Udienza Generale
Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
La bella preghiera dell�anziano che troviamo nel Salmo 7 che abbiamo ascoltato ci incoraggia a meditare sulla forte tensione che abita la condizione della vecchiaia, quando la memoria delle fatiche superate e delle benedizioni ricevute � messa alla prova della fede e della speranza.
La prova si presenta gi� di per s� con la debolezza che accompagna il passaggio attraverso la fragilit� e la vulnerabilit� dell�et� avanzata. E il salmista � un anziano che si rivolge al Signore � menziona esplicitamente il fatto che questo processo diventa un�occasione di abbandono, di inganno e di prevaricazione e di prepotenza, che a volte si accaniscono sull�anziano. Una forma di vilt� nella quale ci stiamo specializzando in questa nostra societ�. � vero! In questa societ� dello scarto, questa cultura dello scarto, gli anziani sono messi da parte e soffrono queste cose. Non manca, infatti, chi approfitta dell�et� dell�anziano, per imbrogliarlo, per intimidirlo in mille modi. Spesso leggiamo sui giornali o ascoltiamo notizie di anziani che vengono raggirati senza scrupolo per impadronirsi dei loro risparmi; o che sono lasciati privi di protezione o e abbandonati senza cure; oppure offesi da forme di disprezzo e intimiditi perch� rinuncino ai loro diritti. Anche nelle famiglie � e questo � grave, ma succede anche nelle famiglie - accadono tali crudelt�. Gli anziani scartati, abbandonati nelle case di riposo, senza che i figli vadano a trovarli o se vanno, vanno poche volte all�anno. L�anziano messo proprio all�angolo dell�esistenza. E questo succede: succede oggi, succede nelle famiglie, succede sempre. Dobbiamo riflettere su questo.
L�intera societ� deve affrettarsi a prendersi cura dei suoi vecchi � sono il tesoro! -, sempre pi� numerosi, e spesso anche pi� abbandonati. Quando sentiamo di anziani che sono espropriati della loro autonomia, della loro sicurezza, persino della loro abitazione, comprendiamo che l�ambivalenza della societ� di oggi nei confronti dell�et� anziana non � un problema di emergenze occasionali, ma un tratto di quella cultura dello scarto che avvelena il mondo in cui viviamo. L�anziano del salmo confida a Dio il suo sconforto: �Contro di me � dice - parlano i miei nemici, / coloro che mi spiano congiurano insieme / e dicono: �Dio lo ha abbandonato, / inseguitelo, prendetelo: nessuno lo libera!�� (vv.10-11). Le conseguenze sono fatali. La vecchiaia non solo perde la sua dignit�, ma si dubita persino che meriti di continuare. Cos�, siamo tutti tentati di nascondere la nostra vulnerabilit�, di nascondere la nostra malattia, la nostra et� e la nostra vecchiaia, perch� temiamo che siano l�anticamera della nostra perdita di dignit�. Domandiamoci: � umano indurre questo sentimento? Come mai la civilt� moderna, cos� progredita ed efficiente, � cos� a disagio nei confronti della malattia e della vecchiaia, nasconde la malattia, nasconde la vecchiaia? E come mai la politica, che si mostra tanto impegnata nel definire i limiti di una sopravvivenza dignitosa, nello stesso tempo � insensibile alla dignit� di una affettuosa convivenza con i vecchi e i malati?
L�anziano del salmo che abbiamo sentito, questo anziano che vede la sua vecchiaia come una sconfitta, riscopre la fiducia nel Signore. Sente il bisogno di essere aiutato. E si rivolge a Dio. Sant�Agostino, commentando questo salmo, esorta l�anziano: �Non temere di essere abbandonato nella tua vecchiaia. [�] Perch� temi che [il Signore] ti abbandoni, che ti respinga nel tempo della vecchiaia quando verr� meno la tua forza? Anzi, proprio allora sar� in te la sua forza, quando verr� meno la tua� (PL 36, 881-882). E il salmista anziano invoca: �Liberami e difendimi, / tendi a me il tuo orecchio e salvami. / Sii tu la mia roccia, / una dimora sempre accessibile; / hai deciso di darmi salvezza: / davvero mia rupe e mia fortezza tu sei!� (vv. 2-3). L�invocazione testimonia la fedelt� di Dio e chiama in causa la sua capacit� di scuotere le coscienze deviate dalla insensibilit� per la parabola della vita mortale, che va custodita nella sua integrit�. Prega ancora cos�: �O Dio, da me non stare lontano: / Dio mio, vieni presto in mio aiuto. / Siano svergognati e annientati quanti mi accusano, / siano coperti di insulti e d�infamia / quanti cercano la mia rovina� (vv. 12-13).
