Udienza Generale
Fratelli e sorelle, buongiorno!
Quando si tratta del Vangelo e della missione di evangelizzare, Paolo si entusiasma, esce fuori di s�. Sembra non vedere altro che questa missione che il Signore gli ha affidato. Tutto in lui � dedicato a questo annuncio, e non possiede altro interesse se non il Vangelo. � l�amore di Paolo, l�interesse di Paolo, il mestiere di Paolo: annunciare. Arriva perfino a dire: �Cristo non mi ha mandato a battezzare, ma ad annunciare il Vangelo� (1 Cor 1,17). Paolo interpreta tutta la sua esistenza come una chiamata a evangelizzare, a far conoscere il messaggio di Cristo, a far conoscere il Vangelo: �Guai a me � dice � se non annuncio il Vangelo� (1 Cor 9,16). E scrivendo ai cristiani di Roma, si presenta semplicemente cos�: �Paolo, servo di Cristo Ges�, apostolo per chiamata, scelto per annunciare il Vangelo di Dio� (Rm 1,1). Questa � la sua vocazione. Insomma, la sua consapevolezza � di essere stato �messo a parte� per portare il Vangelo a tutti, e non pu� fare altro che dedicarsi con tutte le sue forze a questa missione.
Si comprende quindi la tristezza, la delusione e perfino l�amara ironia dell�Apostolo nei confronti dei Galati, che ai suoi occhi stanno prendendo una strada sbagliata, che li porter� a un punto di non ritorno: hanno sbagliato strada. Il perno intorno a cui tutto ruota � il Vangelo. Paolo non pensa ai �quattro vangeli�, come � spontaneo per noi. Infatti, mentre sta inviando questa Lettera, nessuno dei quattro vangeli � ancora stato scritto. Per lui il Vangelo � ci� che lui predica, questo che si chiama il kerygma, cio� l�annuncio. E quale annuncio? Della morte e risurrezione di Ges� come fonte di salvezza. Un Vangelo che si esprime con quattro verbi: �Cristo mor� per i nostri peccati secondo le Scritture, fu sepolto, � risorto il terzo giorno secondo le Scritture e apparve a Cefa� (1 Cor 15,3-5). Questo � l�annuncio di Paolo, l�annuncio che ci d� vita a tutti. Questo Vangelo � il compimento delle promesse ed � la salvezza offerta a tutti gli uomini. Chi lo accoglie viene riconciliato con Dio, � accolto come un vero figlio e ottiene in eredit� la vita eterna.
Davanti a un dono cos� grande che � stato fatto ai Galati, l�Apostolo non riesce a spiegarsi come mai essi stiano pensando di accogliere un altro �vangelo�, forse pi� sofisticato, pi� intellettuale� un altro �vangelo�. � da notare comunque che questi cristiani non hanno ancora abbandonato il Vangelo annunciato da Paolo. L�Apostolo sa che sono ancora in tempo a non compiere un passo falso, ma li ammonisce con forza, con tanta forza. La sua prima argomentazione punta direttamente sul fatto che la predicazione compiuta dai nuovi missionari � questi che predicano la novit� � non pu� essere il Vangelo. Anzi, � un annuncio che stravolge il vero Vangelo perch� impedisce di raggiungere la libert� � una parola chiave - acquisita venendo alla fede. I Galati sono ancora �principianti� e il loro disorientamento � comprensibile. Non conoscono ancora la complessit� della Legge mosaica e l�entusiasmo nell�abbracciare la fede in Cristo li spinge a dare ascolto a questi nuovi predicatori, illudendosi che il loro messaggio sia complementare a quello di Paolo. E non � cos�.
L�Apostolo, per�, non pu� rischiare che si creino compromessi su un terreno cos� decisivo. Il Vangelo � uno solo ed � quello che lui ha annunciato; un altro non pu� esistere. Attenzione! Paolo non dice che il vero Vangelo � il suo perch� � stato lui ad annunciarlo, no! Questo non lo dice. Questo sarebbe presuntuoso, sarebbe vanagloria. Afferma, piuttosto, che il �suo� Vangelo, lo stesso che gli altri Apostoli andavano annunciando altrove, � l�unico autentico, perch� � quello di Ges� Cristo. Scrive cos�: �Vi dichiaro, fratelli, che il Vangelo da me annunciato non segue un modello umano; infatti io non l'ho ricevuto n� l'ho imparato da uomini, ma per rivelazione di Ges� Cristo� (Gal 1,11). Si comprende