Essere "Alle frontiere del capitale" significa prendere atto della condizione in cui si trovano il mondo, l'umanit�, i singoli: trionfo della tecnologia e dell'ingiustizia; ricchezze senza limiti e vergogna che prosperano sulla disperazione; il futuro posto sotto sequestro; la politica che ridiventa fascista. Tappa ulteriore del progetto "Altronovecento. Comunismo eretico e pensiero critico", il volume si concentra sulla fenomenologia del tempo presente, cercando di risalire alle radici di errori e orrori; senza chiudere le porte alla speranza. Una duplice tensione - etica e teoretica insieme - � all'origine di analisi incentrate sul modo in cui si vanno ridefinendo i rapporti tra il capitalismo, da un lato - con la sua ricerca frenetica del profitto e la sua pervasivit� senza limiti -, e dall'altro il vivente, oggetto di una voracit� predatrice, che macina uomini e cose. Tensione etica, perch� � una lotta in cui non si pu� transigere: la posta in gioco � la vita della specie e quella dell'intera ecosfera, ancor prima e concretamente la dignit� delle singole persone. Secondo un'ideologia diffusa, � venuta meno la possibilit� di una trasformazione qualitativa dell'esistente. Alla superficie il mondo corre insensatamente ma nella sostanza appare pietrificato, congelato entro rapporti indiscutibili, in una paralisi della storia ossessivamente concentrata sul presente e la sua ripetizione: nel sottofondo di coscienze assopite l'eco di sconvolgimenti tellurici, l'incombere di catastrofi sociali e naturali. Il capitale pretende di costituire l'ultima parola sulla storia, non pi� un fenomeno storico ma uno stato di fatto insuperabile, fuori dal tempo, con la medesima perentoriet� dei fenomeni naturali e ancor meno scalfibile dall'azione umana. All'opposto, ripercorrere a contrappelo le vicende storiche � un compito ineludibile per ritrovarvi, nel passato e nel presente, quelle insorgenze e quegli scarti che scardinano il corso omogeneo e lineare del dominio. Si tratta di cogliere nella storia le molteplici chances che la abitano, irriducibili a rappresentarsi in una forma definitivamente compiuta. Nella mezzanotte del tempo in cui ci � dato vivere, non possiamo rinunciare ad affermare l'esistenza dell'utopia concreta, di brecce di insorgenza all'interno dell'astrazione apparentemente invalicabile del capitale, di un possibile risveglio dalle sue fantasmagorie. In altre parole, occorre tener viva l'idea della non naturalit� e della non necessit� del capitale, idea portante, variamente coniugata, di tutti i saggi che compongono questo libro.