Udienza alla Comunit� di Nomadelfia
Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
Mi rallegro di vivere con voi questo incontro e di poter conoscere meglio la vostra esperienza di vita comunitaria. Sono rimasto colpito dalle vostre testimonianze e vi ringrazio per quello che avete detto.
Il tempo di Avvento ci aiuta a meditare sul mistero del Figlio di Dio venuto nella carne, che con la sua nascita ha recato al mondo la luce e la pace. Nel Natale Dio si rivela non come colui che sta in alto e che domina l�universo, ma come colui che si abbassa e discende, assumendo l�aspetto fragile di un bambino. In questo modo, Dio ci insegna che non dobbiamo metterci al di sopra degli altri, ma che siamo chiamati ad abbassarci, a servire per amore i pi� deboli, a farci piccoli con i piccoli. Se Dio, mediante la venuta di suo Figlio sulla terra, si � coinvolto con l�uomo al punto da farsi come uno di noi, eccetto il peccato, ne consegue che, secondo la parola stessa di Ges�, qualunque cosa avremo fatto a uno dei pi� piccoli l�avremo fatta a Lui (cfr Mt 25, 40ss).
Don Zeno Saltini, il vostro fondatore, aveva capito bene queste cose e, pur tra difficolt� e incomprensioni, � andato avanti fiducioso, con l�obiettivo di portare la buona semente del Vangelo, anche nei terreni pi� aridi. E ci � riuscito! La vostra comunit� di Nomadelfia ne � la prova. Don Zeno si presenta a noi oggi come esempio di fedele discepolo di Cristo che, ad imitazione del divino Maestro, si china sulle sofferenze dei pi� deboli e dei pi� poveri diventando testimone di una carit� inesausta. Il suo coraggio e la sua perseveranza vi siano di guida nel vostro quotidiano impegno di far fruttificare i germi di bene che egli ha abbondantemente seminato, animato da passione evangelica e sincero amore alla Chiesa. Chi avr� nutrito, vestito, accolto uno dei pi� poveri tra gli uomini, avr� nutrito, accolto, amato lo stesso Figlio di Dio. Chi al contrario avr� respinto, ricacciato, dimenticato uno dei pi� piccoli e deboli, avr� trascurato Dio stesso. Come dice san Giovanni: �Se non ami il tuo fratello che vedi, come puoi amare Dio che non vedi?� (cfr 1 Gv 4,20).
Cari fratelli e sorelle, il vostro patrimonio spirituale � legato in modo speciale alla vita di fraternit�, caratterizzata in particolare dall�accoglienza ai bambini e dalla cura tutta speciale per gli anziani. Vi incoraggio a dare alla societ� questo esempio di sollecitudine e di tenerezza tanto importante. I bambini e gli anziani costruiscono il futuro dei popoli: i bambini, perch� porteranno avanti la storia; gli anziani, perch� trasmettono l�esperienza e la saggezza della loro vita. Non stancatevi di coltivare e alimentare questo dialogo tra le generazioni, facendo della fede la vostra stella polare e della Parola di Dio la lezione principale da assimilare e vivere nella concretezza della vita quotidiana. Sarete cos� capaci di imitare sempre pi� la prossimit� di Dio agli uomini e contemplare nel volto delle persone pi� fragili l�immagine di Ges� Bambino.
A tutti voi auguro un buon cammino verso il Natale, per giungere a celebrarlo con gioia e pace del cuore. Il Signore vi benedica e la Vergine Madre vi protegga. E vi chiedo, per favore, di pregare per me.
Discorso del Santo Padre durante l'Udienza alla Comunit� di Nomadelfia - 17/12/2016
Tutte le frasi tratte da "Udienza alla Comunit� di Nomadelfia"
I bambini e gli anziani costruiscono il futuro dei popoli: i bambini, perch� porteranno avanti la storia; gli anziani, perch� trasmettono l�esperienza e la saggezza della loro vita. Non stancatevi di coltivare e alimentare questo dialogo tra le generazioni, facendo della fede la vostra stella polare e della Parola di Dio la lezione principale da assimilare e vivere nella concretezza della vita quotidiana.

- Papa Francesco -