Solennit� di Pentecoste
Cari fratelli e sorelle,
il Tempo di Pasqua raggiunge oggi, solennit� di Pentecoste, il suo compimento. Per evidenziare l�unit� di quest�evento di salvezza, il Vangelo ci porta nuovamente al �primo giorno della settimana� (cfr Gv 20,19), cio� a quel giorno nuovo nel quale Ges� risorto appare ai discepoli mostrando loro �le mani e il fianco� (v. 20). Il Signore rivela il suo corpo glorioso, precisamente le sue piaghe, le ferite della crocifissione. Questi segni della passione, pi� eloquenti di qualsiasi discorso, sono trasfigurati: Colui che era morto vive per sempre.
Al vedere il Signore, anche i discepoli tornano a vivere: si erano sepolti nel cenacolo pieni di paura, ma Ges� vi entra nonostante le porte chiuse e li riempie di gioia. Egli passa attraverso la nostra morte, apre il sepolcro e lo spalanca dove per noi non c�era pi� via d�uscita. Al suo gesto, Cristo unisce la parola: �Pace a voi� (v. 19); e subito dopo alita sui discepoli lo Spirito Santo. Il Risorto � pieno di vita: dopo aver mostrato quella del corpo, come vero uomo, dona quella di Dio, come Figlio amato dal Padre, fatto per noi fratello e Redentore. Nello stesso cenacolo dove ha istituito l�alleanza nuova ed eterna, Ges� effonde lo Spirito: il luogo della cena e del tradimento si trasforma e, da sepolcro degli Apostoli, diventa per tutta la Chiesa grembo di risurrezione. Perci� la Pentecoste � festa pasquale e festa del corpo di Cristo, che per grazia siamo noi.
Celebrando questo mistero, vorrei soffermarmi su tre aspetti.
Anzitutto, lo Spirito del Risorto � lo Spirito della pace. Infatti, nella sua Pasqua Cristo fa pace tra Dio e l�umanit�, e lo Spirito Santo la infonde nei cuori e la diffonde nel mondo. Questa pace viene dal perdono e ci porta al perdono: inizia col perdono donato da Ges� stesso, che � stato da noi tradito, condannato, crocifisso. Sorprendendoci con il suo amore, proprio Lui, il risorto, dice: �A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati� (Gv 20,23). Con queste parole Ges� ci affida un�opera divina, perch� solo Dio pu� perdonare i peccati (cfr Mc 2,7). Tale autorit� viene donata nel segno di una riconciliazione universale: il Signore effonde lo Spirito della pace da un capo all�altro della storia, perch� non esclude nessuno Colui che ha redento tutti dalla morte. Lo Spirito Santo, infatti, � Signore e d� la vita sin dall�inizio della creazione, quando aleggiava sulle acque (cfr Gen 1,2), e ora, al suo riscatto, cambia la storia del mondo: davvero la Pentecoste si compie come festa del Patto nuovo, cio� dell�alleanza tra Dio e tutti i popoli della terra. Mentre il fragore dal cielo, il vento e le lingue di fuoco nel cenacolo ricordano gli antichi segni del Sinai (cfr At 2,2-3; Es 19,16-19), la santa legge di Dio viene scritta nei cuori, incisa dallo Spirito con caratteri d�amore nella carne di Cristo e nel suo corpo, che � la Chiesa.
Questa legge � il codice della pace: � il duplice comandamento dell�amore, che lo Spirito ci ricorda a ogni battito del cuore. Col nostro cuore possiamo perci� invocare: �Veni Sancte Spiritus�, perch� Egli ci � gi� stato donato. Possiamo desiderarlo, perch� ci � gi� stato promesso. Possiamo accoglierlo, perch� Lui stesso � ospite dolce dell�anima.
Un secondo aspetto: lo Spirito del Risorto � lo Spirito della missione: �Come il Padre ha mandato me�, dice il Signore, �anche io mando voi� (Gv 20,21). Veniamo cos� coinvolti nella missione di Ges�: quella di Colui che esce da Dio e a Dio ritorna con la potenza dello Spirito, che procede dal Padre e dal Figlio, con loro � adorato e glorificato, unico Dio. Lo Spirito Santo � la vivente carit� di Cristo che ci pervade, ci sprona, ci sostiene nella missione (cfr 2Cor 5,14). Mentre d� agli Apostoli il potere di esprimersi nella variet� delle lingue (cfr At 2,4), lo stesso Spirito insegna all�umanit� la parola della salvezza. Ora che gli Apostoli hanno ricevuto il Soffio del Risorto dentro di s�, quest�annuncio viene dalla loro bocca, ha la voce di Pietro e di quanti sono con lui. Proprio nel giorno di Pentecoste gli Apostoli iniziano ad annunciare Ges�, crocifisso e risorto: le �grandi opere di Dio� (At 2,11) si riassumono tutte nella redenzione, che inizia con la fede. Infatti, la prima opera dello Spirito Santo in noi � la fede con la quale professiamo: �Ges� � Signore!� (1Cor 12,3). Questa fede vive e si esprime in ogni buona azione, in ogni atto di misericordia e di virt�. L�opera di Dio, dunque, siamo noi, che veniamo qui oggi da tutte le parti del mondo, invitati alla mensa del Signore, radunati nell�ascolto della sua parola e inviati a testimoniarla ovunque.
