La crisi nella Bibbia
-Un percorso di discernimento
(Sentieri biblici)EAN 9788825049534
useppe De Virgilio
LA CRISI
NELLA BIBBIA
Un percorso
di discernimento
ISBN 978-88-250-4953-4
ISBN 978-88-250-4954-1' (PDF)
ISBN 978-88-250-4955-8' (EPUB)
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MESSAGGERO DI SANT'ANTONIO ' EDITRICE
Basilica del Santo - Via Orto Botanico, 11 - 35123 Padova
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INTRODUZIONE
Nella Sacra Scrittura non si trova una tratta-
zione sistematica del tema della crisi. Nondime-
no il motivo della crisi attraversa come un filo
rosso tutta la Bibbia, declinandosi nelle situazio-
ni diverse che interessano l'agire umano e la sua
relazione con Dio e con il mondo. Diversi autori
hanno trattato della crisi e del discernimento,
ricercando nella Bibbia aspetti e consonanze del
tema, al fine di chiarire e approfondire un argo-
mento di struggente attualit�1.
Il presente volume, inserito nella Collana
�Sentieri biblici�, offre un itinerario biblico-te-
ologico del tema, analizzando alcune pagine
che presentano situazioni di crisi e focalizzan-
1
Cf. L. Manicardi, Quando i giorni sono cattivi (Ef 5,16). Lettu-
ra biblico-sapienziale della crisi, Aliberti, Reggio Emilia 2011; D.
Garrone, Categorie interpretative della crisi secondo la Bibbia,
�Filosofia e Teologia� 2 (2005), 269-284; L. Bassetti, La crisi
luogo di conversione trasformante che rivela il Dio libero e fedele,
Atti del Convegno: Crisi della societ�' Crisi dei cristiani' (Lucca
18-19 giugno 2012), 21-30 (pro manuscripto); S. Bittasi, Di
fronte alle crisi, �Aggiornamenti sociali� 3 (2011), 231-234;
G. De Virgilio, �Krinein - krisis. Contesti interpretativi della
'crisi' nella Bibbia, �Bibbia e Oriente� 258 (2013), 2-41; F.
Bianchini, Vivere la crisi come opportunit�. Letture bibliche per
comprendere il presente, Citt� Nuova, Roma 2019.
7
done gli aspetti teologici con la loro attualit�.
Nella sua essenzialit� il libro segue un metodo
didattico mediante il quale il lettore � accom-
pagnato lungo un percorso ragionato a scoprire
la ricchezza di racconti e di figure esemplari che
connotano la dinamica della crisi e della sua
interpretazione.
Le tappe del nostro itinerario sono state pen-
sate secondo una progressione che dall'Antico
Testamento culmina con la rivelazione cristolo-
gica del Nuovo Testamento.
Dopo aver presentato il vocabolario con cui
si tematizza la dinamica della crisi e il suo pro-
cesso di discernimento (Capitolo I), l'analisi
affronta sei tappe che compongono il percorso
anticotestamentario (Capitolo II) e cinque tap-
pe che riguardano il Nuovo Testamento (Capi-
tolo III).
Senza la pretesa di esaurire la complessit�
storica e le problematiche letterarie dei testi,
la presente proposta intende fornire una base
letteraria e alcune coordinate ermeneutiche per
leggere e interpretare in modo unitario le situa-
zioni di crisi, alla luce della parola di Dio e del
suo dinamismo spirituale.
L'auspicio che accompagna il volume � di
favorire l'acquisizione di un solido metodo, in
8
grado di collegare il messaggio teologico della
Bibbia con la realt� esistenziale dell'uomo e del
suo agire a servizio del regno di Dio.
9
I. CRISI E DISCERNIMENTO:
ASPETTI TERMINOLOGICI
I termini �crisi� e �discernimento� possiedo-
no un pregnante e fecondo retroterra biblico.
Prima di affrontare l'analisi di alcuni testi-chiave
dell'Antico e del Nuovo Testamento � opportu-
no puntualizzare brevemente gli aspetti lessicali
dei termini impiegati. Questa previa puntualiz-
zazione risulta illuminante per cogliere in pro-
fondit� i temi e le dinamiche della crisi e del
discernimento nello sviluppo delle narrazioni
bibliche.
