Udienza alla Delegazione della "Anti-Defamation League�
Cari amici,
vi do un caloroso benvenuto e vi ringrazio per le cortesi parole che mi avete rivolto. Gi� i miei predecessori san Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno ricevuto delegazioni della vostra organizzazione, che intrattiene rapporti con la Santa Sede dal tempo del Concilio Vaticano II. Sono grato che questi contatti siano andati intensificandosi: come avete ben sottolineato, il nostro incontrarci � un�ulteriore testimonianza, oltre che dell�impegno comune, della forza benefica della riconciliazione, che risana e trasforma le relazioni. Per questo rendiamo grazie a Dio, che certamente si rallegra vedendo l�amicizia sincera e i sentimenti fraterni che oggi animano Ebrei e Cattolici; cos� con il Salmista possiamo anche noi ripetere: �Ecco, com�� bello e com�� dolce che i fratelli vivano insieme! [�] Perch� l� il Signore manda la benedizione, la vita per sempre� (Sal 133,1.3).
Se la cultura dell�incontro e della riconciliazione genera vita e produce speranza, la non-cultura dell�odio semina morte e miete disperazione. Lo scorso anno mi sono recato al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau. Non ci sono parole e pensieri adeguati di fronte a simili orrori della crudelt� e del peccato; c�� la preghiera, perch� Dio abbia piet� e perch� tali tragedie non si ripetano. Per questo continuiamo ad aiutarci gli uni gli altri, come auspicava il Santo Padre Giovanni Paolo II, ad �abilitare la memoria a svolgere il suo necessario ruolo nel processo di costruzione di un futuro nel quale l�indicibile iniquit� della Shoah non sia mai pi� possibile� (Lettera introduttiva al documento Noi ricordiamo: una riflessione sulla Shoah, 12 marzo 1998): un futuro di autentico rispetto per la vita e per la dignit� di ogni popolo e di ogni essere umano.
Purtroppo, l�atteggiamento antisemitico, che nuovamente deploro, in ogni sua forma, come contrario in tutto ai principi cristiani e ad ogni visione che sia degna dell�uomo, � tutt�oggi ancora diffuso. Ribadisco che �la Chiesa cattolica si sente particolarmente in dovere di fare quanto � in suo potere, insieme ai nostri amici ebrei, per respingere le tendenze antisemite� (Commissione per i rapporti religiosi con l�ebraismo, Perch� i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili, 47).
Oggi pi� che in passato, la lotta all�antisemitismo pu� fruire di strumenti efficaci, come l�informazione e la formazione. A questo riguardo, vi ringrazio per la vostra opera e perch� accompagnate al contrasto della diffamazione l�impegno ad educare, a promuovere il rispetto di tutti e a proteggere i pi� deboli. Custodire il sacro tesoro di ogni vita umana, dal concepimento sino alla fine, tutelandone la dignit�, � la via migliore per prevenire ogni forma violenta. Di fronte alla troppa violenza che dilaga nel mondo, siamo chiamati a un di pi� di nonviolenza, che non significa passivit�, ma promozione attiva del bene. Infatti, se � necessario estirpare l�erba del male, � ancora pi� urgente seminare il bene: coltivare la giustizia, accrescere la concordia, sostenere l�integrazione, senza mai stancarsi; solo cos� si potranno raccogliere frutti di pace. A questo vi incoraggio, nella convinzione che mettere a disposizione i mezzi per una vita degna, promuovere la cultura e favorire dovunque la libert� di culto, anche proteggendo i credenti e le religioni da ogni manifestazione di violenza e strumentalizzazione, sono i migliori antidoti contro l�insorgere dell�odio.
Vi sono grato anche per il dialogo che, a vari livelli, alimentate con la Chiesa Cattolica. Sul comune impegno e sul nostro cammino di amicizia e di fiducia fraterna invoco la benedizione dell�Onnipotente: nella sua bont� ci accompagni e ci aiuti a portare frutti di bene. Shalom alechem!
Discorso del Santo Padre durante l'Udienza alla Delegazione della "Anti-Defamation League� - 9/02/2017
Tutte le frasi tratte da "Udienza alla Delegazione della "Anti-Defamation League�"
Di fronte alla troppa violenza che dilaga nel mondo, siamo chiamati a un di pi� di nonviolenza, che non significa passivit�, ma promozione attiva del bene. Infatti, se � necessario estirpare l�erba del male, � ancora pi� urgente seminare il bene: coltivare la giustizia, accrescere la concordia, sostenere l�integrazione, senza mai stancarsi; solo cos� si potranno raccogliere frutti di pace.

- Papa Francesco -