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Genesi (capitoli 1-11)
(Dabar-logos-parola) [Libro in brossura]EAN 9788825015966
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Tipo
Libro
Titolo
Genesi (capitoli 1-11)
Editore
Edizioni Messaggero
EAN
9788825015966
Pagine
224
Data
gennaio 2000
Peso
240 grammi
Dimensioni
12 x 21 cm
Collana
Dabar-logos-parola
COMMENTI DEI LETTORI A «Genesi (capitoli 1-11)»
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Recensioni di riviste specialistiche su «Genesi (capitoli 1-11)»
Recensione di Marcello Milani della rivista Studia Patavina
I volumi in questione fanno parte di una collana che gi� ha edito diversi testi dell�Antico come del Nuovo Testamento nella forma della Lectio divina popolare, cio� come sussidio per conoscere, pregare, vivere la Parola. Ogni volume offre anzitutto essenziali notizie di carattere introduttorio, per fornire al lettore i parametri che aiutano a comprendere il testo � spesso articolato nella sua struttura, per aiutare il lettore a cogliere fin dall�inizio le parole ripetute o pi� importanti � e a situarlo, per quanto � possibile, nel suo contesto storico e letterario. L�esegesi si preoccupa di fornire i dati essenziali che derivano da una attenta lettura esegetica, per giungere poi all�attualizzazione teologica, spirituale e pratica, indicata talora gi� nei titoli, accompagnati o definiti spesso con frasi bibliche. In tal modo inizia una spiegazione della Bibbia con la Bibbia. L�esame del testo si sussegue secondo una sequenza comune, pur nel variare dei linguaggi: il testo offerto informa strutturata, esegesi e interpretazione che cerca di cogliere il messaggio centrale del brano, attualizzazione o suggerimenti per la vita. Delle appendici informano, mediante un breve vocabolario, sui termini e sui principali temi teologici del testo biblico affrontato. � un modo semplice di attuare l�antica pratica medievale, riservata ai monaci, che ora si vuole proporre a tutto il popolo di Dio.
I primi due titoli sono curati da Gianni Cappelletto. Il primo volume, nell�introduzione, precisa anzitutto l�ambiente storico che ha generato l�attenzione alle origini, per cogliere l�identit� della fede ebraica e aprirla al futuro: chi sono i padri che hanno scritto (autori che dopo l�esilio babilonese e il ritorno rileggono l�essenziale della propria storia raccogliendo e organizzando materiali precedenti), che cosa raccontano, come raccontano (ossia il genere letterario), come leggere (mette in atto gli elementi essenziali della metodologia della Lectio: lettura del testo � sincronica e diacronica, che comprende la stilistica e talora il contesto liturgico, l�interpretazione, l�applicazione). Poi analizza 10 pericopi, che seziona cinque grandi parti (Gen 1; 2-3; 4,1-26; 5-9; 10-11), inquadrandole nel loro contesto: 1,1-2,4a, le origini o �in principio�, soffermandosi su 1,26-31 (facciamo l�umanit�) e 2,11-4a (Dio si riposa); 2,4a-3,24: �la persona umana: una creatura ferita�, soffermandosi su 2,4b-17 (Adam divenne un essere vivente), 2,18-25 (Non � bene vivere isolati), 3,1-7 (diventerete come Dio), 3,8-24 (Adam, dove sei?); integrale � l�analisi della sezione di Caio e Abele, 4,1-26 (dov�� tuo fratello?); brani scelti sono tratti da Genesi 5-9 e 10-11. Le due appendici che concludono il volume contengono una ulteriore visione d�insieme, ribadendo il metodo esemplificato e i principali contenuti, un piccolo lessico. Va ricordato che non sono dimenticati i tipici problemi inerenti a questo particolare genere di testi che offrono riflessioni di carattere cosmologico e antropologico, usano linguaggi diversi tra cui quello mitico (che viene spiegato nel significato pi� profondo di cogliere la realt� perenne, il senso del mondo e dell�uomo). Sono ricordati anche i diversi metodi usati dagli studiosi, ponendo accanto alle questioni di carattere storico-critico, una lettura �continua� dell�attuale testo che pone in risalto le tecniche narrative. L�attualizzazione inizia gi� nei titoli che si affidano per lo pi� a frasi bibliche che collegano i nostri brani ad altri passi della Bibbia. I complessi problemi teologici, cosmici, antropologici ed ecclesiali che questi capitoli concentrano in s� e hanno determinato in passato tensioni notevoli, sono tenuti presenti e offerti in chiave positiva, orientando a cogliere soprattutto le linee portanti del messaggio biblico.
