Veglia di preghiera con quanti aderiscono alla spiritualit� della Divina Misericordia
Condividiamo con gioia e riconoscenza questo momento di preghiera che ci introduce nella Domenica della Misericordia, tanto desiderata da san Giovanni Paolo II � undici anni fa, come oggi, nel 2005, se n�� andato �; e voleva questo per dare compimento a una richiesta di santa Faustina. Le testimonianze che sono state offerte � e di cui ringraziamo � e le letture che abbiamo ascoltato aprono squarci di luce e di speranza per entrare nel grande oceano della misericordia di Dio. Quanti sono i volti della sua misericordia, con cui Lui ci viene incontro? Sono veramente tanti; � impossibile descriverli tutti, perch� la misericordia di Dio � un continuo crescendo. Dio non si stanca mai di esprimerla e noi non dovremmo mai abituarci a riceverla, ricercarla, desiderarla! E� qualcosa di sempre nuovo che provoca stupore e meraviglia nel vedere la grande fantasia creatrice di Dio quando ci viene incontro con il suo amore.
Dio si � rivelato manifestando pi� volte il suo nome, e questo nome � �misericordioso� (cfr Es 34,6). Come � grande e infinita la natura di Dio, cos� grande e infinita � la sua misericordia, a tal punto che appare un�impresa ardua poterla descrivere in tutti i suoi aspetti. Scorrendo le pagine della Sacra Scrittura, troviamo che la misericordia � anzitutto la vicinanza di Dio al suo popolo. Una vicinanza che si esprime e si manifesta principalmente come aiuto e protezione. E� la vicinanza di un padre e di una madre che si rispecchia in una bella immagine del profeta Osea. Dice cos�: �Io li traevo con legami di bont�, con vincoli d�amore, ero per loro come chi solleva un bimbo alla sua guancia, mi chinavo su di lui per dargli da mangiare� (11,4). L�abbraccio di un pap� e di una mamma con il loro bambino. E� molto espressiva questa immagine: Dio prende ciascuno di noi e ci solleva fino alla sua guancia. Quanta tenerezza contiene e quanto amore esprime! Tenerezza: parola quasi dimenticata e di cui il mondo di oggi � tutti noi � abbiamo bisogno. Ho pensato a questa parola del profeta quando ho visto il logo del Giubileo. Ges� non solo porta sulle sue spalle l�umanit�, ma la sua guancia stretta con quella di Adamo, a tal punto che i due volti sembrano fondersi in uno.
Noi non abbiamo un Dio che non sappia comprendere e compatire le nostre debolezze (cfr Eb 4,15). Al contrario! Proprio in forza della sua misericordia Dio si � fatto uno di noi: �Con l�incarnazione il Figlio di Dio si � unito in certo modo ad ogni uomo. Ha lavorato con mani d�uomo, ha pensato con intelligenza d�uomo, ha agito con volont� d'uomo, ha amato con cuore d�uomo. Nascendo da Maria vergine, egli si � fatto veramente uno di noi, in tutto, in tutto simile a noi fuorch� il peccato� (Gaudium et spes, 22). In Ges�, quindi, non solo possiamo toccare con mano la misericordia del Padre, ma siamo spinti a diventare noi stessi strumento della sua misericordia. Pu� essere facile parlare di misericordia, mentre � pi� impegnativo diventarne concretamente dei testimoni. E� questo un percorso che dura tutta la vita e non dovrebbe conoscere alcuna sosta. Ges� ci ha detto che dobbiamo essere �misericordiosi come il Padre� (cfr Lc 6,36). E questo prende tutta la vita!
Quanti volti, dunque, ha la misericordia di Dio! Essa ci viene fatta conoscere come vicinanza e tenerezza, ma in forza di questo anche come compassione e condivisione, come consolazione e perdono. Chi pi� ne riceve, pi� � chiamato a offrirla, a condividerla; non pu� essere tenuta nascosta n� trattenuta solo per s� stessi. E� qualcosa che brucia il cuore e lo provoca ad amare, riconoscendo il volto di Ges� Cristo soprattutto in chi � pi� lontano, debole, solo, confuso ed emarginato. La misericordia non sta ferma: va alla ricerca della pecora perduta, e quando la ritrova esprime una gioia contagiosa. La misericordia sa guardare negli occhi ogni persona; ognuna � preziosa per lei, perch� ognuna � unica. Quanto dolore nel cuore sentiamo quando sentiamo dire: �Questa gente� questa gente, questo poveracci, buttiamoli fuori, lasciamoli dormire sulle strade��. Questo � da Ges�?