Il lessico della crisi
L'impiego del termine crisi evidenzia un du-
plice significato. Il termine � originariamente
impiegato nel linguaggio medico e determina
una situazione clinica di �transizione� che
implica un �giudizio� in merito alla salute
umana. In secondo luogo l'utilizzazione del
concetto di crisi � riferita a un evento giuridi-
co-morale, che coinvolge la sfera della coscien-
za e del discernimento di un caso problematico
11
da valutare e risolvere2. Soprattutto nei contesti
socio-politici il termine � impiegato per indica-
re una transizione problematica, che genera di-
sagio sociale e invoca rapide soluzioni.
Il termine �crisi� (gr. kr�sis) deriva dal verbo
kr�nein, che ha il significato primario di �se-
parare� in vista di un giudizio, di un discerni-
mento da effettuare e di una decisione (�de-ci-
dere� dal lat. ceduo, tagliare, mozzare) da pren-
dere3. Nella traduzione greca della Settanta il
termine kr�sis traduce per lo pi� l'ebraico mi-
shpath, con il significato principale di �diritto e
2
L'attestazione di questa seconda accezione di tipo giuridica �
prevalente nei contesti biblici: cf. W. Schneider, Giudicare,
giudizi, in Dizionario dei concetti biblici del Nuovo Testamento,
a cura di L. Coenen - E. Beyreuther - H. Bietenhard, Dehoniane,
Bologna 1986, 785-786.
3
Discernere ha la stessa radice latina del greco kr�nein, con il
prefisso dis-cernere, indicante raddoppiamento. Va considerato
anche l'impiego del verbo katakr�nein (= condannare) attestato
18 volte nel Nuovo Testamento, da cui il sintagma: kat�krima/
katakr�sis (condanna: cf. Rm 5,16.18; 8,1); cf. W. Schenk, kata-
kr�n', k.t.l., in Dizionario esegetico del Nuovo Testamento, I, a cura
di H. Balz - G. Schneider, Paideia, Brescia 1995, 1935-1938;
M. Rissi, Krin', in Dizionario esegetico del Nuovo Testamento, II,
a cura di H. Balz - G. Schneider, Paideia, Brescia 1997, 103-
111; J. Corbon - P. Grelot, Giudizio, in Dizionario di Teologia
Biblica, a cura di X. L�on - Dufour, Marietti, Torino 1976,
487-494; G. Barbaglio, Giudizio di Dio, in Schede Bibliche Pa-
storali, IV, Dehoniane, Bologna 1984, 1770-1786.
12
rettitudine� da un lato e di �giudizio� dall'altro
(eb.: d'n)4. Il primo senso attiene soprattut-
to alle disposizioni soggettive di conformit�
alla Torah da parte di Dio o del popolo o del
singolo, sino a indicare l'intrinseca sapienza e
luminosit� dei giudizi (ovvero dei pensieri e
delle decisioni) del Signore5. Il secondo senso
riguardante la �rettitudine� � riferito alla pro-
cedura giuridica di arbitrato mediante la qua-
le si dirime una controversia, anche tra Dio e
il suo popolo. In taluni casi, soprattutto nella
letteratura profetica e sapienziale6, kr�sis tradu-
ce l'ebraico r'b, che ha il significato di �conte-
sa�, procedura volta a ristabilire la pace nella
giustizia tra due parti, capaci di accordarsi au-
tonomamente, senza bisogno di un arbitrato.
In ogni caso si tratta di una categoria riferita
alla prassi e allo spirito dell'Alleanza, la cui
stipulazione si attua nell'atto simbolico del ta-
gliare (cf. l'espressione ebraica: karat berith in
4
Cf. G. Liedke, D'n - giudicare, in E. Jenni - C. Westermann
(edd.), Dizionario teologico dell'Antico Testamento, I, Marietti,
Torino 1978, 386-388.