Il secondo volume ha per oggetto Genesi 12-50, i �racconti dei Padri�, anzitutto con una visione d�insieme; quindi analizza la storia di Abramo (Gen 11-12; 15; 18; 22), i racconti su Isacco (Gen 26) e Rachele (Gen 35), quindi Giacobbe in cui � inserito il racconto di Giuseppe e dei fratelli (Gen 28; 37; 41-42; 44-45); concludono l�opera le benedizioni di Giacobbe che rappresentano l�attesa della salvezza del Signore (Gen 49). Il tutto � riassunto nei due termini: misericordia e alleanza.
Tiziano Lorenzin, nel proporre il Cantico dei Cantici, tra le due interpretazioni classiche, letterale e allegorica, preferisce una terza, quella �intertestuale�, che colloca il libro all�interno della Bibbia. Essa tiene conto dei due registri fondamentali: amore umano e amore divino, privilegiando quest�ultimo come punto di arrivo: �L�esperienza pi� o meno grande dell�amore di Dio costituisce la misura della nostra intelligenza del cantico� (p. 9). Nell�analisi distribuisce il libro in 16 unit�, secondo il seguente schema: 1) osservare, che riassume il tema e la struttura e le caratteristiche essenziali del brano; 2) interpretare, compiuto in tre momenti, a) lettura del testo, b) lettura intertestuale, c) lettura cristiana; 3) una breve attualizzazione che conclude ogni unit�. La parte pi� originale dell�opera credo possa essere individuata nella capacit� di dosare con buona sapienza i commenti dei Padri della chiesa e i testi della tradizione, soprattutto quella francescana, che rivela la sensibilit� e l�appartenenza dell�autore (OFMC).
Renato De Zan, che si ferma alla prima parte del libro di Isaia (Isaia 1-39), nella brevissima introduzione, si sofferma soprattutto su problemi di carattere storico-critico riguardanti il testo e i dati della vita del profeta; manca un po� una visione di insieme del libro nella sua forma attuale. Quindi prosegue seguendo il solito schema: leggere, interpretare, applicare. Il pi� sviluppato � il secondo momento che diventa esegesi e confronto con altri testi biblici allo scopo di far emergere il senso teologico del brano esaminato. Il primo momento si sofferma soprattutto a delineare il genere settario, il profilo letterario dell�unit� e la sua struttura, che fa ben emergere le connessioni nella narrazione o nell�oracolo. Esso serve spesso anche a inquadrare il brano nell�insieme del libro. Il terzo momento - applicare - serve spesso ad allargare il senso del testo e la sua interpretazione nel Nuovo Testamento. Egli propone i seguenti nove brani dai titoli significativi: la verit� del culto, l�autenticit� della fede, la testimonianza della vita (Is 1,10-20); il grande pellegrinaggio alla fine dei tempi (Is 2,1-5); Il profeta, il �diletto�, la vigna e la speranza (Is 5,1-7); l�iniziazione profetica (Is 6,1-8); Emmanuel: Dio con noi (Is 7,1-17); il Bambino: gioia, luce e pace del suo popolo (Is 8,23-9,6); il virgulto che germoglia dalla radice di Iesse (Is 11,1-10); il monte del banchetto escatologico (Is 25,6-10a), il futuro di liberazione (Is 35,1-10). La conclusione, oltre a offrire il solito lessico, si sofferma a delineare alcuni problemi e alcuni temi teologici: Isaia e la sua scuola; la fede come esperienza di Dio; l�Emmanuele, il futuro salvifico.