Carissimi, davvero noi siamo partecipi del Vangelo: tutta la Chiesa ne � protagonista, non solo custode. Con la forza dello Spirito, il nostro annuncio diventa colmo di gioia e di speranza, perch� noi, proprio noi siamo la novit� del mondo, la luce e il sale della terra (cfr Mt 5,13-14). Non certo per nostro merito, n� per privilegio, ma per la parola del Signore, che santifica il peccatore, risana il lebbroso, fa di chi lo ha rinnegato un apostolo. Da una parte � lo vediamo bene �, ci sono cambiamenti che non rinnovano il mondo, ma lo invecchiano tra errori e violenze. Dall�altra parte, invece, lo Spirito Santo illumina le menti e suscita nei cuori nuove energie di vita. � cos� che trasfigura la storia aprendola alla salvezza, cio� al dono che l�unico Signore condivide con tutti. La missione della Chiesa attesta tale condivisione, trasformando la confusione del mondo in comunione con Dio e tra di noi.
Questa missione inizia dicendo la verit� di Dio e dell�uomo, perch� lo Spirito del Risorto � lo �Spirito della verit� (Gv 14,17). Il Signore stesso ce l�ha promesso, chiedendo unit� per la sua Chiesa, un�unit� fondata sull�amore di Dio, sorgente del nostro amore. Lo Spirito, che ha parlato per mezzo dei profeti, promuove sempre l�unit� nella verit�, perch� suscita in noi comprensione, concordia e coerenza di vita. Come insegna Sant�Agostino, �lo Spirito Santo volle che questo fosse il segno della sua presenza� (Discorso 269,1): il dono di lingue che si capiscono nell�unica fede. Il Paraclito ci difende allora da tutto ci� che ostacola questa intesa: dalle faziosit�, dalle ipocrisie, dalle mode che annebbiano la luce del Vangelo. La verit� che Dio ci dona resta cos� parola liberante per tutti i popoli, messaggio che trasforma dall�interno ogni cultura.
Lo Spirito del Risorto, infatti, non viene effuso una volta e poi basta, ma costantemente. Come l�Eucaristia � la presenza viva di Cristo, che sempre ci nutre, cos� lo Spirito Santo imprime in noi il suo carattere nel Battesimo, che ci fa cristiani; nella Cresima, che ci rende testimoni; nell�Ordine, che costituisce ministri e pastori per il popolo di Dio. In ogni Sacramento Egli � dator munerum, sorgente di santit� che moltiplica doni e carismi nella preghiera, nelle opere di misericordia, nello studio della parola di Dio. Come insegna l�Apostolo: �A ciascuno � data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune� (1Cor 12,7). Proprio perci� siamo Chiesa, unico corpo che vive di Dio e serve il mondo. Grazie allo Spirito possiamo portare a tutti la pace vera, la verit� che salva, cio� lo stesso Cristo Signore.
Carissimi, con cuore ardente, preghiamo oggi che lo Spirito del Risorto ci salvi dal male della guerra, che viene vinta non da una superpotenza, ma dall�Onnipotenza dell�amore. Preghiamo affinch� liberi l�umanit� dalla miseria, che viene riscattata non da una ricchezza incalcolabile, ma da un dono inesauribile. Preghiamolo di guarirci dalla piaga del peccato, per la redenzione annunciata a tutti i popoli nel nome di Ges�. � questa la grazia che infonde coraggio agli Apostoli: lo infonda anche a noi, oggi e sempre, per intercessione di Maria, Madre della Chiesa.
Omelia in occasione della Santa Messa nella Solennit� di Pentecoste - 24/05/2026
Tutte le frasi tratte da "Solennit� di Pentecoste"
Proprio perci� siamo Chiesa, unico corpo che vive di Dio e serve il mondo. Grazie allo Spirito possiamo portare a tutti la pace vera, la verit� che salva, cio� lo stesso Cristo Signore.

- Papa Leone XIV -
Col nostro cuore possiamo perci� invocare: �Veni Sancte Spiritus�, perch� Egli ci � gi� stato donato. Possiamo desiderarlo, perch� ci � gi� stato promesso. Possiamo accoglierlo, perch� Lui stesso � ospite dolce dell�anima.

- Papa Leone XIV -
Il Signore passa attraverso la nostra morte, apre il sepolcro e lo spalanca dove per noi non c�era pi� via d�uscita.

- Papa Leone XIV -