ma di Mt: 'Da allora Ges� cominci�...' (4,17 e 16,21). Questa for-
Lc. In realt�, Mt segue sostanzialmente la trama di Mc, di cui ri- mula di transizione ha indotto J.D. Kingsbury a dividere Mt in tre
porta quasi tutto il materiale; per la parte didattica si rif� alla fonte parti: 1) identit� di Ges� (1,1-4,16); 2) predicazione di Ges� (4,17-
Q (la fonte dei l�gia = 'detti' di Ges�, utilizzata anche da Lc in mo- 16,20); 3) passione, morte e risurrezione (16,21-28,20). Tale ipotesi
do autonomo); altro materiale gli � esclusivo. Comunque, anche Mt, preserva meglio della precedente il carattere narrativo di Mt, ma sem-
pur dando particolare risalto all'insegnamento di Ges�, conserva bra eccessiva l'importanza attribuita a un'espressione secondaria, al-
l'impronta essenzialmente narrativa di Mc. quanto generica, che ricorre appena due volte nella trama di Mt.
In questo commento essenziale per un confronto globale dei van-
I. Piano generale dell'opera geli, non si adotta alcuna divisione rigida. Si cerca di seguire l'intrec-
Non � facile individuare il filo conduttore che ha guidato l'e- cio narrativo dell'opera di Mt, evidenziandone la particolare visione
vangelista per strutturare la sua opera. La stessa molteplicit� delle dottrinale. Tuttavia, oltre che al vangelo dell'infanzia e al racconto
divisioni proposte dagli studiosi induce a ritenere che Mt non ab- della passione e risurrezione, si d� risalto ai cinque discorsi di Ges�,
bia organizzato il suo lavoro in base a un piano prestabilito. Se- che costituiscono, comunque, elementi distintivi della composizione
gnaliamo le tre ipotesi pi� note. matteana. Illustreremo il contesto di ogni sezione, rilevando il nesso
Divisione biografica ' I tre sinottici inquadrano la vicenda ter- letterario e contenutistico tra le parti narrative e quelle discorsive, in-
rena di Ges� secondo uno schema topografico e cronologico quasi dipendentemente da ogni strutturazione pregiudiziale.
identico, in genere attribuito a Mc, che sembra riferire pi� fedelmente
lo svolgimento storico dell'attivit� di Ges�. Luca lo ripropone nel di- II. Il messaggio teologico di Matteo
scorso kerygmatico pronunciato da Pietro in casa del centurione Cor- Le tematiche pi� significative di Mt ruotano intorno a due po-
nelio (At 10,34-43). Mt segue il medesimo ordine, secondo la seguente li: 1) la figura solenne e ieratica di Ges�, il Cristo e Figlio di Dio,
struttura: 1) infanzia di Ges� (cc. 1-2); 2) preparazione al ministero araldo della Buona Notizia dell'avvento del regno; 2) la Chiesa,
pubblico (3,1-4,11); 3) ministero in Galilea e dintorni (4,12-18,35); quale convocazione universale dei credenti, consapevole del
4) ministero in Giudea (cc. 19-20); 5) ministero a Gerusalemme (cc. mandato missionario, affidatole da Ges� per l'evangelizzazione
21-25); 6) passione e risurrezione (cc. 26-28). Si tratta di una divi- di tutte le genti, e che trova in lui il suo modello di vita.
sione generica, molto diffusa in passato e ancora utile per elaborare Proponiamo ora alcuni spunti dottrinali di Mt circa 1) la fi-
una sinossi, perch� riproduce lo schema comune ai tre vangeli sinot- gura del Cristo, 2) la Chiesa, 3) l'etica cristiana.
tici, facilitandone un confronto globale.
Divisione pentapartita ' Mt d� particolare risalto a cinque di- 1. La figura di Ges�
scorsi di Ges�, che si concludono con una formula stereotipa quasi a) L'inaugurazione del regno di Dio mediante la missione di
identica: 'E avvenne, quando Ges� ebbe finito queste parole (o 'pa- Ges� ' Al vertice del pensiero teologico di Mt sta la concezione
rabole')...' (7,28; 11,1; 13,53; 19,1; 26,1). In base a questa scansio- di Dio come Sovrano dell'universo, che nella sua bont� inizi� un
ne, nel 1918 B.W. Bacon per primo divise Mt in cinque libretti, dialogo amichevole con Abramo, prendendosi poi cura premurosa