In effetti, la vergogna dovrebbe cadere su coloro che approfittano della debolezza della malattia e della vecchiaia. La preghiera rinnova nel cuore dell�anziano la promessa della fedelt� e della benedizione di Dio. L�anziano riscopre la preghiera e ne testimonia la forza. Ges�, nei Vangeli, non respinge mai la preghiera di chi ha bisogno di essere aiutato. Gli anziani, a motivo della loro debolezza, possono insegnare a chi vive altre et� della vita che tutti abbiamo bisogno di abbandonarci al Signore, di invocare il suo aiuto. In questo senso, tutti dobbiamo imparare dalla vecchiaia: s�, c�� un dono nell�essere vecchi inteso come abbandonarsi alle cure degli altri, a partire da Dio stesso.
C�� allora un �magistero della fragilit��, non nascondere le fragilit�, no. Sono vere, c�� una realt� e c�� un magistero della fragilit�, che la vecchiaia � in grado di rammentare in modo credibile per l�intero arco della vita umana. Non nascondere la vecchiaia, non nascondere le fragilit� della vecchiaia. Questo � un insegnamento per tutti noi. Questo magistero apre un orizzonte decisivo per la riforma della nostra stessa civilt�. Una riforma ormai indispensabile a beneficio della convivenza di tutti. L�emarginazione degli anziani sia concettuale sia pratica, corrompe tutte le stagioni della vita, non solo quella dell�anzianit�. Ognuno di noi pu� pensare oggi agli anziani della famiglia: come io mi rapporto con loro, li ricordo, vado a trovarli? Cerco che non manchi nulla a loro? Li rispetto? Gli anziani che sono nella mia famiglia, mamma, pap�, nonno, nonna, gli zii, amici, li ho cancellati dalla mia vita? O vado da loro a prendere saggezza, la saggezza della vita? Ricordati che anche tu sarai anziano o anziana. La vecchiaia viene per tutti. E come tu vorresti essere trattato o trattata nel momento nella vecchiaia, tratta tu gli anziani oggi. Sono la memoria della famiglia, la memoria dell�umanit�, la memoria del Paese. Custodire gli anziani che sono saggezza. Il Signore conceda agli anziani che fanno parte della Chiesa la generosit� di questa invocazione e di questa provocazione. Che questa fiducia nel Signore ci contagi. E questo, per il bene di tutti, di loro e di noi e dei nostri figli.
Catechesi del Santo Padre in occasione dell'Udienza Generale - 1/06/2022
Tutte le frasi tratte da "Udienza Generale"
La vecchiaia viene per tutti. E come tu vorresti essere trattato o trattata nel momento nella vecchiaia, tratta tu gli anziani oggi. Sono la memoria della famiglia, la memoria dell�umanit�, la memoria del Paese. Custodire gli anziani che sono saggezza.

- Papa Francesco -
Cos�, siamo tutti tentati di nascondere la nostra vulnerabilit�, di nascondere la nostra malattia, la nostra et� e la nostra vecchiaia, perch� temiamo che siano l�anticamera della nostra perdita di dignit�. Domandiamoci: � umano indurre questo sentimento? Come mai la civilt� moderna, cos� progredita ed efficiente, � cos� a disagio nei confronti della malattia e della vecchiaia, nasconde la malattia, nasconde la vecchiaia?

- Papa Francesco -
La preghiera rinnova nel cuore dell�anziano la promessa della fedelt� e della benedizione di Dio. L�anziano riscopre la preghiera e ne testimonia la forza. Ges�, nei Vangeli, non respinge mai la preghiera di chi ha bisogno di essere aiutato. Gli anziani, a motivo della loro debolezza, possono insegnare a chi vive altre et� della vita che tutti abbiamo bisogno di abbandonarci al Signore, di invocare il suo aiuto.

- Papa Francesco -