5
Cf. P. Bovati, Giudizio, in Temi teologici della Bibbia, a cura
di R. Penna - G. Perego - G. Ravasi, San Paolo, Cinisello
Balsamo 2010, 618-628.
6
Cf. Is 1,4-18; Ger 2,10-13; Ml 1,6-8; Gb 9,33.
13
Gen 15), importante richiamo all'operazione
del giudizio7.
Il binomio kr�sis-kr�nein � attestato in Mat-
teo e Luca, mentre manca nel Vangelo secondo
Marco. Nel primo Vangelo l'impiego di kr�s-
is-kr�nein assume prevalentemente una valen-
za morale o escatologica, mentre in Luca kr�sis
� collocato in contesti narrativi8. Nel Nuo-
vo Testamento kr�sis � impiegato per lo pi�
nell'accezione di �giudizio�, indicante l'atto
escatologico del discernimento di un'esistenza
davanti al mistero del Cristo-giudice. In diversi
testi compare l'espressione �giorno del giudi-
zio� (h'm�ra kr�se's)9, o comunque il riferimen-
to al giudizio di Dio inteso nei termini negativi
della condanna10. L'impiego pi� abbondante �
quello giovanneo del �giudizio di condanna�,
rimesso al Figlio che, tuttavia, non � venuto a
7
Cf. G. Liedke, R'b- contendere - giudicare, Jenni - Wester-
mann (edd.), Dizionario teologico dell'Antico Testamento, II, 695-
700; Bovati, Giudizio, 623-625.
8
Kr�sis: Mt 5,21; 10,15; 12,18.20.36; 23,23.33; Kr�nein: Mt
5,40; 7,1; 19,28; Lc 6,37; 7,43; 10,14; 11,31.42; 19,22.30 (cf.
Barbaglio, Giudizio di Dio, 1775-1779).
9
Cf. Mt 10,15; 11,22-24; 12,36ss; Lc 10,14; 11,31-32; 1Gv 4,17.
10
Cf. Mt 5,21-22; 23,33; 1Ts 1,5; 1Tm 5,25; Eb 9,27; 10,27;
2Pt 2,4-11; Gd 6-15; Ap 14,7; 18,10.
14
condannare, ma a salvare il mondo. Si tratta di
un �giudizio� gi� in atto nei riguardi di questo
mondo, o del suo principe o di chiunque ri-
fiuta di credere nel figlio di Dio veniente, nei
termini di un'escatologia realizzantesi11. Chi
crede nel Figlio di Dio incarnato � addirittura
sottratto al �giudizio�. Pi� raramente viene an-
che a indicare l'attesa da parte del povero di un
�giudizio di liberazione�, o dell'affermazione
del diritto, ma in testi che riportano citazio-
ni anticotestamentarie di richiamo al mishpath
(cf. Mt 12,18; At 8,33).
Riassumendo, sul piano lessicale il motivo
della crisi non va interpretato in chiave esclusi-
vamente negativa, ma visto come una �transi-
zione� che pu� aprire nuove prospettive o sve-
lare ulteriori problematiche. La crisi allora pu�
essere interpretata come un passaggio necessario
per un nuovo inizio. In questo senso vivere la
crisi significa iniziare un nuovo cammino aper-
to a un futuro migliore12. Il punto centrale �
rappresentato da una chiara esigenza: la crisi �
11
Cf. Gv 3,19; 5,22-30; 8,16; 12,31;16,8-11.
12
La crisi pu� diventare un'occasione di cui occorre fare teso-
ro; cf. C. Singer, Du bon usage des crises, Albin Michel, Paris
1996, 41-42.
15
momento di passaggio, porta di comunicazione
che deve essere attraversata per accedere a un
nuovo contesto di vita. Tale dinamica � ampia-
mente testimoniata nella Bibbia.