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Introduzione

anche degli altri patriarchi e intervenendo nella storia dei loro di- I titoli attribuiti a Ges� nei vangeli sono numerosi. Nella inte-
scendenti con innumerevoli benefici, in previsione dell'invio del stazione premessa alla genealogia Mt ne enuncia tre: Ges� � Cri-
Figlio amato nel mondo. Ges� avrebbe attuato il progetto salvifi- sto, figlio di Davide e figlio di Abramo (1,1). Innanzitutto Ges� �
co del Padre, aderendo alla sua volont� per manifestarne la mise- il Cristo (= Messia, =Unto, Consacrato) annunziato dalle Scrittu-
ricordia sconfinata, riconciliando a lui l'umanit� intera mediante re. 'Cristo' � l'appellativo che ricorreva pi� spesso nella tradizio-
l'oblazione della propria vita sul patibolo della in croce. ne (in Mt 16 volte, 7 in Mc e 12 in Lc). Questo il titolo ricapitola
Il tema del regno di Dio rappresenta in tutti e tre i sinottici il tutte le profezie messianiche contenute nell'AT, che si adempiro-
motivo centrale della predicazione di Ges�, ma in Mt assume un'ac- no in Ges�, non nel senso nazionalistico e politico, bens� sulla li-
centuazione caratteristica. Il termine 'basil�ia' ricorre 14 volte in nea del Servo sofferente di JHWH (cf. Is 53), del re umile e paci-
Mc, 34 in Lc, 55 volte in Mt, di cui 51 in riferimento al regno di fico (Zc 9,9), che si prese cura soprattutto dei malati, degli emar-
Dio. Mt si avvale dei cinque grandi discorsi, posti sulle labbra di ginati, dei peccatori, del popolo povero, ansioso di redenzione e
Ges�, per sviluppare progressivamente questo tema. Nel discor- di salvezza. La missione di Ges� si caratterizz� per la sua mitez-
so della montagna (cc. 5-7) ne illustra la promulgazione; con il di- za, per il suo atteggiamento di solidariet� verso gli ultimi.
scorso di missione (c. 10) ne sottolinea la diffusione, con quello Mt insiste sul titolo figlio di Davide (9 volte, 2 in Mc e 2 Lc)
in parabole (c. 13), ne chiarisce la natura misteriosa, trascenden- per bocca dei malati (9,27; 15,22; 20,30-31) e della folla osannante,
te; con il discorso ecclesiale (c. 18) ne prefigura l'attuazione ini- che lo acclamava al suo ingresso messianico a Gerusalemme. Si
ziale nella vita della comunit� cristiana; con il discorso escatolo- trattava per� d'una designazione ambigua e insufficiente, che si ri-
gico (cc. 24-25) ne predice l'attuazione finale. faceva a una concezione del messia terreno, taumaturgo e libera-
Non � facile precisare il significato del 'regno di Dio' o 're- tore, senza riferimento alla sua dottrina e alla sua identit� sopran-
gno dei cieli' nei sinottici. In Mt emergono due concezioni: una naturale. Ges�, discendente davidico, � pi� grande del re Davide
finale-escatologica, l'altra storico-salvifica (J. Gnilka). La prima (22,41-46). � denominato pure 're dei giudei', il titolo apposto sul-
consiste nella vita eterna, cio� nella salvezza, che discende dal cie- la croce come motivazione ufficiale per la sua condanna a morte,
lo come dono gratuito di Dio, ma che implica l'accoglienza libera che di solito � messo sulla labbra degli avversari in senso ironico.
da parte dell'uomo e il suo impegno operoso. Il regno inteso in sen- Ges� � il Figlio di Dio. Anche questo titolo non si discosta dal
so escatologico si attuer� alla fine del mondo. La comparsa e l'a- modello biblico: � usato spesso nell'AT in senso metaforico, per
zione di Ges�, vero uomo e vero Dio, ne costituiva il preludio. indicare il rapporto particolare che avevano con Dio alcuni perso-
Secondo una concezione storico-salvifica, Mt concepisce il re- naggi, investiti di un incarico importante (re, profeti, ecc.). Nella
gno di Dio come un fattore di salvezza che era presente e operan- tradizione cristiana tale appellativo assunse un significato nuovo
