Veglia con i giovani nel Campo San Juan Pablo II - Viaggio Apostolico a Panam�
Cari giovani, buonasera!
Abbiamo visto questo bello spettacolo sull�Albero della Vita che ci mostra come la vita che Ges� ci dona � una storia d�amore, una storia di vita che desidera mescolarsi con la nostra e mettere radici nella terra di ognuno. Quella vita non � una salvezza appesa �nella nuvola� in attesa di venire scaricata, n� una nuova �applicazione� da scoprire o un esercizio mentale frutto di tecniche di crescita personale. Neppure la vita che Dio ci offre � un tutorial con cui apprendere l�ultima novit�. La salvezza che Dio ci dona � un invito a far parte di una storia d�amore che si intreccia con le nostre storie; che vive e vuole nascere tra noi perch� possiamo dare frutto l� dove siamo, come siamo e con chi siamo. L� viene il Signore a piantare e a piantarsi; � Lui il primo nel dire �s� alla nostra vita, Lui � sempre il primo. � il primo a dire �s� alla nostra storia, e desidera che anche noi diciamo �s� insieme a Lui. Lui sempre ci precede, � il primo.
E cos� sorprese Maria e la invit� a far parte di questa storia d�amore. Senza dubbio la giovane di Nazaret non compariva nelle �reti sociali� dell�epoca, lei non era una influencer, per� senza volerlo n� cercarlo � diventata la donna che ha avuto la maggiore influenza nella storia.
E le possiamo dire, con fiducia di figli: Maria, la �influencer� di Dio. Con poche parole ha avuto il coraggio di dire �s� e confidare nell�amore, a confidare nelle promesse di Dio, che � l�unica forza capace di rinnovare, di fare nuove tutte le cose. E tutti noi, oggi, abbiamo qualcosa da rinnovare dentro. Oggi dobbiamo lasciare che Dio rinnovi qualcosa nel nostro cuore. Pensiamoci un po�: che cosa voglio che Dio rinnovi nel mio cuore?
Sempre impressiona la forza del �s� Maria, giovane. La forza di quell��avvenga per me� che disse all�angelo. � stata una cosa diversa da un�accettazione passiva o rassegnata. � stato qualcosa di diverso da un �s� come a dire: �Bene, proviamo a vedere che succede�. Maria non conosceva questa espressione: vediamo cosa succede. Era decisa, ha capito di cosa si trattava e ha detto �s�, senza giri di parole. � stato qualcosa di pi�, qualcosa di diverso. � stato il �s� di chi vuole coinvolgersi e rischiare, di chi vuole scommettere tutto, senza altra garanzia che la certezza di sapere di essere portatrice di una promessa. E domando a ognuno di voi: vi sentite portatori di una promessa? Quale promessa porto nel cuore, da portare avanti? Maria, indubbiamente, avrebbe avuto una missione difficile, ma le difficolt� non erano un motivo per dire �no�. Certo che avrebbe avuto complicazioni, ma non sarebbero state le stesse complicazioni che si verificano quando la vilt� ci paralizza per il fatto che non abbiamo tutto chiaro o assicurato in anticipo. Maria non ha comprato una assicurazione sulla vita! Maria si � messa in gioco, e per questo � forte, per questo � una influencer, � l�influencer di Dio! Il �s� e il desiderio di servire sono stati pi� forti dei dubbi e delle difficolt�.
Questa sera ascoltiamo anche come il �s� di Maria riecheggia e si moltiplica di generazione in generazione. Molti giovani sull�esempio di Maria rischiano e scommettono, guidati da una promessa. Grazie, Erika y Rogelio, per la testimonianza che ci avete donato. Sono stati coraggiosi questi due! Meritano un applauso. Grazie! Avete condiviso i vostri timori, le difficolt�, tutto il rischio vissuto prima della nascita di Ines. A un certo punto avete detto: �A noi genitori, per diverse ragioni, costa molto accettare l�arrivo di un bimbo con qualche malattia o disabilit��, questo � sicuro, � comprensibile. Ma la cosa sorprendente � stata quando avete aggiunto: �Quando � nata nostra figlia abbiamo deciso di amarla con tutto il nostro cuore�. Prima del suo arrivo, di fronte a tutte le notizie e le difficolt� che si presentavano, avete preso una decisione e avete detto come Maria �avvenga per noi�, avete deciso di amarla. Davanti alla vita di vostra figlia fragile, indifesa e bisognosa la vostra risposta, di Erika e Rogelio, � stata: �s�, e cos� abbiamo Ines. Voi avete avuto il coraggio di credere che il mondo non � soltanto per i forti! Grazie!
