Visita alla Casa di carit� di Nalukolongo - Viaggio Apostolico in Kenya, Uganda e Repubblica Centrafricana
Cari amici,
vi ringrazio per la vostra calorosa accoglienza. Ho tanto desiderato visitare questa Casa della Carit�, che il Cardinale Nsubuga fond� qui a Nalukolongo. Questo luogo � sempre stato legato all�impegno della Chiesa nei confronti dei poveri, dei disabili e dei malati. Qui, nei primi tempi, dei bambini sono stati riscattati dalla schiavit� e delle donne hanno ricevuto un�educazione religiosa. Saluto le Suore del Buon Samaritano, che portano avanti questa eccellente opera e le ringrazio per i loro anni di servizio silenzioso e gioioso nell�apostolato. E qui, qui � presente Ges�, perch� Lui ha detto che sempre sar� presente tra i poveri, gli ammalati, i carcerati, i diseredati, quelli che soffrono. Qui c�� Ges�.
Saluto anche i rappresentanti di molti altri gruppi di apostolato, che si prendono cura delle necessit� dei nostri fratelli e delle nostre sorelle in Uganda. Penso in particolare al grande e fruttuoso lavoro fatto con le persone malate di AIDS. Soprattutto, saluto chi abita in questa Casa e in altre come questa, e tutti coloro che beneficiano delle opere della carit� cristiana. Perch� questa � proprio una casa! Qui potete trovare affetto e premura; qui potete sentire la presenza di Ges� nostro fratello, che ama ciascuno di noi con quell�amore che � proprio di Dio.
Oggi, da questa Casa, vorrei rivolgere un appello a tutte le parrocchie e le comunit� presenti in Uganda � e nel resto dell�Africa � a non dimenticare i poveri, a non dimenticare i poveri! Il Vangelo ci impone di uscire verso le periferie della societ� e di trovare Cristo nel sofferente e in chi � nel bisogno. Il Signore ci dice, con parole inequivocabili, che ci giudicher� su questo! � triste quando le nostre societ� permettono che gli anziani siano scartati o dimenticati! � riprovevole quando i giovani vengono sfruttati dall�attuale schiavit� del traffico di esseri umani! Se guardiamo attentamente al mondo che ci circonda, pare che in molti luoghi si stiano diffondendo l�egoismo e l�indifferenza. Quanti nostri fratelli e sorelle sono vittime dell�odierna cultura dell��usa e getta�, che ingenera disprezzo soprattutto nei confronti dei bambini non nati, dei giovani e degli anziani!
In quanto cristiani, non possiamo semplicemente stare a guardare, stare a guardare cosa succede, e non fare niente. Qualcosa deve cambiare! Le nostre famiglie devono diventare segni ancora pi� evidenti dell�amore paziente e misericordioso di Dio, non solo per i nostri figli e i nostri anziani, ma per tutti coloro che si trovano nel bisogno. Le nostre parrocchie non devono chiudere le porte e le orecchie al grido dei poveri. Si tratta della via maestra del discepolato cristiano. � in questo modo che diamo testimonianza al Signore, che � venuto non per essere servito, ma per servire. Cos� mostriamo che le persone contano pi� delle cose e che quello che siamo � pi� importante di ci� che possediamo. Infatti, proprio in coloro che serviamo, Cristo rivela ogni giorno s� stesso e prepara l�accoglienza che speriamo di ricevere un giorno nel suo Regno eterno.
Cari amici, attraverso gesti semplici, attraverso atti semplici e devoti che onorano Cristo nei suoi fratelli e sorelle pi� piccoli, facciamo entrare la forza del suo amore nel mondo e lo cambiamo realmente. Ancora una volta vi ringrazio per la vostra generosit� e per la vostra carit�. Vi ricorder� sempre nelle mie preghiere e vi chiedo, per favore, di pregare per me. Affido tutti voi alla tenera protezione di Maria nostra Madre e vi do la mia benedizione.
Discorso del Santo Padre in occasione della Visita alla Casa di carit� di Nalukolongo - Viaggio Apostolico in Kenya, Uganda e Repubblica Centrafricana - 28/11/2015
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Le nostre famiglie devono diventare segni ancora pi� evidenti dell�amore paziente e misericordioso di Dio, non solo per i nostri figli e i nostri anziani, ma per tutti coloro che si trovano nel bisogno. Le nostre parrocchie non devono chiudere le porte e le orecchie al grido dei poveri. Si tratta della via maestra del discepolato cristiano.

- Papa Francesco -