te nella elezione d'Israele. Il rifiuto di Ges�, Inviato definitivo di ed esclusivo, relativo all'unicit� della filiazione divina di Ges�.
Dio, ha determinato il passaggio di questo dono da Israele alla Chie- Bench� Mt non affermi mai esplicitamente la sua divinit�, tuttavia
sa (21,43). Il regno non si identifica con la Chiesa; essa ne costi- � significativa la frequenza con cui gli attribuisce il titolo di 'Si-
tuisce l'ambiente privilegiato, nel quale si attua progressivamente gnore' (= K�rios), che traduce il nome di JHWH nella LXX. Mt sug-
in proporzione alla fedelt� dei suoi membri al Vangelo. gerisce il tema della filiazione divina di Ges� a partire dall'infan-
In conclusione, il regno di Dio rappresenta un dono gratuito, zia e poi l'accentua lungo tutto il vangelo, per attestare la fede del-
che ha origine dal cielo e alla fine dei tempi avr� la sua piena at- la comunit� nel Cristo risorto, glorificato alla destra del Padre.
tuazione in cielo. Tuttavia, esso si realizza parzialmente anche Il titolo Figlio dell'uomo fa riferimento in senso escatologi-
nel mondo presente come anticipazione e prefigurazione della co alla visione danielica del giudizio divino sui popoli (Dn 7,13-
realt� futura. Gli esorcismi e le guarigioni dei malati, l'accoglienza 14). L'evangelista presenta Ges� come giudice universale in va-
dei peccatori, la sollecitudine di Ges� verso i poveri e gli emar- ri contesti, specie nel giudizio finale (cf. 16,27; 25,31-46).
ginati ne rappresentavano la manifestazione iniziale in terra. Il Oltre che questi titoli, che illustrano l'identit� soprannatura-
regno di Dio si sviluppa e si afferma gradualmente nella storia, le di Ges�, Mt ne riporta altri quattro (funzionali), concernenti
ma raggiunger� la perfezione solo alla fine dei tempi con la ve- la sua attivit� pubblica: Ges� � il Maestro per eccellenza, che
nuta gloriosa del Cristo nella parusia. 'insegna come uno che ha autorit�' (7,29). L'evangelista con i
b) I titoli di Ges� ' Mt presenta Ges� vivente in mezzo alla cinque grandi discorsi ne tratteggia la figura del vero 'Rabb�',
comunit� dei 'fratelli' riuniti nel suo nome, che lo riconoscono in contrapposizione al rabbinismo di Jamnia, che aveva ufficia-
come Signore e Salvatore. L'evangelista sviluppa una cristolo- lizzato tale titolo per i suoi maestri. Ges� stesso ammonisce: 'Voi
gia implicita lungo tutta la sua opera con una serie di titoli, che non fatevi chiamare rabb�, perch� uno solo � il vostro Maestro,
indicano l'identit� trascendente di Ges�, il Messia davidico che ma voi siete tutti fratelli' (23,8).
port� a compimento le Scritture. Tuttavia, fin dalle prime pagi- Fin dall'inizio della sua missione Ges� intraprese il suo cam-
ne del vangelo, Mt ne sottolinea l'origine soprannaturale (1,18- mino sulla via del Servo sofferente del Signore (Ebed JHWH). In ba-
25), che lo collocava su di un piano superiore rispetto al messia se al quarto canto d'Isaia (52,13-53,12), la Chiesa comprese che
nazionalistico atteso dagli ebrei. Il nome Ges� (= JHWH � sal- la passione-morte di Ges� rientrava nel piano salvifico di Dio.
vezza), rivelato in sogno a Giuseppe dall'angelo, non si riferiva Matteo sottolinea la funzione di Ges� quale Taumaturgo, confor-
alla liberazione d'Israele dal giogo straniero, bens� alla salvez- me a quanto era stato predetto dalle Scritture per l'epoca messia-
za del 'suo popolo' (quello messianico) dai peccati (1,21). Egli nica. Rileva inoltre il suo ruolo di Pastore d'Israele (cf. 9,36; 10,6;
� l'Emmanuele, il 'Dio-con-noi' in senso reale, come emerge 15,24), un tema gi� anticipato nel vangelo dell'infanzia (2,6) con
dalla conclusione del vangelo, quando il Risorto si rivolge ai di- la citazione del passo di Michea (5,1). Ges� ademp� la profezia di
scepoli dicendo: 'Ecco, Io-sono-con-voi tutti i giorni...' (28,20). Ezechiele (34,20), prendendosi cura delle pecore deboli e smarrite.

