Il dono
Il dono non � sufficiente se non � presente
anche il donatore.
martin lutero
Introduzione.
Il tema del dono � uno tra i pi� presenti
nel grande cantiere della ricerca e della ri-
flessione contemporanea: sul �dono� le teo-
rie sono certamente molte, e anche diverse.
Marcel Mauss con il suo Essai sur le don �
stato decisivo nell'elaborazione delle teorie
sul dono, ma dopo di lui molti, soprattutto
i filosofi francesi, hanno sondato e cerca-
to di comprendere, discernere e interpreta-
re l'homo donator, l'uomo capace di donare,
l'uomo che fa dono: Georges Bataille, �mile
Benveniste, Jacques Derrida, fino a Jacques
T. Godbout. � di quest'ultimo, per esem-
pio, un'immagine molto suggestiva:
C'� una sorta di legge sociale che fa s� che ci�
che non circola muore, come avviene per il lago di
Tiberiade o il mar Morto. Formati dallo stesso fiu-
me, il Giordano, sono l'uno vivo e l'altro morto,
perch� il primo d� acqua ad altri fiumi mentre il
secondo la tiene tutta per s�.
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4 Il dono
Si medita e si ricerca sul �dono� ma si
pongono anche molte domande sulla pre-
senza del dono oggi: in una societ� domi-
nata dal mercato, segnata da un accentuato
individualismo, con i tratti di narcisismo,
egoismo, philaut�a, egolatria che la carat-
terizzano, c'� ancora posto per l'arte del
donare' � ancora possibile il donare, al di
fuori dell'ambito dei legami affettivi e del
clima della festa' Ma c'� un'altra doman-
da, a mio avviso decisiva: nell'educazione,
nella trasmissione alle nuove generazioni
della sapienza accumulata, c'� attenzione
al dono e all'azione del donare come atto
autentico di umanizzazione' C'� la coscien-
za che il dono � la possibilit� di innescare
i rapporti reciproci tra umani, qualunque
poi sia l'esito'
Da una lettura sommaria e superficiale si
pu� concludere che oggi non c'� pi� posto
per il dono ma solo per il mercato, lo scam-
bio utilitaristico; addirittura possiamo di-
re che il dono � solo un modo per simulare
gratuit� e disinteresse l� dove regna invece
la legge del tornaconto. In un'epoca di ab-
bondanza e di opulenza si pu� anche pra-
ticare l'atto del dono per comprare l'altro,
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per neutralizzarlo e togliergli la sua piena
libert�. Si pu� persino usare il dono ' pen-
sate agli �interventi umanitari� ' per ma-
scherare il male operante in una realt� di
guerra. Quest'ambiguit� che pesa sul donare
e pu� pervertirne il significato non � nuova;
gi� nell'antichit� si diceva: Timeo Danaos et
dona ferentes, �Temo i greci anche quando
portano doni� (Virgilio, Eneide II,49). Ma
c'� pure una forte banalizzazione del dono
che viene depotenziato e stravolto anche se
lo si chiama �carit�: oggi si �dona� con un
sms una briciola a quelli che i mass media
ci indicano come soggetti ' lontani! ' per i
quali vale la pena provare emozioni.
Dei rischi e delle possibili perversioni del
dono noi siamo avvertiti: il dono pu� esse-
re rifiutato con atteggiamenti di violenza o
nell'indifferenza distratta; il dono pu� esse-
re ricevuto senza destare gratitudine; il do-
no pu� essere sperperato: donare, infatti, �
azione che richiede di assumere un rischio.
Ma il dono pu� anche essere pervertito, pu�
diventare uno strumento di pressione che
incide sul destinatario, pu� trasformarsi in
strumento di controllo, pu� incatenare la
libert� dell'altro invece di suscitarla. I cri-
stiani sanno come nella storia persino il do-
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no di Dio, la grazia, abbia potuto e possa
essere presentata come una cattura dell'uo-
mo, novello Prometeo, un'azione di un Dio
perverso, crudele, che incute paura e infon-
de sensi di colpa.
Situazione dunque disperata, la nostra
oggi' No! Donare, cos� come amare e fare
fiducia, � un'arte che � sempre stata diffici-
le: l'essere umano ne � capace perch� � ca-
pace di rapporto con l'altro, ma resta vero
che questo �donare se stessi� ' perch� di
questo si tratta, non solo di dare ci� che si
ha, ci� che si possiede, ma di dare ci� che si
� ' richiede una convinzione profonda nei
confronti dell'altro. Chi � l'altro' O � l'in-
ferno ' come scriveva acutamente Jean-Paul
Sartre ' oppure � un dono che riconosco do-
nando all'altro me stesso! Cosa pu� essere la
societ�, la polis' Una communitas, un met-
tere insieme i doni (cum-munus), oppure il
non riconoscimento, il rifiuto dell'altro at-
traverso una immunitas, una chiusura asso-
luta, come ha ben analizzato nei suoi studi
Roberto Esposito. Donare all'altro, agli al-
tri, non � solo una forma di riconoscimento
comunitario, sociale, ma � il modo necessario
per entrare nell'alleanza della communitas.
Nella coscienza degli uomini, nelle strut-
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ture di umanizzazione, non c'� solo la pas-
sione per l'utile, ma c'� anche la ricerca
del legame, della relazione che sa generare
la generosit�, l'amore, l'alleanza. Spesso il
comportamento individuale sembra detta-
to solo dalla pulsione philautica, egoista,
che cerca unicamente il proprio interesse;
eppure sempre si conoscer� l'eccedenza del
dono, perch� l'essere umano � sempre capa-
ce di operare il bene, percependo la propria
insufficienza e cercando l'altro per una pie-
nezza di vita, che egli non possiede in s�.
Per questo, nonostante le dominanti cultu-
rali contraddicano talvolta la logica del do-
nare, persiste l'evento del dono.
1.'L'arte del donare: dare e ricevere.
Donare significa per definizione conse-
gnare un bene nelle mani di un altro senza
ricevere in cambio alcunch�. Bastano que-
ste poche parole per distinguere il �donare�
dal �dare�: nel dare c'� la vendita, lo scam-
bio, il prestito; nel donare c'� un soggetto,
il donatore, che nella libert�, non costret-
to, e per generosit�, per amore, fa un dono
all'altro, indipendentemente dalla risposta
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emanuela bognanni il 25 giugno 2014 alle 10:29 ha scritto:
Da leggere e rileggere.