Dire �s� al Signore significa avere il coraggio di abbracciare la vita come viene, con tutta la sua fragilit� e piccolezza e molte volte persino con tutte le sue contraddizioni e mancanze di senso, con lo stesso amore con cui ci hanno parlato Erika e Rogelio. Prendere la vita come viene. Significa abbracciare la nostra patria, le nostre famiglie, i nostri amici cos� come sono, anche con le loro fragilit� e piccolezze. Abbracciare la vita si manifesta anche quando diamo il benvenuto a tutto ci� che non � perfetto, a tutto quello che non � puro n� distillato, ma non per questo � meno degno di amore. Forse che qualcuno per il fatto di essere disabile o fragile non � degno d�amore? Vi domando: un disabile, una persona disabile, una persona fragile, � degna di amore? [rispondono: s�!] Non si sente bene� [pi� forte: s�!] Avete capito. Un�altra domanda, vediamo come rispondete. Qualcuno, per il fatto di essere straniero, di avere sbagliato, di essere malato o in una prigione, � degno di amore? [rispondono: s�!] Cos� ha fatto Ges�: ha abbracciato il lebbroso, il cieco e il paralitico, ha abbracciato il fariseo e il peccatore. Ha abbracciato il ladro sulla croce e ha abbracciato e perdonato persino quelli che lo stavano mettendo in croce.
Perch�? Perch� solo quello che si ama pu� essere salvato. Tu non puoi salvare una persona, non puoi salvare una situazione, se non la ami. Solo quello che si ama pu� essere salvato. Lo ripetiamo? [insieme] Solo quello che si ama pu� essere salvato. Un�altra volta! [i giovani: �Solo quello che si ama pu� essere salvato�]. Non dimenticatelo. Per questo noi siamo salvati da Ges�: perch� ci ama e non pu� farne a meno. Possiamo fargli qualunque cosa, ma Lui ci ama, e ci salva. Perch� solo quello che si ama pu� essere salvato. Solo quello che si abbraccia pu� essere trasformato. L�amore del Signore � pi� grande di tutte le nostre contraddizioni, di tutte le nostre fragilit� e di tutte le nostre meschinit�. Ma � precisamente attraverso le nostre contraddizioni, fragilit� e meschinit� che Lui vuole scrivere questa storia d�amore. Ha abbracciato il figlio prodigo, ha abbracciato Pietro dopo i suoi rinnegamenti e ci abbraccia sempre, sempre, sempre dopo le nostre cadute aiutandoci ad alzarci e a rimetterci in piedi. Perch� la vera caduta � attenzione a questo � la vera caduta, quella che pu� rovinarci la vita, � rimanere a terra e non lasciarsi aiutare. C�� un canto alpino molto bello, che cantano mentre salgono sulla montagna: �Nell�arte dell�ascesa, la vittoria non sta nel non cadere, ma nel non rimanere caduto�. Non rimanere caduto! Dare la mano, perch� ti facciano alzare. Non rimanere caduto.
Il primo passo consiste nel non aver paura di ricevere la vita come viene, non avere paura di abbracciare la vita cos� com��. Questo � l�albero della vita che abbiamo visto oggi [durante la Veglia].
Grazie, Alfredo, per la tua testimonianza e il coraggio di condividerla con tutti noi. Mi ha molto colpito quando hai detto: �Ho iniziato a lavorare nell�edilizia fino a quando termin� quel progetto. Senza impiego le cose presero un altro colore: senza scuola, senza occupazione e senza lavoro�. Lo riassumo nei quattro �senza� per cui la nostra vita resta senza radici e si secca: senza lavoro, senza istruzione, senza comunit�, senza famiglia. Ovvero una vita senza radici. Senza lavoro, senza istruzione, senza comunit� e senza famiglia. Questi quattro �senza� uccidono.
