Citazione spirituale

Omelia di papa Leone XIV

Cari fratelli e sorelle,

oggi, Solennit� di Maria Santissima Madre di Dio, inizio del nuovo anno civile, la Liturgia ci offre il testo di una bellissima benedizione: �Ti benedica il Signore e ti custodisca. Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia. Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace� (Nm 6,24-26).

Essa segue, nel libro dei Numeri, le indicazioni circa la consacrazione dei Nazirei, a sottolineare, nel rapporto tra Dio e il popolo d�Israele, la dimensione sacra e feconda del dono. L�uomo offre al Creatore tutto ci� che ha ricevuto e Questi risponde volgendo su di lui il suo sguardo benigno, proprio come ai primordi del mondo (cfr Gen 1,31).

Del resto, il popolo d�Israele, a cui questa benedizione si rivolgeva, era un popolo di liberati, di uomini e donne rinati dopo una lunga schiavit� grazie all�intervento di Dio e alla risposta generosa del suo servo Mos�. Era un popolo che in Egitto aveva goduto di alcune sicurezze � il cibo non mancava, cos� come un tetto e una certa stabilit� �, a costo per� di essere schiavo, oppresso da una tirannia che chiedeva sempre di pi� dando sempre di meno (cfr Es 5,6-7). Ora, nel deserto, molte delle certezze passate erano andate perdute, ma in cambio c�era la libert�, che si concretizzava in una strada aperta verso il futuro, nel dono di una legge di sapienza e nella promessa di una terra in cui vivere e crescere senza pi� ceppi e catene: insomma, in una rinascita.

Cos�, all�inizio del nuovo anno, la Liturgia ci ricorda che ogni giorno pu� essere, per ciascuno di noi, l�inizio di una vita nuova, grazie all�amore generoso di Dio, alla sua misericordia e alla risposta della nostra libert�. Ed � bello pensare in questo modo all�anno che inizia: come a un cammino aperto, da scoprire, in cui avventurarci, per grazia, liberi e portatori di libert�, perdonati e dispensatori di perdono, fiduciosi nella vicinanza e nella bont� del Signore che sempre ci accompagna.

Noi ricordiamo tutto questo mentre celebriamo il mistero della Divina Maternit� di Maria, che con il suo �s� ha contribuito a dare alla Fonte di ogni misericordia e benevolenza un volto umano: il volto di Ges�, attraverso i cui occhi di bambino, poi di giovane e di uomo l�amore del Padre ci raggiunge e ci trasforma.

Allora, all�inizio dell�anno, mentre ci mettiamo in cammino verso i giorni nuovi e unici che ci attendono, chiediamo al Signore di sentire in ogni momento, attorno a noi e su di noi, il calore del suo abbraccio paterno e la luce del suo sguardo benedicente, per comprendere sempre meglio e avere costantemente presente chi siamo e verso quale destino meraviglioso procediamo (cfr Conc. Ecum. Vat. II, Cost. past. Gaudium et spes, 41). Al tempo stesso, per�, anche noi diamogli gloria, con la preghiera, con la santit� della vita e facendoci gli uni per gli altri specchio della sua bont�.

Sant�Agostino insegnava che in Maria �il creatore dell�uomo � diventato uomo: perch�, pur essendo l�ordinatore delle stelle, potesse succhiare da un seno di donna; pur essendo il pane (cfr Gv 6,35), potesse aver fame (cfr Mt 4,2); [�] per liberare noi anche se eravamo indegni� (Sermo 191, 1.1). Ricordava, cos�, uno dei tratti fondamentali del volto di Dio: quello della totale gratuit� del suo amore, per cui si presenta a noi � come ho voluto sottolineare nel Messaggio di questa Giornata Mondiale della Pace � �disarmato e disarmante�, nudo, indifeso come un neonato nella culla. E questo per insegnarci che il mondo non si salva affilando le spade, giudicando, opprimendo, o eliminando i fratelli, ma piuttosto sforzandosi instancabilmente di comprendere, perdonare, liberare e accogliere tutti, senza calcoli e senza paura.