Cari fratelli e sorelle, la misericordia non pu� mai lasciarci tranquilli. E� l�amore di Cristo che ci �inquieta� fino a quando non abbiamo raggiunto l�obiettivo; che ci spinge ad abbracciare e stringere a noi, a coinvolgere quanti hanno bisogno di misericordia per permettere che tutti siano riconciliati con il Padre (cfr 2 Cor 5,14-20). Non dobbiamo avere timore, � un amore che ci raggiunge e coinvolge a tal punto da andare oltre noi stessi, per permetterci di riconoscere il suo volto in quello dei fratelli. Lasciamoci condurre docilmente da questo amore e diventeremo misericordiosi come il Padre.
Abbiamo ascoltato il Vangelo: Tommaso era un testardo. Non aveva creduto. E ha trovato la fede proprio quando ha toccato le piaghe del Signore. Una fede che non � capace di mettersi nelle piaghe del Signore, non � fede! Una fede che non � capace di essere misericordiosa, come sono segno di misericordia le piaghe del Signore, non � fede: � idea, � ideologia. La nostra fede � incarnata in un Dio che si � fatto carne, che si � fatto peccato, che � stato piagato per noi. Ma se noi vogliamo credere sul serio e avere la fede, dobbiamo avvicinarci e toccare quella piaga, accarezzare quella piaga e anche abbassare la testa e lasciare che gli altri accarezzino le nostre piaghe.
E� bene allora che sia lo Spirito Santo a guidare i nostri passi: Lui � l�Amore, Lui � la Misericordia che si comunica nei nostri cuori. Non poniamo ostacoli alla sua azione vivificante, ma seguiamolo docilmente sui sentieri che Lui ci indica. Rimaniamo con il cuore aperto, perch� lo Spirito possa trasformarlo; e cos�, perdonati, e riconciliati, immersi nelle piaghe del Signore, diventiamo testimoni della gioia che scaturisce dall�aver incontrato il Signore Risorto, vivo in mezzo a noi.
[Benedizione]
L�altro giorno, parlando con i dirigenti di una associazione di aiuto, di carit�, � uscita questa idea, e ho pensato: �La dir� in piazza, sabato�. Che bello sarebbe che come un ricordo, diciamo, un �monumento� di quest�Anno della Misericordia, ci fosse in ogni diocesi un�opera strutturale di misericordia: un ospedale, una casa per anziani, per bambini abbandonati, una scuola dove non ci fosse, una casa per recuperare i tossicodipendenti� Tante cose che si possono fare� Sarebbe bello che ogni diocesi pensasse: cosa posso lasciare come ricordo vivente, come opera di misericordia vivente, come piaga di Ges� vivente per questo Anno della Misericordia? Pensiamoci e parliamone con i Vescovi. Grazie.
Omelia del Santo Padre durante la Veglia di preghiera con quanti aderiscono alla spiritualit� della Divina Misericordia - 2/04/2016
Tutte le frasi tratte da "Veglia di preghiera con quanti aderiscono alla spiritualit� della Divina Misericordia"
Quanti volti ha la misericordia di Dio! Essa ci viene fatta conoscere come vicinanza e tenerezza, ma in forza di questo anche come compassione e condivisione, come consolazione e perdono. Chi pi� ne riceve, pi� � chiamato a offrirla, a condividerla; non pu� essere tenuta nascosta n� trattenuta solo per s� stessi.

- Papa Francesco -
[La Misericordia] E� qualcosa che brucia il cuore e lo provoca ad amare, riconoscendo il volto di Ges� Cristo soprattutto in chi � pi� lontano, debole, solo, confuso ed emarginato. La misericordia non sta ferma: va alla ricerca della pecora perduta, e quando la ritrova esprime una gioia contagiosa. La misericordia sa guardare negli occhi ogni persona; ognuna � preziosa per lei, perch� ognuna � unica.

- Papa Francesco -
Dio prende ciascuno di noi e ci solleva fino alla sua guancia. Quanta tenerezza contiene e quanto amore esprime!

- Papa Francesco -
E� bene che sia lo Spirito Santo a guidare i nostri passi: Lui � l�Amore, Lui � la Misericordia che si comunica nei nostri cuori. Non poniamo ostacoli alla sua azione vivificante, ma seguiamolo docilmente sui sentieri che Lui ci indica. Rimaniamo con il cuore aperto, perch� lo Spirito possa trasformarlo; e cos�, perdonati, e riconciliati, immersi nelle piaghe del Signore, diventiamo testimoni della gioia che scaturisce dall�aver incontrato il Signore Risorto, vivo in mezzo a noi.

- Papa Francesco -