allora perch� Paolo utilizzi termini molto duri. Per due volte usa l�espressione �anatema�, che indica l�esigenza di tenere lontano dalla comunit� ci� che minaccia le sue fondamenta. E questo nuovo �vangelo� minaccia le fondamenta della comunit�. Insomma, su questo punto l�Apostolo non lascia spazio alla trattativa: non si pu� negoziare. Con la verit� del Vangelo non si pu� negoziare. O tu ricevi il Vangelo come �, come � stato annunciato, o ricevi un�altra cosa. Ma non si pu� negoziare, con il Vangelo. Non si pu� scendere a compromessi: la fede in Ges� non � merce da contrattare: � salvezza, � incontro, � redenzione. Non si vende a buon mercato.
Questa situazione descritta all�inizio della Lettera appare paradossale, perch� tutti i soggetti in questione sembrano animati da buoni sentimenti. I Galati che danno ascolto ai nuovi missionari pensano che con la circoncisione potranno essere ancora pi� dediti alla volont� di Dio e quindi essere ancora pi� graditi a Paolo. I nemici di Paolo sembrano essere animati dalla fedelt� alla tradizione ricevuta dai padri e ritengono che la fede genuina consista nell�osservanza della Legge. Davanti a questa somma fedelt� giustificano perfino le insinuazioni e i sospetti su Paolo, ritenuto poco ortodosso nei confronti della tradizione. Lo stesso Apostolo � ben cosciente che la sua missione � di natura divina � � stata rivelata da Cristo stesso, a lui! � e quindi � mosso da totale entusiasmo per la novit� del Vangelo, che � una novit� radicale, non � una novit� passeggera: non ci sono vangeli �alla moda�, il Vangelo � sempre nuovo, � la novit�. La sua ansia pastorale lo porta a essere severo, perch� vede il grande rischio incombente sui giovani cristiani. Insomma, in questo labirinto di buone intenzioni � necessario districarsi, per cogliere la verit� suprema che si presenta come la pi� coerente con la Persona e la predicazione di Ges� e la sua rivelazione dell�amore del Padre. Questo � importante: saper discernere. Tante volte abbiamo visto nella storia, e anche lo vediamo oggi, qualche movimento che predica il Vangelo con una modalit� propria, alle volte con carismi veri, propri; ma poi esagera e riduce tutto il Vangelo al �movimento�. E questo non � il Vangelo di Cristo: questo � il Vangelo del fondatore, della fondatrice e questo s�, potr� aiutare all�inizio, ma alla fine non fa frutti perch� non ha radici profonde. Per questo, la parola chiara e decisa di Paolo fu salutare per i Galati ed � salutare anche per noi. Il Vangelo � il dono di Cristo a noi, � Lui stesso a rivelarlo. � questo che ci d� vita.
Catechesi del Santo Padre in occasione dell'Udienza Generale - 4/08/2021
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In questo labirinto di buone intenzioni � necessario districarsi, per cogliere la verit� suprema che si presenta come la pi� coerente con la Persona e la predicazione di Ges� e la sua rivelazione dell�amore del Padre [...] Il Vangelo � il dono di Cristo a noi, � Lui stesso a rivelarlo. � questo che ci d� vita.

- Papa Francesco -
Per Paolo il Vangelo � ci� che lui predica, questo che si chiama il kerygma, cio� l�annuncio. E quale annuncio? Della morte e risurrezione di Ges� come fonte di salvezza. Un Vangelo che si esprime con quattro verbi: �Cristo mor� per i nostri peccati secondo le Scritture, fu sepolto, � risorto il terzo giorno secondo le Scritture e apparve a Cefa� (1 Cor 15,3-5) [...] Questo Vangelo � il compimento delle promesse ed � la salvezza offerta a tutti gli uomini. Chi lo accoglie viene riconciliato con Dio, � accolto come un vero figlio e ottiene in eredit� la vita eterna.

- Papa Francesco -
Con la verit� del Vangelo non si pu� negoziare. O tu ricevi il Vangelo come �, come � stato annunciato, o ricevi un�altra cosa [...] Non si pu� scendere a compromessi: la fede in Ges� non � merce da contrattare: � salvezza, � incontro, � redenzione. Non si vende a buon mercato.

- Papa Francesco -