Il lessico del discernimento
Il verbo ebraico che riassume la dinamica
del discernimento � b'khan che � reso in greco
dokim�zein (= separare, distinguere, sottomette-
re alla prova, purificare con il fuoco, discernere
il bene dal male) ed � impiegato per l'attivi-
t� dell'uomo verso Dio, il prossimo e la sto-
ria13. Un secondo verbo che indica il processo
di giudizio � shafat, reso in greco con kr�nein,
che abbiamo in precedenza considerato. Nella
Bibbia dei LXX come nel Nuovo Testamento
il verbo kr�nein ricorre spessissimo e sempre si
riferisce all'esercizio, alla capacit� di giudicare e
al giudizio stesso. Lo stesso ragionamento vale
anche per tutti i sostantivi che provengono da
questo verbo.
Avendo presente l'impiego del lessico, pos-
siamo proporre una definizione del processo di
discernimento teologico: �discernere significa
13
Cf. Sal 17,3; 26,2; 139,1.23; Ger 9,7; 11,20; 12,3; 17,10;
20,12.
16
essere capaci di cogliere nel reale i segni della
volont� di Dio, decifrarli e agire di conseguen-
za�. In questa definizione si coglie sia la dimen-
sione �personale� sia quella �comunitaria� della
responsabilit� di discernere. Il discernimento
implica la conoscenza sapienziale, la capacit� di
valutazione della realt� e di leggere i segni (lat.
prudentia), la discrezione (lat. discretio) nello
scegliere �il bene� (lotta spirituale) e la decisione
(lat. deliberatio) ferma nell'agire con coerenza,
assumendosi la responsabilit� delle proprie scel-
te (lat. actio). Questi passaggi si trovano descritti
nelle lettere paoline14.
Nei racconti biblici il soggetto del discerni-
mento � la persona, in quanto creata �a imma-
gine e somiglianza di Dio�, capace di conoscere
il bene e il male e di agire nel suo interesse per
raggiungere il fine �di felicit� e di perfezione�
14
Cf. Rm 12,1-2; 1Ts 5,19-22; 1Cor 12,10; Fil 1,9-10; Ef
5,3-21, dove si evocano alcuni tratti della tradizione sapienziale
dell'Antico Testamento; cf. P. Stefani (ed.), La voce di Dio.
Chiamate e vocazioni dalla Bibbia a oggi, Morcelliana, Brescia
2015. Per la riflessione teologico-spirituale, cf. P. Schiavone, Il
discernimento. Teoria e prassi, Paoline, Milano 2009. Nella tradi-
zione dei padri del deserto il discernimento e' �sorgente e radice,
principio e coesione di tutte le virtu'� [Cassiano il Romano, A
Leonzio Igumeno... Discorso sommamente utile a proposito del di-
scernimento, in Nicodimo Aghiorita - Macario di Corinto
(a cura), La Filocalia, I, Gribaudi, Milano 1983, 163].
17
posto nel suo cuore. Annota l'autore di Ben
Sira: �(Gli esseri viventi) ricevettero l'uso delle
cinque opere del Signore, come sesta fu con-
cessa loro in dono la ragione e come settima la
parola, interprete delle sue opere. Discernimen-
to, lingua, occhi, orecchi e cuore diede loro per
pensare. Li riemp� di scienza e d'intelligenza e
mostr� loro sia il bene che il male [']. Pose
davanti a loro la scienza e diede loro in eredit�
la legge della vita, affinch� riconoscessero che
sono mortali coloro che ora esistono� (Sir 17,5-
7.11). � possibile indicare due linee interpreta-
tive del �discernimento sapienziale� emergenti
dai testi biblici: a) la comprensione della volon-
t� di Dio attraverso le pratiche divinatorie; b)
il dono della sapienza del cuore per una lettura
religiosa della vita.