� impossibile che uno cresca se non ha radici forti che aiutino a stare bene in piedi e attaccato alla terra. � facile disperdersi quando non si ha dove attaccarsi, dove fissarsi. Questa � una domanda che noi adulti siamo tenuti a farci, noi adulti che siamo qui, anzi, � una domanda che voi dovrete farci, voi giovani dovrete fare a noi adulti, e noi avremo il dovere di rispondervi: quali radici vi stiamo dando?, quali basi per costruirvi come persone vi stiamo offrendo? � una domanda per noi adulti. Com�� facile criticare i giovani e passare il tempo mormorando, se li priviamo di opportunit� lavorative, educative e comunitarie a cui aggrapparsi e sognare il futuro! Senza istruzione � difficile sognare un futuro; senza lavoro � molto difficile sognare il futuro; senza famiglia e senza comunit� � quasi impossibile sognare il futuro. Perch� sognare il futuro significa imparare a rispondere non solo perch� vivo, ma per chi vivo, per chi vale la pena di spendere la mia vita. E questo dobbiamo favorirlo noi adulti, dandovi lavoro, istruzione, comunit�, opportunit�.
Come ci diceva Alfredo, quando uno si sgancia e rimane senza lavoro, senza istruzione, senza comunit� e senza famiglia, alla fine della giornata ci si sente vuoti e si finisce per colmare quel vuoto con qualunque cosa, con qualunque bruttura. Perch� ormai non sappiamo per chi vivere, lottare e amare. Agli adulti che sono qui, e a quelli che ci stanno vedendo, domando: che cosa fai tu per generare futuro, voglia di futuro nei giovani di oggi? Sei capace di lottare perch� abbiano istruzione, perch� abbiano lavoro, perch� abbiano famiglia, perch� abbiano comunit�? Ognuno di noi grandi, risponda nel proprio cuore.
Ricordo che una volta, parlando con alcuni giovani, uno mi ha chiesto: �Perch� oggi tanti giovani non si domandano se Dio esiste o fanno fatica a credere in Lui ed evitano di impegnarsi nella vita?�. E io ho risposto: �E voi, cosa ne pensate?�. Tra le risposte che sono venute fuori nella conversazione mi ricordo di una che mi ha toccato il cuore ed � legata all�esperienza che Alfredo ha condiviso: �Padre, � che molti di loro sentono che, a poco a poco, per gli altri hanno smesso di esistere, si sentono molte volte invisibili�. Molti giovani sentono che hanno smesso di esistere per gli altri, per la famiglia, per la societ�, per la comunit��, e allora, molte volte si sentono invisibili. � la cultura dell�abbandono e della mancanza di considerazione. Non dico tutti, ma molti sentono di non avere tanto o nulla da dare perch� non hanno spazi reali a partire dai quali sentirsi interpellati. Come penseranno che Dio esiste se loro stessi, questi giovani da tempo hanno smesso di esistere per i loro fratelli e per la societ�? Cos� li stiamo spingendo a non guardare al futuro, e a cadere in preda di qualsiasi droga, di qualsiasi cosa che li distrugge. Possiamo chiederci: cosa faccio io con i giovani che vedo? Li critico, o non mi interessano? Li aiuto, o non mi interessano? � vero che per me hanno smesso di esistere da tempo?
Lo sappiamo bene, non basta stare tutto il giorno connessi per sentirsi riconosciuti e amati. Sentirsi considerato e invitato a qualcosa � pi� grande che stare �nella rete�. Significa trovare spazi in cui con le vostre mani, con il vostro cuore e con la vostra testa potete sentirvi parte di una comunit� pi� grande che ha bisogno di voi e di cui anche voi, giovani, avete bisogno.