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Introduzione

c) Il Cristo della gloria ' Mt ha conferito alla sua opera Qual � il rapporto tra la Chiesa e il regno di Dio' Sono due
un'impronta cristologica particolare, che preludeva alla theolo- realt� molto vicine, che per� non si identificano; Mt comunque
gia glori� di Giovanni. L'evangelista, pi� che a narrare la vi- tende a concepire la Chiesa come una manifestazione concreta
cenda di Ges� della storia, come fa Mc, tratteggia la figura del del regno nella storia. Il pensiero dell'evangelista scaturisce dal-
Cristo glorificato con uno stile sacrale. Perci� sfronda i raccon- la sua concezione cristologica e si fonda sulla prospettiva esca-
ti da dettagli superflui, per consentirne una rilettura attualizzante tologica della salvezza. La Chiesa rappresenta la continuazione
nel contesto delle adunanze liturgiche dei cristiani, nelle quali del popolo dell'Alleanza sinaitica, che Ges� � venuto a portare
Ges� veniva acclamato e celebrato come Figlio di Dio, Signore a 'compimento'. Per entrare nel regno non basta ascoltare la sua
e Salvatore. Pertanto, non si sofferma sul ritratto terreno di Ge- parola, ma bisogna tradurla in pratica nella quotidianit� della vi-
s�, rilevandone gli aspetti umani, le emozioni, i limiti; al con- ta (7,21.24). Di qui l'insistenza sulle opere buone (5,16; 7,21; 21,43).
trario, anticipa la gloria del K�rios, entrato in pieno possesso Pure il discorso di missione ha un orientamento escatologi-
delle sue prerogative divine, con la risurrezione e la spiritualiz- co, che trascende l'esperienza storica fatta dai discepoli. Per boc-
zazione della sua umanit�. Ges� appare il 'Signore' della Chie- ca di Ges� sono preannunziate tribolazioni e persecuzioni che
sa, alla quale assicura la sua presenza perenne per assisterla nel- avrebbero afflitto i sui seguaci, prima della parusia del Figlio
la missione di evangelizzazione universale. Mt sfuma e omette dell'uomo (10,23.32-33). Anche nel discorso in parabole (c.13,1-
le espressioni marciane che potevano offuscare la dignit� di Ge- 52) Mt combina temi ecclesiali con motivi escatologici.
s�; non ne menziona le emozioni e i sentimenti considerati trop- Si riscontra un'intonazione escatologica anche nel discorso
po umani o riduttivi. Il Ges� di Mt appare compenetrato dello ecclesiale (c. 18). � necessario assumere un atteggiamento di
splendore della divinit� gi� durante la sua esistenza storica. consapevolezza della propria insufficienza e di fiducia in Dio,
analogo a quello dei bambini verso i loro genitori, per entrare
2. La Chiesa, prefigurazione del regno dei cieli nel regno dei cieli (18,3). Il servizio pastorale dei responsabili
nella Chiesa si concretizza nell'accoglienza dei bambini indife-
Mt mostra un particolare interesse verso la comunit� istitui-
si (18,5) e nella cura premurosa dei 'piccoli', cio� delle perso-
ta da Ges�. Al di l� del gruppo degli apostoli egli intravede la
ne semplici, meno istruite e perci� pi� esposte all'errore e allo
Chiesa, nella quale Cristo continua a vivere e a operare per la
scandalo (18,6-10). Tutti devono sentirsi responsabili della sal-
salvezza del mondo. I cinque discorsi strutturali, che hanno per
vezza dei fratelli (18,15-18).
oggetto centrale il regno di Dio, riguardano pure la vita della
La Chiesa non � una comunit� composta di perfetti: � una
Chiesa. Il termine ekkles�a, per indicare la 'convocazione' da
realt� mista. Essa svolge il suo ministero nel mondo, dove i giu-
parte di Dio dei credenti, nei vangeli ricorre tre volte solo in Mt sti sono mescolati con fratelli traviati. Solo alla fine della sto-
(16,18 e due volte in 18,17); in Paolo compare 62 volte; in At ria, nel giudizio finale, avverr� la separazione degli eletti dai mal-
