Citazione spirituale

Visita alle zone terremotate dell�Arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche

�Che cosa � mai l�uomo perch� di lui ti ricordi?�, abbiamo pregato nel Salmo (8,5). Mi sono venute in mente queste parole pensando a voi. Di fronte a quello che avete visto e sofferto, di fronte a case crollate e a edifici ridotti in macerie, viene questa domanda: che cosa � mai l�uomo? Che cos��, se quello che innalza pu� crollare in un attimo? Che cos��, se la sua speranza pu� finire in polvere? Che cosa � mai l�uomo? La risposta sembra arrivare dal prosieguo della frase: che cosa � mai l�uomo perch� di lui ti ricordi? Di noi, cos� come siamo, con le nostre fragilit�, Dio si ricorda. Nell�incertezza che avvertiamo fuori e dentro, il Signore ci d� una certezza: Egli si ricorda di noi. Si ri-corda, cio� ritorna col cuore a noi, perch� Gli stiamo a cuore. E mentre quaggi� troppe cose si dimenticano in fretta, Dio non ci lascia nel dimenticatoio. Nessuno � disprezzabile ai suoi occhi, ciascuno ha per Lui un valore infinito: siamo piccoli sotto al cielo e impotenti quando la terra trema, ma per Dio siamo pi� preziosi di qualsiasi cosa.

Ricordo � una parola-chiave per la vita. Chiediamo la grazia di ri-cordare ogni giorno che non siamo dimenticati da Dio, che siamo suoi figli amati, unici e insostituibili: ricordarlo ci d� la forza di non arrenderci davanti alle contrariet� della vita. Ricordiamo quanto valiamo, di fronte alla tentazione di rattristarci e di continuare a rivangare quel peggio che sembra non aver mai fine. I ricordi brutti arrivano, anche quando non li pensiamo; per� pagano male: lasciano solo malinconia e nostalgia. Ma com�� difficile liberarsi dai brutti ricordi! Vale quel detto, secondo cui fu pi� facile per Dio far uscire Israele dall�Egitto che l�Egitto dal cuore d�Israele.

Per liberare il cuore dal passato che ritorna, dai ricordi negativi che tengono prigionieri, dai rimpianti che paralizzano, serve qualcuno che ci aiuti a portare i pesi che abbiamo dentro. Oggi Ges� dice proprio che di tante cose non siamo �capaci di portare il peso� (cfr Gv 16,12). E che cosa fa di fronte alla nostra debolezza? Non ci toglie i pesi, come vorremmo noi, che siamo sempre in cerca di soluzioni rapide e superficiali; no, il Signore ci d� lo Spirito Santo. Di Lui abbiamo bisogno, perch� � il Consolatore, Colui cio� che non ci lascia soli sotto i pesi della vita. � Colui che trasforma la nostra memoria schiava in memoria libera, le ferite del passato in ricordi di salvezza. Compie in noi quello che ha fatto per Ges�: le sue piaghe, quelle brutte ferite scavate dal male, per la potenza dello Spirito Santo sono diventate canali di misericordia, piaghe luminose in cui risplende l�amore di Dio, un amore che rialza, che fa risorgere. Questo fa lo Spirito Santo quando Lo invitiamo nelle nostre ferite. Egli unge i brutti ricordi col balsamo della speranza, perch� lo Spirito Santo � il ricostruttore della speranza.

Speranza. Di quale speranza si tratta? Non � una speranza passeggera. Le speranze terrene sono fuggevoli, hanno sempre la data di scadenza: sono fatte di ingredienti terreni, che prima o poi vanno a male. Quella dello Spirito � una speranza a lunga conservazione. Non scade, perch� si basa sulla fedelt� di Dio. La speranza dello Spirito non � nemmeno ottimismo. Nasce pi� in profondit�, riaccende in fondo al cuore la certezza di essere preziosi perch� amati. Infonde la fiducia di non essere soli. � una speranza che lascia dentro pace e gioia, indipendentemente da quello che capita fuori. � una speranza che ha radici forti, che nessuna tempesta della vita pu� sradicare. � una speranza, dice oggi San Paolo, che �non delude� (Rm 5,5) � la speranza non delude! �, che d� la forza di superare ogni tribolazione (cfr vv. 2-3). Quando siamo tribolati o feriti � e voi sapete bene cosa significa essere tribolati, feriti �, siamo portati a �fare il nido� attorno alle nostre tristezze e alle nostre paure. Lo Spirito invece ci libera dai nostri nidi, ci fa spiccare il volo, ci dischiude il destino meraviglioso per il quale siamo nati. Lo Spirito ci nutre di speranza viva. Invitiamolo. Chiediamogli che venga in noi e si far� vicino. Vieni, Spirito Consolatore! Vieni a darci un po� di luce, a darci il senso di questa tragedia, a darci la speranza che non delude. Vieni, Santo Spirito!

