Udienza Generale
Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
La scorsa settimana ci siamo introdotti nel tema dei vizi e delle virt�. Esso richiama alla lotta spirituale del cristiano. Infatti, la vita spirituale del cristiano non � pacifica, lineare e priva di sfide; al contrario, la vita cristiana esige un continuo combattimento: il combattimento cristiano per conservare la fede, per arricchire i doni della fede in noi. Non a caso, la prima unzione che ogni cristiano riceve nel sacramento del Battesimo � l�unzione catecumenale � � senza alcun profumo e annuncia simbolicamente che la vita � una lotta. Infatti, nell�antichit�, i lottatori, prima della gara, venivano completamente unti, sia per tonificare i muscoli, sia per rendere il corpo sfuggente alla presa dell�avversario. L�unzione dei catecumeni mette subito in chiaro che al cristiano non � risparmiata la lotta, che un cristiano deve lottare: anche la sua esistenza, come quella di tutti, dovr� scendere nell�arena, perch� la vita � un avvicendarsi di prove e di tentazioni.
Un celebre detto attribuito ad Abba Antonio, il primo grande padre del monachesimo, recita cos�: �Togli le tentazioni e nessuno sar� salvato�. I santi non sono uomini a cui � stata risparmiata la tentazione, bens� persone ben coscienti del fatto che nella vita si affacciano ripetutamente le seduzioni del male, da smascherare e da respingere. Tutti noi abbiamo esperienza di questo, tutti noi: che ti viene un cattivo pensiero, che ti viene un desiderio di fare questo o di sparlare dell�altro� Tutti, tutti siamo tentati, e dobbiamo lottare per non cadere in queste tentazioni. Se qualcuno di voi non ha tentazioni lo dica, perch� sarebbe una cosa straordinaria! Tutti abbiamo tentazioni, e tutti dobbiamo imparare come comportarci in queste situazioni.
Ci sono tante persone che si autoassolvono, che reputano di essere �a posto� � �No, io sono bravo, sono brava, io non ho questi problemi�. Ma nessuno di noi � a posto; se qualcuno si sente a posto, sta sognando; ognuno di noi ha tante cose da aggiustare, e ha pure da vigilare. E a volte succede che andiamo al sacramento della Riconciliazione e diciamo, con sincerit�: �Padre, io non ricordo, non so se ho dei peccati��. Ma questo � mancanza di conoscenza di ci� che succede nel cuore. Tutti siamo peccatori, tutti. E un po� di esame di coscienza, un po� di sguardo interiore ci far� bene. Altrimenti rischiamo di vivere nelle tenebre, perch� ormai ci siamo assuefatti al buio e non sappiamo pi� distinguere il bene dal male. Isacco di Ninive diceva che nella Chiesa chi conosce i propri peccati e li piange � pi� grande di chi risuscita un morto. Tutti dobbiamo chiedere a Dio la grazia di riconoscerci poveri peccatori, bisognosi di conversione, conservando nel cuore la fiducia che nessun peccato � troppo grande per l�infinita misericordia di Dio Padre. Questa � la lezione inaugurale che Ges� ci regala.
Lo vediamo nelle prime pagine dei Vangeli, anzitutto quando ci viene raccontato il battesimo del Messia nelle acque del fiume Giordano. L�episodio ha in s� qualcosa di sconcertante: perch� Ges� si sottomette a un simile rito di purificazione? Lui � Dio, � perfetto! Di quale peccato deve mai pentirsi Ges�? Nessuno! Anche il Battista � scandalizzato, al punto che il testo dice: �Giovanni voleva impedirglielo, dicendo: �Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?�� (Mt 3,15). Ma Ges� � un Messia molto diverso da come Giovanni lo aveva presentato e la gente lo immaginava: Egli non incarna il Dio adirato e non convoca per il giudizio, ma, al contrario, si mette in coda con i peccatori. Come mai? S�, Ges� ci accompagna, tutti noi peccatori. Lui non � peccatore, ma � fra noi. E questa � una cosa bella. �Padre, ho tanti peccati!� � �Ma Ges� � con te: parlane, Lui ti aiuter� a uscirne�. Ges� mai ci lascia da soli, mai! Pensate bene questo. �Oh, Padre, io ne ho fatte delle grosse!