Questo � il volto di Dio che Maria ha lasciato si formasse e crescesse nel suo grembo, cambiandole completamente la vita. � il volto che ha annunciato attraverso la luce gioiosa e fragile dei suoi occhi di mamma in attesa; il volto di cui ha contemplato giorno per giorno la bellezza, mentre Ges� cresceva, bambino, ragazzo e giovane, nella sua casa; e che poi ha seguito, col suo cuore di discepola umile, mentre percorreva i sentieri della sua missione, fino alla croce e alla risurrezione. Per farlo, anche Lei ha abbassato ogni difesa, rinunciando ad aspettative, pretese e garanzie, come sanno fare le mamme, consacrando senza riserve la sua vita al Figlio che per grazia aveva ricevuto, perch� a sua volta lo ridonasse al mondo.

Nella Maternit� Divina di Maria vediamo cos� l�incontro di due immense realt� �disarmate�: quella di Dio che rinuncia ad ogni privilegio della sua divinit� per nascere secondo la carne (cfr Fil 2,6-11) e quella della persona che con fiducia ne abbraccia totalmente il volere, rendendogli l�omaggio, in un atto perfetto d�amore, della sua potenza pi� grande: la libert�.

San Giovanni Paolo II, meditando su questo mistero, invitava a guardare ci� che i pastori hanno trovato a Betlemme: �La disarmante tenerezza del Bambino, la sorprendente povert� in cui Egli si trova, l�umile semplicit� di Maria e Giuseppe� hanno trasformato la loro vita, rendendoli �messaggeri di salvezza� (Omelia nella Messa di Maria SS.ma Madre di Dio, XXXIV Giornata Mondiale della Pace, 1� gennaio 2001).

Lo diceva al termine del grande Giubileo del 2000, con parole che possono far riflettere anche noi: �Quanti doni � affermava �, quante occasioni straordinarie ha offerto ai credenti il Grande Giubileo! Nell�esperienza del perdono ricevuto e donato, nel ricordo dei martiri, nell�ascolto del grido dei poveri del mondo [�] anche noi abbiamo scorto la presenza salvifica di Dio nella storia. Abbiamo come toccato con mano il suo amore che rinnova la faccia della terra� (ibid.), e concludeva: �Come ai pastori accorsi ad adorarlo, Cristo chiede ai credenti, ai quali ha offerto la gioia di incontrarlo, una coraggiosa disponibilit� a ripartire per annunciare il suo Vangelo antico e sempre nuovo. Li invia a vivificare la storia e le culture degli uomini con il suo messaggio salvifico� (ibid.).

Cari fratelli e sorelle, in questa Festa solenne, all�inizio del nuovo anno, in prossimit� della conclusione del Giubileo della speranza, accostiamoci al Presepe, nella fede, come al luogo della pace �disarmata e disarmante� per eccellenza, luogo della benedizione, in cui fare memoria dei prodigi che il Signore ha compiuto nella storia della salvezza e nella nostra esistenza, per poi ripartire, come gli umili testimoni della grotta, �glorificando e lodando Dio� (Lc 2,20) per tutto ci� che abbiamo visto e udito. Sia questo il nostro impegno, il nostro proposito per i mesi a venire, e sempre per la nostra vita cristiana.

Santa Messa nella Solennit� di Maria Santissima Madre di Dio - 1/01/2026


Tutte le frasi tratte da "Omelia di papa Leone XIV"


Il mondo non si salva affilando le spade, giudicando, opprimendo, o eliminando i fratelli, ma piuttosto sforzandosi instancabilmente di comprendere, perdonare, liberare e accogliere tutti, senza calcoli e senza paura.

- Papa Leone XIV -



Cos�, all�inizio del nuovo anno, la Liturgia ci ricorda che ogni giorno pu� essere, per ciascuno di noi, l�inizio di una vita nuova, grazie all�amore generoso di Dio, alla sua misericordia e alla risposta della nostra libert�.

- Papa Leone XIV -



Nella Maternit� Divina di Maria vediamo l�incontro di due immense realt� �disarmate�: quella di Dio che rinuncia ad ogni privilegio della sua divinit� per nascere secondo la carne (cfr Fil 2,6-11) e quella della persona che con fiducia ne abbraccia totalmente il volere, rendendogli l�omaggio, in un atto perfetto d�amore, della sua potenza pi� grande: la libert�.

- Papa Leone XIV -