a) La comprensione della volont� di Dio attra-
verso le pratiche divinatorie
Nei racconti biblici la conoscenza della vo-
lont� divina � inizialmente fatta anche attraver-
so pratiche religiose con notevoli influssi della
prassi divinatoria. Un esempio tipico � l'uso del
�sorteggio� ricorrendo agli ur�m e ai tumm�m
(Es 28,30). Collegati con l'esercizio della media-
zione sacerdotale antica, tali pratiche venivano
18
svolte a servizio del popolo15. Ci si recava presso
il sacerdote del santuario con domande precise
sulle decisioni da prendere (cf. 1Sam 10,20-
21) e l'impiego del sorteggio era finalizzato a
smascherare la menzogna e a discernere la verit�
per realizzarla (cf. 1Sam 14,42). L'impiego del
sorteggio era utilizzato anche nella liturgia del-
lo Yom Kippur (Lv 16,8). Un secondo simbolo
liturgico collegato al dono del discernimento �
l'Efod che conferisce l'autorit� nel discernimen-
to in chi lo indossa (1Sam 30,5-8). Un terzo
elemento � dato dalla negromanzia, condannata
da Yhwh e bandita da Israele. L'evocazione di
spiriti dall'oltretomba per conoscere la volont�
di Dio e per fare delle scelte � rappresentata dal
racconto di 1Sam 28,3-25 (la negromante di
Endor). La caratteristica di tale discernimento
� la �proiezione verso l'esterno�. Si pretende di
conoscere la volont� di Dio attraverso dei mez-
zi esterni alla razionalit� (saggezza) del cuore
umano.
b) Il dono della sapienza del cuore per una
lettura religiosa della vita
15
Cf. Es 28,29-30; Lv 8,8; Nm 27,21; cf. S. Pinto, Il discerni-
mento nell'Antico Testamento. La fatica e la gioia di una relazione,
�CredereOggi� 5 (2017), 22-28.
19
La condizione sapienziale del corretto discer-
nimento implica anzitutto l'ascolto della parola
di Dio e l'apertura del cuore alla sua volont�. �
questa seconda linea interpretativa che pone in
evidenza la verit� della dimensione spirituale del
credente e la sua capacit� di mettere a frutto i
doni di Yhwh e la sua Legge. Gli autori sapien-
ziali elaborano un �cammino di maturazione�
avendo presente la condizione �peccaminosa�
dell'essere umano dopo il peccato originale. Il
dramma del peccato segna la storia umana e la
sua fragilit� nel capire e obbedire alla volont�
divina. Nei libri sapienziali si riflette sulla per-
sona che deve apprendere la sapienza di Yhwh.
La figura-tipo del discernimento spirituale � Sa-
lomone, protagonista ideale dei libri sapienziali,
che chiede a Yhwh un �cuore docile� (1Re 3,6-
9) e il discernimento nel giudicare (1Re 3,10-
13). Emergono tre aspetti della sapienza del
cuore, rileggendo la sua preghiera e collegandola
al desiderio del credente di saper discernere il
bene (cf. 1Re 3; 8).
' Dio dona l'intelligenza (bin'h) all'uomo
che si apre con disponibilit� alla sua Legge (Pr
1,2; 23,2). Cos� mentre lo stolto rifiuta la legge
di Dio, il saggio detiene l'intelligenza (Pr 19,8).
' Un importante aspetto della sapienza �
20
l'ascolto (sh'mah) che riporta all'�obbedienza�
(ob-audire). Il saggio � colui che sa ascoltare Dio
e i suoi maestri (cf. Pr 1-9). Amare la sapienza
significa ascoltare-ubbidire al padre e al maestro
(insegnante) di vita, rispettando i comandamenti.
' Un ultimo aspetto � costituito dalla capa-
cit� di emettere giudizi giusti (il giudice: sofet),
di saper amministrare la giustizia (Es 21,31; 1Re
20,40) e di vivere un comportamento giusto e
retto (Ger 22,3.15).
Riprendendo gli aspetti della tradizione an-
ticotestamentaria, gli autori del Nuovo Testa-
mento presentano il processo di discernimento
come un processo decisionale che coinvolge
la coscienza (syne�desis) dell'essere umano e lo
chiama ad assumersi le proprie responsabilit�
nel comprendere e agire secondo la propria co-
scienza. Risulta esemplare la scena evangelica di
Mt 16,1-4, in cui si riporta il dialogo tra Ges�
e i farisei, centrato sulla capacit� del discerni-
mento. Il testo biblico mette in luce l'impor-
tanza del discernimento dei �segni dei tempi� e
la difficolt� di saper giudicare non solo la storia
degli avvenimenti, ma soprattutto la bont� delle
scelte personali e dei desideri del proprio cuore.