� � �Ma Ges� ti capisce e ti accompagna: capisce il tuo peccato e lo perdona�. Mai dimenticare questo! Nei momenti pi� brutti, nei momenti in cui scivoliamo sui peccati, Ges� � accanto a noi per aiutarci a sollevarci. Questo d� consolazione. Non dobbiamo perdere questa certezza: Ges� � accanto a noi per aiutarci, per proteggerci, anche per rialzarci dopo il peccato. �Ma, Padre, � vero che Ges� perdona tutto?� � �Tutto. Lui � venuto per perdonare, per salvare. Soltanto, Ges� vuole il tuo cuore aperto�. Mai Lui si dimentica di perdonare: siamo noi, tante volte, che perdiamo la capacit� di chiedere perdono. Riprendiamo questa capacit� di chiedere perdono. Ognuno di noi ha tante cose per cui chiedere perdono: ognuno la pensi dentro di s�, e oggi ne parli con Ges�. Parli con Ges� su questo: �Signore, io non so se questo � vero o no, ma io sono certo che Tu non ti allontani da me. Sono certo che Tu mi perdoni. Signore, io sono peccatore, peccatrice, ma per favore non allontanarti�. Questa sarebbe oggi una bella preghiera a Ges�: �Signore, non allontanarti da me�.
E subito dopo l�episodio del battesimo, i Vangeli raccontano che Ges� si ritira nel deserto, dove viene tentato da Satana. Anche in questo caso ci si chiede: per quale ragione il Figlio di Dio deve conoscere la tentazione? Anche in questo caso, Ges� si mostra solidale con la nostra fragile natura umana e diventa il nostro grande exemplum: le tentazioni che attraversa e che vince tra le pietre aride del deserto sono la prima istruzione che consegna alla nostra vita di discepoli. Egli ha sperimentato ci� che anche noi dobbiamo sempre prepararci ad affrontare: la vita � fatta di sfide, di prove, di bivi, di visioni che si contrappongono, di seduzioni nascoste, di voci contraddittorie. Qualche voce � perfino suadente, tant�� vero che Satana tenta Ges� facendo ricorso alle parole della Scrittura. Bisogna custodire la lucidit� interiore per scegliere la strada che ci conduce davvero alla felicit�, e poi impegnarsi per non fermarsi lungo il cammino.
Ricordiamoci che siamo sempre combattuti tra estremi opposti: la superbia sfida l�umilt�; l�odio contrasta la carit�; la tristezza osteggia la vera gioia dello Spirito; l�indurimento del cuore respinge la misericordia. I cristiani camminano di continuo su questi crinali. Perci� � importante riflettere sui vizi e sulle virt�: ci aiuta a vincere la cultura nichilista in cui i contorni tra il bene e il male rimangono sfumati e, al contempo, ci ricorda che l�essere umano, a differenza di ogni altra creatura, pu� sempre trascendere s� stesso, aprendosi a Dio e camminando verso la santit�.
Il combattimento spirituale, allora, ci conduce a guardare da vicino quei vizi che ci incatenano e a camminare, con la grazia di Dio, verso quelle virt� che possono fiorire in noi, portando la primavera dello Spirito nella nostra vita.
Catechesi del Santo Padre in occasione dell'Udienza Generale - 3/01/2024
Tutte le frasi tratte da "Udienza Generale"
La vita spirituale del cristiano non � pacifica, lineare e priva di sfide; al contrario, la vita cristiana esige un continuo combattimento: il combattimento cristiano per conservare la fede, per arricchire i doni della fede in noi.

- Papa Francesco -
Tutti siamo peccatori, tutti. E un po� di esame di coscienza, un po� di sguardo interiore ci far� bene. Altrimenti rischiamo di vivere nelle tenebre, perch� ormai ci siamo assuefatti al buio e non sappiamo pi� distinguere il bene dal male.

- Papa Francesco -
Ricordiamoci che siamo sempre combattuti tra estremi opposti: la superbia sfida l�umilt�; l�odio contrasta la carit�; la tristezza osteggia la vera gioia dello Spirito; l�indurimento del cuore respinge la misericordia. I cristiani camminano di continuo su questi crinali.

- Papa Francesco -