Omelia
Cari fratelli e sorelle,
la parola divina attraversa la storia e la rinnova con la voce umana del Salvatore. Oggi ascoltiamo il Vangelo, buona notizia per tutti i tempi, in questa basilica di Annaba dedicata a sant�Agostino, Vescovo dell�antica Ippona. Lungo i secoli, i luoghi che ci ospitano hanno cambiato nome, ma i santi sono rimasti come nostri patroni e testimoni fedeli di un legame con la terra, che viene dal cielo. � proprio questa la dinamica che il Signore illumina nella notte di Nicodemo: � questa la forza che Cristo infonde alla debolezza della sua fede e alla tenacia della sua ricerca.
Inviato dallo Spirito di Dio, �che non sai di dove viene e dove va� (Gv 3,8), Ges� � per Nicodemo un ospite speciale. Lo chiama infatti a vita nuova, consegnando al proprio interlocutore e anche a noi un compito sorprendente: �dovete rinascere dall�alto� (v. 7). Ecco l�invito per ogni uomo e ogni donna che cerca la salvezza! Dall�appello di Ges� scaturisce la missione per la Chiesa tutta, e quindi per la comunit� cristiana d�Algeria: nascere nuovamente dall�alto, cio� da Dio. In questa prospettiva, la fede vince le fatiche terrene e la grazia del Signore fa fiorire il deserto. Eppure la bellezza di quest�esortazione porta con s� una prova, che il Vangelo ci chiama ad attraversare insieme.
Le parole di Cristo, infatti, hanno tutta la forza di un dovere: dovete rinascere dall�alto! Tale imperativo suona ai nostri orecchi come un comando impossibile. Ascoltando con attenzione Colui che lo d�, capiamo per� che non si tratta di una dura imposizione, n� di una forzatura o, tanto meno, di una condanna al fallimento. Al contrario, il dovere espresso da Ges� � per noi un dono di libert�, perch� ci rivela una possibilit� insperata: possiamo rinascere dall�alto, grazie a Dio. Dobbiamo farlo, dunque, secondo la sua volont� d�amore, che desidera rinnovare l�umanit� chiamandola a una comunione di vita, che inizia con la fede. Mentre Cristo ci chiede di rinnovare da capo tutta la nostra esistenza, pure ci d� la forza per farlo. Lo attesta bene sant�Agostino, che prega cos�: �Da�, o Signore, quel che comandi e comanda quello che vuoi� (Confessiones, X, 29, 40).
Allora, quando ci chiediamo come sia possibile un futuro di giustizia e di pace, di concordia e di salvezza, ricordiamoci che stiamo facendo a Dio la stessa domanda di Nicodemo: ma davvero la nostra storia pu� cambiare? Siamo cos� carichi di problemi, insidie e tribolazioni! Davvero la nostra vita pu� ricominciare da capo? S�! L�affermazione del Signore, cos� piena d�amore, riempie i nostri cuori di speranza. Non importa quanto siamo oppressi dal dolore o dal peccato: il Crocifisso porta tutti questi pesi con noi e per noi. Non importa quanto siamo sfiduciati dalle nostre debolezze: proprio allora si manifesta la forza di Dio, che ha risuscitato Cristo dai morti per dare la vita al mondo. Ciascuno di noi pu� sperimentare la libert� della vita nuova che viene dalla fede nel Redentore. Di nuovo, sant�Agostino ce ne offre l�esempio: prima ancora che per la sua sapienza, guardiamo a lui per la sua conversione. In questa rinascita, provvidenzialmente accompagnata dalle lacrime della madre, santa Monica, egli divenne s� stesso esclamando: �Io non sarei, Dio mio, non sarei affatto, se Tu non fossi in me. O meglio, non sarei, se non fossi in te� (Confessiones, I, 2).
S�, dunque: i cristiani nascono dall�alto, rigenerati da Dio come fratelli e sorelle di Ges�, e la Chiesa che li nutre con i Sacramenti � grembo accogliente per tutti i popoli della terra. Come abbiamo ascoltato poco fa, gli Atti degli Apostoli ne danno testimonianza raccontando lo stile che contraddistingue l�umanit� rinnovata dallo Spirito Santo (cfr At 4,32-37). Anche oggi occorre accogliere e realizzare questo canone apostolico, meditandolo come autentico criterio di riforma ecclesiale: una riforma che inizia dal cuore, per essere vera, e riguarda tutti, per diventare efficace.