E questo i santi l�hanno capito bene. Penso per esempio a Don Bosco [i giovani applaudono] che non se ne and� a cercare i giovani in qualche posto lontano o speciale � si vede che qui ci sono quelli che vogliono bene a Don Bosco!, un applauso! Don Bosco non � andato a cercare i giovani in qualche posto lontano o speciale; semplicemente impar� a guardare, a vedere tutto quello che accadeva attorno nella citt� e a guardarlo con gli occhi di Dio e, cos�, fu colpito da centinaia di bambini e di giovani abbandonati senza scuola, senza lavoro e senza la mano amica di una comunit�. Molta gente viveva in quella stessa citt�, e molti criticavano quei giovani, per� non sapevano guardarli con gli occhi di Dio. I giovani bisogna guardarli con gli occhi di Dio. Lui lo fece, Don Bosco, seppe fare il primo passo: abbracciare la vita come si presenta; e, a partire da l�, non ebbe paura di fare il secondo passo: creare con loro una comunit�, una famiglia in cui con lavoro e studio si sentissero amati. Dare loro radici a cui aggrapparsi per poter arrivare al cielo. Per poter essere qualcuno nella societ�. Dare loro radici a cui aggrapparsi per non essere abbattuti dal primo vento che viene. Questo ha fatto Don Bosco, questo hanno fatto i santi, questo fanno le comunit� che sanno guardare i giovani con gli occhi di Dio. Ve la sentite, voi grandi, di guardare i giovani con gli occhi di Dio?
Penso a tanti luoghi della nostra America Latina che promuovono quello che chiamano famiglia grande casa di Cristo che, col medesimo spirito di altri centri, cercano di accogliere la vita come viene nella sua totalit� e complessit�, perch� sanno che �per l�albero c�� [sempre] speranza: se viene tagliato, ancora si rinnova, e i suoi germogli non cessano di crescere� (Gb 14,7).
E sempre si pu� �rinnovarsi e germogliare�, sempre si pu� cominciare di nuovo quando c�� una comunit�, il calore di una casa dove mettere radici, che offre la fiducia necessaria e prepara il cuore a scoprire un nuovo orizzonte: orizzonte di figlio amato, cercato, trovato e donato per una missione. Il Signore si fa presente per mezzo di volti concreti. Dire �s� come Maria a questa storia d�amore � dire �s� ad essere strumenti, nei nostri quartieri, comunit� ecclesiali capaci di percorrere le strade della citt�, di abbracciare e tessere nuove relazioni. Essere un �influencer� nel secolo XXI significa essere custodi delle radici, custodi di tutto ci� che impedisce che la nostra vita diventi �gassosa�, che la nostra vita evapori nel nulla. Voi adulti, siate custodi di tutto ci� che ci permette di sentirci parte gli uni degli altri, custodi di tutto ci� che ci fa sentire che apparteniamo gli uni agli altri.
Cos� l�ha vissuto Nirmeen nella GMG di Cracovia. Ha incontrato una comunit� viva, gioiosa, che le � andata incontro, le ha dato un senso di appartenenza, e dunque di identit�, e le ha permesso di vivere la gioia che comunica l�essere incontrata da Ges�. Nirmeen evitava Ges�, lo evitava, teneva le distanze, finch� qualcuno le ha fatto mettere radici, le ha dato un�appartenenza, e quella comunit� le ha dato il coraggio di incominciare questo cammino che ci lei ci ha raccontato.
