Citazione spirituale

I chiostri e le strade di Dusmet

di

Di Mauro Salvatore


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EAN 9788820988180

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Descrizione
Tipo Libro Titolo I chiostri e le strade di Dusmet Autore Editore Libreria Editrice Vaticana EAN 9788820988180 Pagine 214 Data giugno 2012 Peso 530 grammi Dimensioni 12 x 18 cm
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il 22 novembre 2012 alle 21:09 ha scritto:

I CHIOSTRI E LE STRADE DI DUSMET: UN EVENTO PER CATANIA


La grande aula della sagrestia del Duomo -voluta nel 1675 dal vescovo Bonadies, uscita indenne dal terremoto del 1693 e nota per l�affresco di Giacinto Platania che raffigur� lo sfollamento dei catanesi nel momento pi� commovente dell�eruzione del 1669- che si auspica, anche per la sua monumentalit�, possa essere valorizzata ed idoneamente utilizzata sul piano culturale, ha ospitato un evento di grande spessore per la citt� di Catania, come ha evidenziato il delegato arcivescovile per la Cattedrale mons. Barbaro Scionti nell�introdurre, la sera di marted� 19 giugno, la presentazione dell�atteso volume di Salvatore Di Mauro �I chiostri e le strade di Dusmet� della Libreria Editrice Vaticana (2012, pp. 214, euro 24), davanti al bellissimo quadro, olio su tela del 1931, di Alessandro Abate che raffigura la carit� verso i poveri e gli infermi del beato, mentre entra nel tugurio di una famigliola, flagellata dalla miseria.
L�Arcivescovo mons. Salvatore Gristina si � detto lieto di partecipare ad un momento cos� significativo anche per la presenza degli illustri intervenuti: il sacerdote salesiano don Giuseppe Costa, direttore della LEV, che ha moderato l�incontro; la prof. Graziella La Pergola, ordinaria di Storia dell�Arte nei licei; l�abate benedettino padre Ildebrando Scicolone, professore di Liturgia al P. Istituto Liturgico S. Anselmo in Roma; l�abate-vescovo benedettino, mons. Luigi Chianetta; il prof. Giuseppe Vecchio, direttore del Dipartimento Scienze Politiche e Sociali dell�Universit�. Il Metropolita ha espresso gioia e commozione nell�associarsi a quanti, in un clima di famiglia, hanno voluto far memoria di un insigne pastore, suo grandissimo predecessore che ha onorato con la sua santit� la Chiesa di Catania, facendo anch�egli riferimento alla splendida immagine che lo raffigura nella modestia del saio monastico e del segno dell�esemplare servizio episcopale. Con sentimenti di riconoscenza e di devozione Mons. Gristina ha posto la visita pastorale sotto la protezione del Beato, invitando a pregare per la sua auspicata canonizzazione. L�opera dell�architetto Di Mauro � meritoria non solo per il gesto di affetto verso il venerato arcivescovo, ma anche perch� far� conoscere alle nuove generazioni questa stupenda figura di buon samaritano.
Don Costa, catanese d�elezione dai tempi del servizio all�oratorio di via Teatro Greco agli anni in cui ha insegnato nelle aule universitarie site nell�ex monastero dei Benedettini, ha espresso la propria soddisfazione per la pubblicazione del libro in classica veste grafica, un�originale biografia per immagini e �per itinerari�, sia materiali che spirituali, dall�identit� ben precisa, dovuta allo zelo dell�amico Di Mauro, al quale L�Osservatore Romano ha dedicato una nota in cui evidenzia la �figura di Giuseppe Benedetto Dusmet (1818-1894), sacerdote palermitano dell�ordine benedettino particolarmente caro alla citt� di Catania, di cui fu arcivescovo dal 1867 fino alla sua morte. L�autore descrive infatti alcuni luoghi particolarmente legati alla vita del cardinale, quali la chiesa di Pedara, l�abbazia di S. Flavia a Caltanissetta e quella dei Ss. Severino e Sossio, dove fu priore, e la cattedrale di Catania. Negli anni del suo episcopato Dusmet si distinse per il grande coraggio e la carit� con cui seppe sostenere il popolo nell�affrontare le numerose calamit� (dalle eruzioni dell�Etna alle epidemie) che flagellarono in quel periodo la citt� e tutta la Sicilia�. Il direttore ha ricordato i documenti che si trovano nella casa generalizia salesiana sui rapporti del Dusmet con i Salesiani e il legame che s�instaur� tra il beato e il centro storico di Catania e, in modo particolare, con l�abbazia di S. Nicol� la Rena.
