Citazione spirituale

Santa Messa della Notte nella Solennit� del Natale del Signore

Cari fratelli e sorelle,

per millenni, in ogni parte della terra, i popoli hanno scrutato il cielo dando nomi e forme a stelle mute: nella loro fantasia, vi leggevano gli eventi del futuro cercando in alto, tra gli astri, la verit� che mancava in basso, tra le case. Come a tentoni, in quel buio restavano per� confusi dai loro stessi oracoli. In questa notte, invece, �il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse� (Is 9,1).

Ecco l�astro che sorprende il mondo, una scintilla appena accesa e divampante di vita: �Oggi, nella citt� di Davide, � nato per voi un Salvatore, che � Cristo Signore� (Lc 2,11). Nel tempo e nello spazio, l� dove noi siamo, viene Colui senza il quale non saremmo stati mai. Vive con noi chi per noi d� la sua vita, illuminando di salvezza la nostra notte. Non esiste tenebra che questa stella non rischiari, perch� alla sua luce l�intera umanit� vede l�aurora di una esistenza nuova ed eterna.

� il Natale di Ges�, l�Emmanuele. Nel Figlio fatto uomo, Dio non ci dona qualcosa, ma S� stesso, �per riscattarci da ogni iniquit� e formare per s� un popolo puro� (Tt 2,14). Nasce nella notte Colui che dalla notte ci riscatta: la traccia del giorno che albeggia non � pi� da cercare lontano, negli spazi siderali, ma chinando il capo, nella stalla accanto.

Il chiaro segno dato al mondo buio � infatti �un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia� (Lc 2,12). Per trovare il Salvatore, non bisogna guardare in alto, ma contemplare in basso: l�onnipotenza di Dio rifulge nell�impotenza di un neonato; l�eloquenza del Verbo eterno risuona nel primo vagito di un infante; la santit� dello Spirito brilla in quel corpicino appena lavato e avvolto in fasce. � divino il bisogno di cura e di calore, che il Figlio del Padre condivide nella storia con tutti i suoi fratelli. La luce divina che si irradia da questo Bambino ci aiuta a vedere l�uomo in ogni vita nascente.

Per illuminare la nostra cecit�, il Signore ha voluto rivelarsi da uomo all�uomo, sua vera immagine, secondo un progetto d�amore iniziato con la creazione del mondo. Finch� la notte dell�errore oscura questa provvidenziale verit�, allora �non c�� neppure spazio per gli altri, per i bambini, per i poveri, per gli stranieri� (Benedetto XVI, Omelia nella notte di Natale, 24 dicembre 2012). Cos� attuali, le parole di Papa Benedetto XVI ci ricordano che sulla terra non c�� spazio per Dio se non c�� spazio per l�uomo: non accogliere l�uno significa non accogliere l�altro. Invece l� dove c�� posto per l�uomo, c�� posto per Dio: allora una stalla pu� diventare pi� sacra di un tempio e il grembo della Vergine Maria � l�arca della nuova alleanza.

Ammiriamo, carissimi, la sapienza del Natale. Nel bambino Ges�, Dio d� al mondo una vita nuova: la sua, per tutti. Non un�idea risolutiva per ogni problema, ma una storia d�amore che ci coinvolge. Davanti alle attese dei popoli Egli manda un infante, perch� sia parola di speranza; davanti al dolore dei miseri Egli manda un inerme, perch� sia forza per rialzarsi; davanti alla violenza e alla sopraffazione Egli accende una luce gentile che illumina di salvezza tutti i figli di questo mondo. Come notava Sant�Agostino, �la superbia umana ti ha tanto schiacciato che poteva sollevarti soltanto l�umilt� divina� (Sermo in Natale Domini 188, III, 3). S�, mentre un�economia distorta induce a trattare gli uomini come merce, Dio si fa simile a noi, rivelando l�infinita dignit� di ogni persona. Mentre l�uomo vuole diventare Dio per dominare sul prossimo, Dio vuole diventare uomo per liberarci da ogni schiavit�. Ci baster� questo amore, per cambiare la nostra storia?

La risposta viene appena ci destiamo, come i pastori, da una notte mortale alla luce della vita nascente, contemplando il bambino Ges�. Sopra la stalla di Betlemme, dove Maria e Giuseppe, pieni di stupore, vegliano il Neonato, il cielo stellato diventa �una moltitudine dell�esercito celeste� (Lc 2,13). Sono schiere disarmate e disarmanti, perch� cantano la gloria di Dio, della quale la pace � manifestazione in terra (cfr v. 14): nel cuore di Cristo, infatti, palpita il legame che unisce nell�amore il cielo e la terra, il Creatore e le creature.

Perci�, esattamente un anno fa, Papa Francesco affermava che il Natale di Ges� ravviva in noi �il dono e l�impegno di portare speranza l� dove � stata perduta�, perch� �con Lui fiorisce la gioia, con Lui la vita cambia, con Lui la speranza non delude� (Omelia nella notte di Natale, 24 dicembre 2024). Con queste parole iniziava l�Anno Santo. Ora che il Giubileo si avvia al suo compimento, il Natale � per noi tempo di gratitudine e di missione. Gratitudine per il dono ricevuto, missione per testimoniarlo al mondo. Come canta il Salmista: �Annunciate di giorno in giorno la sua salvezza. / In mezzo alle genti narrate la sua gloria, / a tutti i popoli dite le sue meraviglie� (Sal 96,2-3).

Sorelle e fratelli, la contemplazione del Verbo fatto carne suscita in tutta la Chiesa una parola nuova e vera: proclamiamo allora la gioia del Natale, che � festa della fede, della carit� e della speranza. � festa della fede, perch� Dio diventa uomo, nascendo dalla Vergine. � festa della carit�, perch� il dono del Figlio redentore si avvera nella dedizione fraterna. � festa della speranza, perch� il bambino Ges� la accende in noi, facendoci messaggeri di pace. Con queste virt� nel cuore, senza temere la notte, possiamo andare incontro all�alba del giorno nuovo.

Omelia di Papa Leone alla Santa Messa della Notte nella Solennit� del Natale del Signore - 24/12/2025


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Davanti alle attese dei popoli Egli manda un infante, perch� sia parola di speranza; davanti al dolore dei miseri Egli manda un inerme, perch� sia forza per rialzarsi; davanti alla violenza e alla sopraffazione Egli accende una luce gentile che illumina di salvezza tutti i figli di questo mondo.

- Papa Leone XIV -



Ecco l�astro che sorprende il mondo, una scintilla appena accesa e divampante di vita: �Oggi, nella citt� di Davide, � nato per voi un Salvatore, che � Cristo Signore� (Lc 2,11).

- Papa Leone XIV -



� festa della fede, perch� Dio diventa uomo, nascendo dalla Vergine. � festa della carit�, perch� il dono del Figlio redentore si avvera nella dedizione fraterna. � festa della speranza, perch� il bambino Ges� la accende in noi, facendoci messaggeri di pace.

- Papa Leone XIV -