In primo luogo, infatti, �la moltitudine di coloro che erano venuti alla fede aveva un cuore solo e un�anima sola� (v. 32). Questa unit� spirituale � una concordia: parola che significa bene la comunione di cuori che palpitano insieme, perch� uniti a quello di Cristo. La Chiesa nascente non si basa dunque su un contratto sociale, ma su un�armonia nella fede, negli affetti, nelle idee, nelle scelte di vita che ha al centro l�amore di Dio, fatto uomo per salvare tutti i popoli della terra.
In secondo luogo, ammiriamo l�effetto materiale di quest�unit� spirituale dei credenti: �Ogni cosa era fra loro comune� (v. 32). Tutti hanno tutto, partecipando ai beni di ciascuno come membra di un unico corpo. Nessuno viene privato di qualcosa, perch� ognuno condivide quel che � proprio. Trasformando il possesso in dono, questa dedizione fraterna non rappresenta un�utopia se non per cuori rivali tra loro e animi avidi per s�. Al contrario, la fede nell�unico Dio, Signore del cielo e della terra, unisce gli uomini secondo una giustizia perfetta, che invita tutti alla carit�, cio� ad amare ogni creatura con l�amore che Dio ci dona in Cristo. Perci�, soprattutto davanti all�indigenza e all�oppressione, i cristiani hanno come codice fondamentale la carit�: facciamo a chi ci sta accanto quel che vorremmo venisse fatto a noi (cfr Mt 7,12). Animata da questa legge, che Dio scrive nei cuori, la Chiesa � sempre nascente, perch� dove c�� disperazione accende speranza, dove c�� miseria porta dignit�, dove c�� conflitto porta riconciliazione.
In terzo luogo, nel testo degli Atti troviamo il fondamento di questa vita nuova, che coinvolge popoli di ogni lingua e cultura: �Con grande forza gli apostoli rendevano testimonianza della risurrezione del Signore Ges� e tutti essi godevano di grande favore� (At 4,33). La carit� che li anima, prima che impegno morale, � segno di salvezza: gli Apostoli proclamano che la nostra vita pu� cambiare perch� Cristo � risorto dai morti. Il primo compito dei pastori, ministri del Vangelo, � dunque dare testimonianza di Dio al mondo con un cuor solo e un�anima sola, senza che le preoccupazioni ci corrompano con la paura n� le mode ci indeboliscano con il compromesso. Insieme a voi, fratelli nell�episcopato, e a voi, presbiteri, rinnoviamo costantemente questa missione per il bene di quanti ci sono affidati, affinch� la Chiesa intera sia, nel suo servizio, messaggio di vita nuova per coloro che incontriamo.
In questa terra, carissimi cristiani di Algeria, rimanete come segno umile e fedele dell�amore di Cristo. Testimoniate il Vangelo con gesti semplici, relazioni vere e un dialogo vissuto giorno per giorno: cos� date sapore e luce l� dove vivete. La vostra presenza nel Paese fa pensare all�incenso: un granello incandescente, che spande profumo perch� d� gloria al Signore e letizia e conforto a tanti fratelli e sorelle. Quest�incenso � un piccolo, prezioso elemento, che non sta al centro dell�attenzione, ma invita a rivolgere i nostri cuori a Dio, incoraggiandoci l�un l�altro a perseverare nelle difficolt� del tempo presente. Dal turibolo del nostro cuore si levano infatti la lode, la benedizione, la supplica, diffondendo il soave odore (cfr Ef 5,2) della misericordia, dell�elemosina e del perdono. La vostra storia � fatta di accoglienza generosa e di tenacia nella prova: qui hanno pregato i martiri, qui sant�Agostino ha amato il suo gregge cercando la verit� con passione e servendo Cristo con fede ardente. Siate eredi di questa tradizione, testimoniando nella carit� fraterna la libert� di chi nasce dall�alto come speranza di salvezza per il mondo.
Omelia del Santo Padre Leone XIV in occasione della Santa Messa nella Basilica di Sant�Agostino (viaggio apostolico in Africa) - 14/04/2026
Tutte le frasi tratte da "Omelia"
La fede nell�unico Dio, Signore del cielo e della terra, unisce gli uomini secondo una giustizia perfetta, che invita tutti alla carit�, cio� ad amare ogni creatura con l�amore che Dio ci dona in Cristo.

- Papa Leone XIV -
Ciascuno di noi pu� sperimentare la libert� della vita nuova che viene dalla fede nel Redentore.

- Papa Leone XIV -
I cristiani nascono dall�alto, rigenerati da Dio come fratelli e sorelle di Ges�, e la Chiesa che li nutre con i Sacramenti � grembo accogliente per tutti i popoli della terra.

- Papa Leone XIV -