La prof. La Pergola ha spiegato come sul piano storico l�espressione �chiostri e strade� stia a significare lo speciale rapporto della citt� con il saggio abate prima e il suo amato pastore dopo, visto non dal punto di vista oleografico ma sotto il profilo personale, reale, vero, autentico di un uomo rigoroso, coerente e deciso nell�azione. Moderno fu il suo stile di governo abbaziale dei monaci, basti pensare al contratto di vittizzazione, il suo rapporto col Demanio nel difendere da arcivescovo-unico parroco il patrimonio della Chiesa, l�apertura di tutte le chiese. Solo un uomo siffatto poteva fondare in quelle difficili condizioni nuove chiese, quali sentinelle mariane della citt�: Guardia, Salette, Mercede. A quest�azione cos� capillare ed incisiva, usata con determinazione dopo la soppressione dell�asse ecclesiastico, si deve in qualche modo la salvezza del patrimonio artistico del territorio diocesano. Dusmet � stato un prelato difensore dei diritti della Chiesa, leale con l�autorit� civile, progressista che anticipa i tempi di quelle che saranno le norme del Concordato del 1929-1984. Costretto a lasciare il chiostro, pur continuando a vivere da monaco, ha impersonato uno stile pastorale aperto alle necessit� dei tempi, alla carit� senza limiti. La studiosa ha apprezzato quanto scritto dall�autore a tutela dei beni culturali gi� di propriet� di enti ecclesiastici, dei quali Dusmet fu energico tutore, consapevole del loro valore educativo e sociale.
Dom Scicolone ha riletto le vicende biografiche del Beato dall�interno dell�Ordine di S. Benedetto, con l�occhio di religioso vissuto sugli stessi luoghi della formazione del Dusmet, bambino ed adolescente, nel monastero di S. Martino delle Scale e dell�azione riformatrice e rifondatrice dell�abate nel Collegio s. Anselmo in Roma, anche con riferimento alla biografia scritta 50 anni fa dal confratello dom Tommaso Leccisotti, dopo essere vissuto pi� di un anno a Catania per comprendere la vera identit� del Dusmet. Lo studioso si � rifatto ai dipinti che ricordano eventi significativi, tra cui il quadro, che si trova a Roma, della processione del Velo di S. Agata che, nel maggio 1886, il cardinale port� incontro alla lava che stava per travolgere Nicolosi. Il professore ha ricordato anche le varie raffigurazioni, veri messaggi evangelici, presenti a S. Martino del santo vescovo di Tour, catechesi permanente ed efficiente nei riguardi di un nobile giovinetto che avrebbe scelto per sempre la via del chiostro, nobilitando il glorioso Ordine del fondatore. Il libro permette di sperimentare in modo chiaro come si form� la personalit� del giovane monaco tra preghiera comune, studi, osservanza della regola, ascesi, lectio divina, salda e granitica fede in Dio, non separabile dall�amore per il prossimo. Di Mauro ha captato le reali e autentiche caratteristiche del Dusmet ricostruendone l�identit� di credente credibile e di confidente in Dio, attraverso la concreta esperienza della sua operosa e generosa esistenza di testimone di Cristo, di gigante della santit�, di monaco e di vescovo nei luoghi -le pietre ancora parlano!- in cui oper�: un cristiano vero e completo che visse in modo esemplare la liturgia, la carit�, la fede.
Per il prof. Vecchio il beato comprese, interpret� i segni dei tempi, che anticip� con lungimiranza cristiana e la forte personalit� di sacerdote consacrato nell�Ordine Benedettino, di pastore premuroso a servizio evangelico dei fratelli nella fede, a lui affidati in virt� del suo mandato episcopale. Da insigne giurista, lo studioso ha inquadrato il contesto storico in cui Dusmet nelle strade di Catania ha operato con perseveranza per la dignit� spirituale e materiale dei suoi abitanti. Vissuto nella concentrazione claustrale della preghiera, il beato ha avuto la capacit� di immergersi nelle condizioni difficilissime del suo tempo, affrontando con fede tutte le difficolt� e le novit� che si presentavano al suo cuore di padre misericordioso. Basti pensare con quale energia affront� l�introduzione nel codice civile del 1865 del nuovo sistema matrimoniale separatista; il matrimonio civile divenne l�unico valido di fronte alla legge e fu reso obbligatorio come contratto. Il matrimonio religioso divenne un mero fatto privato, privo di effetti per il diritto civile. Dusmet auspic�, come si legge nel carteggio con il prefetto, il principio di reciproca autonomia, anticipando la figura del matrimonio concordatario. Il cardinale nella Catania governata da un sindaco di formidabili doti politiche incise con la sua straordinaria carit� evangelica in una gara di solidariet� e di generosit� per il bene comune.
Sono intervenuti, infine, l�abate Chianetta, il prof. Biagio Guardabasso, medico legale della ricognizione delle reliquie del beato. L�intervento conclusivo � stato dell�autore che ha sottolineato come Dusmet �dopo gli anni di preghiera e contemplazione nei chiostri della Abbazie benedettine, nella Sua vita sacerdotale, dalla Sua Cattedra in Duomo, volse lo sguardo alle strade della citt�, vide le povert� e si fece prossimo: si accost� alla povert� dell�analfabetismo �con il catechismo in dialetto siciliano- ai poveri infermi �Opera di Soccorso Infermi a domicilio- ai poveri senza tetto e agli anziani �con il dormitorio e l�Asilo S. Agata- e alla povert� esistenziale dell�et� giovanile condividendo con Don Bosco l�ansia educativa. Sono solo alcuni esempi della pastorale diocesana di Dusmet, della sua proposta cristiana e delle dinamiche della scelta religiosa e di fede a partire dai chiostri per poi irrompere con energia per le strade dell�uomo nella citt��.
Antonino Blandini