23 e 20 in Ap. L'istituzione della Chiesa risale a Ges�. Egli ha vagi, quando 'i giusti splenderanno come il sole nel regno del
inteso formare intorno a s� una nuova accolta di adoratori di Dio, Padre' (13,43). Tale compito discriminatorio non spetta alla Chie-
in analogia con l'assemblea di JHWH, radunata ai piedi del mon- sa, ma � riservato a Ges� nella parusia, quale giudice universa-
te Sinai, dopo la liberazione degli ebrei dall'Egitto (Es 19,3ss.). le. Con la sua comparsa ha gi� avuto inizio il tempo escatologi-
Il discepolato � strettamente collegato con l'istituzione del- co. Di qui la necessit� della vigilanza, della preghiera per essere
la Chiesa. I discepoli, chiamati alla sequela da Ges�, quali suoi trovati pronti nel giorno del giudizio finale, il cui esito dipen-
collaboratori (10,1.7-8), formano il nucleo germinale della co- der� soprattutto dalla pratica delle opere di misericordia verso i
munit� cristiana. L'evangelista li considera come i prototipi dei piccoli, i poveri, verso le persone bisognose di aiuto (25,31-46).
veri seguaci di Cristo e i modelli ideali per i credenti. Pertanto, La Chiesa � considerata da Mt come l'ambito della basil�ia
sottolinea la cura particolare di Ges� per la loro formazione. Do- (regalit�) del Figlio dell'uomo, della sua azione nel mondo, in vi-
po la confessione messianica di Pietro, il suo insegnamento � ri- sta dell'attuazione piena del regno di Dio. Il Cristo continua ad
volto quasi esclusivamente ai discepoli. Prima ancora di defini- agire nella comunit� da lui fondata; ma questa � ancora legata al-
re la fisionomia e la prassi della comunit� (c. 18), prima di illu- la caducit� del mondo e perci� deve vegliare su se stessa, impe-
strare la vera natura del regno di Dio (c. 13), Ges� li invi� a gnandosi nell'ascolto e nella pratica della parola di Ges�, per por-
proclamare la Buona Notizia della venuta del regno (c. 10). Il tare frutto. Essendo composta di giusti e di peccatori, essa bril-
distacco dall'ambiente familiare, la rinuncia dei beni terreni, le ler� nel pieno fulgore che si addice alla sposa di Cristo soltanto
persecuzioni, i processi, il martirio avrebbero conformato stret- dopo il giudizio finale, quando avr� luogo la loro separazione.
tamente la vita dei discepoli alla sorte del loro Maestro. Il rapporto tra la Chiesa e Israele � avvertito acutamente da
Avendo un alto concetto del discepolato, Mt tralascia episo- Mt. Dio � fedele alle promesse e mantiene la parola. Perci� il suo
di che potevano offuscare la reputazione degli apostoli, attenua progetto salvifico non pu� subire fratture o venir annullato dal-
i rimproveri e omette alcuni detti con i quali Ges� biasima la lo- l'infedelt� dell'uomo. Bench� gli ebrei, nella loro maggioranza,
ro lentezza nel comprendere la sua identit� e la sua azione. Es- abbiano rifiutato di riconoscere in Ges� il Messia, la storia di Dio
si sarebbero stati i testimoni, i continuatori della sua opera, le con i patriarchi e i giusti dell'AT prosegue nella Chiesa, alla qua-
guide della comunit� messianica, esercitando una vera autorit�, le viene affidato il regno di Dio per portar frutti di salvezza in fa-
ricevuta da Ges� stesso (28,18-20). Mt sottolinea il potere di in- vore di tutta l'umanit� (21,43). Si riscontra in Mt una certa ten-
segnamento e di giurisdizione affidato a Pietro e ai discepoli sione tra l'esclusivismo giudaico e l'universalismo cristiano. Co-
(16,16; 18,18). I 'brani petrini' (14,28-31; 16,17-19; 17,24-27), munque l'evangelista distingue l'ambito dell'attivit� di Ges�,
esclusivi di Mt, prospettano il ruolo futuro del vicario di Cristo. riservata alle pecore perdute della casa d'Israele (8,11-12; 15,21-28),

