Citazione spirituale

Benedizione �Urbi et Orbi� nella Solennit� del Natale

Cari fratelli e sorelle,

�Rallegriamoci tutti nel Signore: il nostro Salvatore � nato nel mondo. Oggi la vera pace � scesa a noi dal cielo� (Antifona d�ingresso alla Messa della notte di Natale). Cos� canta la liturgia nella notte di Natale, e cos� riecheggia nella Chiesa l�annuncio di Betlemme: il Bambino che � nato dalla Vergine Maria � il Cristo Signore, mandato dal Padre a salvarci dal peccato e dalla morte. Egli � la nostra pace, Colui che ha vinto l�odio e l�inimicizia con l�amore misericordioso di Dio. Per questo �il Natale del Signore � il Natale della pace� (S. Leone Magno, Sermone 26).

Ges� � nato in una stalla, perch� non c�era posto per Lui nell�alloggio. Appena nato, sua mamma Maria �lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia� (cfr Lc 2,7). Il Figlio di Dio, per mezzo del quale tutto � stato creato, non viene accolto e la sua culla � una povera mangiatoia per gli animali.

Il Verbo eterno del Padre, che i cieli non possono contenere ha scelto di venire nel mondo cos�. Per amore ha voluto nascere da donna, per condividere la nostra umanit�; per amore ha accettato la povert� e il rifiuto e si � identificato con chi � scartato ed escluso.

Nel Natale di Ges� gi� si profila la scelta di fondo che guider� tutta la vita del Figlio di Dio, fino alla morte sulla croce: la scelta di non far portare a noi il peso del peccato, ma di portarlo Lui per noi, di farsene carico. Questo, solo Lui poteva farlo. Ma nello stesso tempo ha mostrato ci� che invece solo noi possiamo fare, cio� assumerci ciascuno la propria parte di responsabilit�. S�, perch� Dio, che ci ha creato senza di noi, non pu� salvarci senza di noi (cfr S. Agostino, Discorso 169, 11. 13), cio� senza la nostra libera volont� di amare. Chi non ama non si salva, � perduto. E chi non ama il fratello che vede, non pu� amare Dio che non vede (cfr 1Gv 4,20).

Sorelle e fratelli, ecco la via della pace: la responsabilit�. Se ognuno di noi � a tutti i livelli �, invece di accusare gli altri, riconoscesse prima di tutto le proprie mancanze e ne chiedesse perdono a Dio, e nello stesso tempo si mettesse nei panni di chi soffre, si facesse solidale con chi � pi� debole e oppresso, allora il mondo cambierebbe.

Ges� Cristo � la nostra pace prima di tutto perch� ci libera dal peccato e poi perch� ci indica la via da seguire per superare i conflitti, tutti i conflitti, da quelli interpersonali a quelli internazionali. Senza un cuore libero dal peccato, un cuore perdonato, non si pu� essere uomini e donne pacifici e costruttori di pace. Per questo Ges� � nato a Betlemme ed � morto sulla croce: per liberarci dal peccato. Lui � il Salvatore. Con la sua grazia, possiamo e dobbiamo fare ognuno la propria parte per respingere l�odio, la violenza, la contrapposizione e praticare il dialogo, la pace, la riconciliazione.

In questo giorno di festa, desidero inviare un caloroso e paterno saluto a tutti i cristiani, in modo speciale a quelli che vivono in Medio Oriente, che ho inteso incontrare recentemente con il mio primo viaggio apostolico. Ho ascoltato le loro paure e conosco bene il loro sentimento di impotenza dinanzi a dinamiche di potere che li sorpassano. Il Bambino che oggi nasce a Betlemme � lo stesso Ges� che dice: �Abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!� (Gv 16,33).

Da Lui invochiamo giustizia, pace e stabilit� per il Libano, la Palestina, Israele, la Siria, confidando in queste parole divine: �Praticare la giustizia dar� pace. Onorare la giustizia dar� tranquillit� e sicurezza per sempre� (Is 32,17).

Al Principe della Pace affidiamo tutto il Continente europeo, chiedendogli di continuare a ispirarvi uno spirito comunitario e collaborativo, fedele alle sue radici cristiane e alla sua storia, solidale e accogliente con chi si trova nel bisogno. Preghiamo in modo particolare per il martoriato popolo ucraino: si arresti il fragore delle armi e le parti coinvolte, sostenute dall�impegno della comunit� internazionale, trovino il coraggio di dialogare in modo sincero, diretto e rispettoso.

Dal Bambino di Betlemme imploriamo pace e consolazione per le vittime di tutte le guerre in atto nel mondo, specialmente di quelle dimenticate; e per quanti soffrono a causa dell�ingiustizia, dell�instabilit� politica, della persecuzione religiosa e del terrorismo. Ricordo in modo particolare i fratelli e le sorelle del Sudan, del Sud Sudan, del Mali, del Burkina Faso e della Repubblica Democratica del Congo.