il 19 dicembre 2012 alle 17:03 ha scritto:

Il volume " i Chiostri e le Strade di Dusmet" di Salvatore Di Mauro, recentemente pubblicato a cura della Libreria Editrice Vaticana, rivisita la vita del beato Dusmet ricostruendone la personalit� e difendendola da un�eventuale immagine oleografica o dolciastra, in realt� probabile data l�affettuosa devozione popolare al cardinale.
In questa angolazione il Monaco,l�Abate ,il Vescovo, il Cardinale nell�unit� coerente del loro divenire , si incontrano con il lettore dandogli la misura illuminante della loro valenza.
Di Mauro presta particolare attenzione ai decenni che corrono dal 1858 al 1894, anno della morte, nei quali il Dusmet opera a Catania e nell�intera diocesi e, precisamente,fino al 1866 nel Monastero di S. Nicol� l�Arena , in qualit� di Abate, successivamente dal 1867 al 1894 da Arcivescovo.
In seno al Monastero il Beato riporta i monaci alla osservanza rigida della regola benedettina e , nel contempo, all�interno del chiostro prega osserva studia dall�alto antica acropoli il tessuto della citt� camastriana della quale, dal 1867 sar�, provvidenzialmente, il Vescovo pio e buono, delicato nella carit� e aperto alle opere sociali, esigente nei confronti del clero e deciso a difendere , anche dinnanzi al demanio , con amorevole autorevolezza, i diritti della Chiesa : per merito suo � negli anni 1868 e oltre - le chiese della citt� e della diocesi non vengono chiuse , ma , anzi ,restaurate ,abbellite,dotate di strumenti idonei alle celebrazioni liturgiche , mentre altre chiese, � le Chiese sentinelle� , poste a simbolica salvaguardia della citt� vengono edificate. Cos� nella religiosit� e arte rimangono rispettate, salvate , trasmesse ai posteri mantenendo intatte le loro finalit�.
Il Buon Vescovo, ovviamente agisce sotto l�impulso dello Spirito e il chiostro da Lui lasciato per ultimo con dignit�, anche se � obtorto collo�, rimane il lui con tutto ci� che significa e racchiude, con lui cammina per le strade della citt� e si identifica con la sua lungimirante e operante sagacia.
Per la sagacia ,intrisa di sorprendente modernit�, si pu� vedere in Dusmet il precursore del nostro concetto di beni culturali e della loro tutela.
Ci� se si pensa che l�accordo concordatario del 1984 , ratificato il 25/03/1985, sancisce , in modifica del concordato lateranense del 1929, � che la Santa sede e la Repubblica italiana devono collaborare per la tutela del patrimonio artistico e, quindi, per la salvaguardia,la valorizzazione il godimento.�
Salvatore Di Mauro ,inoltre,in virt� della sua carica umana, della sua preparazione professionale. Del suo acume di critico e di studioso, rivela nella ricchezza delle citazioni scritte e di quelle affidate alla memoria della parola , la seriet� del suo impegno destinato a trasparire decisamente quando, riferendosi ad alcune opere contemporanee di restauro architettonico ne evidenzia i �Chiaroscuri� : ed � questo impegno a volte discorsivo, ma mai staccato dalla realt�, ad alimentare l�intera stesura del libro e ad offrire gratificanti momenti d�incontro con l�autore sotto l� ombra , ricca di richiami, dei valori dello Spirito.
Prof.Graziella La Pergola