Un santo � latinoamericano � una volta si domand�: �Il progresso della societ�, sar� solo per arrivare a possedere l�ultimo modello di automobile o acquistare l�ultima tecnologia sul mercato? In questo consiste tutta la grandezza dell�uomo? Non c�� niente di pi� che vivere per questo?� (S. Alberto Hurtado, Meditaci�n de Semana Santa para j�venes, 1946). Io vi domando, ai voi giovani: voi volete questa grandezza? O no? [�No!�] Siete incerti� Qui non si sente bene, che succede?� [�No!�] La grandezza non � soltanto possedere la macchina ultimo modello, o comprare l�ultima tecnologia sul mercato. Voi siete stati creati per qualcosa di pi� grande! Maria l�ha capito e ha detto: �Avvenga per me!�. Erika e Rogelio l�hanno capito e hanno detto: �Avvenga per noi!�. Alfredo l�ha capito e ha detto: �Avvenga per me!�. Nirmeen l�ha capito e ha detto: �Avvenga per me!�. Li abbiamo ascoltati qui. Amici, vi domando: Siete disposti a dire �s�? [�S�!�] Adesso rispondete, cos� mi piace di pi�! Il Vangelo ci insegna che il mondo non sar� migliore perch� ci saranno meno persone malate, meno persone deboli, meno persone fragili o anziane di cui occuparsi, e neppure perch� ci saranno meno peccatori, no, non sar� migliore per questo. Il mondo sar� migliore quando saranno di pi� le persone che, come questi amici che ci hanno parlato, sono disposte e hanno il coraggio di portare in grembo il domani e credere nella forza trasformatrice dell�amore di Dio. A voi giovani chiedo: volete essere �influencer� nello stile di Maria [�S�!�] Lei ha avuto il coraggio di dire �avvenga per me�. Solo l�amore ci rende pi� umani, non i litigi, non lo studio soltanto: solo l�amore ci rende pi� umani, pi� pieni, tutto il resto sono buoni ma vuoti placebo.
Fra poco ci incontreremo con Ges�, Ges� vivo nell�eucaristia. Di certo avrete molte cose da dirgli, molte cose da raccontargli su varie situazioni della vostra vita, delle vostre famiglie e dei vostri paesi.
Stando di fronte a Ges�, faccia a faccia, abbiate il coraggio, non abbiate paura di aprirgli il cuore, perch� Lui rinnovi il fuoco del Suo amore, perch� vi spinga ad abbracciare la vita con tutta la sua fragilit�, con tutta la sua piccolezza, ma anche con tutta la sua grandezza e bellezza. Che Ges� vi aiuti a scoprire la bellezza di essere vivi e svegli. Vivi e svegli.
Non abbiate paura di dire a Ges� che anche voi desiderate partecipare alla sua storia d�amore nel mondo, che siete fatti per un �di pi��!
Amici, vi chiedo anche che, in questo faccia a faccia con Ges�, siate buoni e preghiate per me, perch� anch�io non abbia paura di abbracciare la vita, perch� sia capace di custodire le radici, e dica come Maria: �Avvenga per me secondo la tua parola!�.
Veglia con i giovani nel Campo San Juan Pablo II - Viaggio Apostolico a Panam� in occasione della XXXIV Giornata Mondiale della Giovent� - 26/01/2019
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Sempre si pu� �rinnovarsi e germogliare�, sempre si pu� cominciare di nuovo quando c�� una comunit�, il calore di una casa dove mettere radici, che offre la fiducia necessaria e prepara il cuore a scoprire un nuovo orizzonte: orizzonte di figlio amato, cercato, trovato e donato per una missione.

- Papa Francesco -
L�amore del Signore � pi� grande di tutte le nostre contraddizioni, di tutte le nostre fragilit� e di tutte le nostre meschinit�. Ma � precisamente attraverso le nostre contraddizioni, fragilit� e meschinit� che Lui vuole scrivere questa storia d�amore.

- Papa Francesco -
Solo quello che si ama pu� essere salvato. Tu non puoi salvare una persona, non puoi salvare una situazione, se non la ami. [...] Solo quello che si abbraccia pu� essere trasformato.

- Papa Francesco -
La vita che Ges� ci dona � una storia d�amore, una storia di vita che desidera mescolarsi con la nostra e mettere radici nella terra di ognuno.

- Papa Francesco -
La salvezza che Dio ci dona � un invito a far parte di una storia d�amore che si intreccia con le nostre storie; che vive e vuole nascere tra noi perch� possiamo dare frutto l� dove siamo, come siamo e con chi siamo. L� viene il Signore a piantare e a piantarsi; � Lui il primo nel dire �s� alla nostra vita, Lui � sempre il primo.

- Papa Francesco -
Dire �s� al Signore significa avere il coraggio di abbracciare la vita come viene, con tutta la sua fragilit� e piccolezza e molte volte persino con tutte le sue contraddizioni e mancanze di senso. [...] Significa abbracciare la nostra patria, le nostre famiglie, i nostri amici cos� come sono, anche con le loro fragilit� e piccolezze.

- Papa Francesco -