In questi ultimi giorni del Giubileo della Speranza, preghiamo il Dio fatto uomo per la cara popolazione di Haiti, affinch� cessi ogni forma di violenza nel Paese e possa progredire sulla via della pace e della riconciliazione.

Il Bambino Ges� ispiri quanti in America Latina hanno responsabilit� politiche, perch�, nel far fronte alle numerose sfide, sia dato spazio al dialogo per il bene comune e non alle preclusioni ideologiche e di parte.

Al Principe della Pace domandiamo che illumini il Myanmar con la luce di un futuro di riconciliazione: ridoni speranza alle giovani generazioni, guidi l�intero popolo birmano su sentieri di pace e accompagni quanti vivono privi di dimora, di sicurezza o di fiducia nel domani.

A Lui chiediamo che si restauri l�antica amicizia tra Tailandia e Cambogia e che le parti coinvolte continuino ad adoperarsi per la riconciliazione e la pace.

A Lui affidiamo anche le popolazioni dell�Asia meridionale e dell�Oceania, provate duramente dalle recenti e devastanti calamit� naturali, che hanno colpito duramente intere popolazioni. Di fronte a tali prove, invito tutti a rinnovare con convinzione il nostro impegno comune nel soccorrere chi soffre.

Cari fratelli e sorelle,

nel buio della notte, �veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo� (Gv 1,9), ma �i suoi non lo hanno accolto� (Gv 1,11). Non lasciamoci vincere dall�indifferenza verso chi soffre, perch� Dio non � indifferente alle nostre miserie.

Nel farsi uomo, Ges� assume su di s� la nostra fragilit�, si immedesima con ognuno di noi: con chi non ha pi� nulla e ha perso tutto, come gli abitanti di Gaza; con chi � in preda alla fame e alla povert�, come il popolo yemenita; con chi � in fuga dalla propria terra per cercare un futuro altrove, come i tanti rifugiati e migranti che attraversano il Mediterraneo o percorrono il Continente americano; con chi ha perso il lavoro e con chi lo cerca, come tanti giovani che faticano a trovare un impiego; con chi � sfruttato, come i troppi lavoratori sottopagati; con chi � in carcere e spesso vive in condizioni disumane.

Al cuore di Dio giunge l�invocazione di pace che sale da ogni terra, come scrive un poeta:

�Non la pace di un cessate-il-fuoco,

nemmeno la visione del lupo e dell�agnello,

ma piuttosto

come nel cuore quando l�eccitazione � finita

e si pu� parlare solo di una grande stanchezza.

[�]

Che venga

come i fiori selvatici,

all�improvviso, perch� il campo

ne ha bisogno: pace selvatica�.[1]

In questo giorno santo, apriamo il nostro cuore ai fratelli e alle sorelle che sono nel bisogno e nel dolore. Cos� facendo lo apriamo al Bambino Ges�, che con le sue braccia aperte ci accoglie e dischiude a noi la sua divinit�: �A quanti per� lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio� (Gv 1,12).

Tra pochi giorni terminer� l�Anno giubilare. Si chiuderanno le Porte Sante, ma Cristo, nostra speranza, rimane sempre con noi! Egli � la Porta sempre aperta, che ci introduce nella vita divina. � il lieto annuncio di questo giorno: il Bambino che � nato � il Dio fatto uomo; egli non viene per condannare, ma per salvare; la sua non � un�apparizione fugace, Egli viene per restare e donare s� stesso. In Lui ogni ferita � risanata e ogni cuore trova riposo e pace. �Il Natale del Signore � il Natale della pace�.

A tutti auguro di cuore un sereno santo Natale!

Messaggio del Santo Padre Leone XIV e Benedizione �Urbi et Orbi� nella Solennit� del Natale - 25/12/2025


Tutte le frasi tratte da "Benedizione �Urbi et Orbi� nella Solennit� del Natale"


Il Verbo eterno del Padre, che i cieli non possono contenere ha scelto di venire nel mondo cos�. Per amore ha voluto nascere da donna, per condividere la nostra umanit�; per amore ha accettato la povert� e il rifiuto e si � identificato con chi � scartato ed escluso.

- Papa Leone XIV -



Senza un cuore libero dal peccato, un cuore perdonato, non si pu� essere uomini e donne pacifici e costruttori di pace. Per questo Ges� � nato a Betlemme ed � morto sulla croce: per liberarci dal peccato. Lui � il Salvatore.

- Papa Leone XIV -



Il Bambino che oggi nasce a Betlemme � lo stesso Ges� che dice: �Abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!� (Gv 16,33).

- Papa Leone XIV -