Che dire a conclusione? La collana, che nel frattempo si arricchita di diversi altri volumi, rivela, nello schema ricorrente, l�inevitabile variet� degli autori, dei protagonisti e dei temi, la ricchezza delle diverse sensibilit� di esperienza e di studio. Gli autori, tutti biblisti, hanno cercato di mettere a frutto la loro esperienza e competenza esegetica, per aiutare il popolo di Dio a cogliere i tesori presenti nel testo sacro nelle varie dimensioni, letterarie, intellettuali, teologiche, pratiche e oranti, per far risaltare la fede che li ha fatti nascere e alimentare quella dei credenti attuali. Ne risulta il valore di una lettura non emozionale, ma attenta al testo, per lasciarsi interrogare in profondit�. La lettura sapiente, infatti, anche nel terzo momento, quello applicativo (forse, il pi� difficile) mi sembra che non scivoli mai nella banalit� semplicistica o devozionale, ma cerchi di far fruttificare il valore per la vita cristiana dei temi teologici emergenti per alimentare una autentica spiritualit�. In tal modo la Sacra Scrittura pu� diventare l�anima della teologia e della vita di fede quotidiana.
Tratto dalla rivista "Studia Patavina" 2003, nr. 1
(http://www.fttr.glauco.it/pls/fttr/V3_S2EW_CONSULTAZIONE.mostra_pagina?id_pagina=271)
I primi due titoli sono curati da Gianni Cappelletto. Il primo volume, nell�introduzione, precisa anzitutto l�ambiente storico che ha generato l�attenzione alle origini, per cogliere l�identit� della fede ebraica e aprirla al futuro: chi sono i padri che hanno scritto (autori che dopo l�esilio babilonese e il ritorno rileggono l�essenziale della propria storia raccogliendo e organizzando materiali precedenti), che cosa raccontano, come raccontano (ossia il genere letterario), come leggere (mette in atto gli elementi essenziali della metodologia della Lectio: lettura del testo � sincronica e diacronica, che comprende la stilistica e talora il contesto liturgico, l�interpretazione, l�applicazione). Poi analizza 10 pericopi, che seziona cinque grandi parti (Gen 1; 2-3; 4,1-26; 5-9; 10-11), inquadrandole nel loro contesto: 1,1-2,4a, le origini o �in principio�, soffermandosi su 1,26-31 (facciamo l�umanit�) e 2,11-4a (Dio si riposa); 2,4a-3,24: �la persona umana: una creatura ferita�, soffermandosi su 2,4b-17 (Adam divenne un essere vivente), 2,18-25 (Non � bene vivere isolati), 3,1-7 (diventerete come Dio), 3,8-24 (Adam, dove sei?); integrale � l�analisi della sezione di Caio e Abele, 4,1-26 (dov�� tuo fratello?); brani scelti sono tratti da Genesi 5-9 e 10-11. Le due appendici che concludono il volume contengono una ulteriore visione d�insieme, ribadendo il metodo esemplificato e i principali contenuti, un piccolo lessico. Va ricordato che non sono dimenticati i tipici problemi inerenti a questo particolare genere di testi che offrono riflessioni di carattere cosmologico e antropologico, usano linguaggi diversi tra cui quello mitico (che viene spiegato nel significato pi� profondo di cogliere la realt� perenne, il senso del mondo e dell�uomo). Sono ricordati anche i diversi metodi usati dagli studiosi, ponendo accanto alle questioni di carattere storico-critico, una lettura �continua� dell�attuale testo che pone in risalto le tecniche narrative. L�attualizzazione inizia gi� nei titoli che si affidano per lo pi� a frasi bibliche che collegano i nostri brani ad altri passi della Bibbia. I complessi problemi teologici, cosmici, antropologici ed ecclesiali che questi capitoli concentrano in s� e hanno determinato in passato tensioni notevoli, sono tenuti presenti e offerti in chiave positiva, orientando a cogliere soprattutto le linee portanti del messaggio biblico.
Il secondo volume ha per oggetto Genesi 12-50, i �racconti dei Padri�, anzitutto con una visione d�insieme; quindi analizza la storia di Abramo (Gen 11-12; 15; 18; 22), i racconti su Isacco (Gen 26) e Rachele (Gen 35), quindi Giacobbe in cui � inserito il racconto di Giuseppe e dei fratelli (Gen 28; 37; 41-42; 44-45); concludono l�opera le benedizioni di Giacobbe che rappresentano l�attesa della salvezza del Signore (Gen 49). Il tutto � riassunto nei due termini: misericordia e alleanza.