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Introduzione

dalla missione universale della Chiesa, pur prospettando fin dal- clesiale (c. 18) rappresenta un'esplicitazione concreta dello spi-
l'ingresso di Ges� nel mondo la conversione dei pagani, rappre- rito del Vangelo, che presuppone la consapevolezza della pro-
sentati dai magi. Pertanto, l'inizio del Vangelo risulta strettamente pria impotenza radicale per salvarsi. Pertanto, bisogna affidarsi
collegato con il mandato di Ges� risorto ai discepoli di far di- umilmente al soccorso divino. Ogni cristiano viene sollecitato
scepoli in tutte le nazioni (28,19-20). all'interessamento per i fratelli fragili nella fede o sviati, alla
L'accento antigiudaico di Mt � determinato dalla situazione correzione fraterna, al perdono illimitato.
di tensione e di conflittualit� tra la chiesa locale e la sinagoga. Mt appare il pi� 'moralista' degli evangelisti, in quanto insi-
La divaricazione tra le due realt� andava progressivamente ac- ste sulle opere buone (5,16), sulla pratica della volont� del Padre
centuandosi, sfociando infine in una separazione irreversibile. (6,10; 7,21, 12,50) e delle parole di Ges� (7,24), sulla necessit�
I rimproveri posti sulle labbra di Ges� contro gli esponenti dei di portare frutti per il regno di Dio (21,43), sull'osservanza di quan-
giudei, contro gli scribi e i farisei (c. 23), costituivano un mo- to ha comandato (28,20). Tuttavia, come risulta dal brano del giu-
nito severo anche per i cristiani, se non si mantenevano fedeli dizio finale (25,31-46), l'etica di Mt non riflette una mentalit� le-
al suo insegnamento. galistica, ma propone la piena conformit� al Vangelo, vissuto nel-
3. La vita cristiana la vita quotidiana con la pratica del comandamento dell'amore.