Ges� pone in evidenza il ruolo determinante
della fede, che costituisce la chiave interpretativa
21
per leggere la vita e la storia nell'orizzonte della
salvezza.
Nelle sue lettere Paolo affronta in diversi con-
testi il tema del discernimento ed � l'unico autore
neotestamentario che focalizza e precisa il concet-
to di coscienza. Il discernimento collega l'azione
dello Spirito Santo, della quale viene definito il
frutto in nove componenti (Gal 5,22), e la re-
sponsabilit� del credente nella sua �coscienza�,
che deve accogliere il dono spirituale e saperlo
impiegare a servizio del bene comune (1Cor
12,7). Nell'esortare le comunit�, Paolo ricorda
ai cristiani la grave responsabilit� del discerni-
mento (Rm 12,2; 14,22) e l'importanza di non
spegnere l'azione dello Spirito (1Ts 5,19-22)16. Il
discernimento � particolarmente raccomandato
ai responsabili delle comunit�, che sono chiamati
a guidare e servire i credenti, difendendoli con-
tro le dottrine errate e i pericoli provenienti dal
mondo pagano (1Tm 6,11-16; 2Tm 2,1-7). Nel
quarto Vangelo il giudizio assume un senso speci-
ficamente teologico, in riferimento al processo di
rivelazione cristologica e alla risposta del credente.
16
Cf. A. Albertin, Il discernimento secondo Rm 12,1-2, �Cre-
dere Oggi� 5 (2017), 4-53; G. Therrien, Le discerniment dans
les �crits pauliniens, Cerf, Paris 1973.
22
Crisi e discernimento sono dialetticamente
connessi alla condizione umana. Essa fa parte
integrante della relazione con Dio, come emer-
ge dai racconti biblici. A essi ci rivolgiamo per
approfondire il senso e cogliere le finalit� emer-
genti dall'esperienza della crisi.
23
INDICE
Abbreviazioni e sigle . . . . . . . . . . . . . . . 5
Introduzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 7
I. Crisi e discernimento:
aspetti terminologici . . . . . . . . . . . . . . . 11
Il lessico della crisi . . . . . . . . . . . . . . . . . . 11
Il lessico del discernimento . . . . . . . . . . . . . 16
II. Crisi e discernimento: itinerario
anticotestamentario . . . . . . . . . . . . . . . 25
Israele nel deserto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 25
Mos� a Taber�: crisi personale e risposta
ministeriale (Nm 11,1-30) . . . . . . . . . . . . . . 29
L
a predicazione profetica
di fronte alla crisi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 38
G
eremia: la crisi come narrazione
del dramma interiore . . . . . . . . . . . . . . . . . . 42
L
a sapienza tradizionale di fronte al dolore:
il caso di Giobbe . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 47
Il martirio come risposta alla crisi . . . . . . . . . 53
117
III. Crisi e discernimento: itinerario
neotestamentario . . . . . . . . . . . . . . . . . 67
La crisi come �incredulit�
e il suo discernimento nei Vangeli . . . . . . . . . 67
La crisi come �debolezza�
nelle lettere di Paolo . . . . . . . . . . . . . . . . . 75
L'io umano e la crisi di coscienza
(Rm 7,7-25) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 83
La crisi come �giudizio� nel quarto Vangelo . . . 91
Il discepolo amato tra crisi e discernimento . . . 95
Conclusione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 109
Orientamenti bibliografici . . . . . . . . . . 113
118
-
10,00 €→ 9,50 € -
24,50 €→ 23,27 € -
20,00 €→ 19,00 € -
16,00 €→ 15,20 € -
36,00 €→ 34,20 € -
16,00 €→ 15,20 € -
16,90 €→ 16,05 €

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Dott. Giulio Spacca il 27 maggio 2020 alle 14:06 ha scritto:
Una novit� da leggere assolutamente. Ci interroga e ci fa trovare le risposte che aiutano nel percorso di fede..