Tiziano Lorenzin, nel proporre il Cantico dei Cantici, tra le due interpretazioni classiche, letterale e allegorica, preferisce una terza, quella �intertestuale�, che colloca il libro all�interno della Bibbia. Essa tiene conto dei due registri fondamentali: amore umano e amore divino, privilegiando quest�ultimo come punto di arrivo: �L�esperienza pi� o meno grande dell�amore di Dio costituisce la misura della nostra intelligenza del cantico� (p. 9). Nell�analisi distribuisce il libro in 16 unit�, secondo il seguente schema: 1) osservare, che riassume il tema e la struttura e le caratteristiche essenziali del brano; 2) interpretare, compiuto in tre momenti, a) lettura del testo, b) lettura intertestuale, c) lettura cristiana; 3) una breve attualizzazione che conclude ogni unit�. La parte pi� originale dell�opera credo possa essere individuata nella capacit� di dosare con buona sapienza i commenti dei Padri della chiesa e i testi della tradizione, soprattutto quella francescana, che rivela la sensibilit� e l�appartenenza dell�autore (OFMC).
Renato De Zan, che si ferma alla prima parte del libro di Isaia (Isaia 1-39), nella brevissima introduzione, si sofferma soprattutto su problemi di carattere storico-critico riguardanti il testo e i dati della vita del profeta; manca un po� una visione di insieme del libro nella sua forma attuale. Quindi prosegue seguendo il solito schema: leggere, interpretare, applicare. Il pi� sviluppato � il secondo momento che diventa esegesi e confronto con altri testi biblici allo scopo di far emergere il senso teologico del brano esaminato. Il primo momento si sofferma soprattutto a delineare il genere settario, il profilo letterario dell�unit� e la sua struttura, che fa ben emergere le connessioni nella narrazione o nell�oracolo. Esso serve spesso anche a inquadrare il brano nell�insieme del libro. Il terzo momento - applicare - serve spesso ad allargare il senso del testo e la sua interpretazione nel Nuovo Testamento. Egli propone i seguenti nove brani dai titoli significativi: la verit� del culto, l�autenticit� della fede, la testimonianza della vita (Is 1,10-20); il grande pellegrinaggio alla fine dei tempi (Is 2,1-5); Il profeta, il �diletto�, la vigna e la speranza (Is 5,1-7); l�iniziazione profetica (Is 6,1-8); Emmanuel: Dio con noi (Is 7,1-17); il Bambino: gioia, luce e pace del suo popolo (Is 8,23-9,6); il virgulto che germoglia dalla radice di Iesse (Is 11,1-10); il monte del banchetto escatologico (Is 25,6-10a), il futuro di liberazione (Is 35,1-10). La conclusione, oltre a offrire il solito lessico, si sofferma a delineare alcuni problemi e alcuni temi teologici: Isaia e la sua scuola; la fede come esperienza di Dio; l�Emmanuele, il futuro salvifico.
Che dire a conclusione? La collana, che nel frattempo si arricchita di diversi altri volumi, rivela, nello schema ricorrente, l�inevitabile variet� degli autori, dei protagonisti e dei temi, la ricchezza delle diverse sensibilit� di esperienza e di studio. Gli autori, tutti biblisti, hanno cercato di mettere a frutto la loro esperienza e competenza esegetica, per aiutare il popolo di Dio a cogliere i tesori presenti nel testo sacro nelle varie dimensioni, letterarie, intellettuali, teologiche, pratiche e oranti, per far risaltare la fede che li ha fatti nascere e alimentare quella dei credenti attuali. Ne risulta il valore di una lettura non emozionale, ma attenta al testo, per lasciarsi interrogare in profondit�. La lettura sapiente, infatti, anche nel terzo momento, quello applicativo (forse, il pi� difficile) mi sembra che non scivoli mai nella banalit� semplicistica o devozionale, ma cerchi di far fruttificare il valore per la vita cristiana dei temi teologici emergenti per alimentare una autentica spiritualit�. In tal modo la Sacra Scrittura pu� diventare l�anima della teologia e della vita di fede quotidiana.
Tratto dalla rivista "Studia Patavina" 2003, nr. 1
(http://www.fttr.glauco.it/pls/fttr/V3_S2EW_CONSULTAZIONE.mostra_pagina?id_pagina=271)
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