Mt, oltre che offrire un'esposizione ordinata della dottrina III. Autore, data, luogo di composizione, destinatari
di Ges�, mira ad inculcare una condotta di vita esemplare, confor- 1. L'attribuzione del primo vangelo all'apostolo Matteo, in-
me alle esigenze del Vangelo. Si avverte nella sua riflessione cri- discussa fino alla met� del sec. XIX, si fondava essenzialmente
stologica una certa tensione tra la novit� scaturita dall'insegna- sulla testimonianza di Papia, vescovo di Gerapoli in Frigia ne-
mento di Ges� e la fedelt� alla Legge mosaica. Siccome la sua gli anni 110-130: 'Matteo mise in ordine i detti (l�gia) in lingua
comunit�, composta in prevalenza da giudeocristiani e da paga- ebraica, e ognuno li interpret� come era capace' (cit. in Euse-
ni convertiti, era fortemente condizionata dalla presenza pi� fol- bio, Hist. eccl. III,39,16). Si tratta di una testimonianza prezio-
ta di ebrei che rifiutavano il Vangelo, l'evangelista nella sua pro- sa ma enigmatica per alcuni termini; inoltre, se ne ignora il con-
posta morale, riafferma la validit� perenne della Tor� quale
testo nell'opera di Papia, dalla quale dipendono le testimonian-
espressione autentica della volont� di Dio, ma sottolinea che Ge-
ze successive dei padri della Chiesa, pi� precise ed esplicite.
s� ne era l'interprete autorevole e definitivo, e che con la sua pa-
Scrive Ireneo: 'Matteo fra gli ebrei, nella loro stessa lingua,
rola e la sua opera l'aveva portata a compimento nella sua va-
pubblic� un vangelo scritto, mentre Pietro e Paolo a Roma evan-
lenza profetica (5,17). Quindi il suo insegnamento e la sua pras-
gelizzavano e fondavano la Chiesa' (in Eusebio, Hist. eccl. V,8,2).
si dovevano costituire il fondamento per una condotta di vita
Origene attesta: 'Per primo fu scritto [il vangelo] secondo Mat-
autenticamente cristiana.
teo, una volta pubblicano, ma dopo apostolo di Ges� Cristo; lo ha
L'atteggiamento di Mt verso la Tor� si colloca a met� strada
pubblicato per i credenti venuti dal giudaismo, composto in lingua
tra quello di rigorosa fedelt�, assunto da Giacomo nella Chiesa
ebraica' (in Eusebio, Hist. eccl. VI,25,4). Gli altri testi patristici
madre di Gerusalemme, e quello polemico di Paolo, indotto da-
posteriori confermano in genere la paternit� e priorit� di Mt.
gli avversari a contrapporre la libert� evangelica alla schiavit�
Dall'analisi interna risulta che Mt � stato scritto da un ebreo.
della Legge. Mt ripropone la validit� di ogni precetto (anche mi-
Lo dimostrano il contenuto teologico e le caratteristiche lettera-
nimo) della Tor� (5,18-19), ma nello stesso tempo invita il cre-
dente a praticare una 'giustizia pi� grande' di quella degli scri- rie semitizzanti, la conoscenza delle usanze e dei costumi ebrai-
bi e farisei (5,20), incentrata sul comandamento dell'amore di ci, il ricorso frequente all'AT. Tuttavia, risulta problematica l'at-
Dio e del prossimo. Ges� non era venuto per abolire la Legge mo- tribuzione tradizionale del testo canonico all'apostolo Matteo.
saica, ma a portarla a 'compimento' (5,17) e ad attuarla nella sua La redazione finale � pi� tardiva e si rif� alla tradizione marcia-
valenza profetica di messaggio salvifico per tutta l'umanit�. na. La familiarit� del redattore con la Scrittura e con le tecniche
In contrasto con la mentalit� giudaica corrente, Mt non con- letterarie rabbiniche per la sua interpretazione, lo sviluppo del-
sidera la Tor� come espressione definitiva della volont� di Dio. la riflessione cristologica fanno supporre che l'autore sia uno
Il cristiano deve perseguire una 'giustizia superiore', radicata scriba giudeocristiano, vissuto nell'ultimo scorcio del sec. I d.C.
in un atteggiamento nuovo di bont� e di carit�, di sincerit� e di Sembra che lui stesso alla conclusione del discorso in parabole
amore universale, a imitazione della santit� perfetta e della bont� indichi la sua identit� di 'scriba... divenuto discepolo del regno',
misericordiosa del Padre celeste (cf. 5,48). Secondo Mt, non si che non ha rinnegato le sue radici culturali-religiose ebraiche,
ha nessun allentamento della Legge da parte di Ges�: questi ne avendo saputo trarre dal suo tesoro 'cose nuove e cose vecchie'
afferm� la validit� perenne, compenetrandola per� di un afflato (Mt 13,52).
nuovo, unificandola nel comandamento essenziale dell'amore, � probabile un rapporto tra il vangelo di Mt e l'apostolo omo-
ricapitolandola cio� nella regola d'oro: fare agli altri tutto ci� nimo. Siccome tra i Dodici forse solo Matteo, quale pubblica-
che si vorrebbe fatto a se stessi (7,12). no, aveva pi� familiarit� con la penna, � verosimile che gi� du-
Il giogo di Ges� � dolce e leggero (11,30), ma non per que- rante il ministero di Ges� abbia messo in scritto alcuni l�gia par-
sto meno esigente. L'evangelista, animato da grande zelo pasto- ticolarmente incisivi e originali. La testimonianza di Papia,
rale, mette in guardia i cristiani da una vita dissipata. Ammoni- anche se oscura, presuppone un fondamento storico. Lo scriba
sce soprattutto i responsabili della comunit� a destarsi dall'apa- che ha composto il nostro Mt, interessato a lumeggiare la figu-
tia e a liberarsi dall'ambizione e da interessi personali, per ra di Ges� quale Maestro, deve avere attinto a piene mani dal-
dedicarsi con generosit� al servizio dei fratelli. Il discorso ec- l'opera menzionata da Papia.