Vicinanza � la terza e ultima parola che vorrei condividere con voi. Oggi celebriamo la Santissima Trinit�. La Trinit� non � un rompicapo teologico, ma lo splendido mistero della vicinanza di Dio. La Trinit� ci dice che non abbiamo un Dio solitario lass� in cielo, distante e indifferente; no, Lui � Padre che ci ha dato il suo Figlio, fattosi uomo come noi, e che per esserci ancora pi� vicino, per aiutarci a portare i pesi della vita, ci manda il suo stesso Spirito. Lui, che � Spirito, viene nel nostro spirito e cos� ci consola da dentro, ci porta nell�intimo la tenerezza di Dio. Con Dio i pesi della vita non restano sulle nostre spalle: lo Spirito, che nominiamo ogni volta che facciamo il segno della croce proprio mentre tocchiamo le spalle, viene a darci forza, a incoraggiarci, a sostenere i pesi. Infatti Lui � specialista nel risuscitare, nel risollevare, nel ricostruire. Ci vuole pi� forza per riparare che per costruire, per ricominciare che per iniziare, per riconciliarsi che per andare d�accordo. Questa � la forza che Dio ci d�. Perci� chi si avvicina a Dio non si abbatte, va avanti: ricomincia, riprova, ricostruisce. Soffre anche, ma riesce a ricominciare, a riprovare, a ricostruire.

Cari fratelli e sorelle, sono venuto oggi semplicemente per starvi vicino; sono qui a pregare con voi Dio che si ricorda di noi, perch� nessuno si scordi di chi � in difficolt�. Prego il Dio della speranza, perch� ci� che � instabile in terra non faccia vacillare la certezza che abbiamo dentro. Prego il Dio Vicino, perch� susciti gesti concreti di prossimit�. Sono passati quasi tre anni e il rischio � che, dopo il primo coinvolgimento emotivo e mediatico, l�attenzione cali e le promesse vadano a finire nel dimenticatoio, aumentando la frustrazione di chi vede il territorio spopolarsi sempre di pi�. Il Signore invece spinge a ricordare, riparare, ricostruire, e a farlo insieme, senza mai dimenticare chi soffre.

Che cosa � mai l�uomo perch� di lui ti ricordi? Dio che si ricorda di noi, Dio che guarisce le nostre memorie ferite ungendole di speranza, Dio che ci � vicino per risollevarci da dentro, questo Dio ci aiuti a essere costruttori di bene, consolatori di cuori. Ciascuno pu� fare un po� di bene, senza aspettare che siano gli altri a cominciare. �Comincio io, comincio io, comincio io�: ognuno deve dire questo. Ciascuno pu� consolare qualcuno, senza aspettare che i suoi problemi siano risolti. Anche portando la mia croce, io cerco di avvicinarmi per consolare gli altri. Che cosa � mai l�uomo? � il tuo grande sogno, Signore, di cui ti ricordi sempre. L�uomo � il tuo grande sogno, Signore, di cui ti ricordi sempre. Non � facile capirlo in queste circostanze, Signore. Gli uomini si dimenticano di noi, non ricordano questa tragedia. Ma tu, Signore, non ti dimentichi. L�uomo � il tuo grande sogno Signore, di cui ti ricordi sempre. Signore, fa� che anche noi ci ricordiamo di essere al mondo per dare speranza e vicinanza, perch� siamo figli tuoi, �Dio di ogni consolazione� (2 Cor 1,3).

Omelia del Santo Padre durante la Visita alle zone terremotate dell�Arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche - 16/06/2019


Tutte le frasi tratte da "Visita alle zone terremotate dell�Arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche"


Per liberare il cuore dal passato che ritorna, dai ricordi negativi che tengono prigionieri, dai rimpianti che paralizzano, serve qualcuno che ci aiuti a portare i pesi che abbiamo dentro. [...] Il Signore ci d� lo Spirito Santo.

- Papa Francesco -



Mentre quaggi� troppe cose si dimenticano in fretta, Dio non ci lascia nel dimenticatoio. Nessuno � disprezzabile ai suoi occhi, ciascuno ha per Lui un valore infinito: siamo piccoli sotto al cielo e impotenti quando la terra trema, ma per Dio siamo pi� preziosi di qualsiasi cosa.

- Papa Francesco -



Ci vuole pi� forza per riparare che per costruire, per ricominciare che per iniziare, per riconciliarsi che per andare d�accordo. Questa � la forza che Dio ci d�. Perci� chi si avvicina a Dio non si abbatte, va avanti: ricomincia, riprova, ricostruisce. Soffre anche, ma riesce a ricominciare, a riprovare, a ricostruire.

- Papa Francesco -



Quella dello Spirito � una speranza a lunga conservazione. Non scade, perch� si basa sulla fedelt� di Dio. La speranza dello Spirito non � nemmeno ottimismo. Nasce pi� in profondit�, riaccende in fondo al cuore la certezza di essere preziosi perch� amati. Infonde la fiducia di non essere soli.

- Papa Francesco -



Nell�incertezza che avvertiamo fuori e dentro, il Signore ci d� una certezza: Egli si ricorda di noi. Si ri-corda, cio� ritorna col cuore a noi, perch� Gli stiamo a cuore.

- Papa Francesco -