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Matteo 1,1-17

2. La data di composizione va collocata tra gli anni 80-90 VANGELO DELL'INFANZIA DI GES�
d.C. Il Mt canonico in genere viene datato dopo la distruzione
di Gerusalemme (70 d.C.), alla quale allude un'espressione nel- Molti esegeti considerano la sezione di Mt 1,1-4,16 co-
la parabola delle nozze regali (cf. 22,7). L'inserzione del 'van- me il Prologo, nel quale l'evangelista propone l'identit�
gelo dell'infanzia', lo sviluppo della riflessione cristologica, la
della figura di Ges�. Comunque, i primi due capitoli con-
situazione della comunit� matteana, la dipendenza da Mc (o dal-
cernenti la sua infanzia costituiscono una parte caratteri-
la sua fonte) fanno propendere per una datazione tardiva, intor-
stica, che si distingue dal resto del vangelo per lo sche-
no all'anno 85 d.C.
matismo accentuato, per la forma stilizzata e per l'inten-
3. La maggior parte degli studiosi indica Antiochia di Siria
so contenuto teologico. Quanto ai dati essenziali, questa
come luogo di composizione di Mt, perch� il cristianesimo vi era
ben radicato da qualche decennio (cf. At 11,19-26) ed era note-
composizione di Mt corrisponde a quella parallela di Lc
vole la presenza di giudeocristiani. Altri considerano pi� proba- (cc. 1-2), ma se ne differenzia totalmente quanto all'im-
bile che sia stato composto in Siria meridionale, dove dimora- postazione e al contenuto. Inoltre, pi� che un 'racconto',
vano numerosi ebrei, e/o nell'alta Galilea, che formava un'uni- rappresenta la proclamazione dell'ingresso del Messia nel
ca provincia amministrativa con la Siria. mondo, cio� la Buona Notizia. Pertanto, risulta appropriato
Molti giudeocristiani all'approssimarsi della catastrofe di Ge- il titolo 'Vangelo dell'infanzia'.
rusalemme si erano allontanati dalla Giudea per stabilirsi a Pel- L'evangelista anticipa in questa sezione tematiche fon-
la, una citt� della Decapoli. La presenza consistente di cristiani damentali. Ges� � il Messia aspettato da secoli, che adem-
pure in Galilea sembra confermata dalla centralit� attribuita da pie le profezie dell'AT, le trascende e le illumina di nuo-
Mt e da Mc a quella regione per l'irradiazione del Vangelo ver- va luce: � il discendente di Davide, che porta a compimento
so tutte le genti. i vaticini messianici, confluiti nella dinastia regale a par-
Siccome il vangelo di Mt riflette un'ambientazione urbana, tire dalla profezia di Natan (2Sam 7,1-17); � il discendente
di solito viene indicata Antiochia di Siria come luogo della sua di Abramo, che ricapitola la storia del popolo eletto e ren-
origine, oppure Damasco; altri propende per Cesarea Marittima, de partecipi tutte le genti della benedizione promessa al
abitata da una popolazione mista di ebrei e pagani. patriarca (Gn 12,3);
4. I destinatari sono cristiani in prevalenza di origine ebrai- Ges� � il dono incomparabile di Dio all'intera uma-
ca. L'evangelista si rivolge a una Chiesa radicata nel giudaismo nit�; in lui Dio stesso si rese presente nel mondo (Emma-
del primo secolo, che si alimentava abbondantemente alle Scrit- nuele = Dio-con-noi). Il concepimento per opera dello Spi-
ture, rilette alla luce del Vangelo. L'aggregazione di pagani con- rito Santo costituisce un segno della sua filiazione divina.
vertiti alla comunit�, l'arrivo di cristiani provenienti da Gerusa- La sua origine misteriosa � attribuita all'intervento creati-
lemme dettero origine a comunit� eterogenee e composite, pro- vo di Dio, il quale, pertanto, va considerato come unico ve-
vocando qualche insofferenza. All'entusiasmo e al fervore della ro Padre di Ges�, anche in quanto uomo.
Chiesa primitiva, un cinquantennio dopo l'evento pasquale, era Mt collega strettamente il vangelo dell'infanzia con la
subentrato un atteggiamento di torpore e di tiepidezza, a causa passione e morte di Ges�. Erode cerc� di sopprimere il neo-
dell'attesa prolungata della parusia del Signore, della catastro- nato 're dei giudei'; i capi religiosi dei giudei, all'annun-
fe di Gerusalemme, delle tensioni all'interno della Chiesa. La cio della sua nascita, invece di affrettarsi per andare ad os-
presenza nella comunit� di agitatori, di falsi profeti (7,15-20;
sequiarlo, preferirono ignorarlo, perch� la sua comparsa co-
23,11) e di falsi messia (23,24) aveva provocato confusione e
stituiva una minaccia per i loro interessi mondani. Pi� tardi
smarrimento tra i cristiani.
lo avrebbero consegnato in mano ai pagani per farlo cro-
Capi egoisti e noncuranti del gregge loro affidato, invece di

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il 14 dicembre 2019 alle 15:45 ha scritto:

Splendida edizione dei quattro vangeli esposti sinotticamente, corredati, sulle pagine a sinistra, di commenti dettagliati. Ottima idea quella di ripubblicare l'edizione uscita molti anni orsono, molto pi� pratica e maneggevole, alla portata anche dei meno esperti. Acquisto consigliato.

il 21 aprile 2020 alle 17:36 ha scritto:

Un'opera completa ed esplicativa utile da leggere

il 6 marzo 2021 alle 22:45 ha scritto:

Lettura piuttosto impegnativa ma sicuramente di grande aiuto per uno studio consapevole dei Vangeli. Un vero avvicinamento guidato alla Parola completo e coinvolgente. Un libro a cui ritornare pi� volte durante il proprio cammino di Fede.

il 10 maggio 2021 alle 14:35 ha scritto:

� un testo per lo studio dei Vangeli ma sbaglierebbe chi supponesse l'opera rivolta ai soli addetti ai lavori. Tutt'altro! � piuttosto un validissimo sussidio per chi vuole approfondire la Parola di Dio con seriet� e profondit�. Dunque non un testo di lettura ma un vero e proprio strumento di studio, semplice e immediato! "Ignoranza delle Scritture � ignoranza di Cristo" perci� ben vengano approfondimenti come quello proposto da Fr� Angelico Poppi.

il 21 marzo 2022 alle 12:05 ha scritto:

Molto utile, bella comparazione dei sinottici

il 4 luglio 2022 alle 12:08 ha scritto:

Ottimo Commentario...

il 4 marzo 2024 alle 00:10 ha scritto:

Ottima sinossi. Anche coloro che non hanno conoscenza del greco possono avere la possibilit� di confrontarsi con una traduzione letterale. Inoltre, il commento esegetico-spirituale arricchisce l'opera, aiutando coloro che non hanno fatto studi teologici ad entrare nei testi.