Udienza alla Comunit� del Pontificio Seminario Lombardo in Roma
Cari fratelli e sorelle,
vi saluto con affetto e ringrazio il Cardinale Scola per le sue cortesi parole. Sono lieto di incontrarvi in occasione del cinquantesimo anniversario di questa sede: nell�Anno Santo della Misericordia voi celebrate, dunque, anche un giubileo di ringraziamento a Dio, roccia su cui fondare la vita, perch� �la sua fedelt� dura per sempre� (cfr Sal 117,2). Non dimenticate questo: Dio � il Fedele.
Il beato Paolo VI benedisse il Seminario Lombardo l�11 novembre 1965, in modo che questa nuova casa fosse abitata al culmine del Concilio Vaticano II, nel quale i Padri percepirono fortemente che, �abbattute le muraglie che per troppo tempo avevano chiuso la Chiesa in una cittadella privilegiata, era giunto il tempo di annunciare il Vangelo in modo nuovo� (Misericordiae Vultus, 4). Cos�, negli �anni romani�, che non sono solo di studio, ma di vera e propria formazione sacerdotale, anche voi vi preparate a dare seguito a quell�impulso dello Spirito, per essere �futuro della Chiesa� secondo il cuore di Dio; non secondo le preferenze di ciascuno o le mode del momento, ma come l�annuncio del Vangelo richiede. Per prepararsi bene occorre un lavoro approfondito, ma soprattutto una conversione interiore, che quotidianamente radichi il ministero nella prima chiamata di Ges� e lo ravvivi nel rapporto personale con Lui, come faceva l�apostolo Paolo, di cui oggi ricordiamo proprio la conversione.
Vorrei in proposito attirare la vostra attenzione verso un modello che gi� ben conoscete: san Carlo Borromeo. Il padre de Certeau ha presentato la sua vita come un costante �movimento di conversione�, proteso a riflettere l�immagine del Pastore: �Egli s�identific� con questa immagine, la nutr� con la sua vita, sapendo che il discorso passa nel reale a prezzo del sangue:sanguinis ministri,erano per lui i veri preti. Egli realizz� dunque l�immagine perdendovisi. Mise tutta la sua �passione� a riprodurla� (Dizionario biografico degli italiani, XX, 1977, p. 263). Cos�, la grande opera dei teologi del tempo, culminata nella celebrazione del Concilio di Trento, fu attuata da Pastori santi come il Borromeo. Cari amici, siete eredi e testimoni di una grande storia di santit�, che affonda le radici nei vostri patroni, i Vescovi Ambrogio e Carlo, e in tempi pi� recenti ha visto, pure tra gli alunni, tre Beati e tre Servi di Dio. � questa la meta a cui tendere!
Spesso, per�, appare sul cammino una tentazione da respingere: quella della �normalit��, di un Pastore a cui basta una vita �normale�. Allora questo sacerdote comincia ad accontentarsi di qualche attenzione da ricevere, giudica il ministero in base ai suoi successi e si adagia nella ricerca di ci� che gli piace, diventando tiepido e senza vero interesse per gli altri. La �normalit�� per noi � invece la santit� pastorale, il dono della vita. Se un sacerdote sceglie di essere solo una persona normale, sar� un sacerdote mediocre, o peggio.
San Carlo desiderava Pastori che fossero servi di Dio e padri per la gente, soprattutto per i poveri. Ma � ci fa sempre bene ricordarlo � pu� annunciare parole di vita solo chi fa della propria vita un dialogo costante con la Parola di Dio, o, meglio, con Dio che ci parla. In questi anni vi � affidata la missione di allenarvi in questo dialogo di vita: la conoscenza delle varie discipline che studiate non � fine a s� stessa, ma va concretizzata nel colloquio della preghiera e nell�incontro reale con le persone. Non giova formarsi �a compartimenti stagni�; preghiera, cultura e pastorale sono pietre portanti di un unico edificio: devono stare sempre saldamente unite per sostenersi a vicenda, ben cementate tra loro, perch� i sacerdoti di oggi e domani siano uomini spirituali e pastori misericordiosi, interiormente unificati dall�amore del Signore e capaci di diffondere la gioia del Vangelo nella semplicit� della vita. L�evangelizzazione, oggi, sembra chiamata a dover nuovamente percorrere proprio la via della semplicit�. Semplicit� di vita, che eviti ogni forma di doppiezza e mondanit�, a cui basti la comunione genuina con il Signore e con i fratelli; semplicit� di linguaggio: non predicatori di complesse dottrine, ma annunciatori di Cristo, morto e risorto per noi.
Un altro aspetto essenziale che vorrei sottolineare � la necessit�, per essere un buon sacerdote, del contatto e della vicinanza con il Vescovo. La caratteristica del sacerdote diocesano � precisamente la diocesanit�, e la diocesanit� ha la sua pietra angolare nella relazione frequente con il Vescovo, nel dialogo e nel discernimento con lui. Un sacerdote che non ha un rapporto assiduo con il suo Vescovo lentamente si isola dal corpo diocesano e la sua fecondit� diminuisce, proprio perch� non esercita il dialogo con il Padre della Diocesi.
Infine vorrei dirvi che mi rallegro non solo per il vostro proficuo impegno negli studi, ma anche per la dimensione mondiale della vostra comunit�: provenite da varie regioni d�Italia, dall�Africa, dall�America Latina, dall�Asia e da altri Paesi europei. Vi auguro di coltivare la bellezza dell�amicizia e l�arte di stabilire relazioni, per creare una fraternit� sacerdotale pi� forte delle diversit� particolari. Cos� renderete sempre accogliente e arricchente questa casa! D�ora in poi, quando verr� alla Basilica di Santa Maria Maggiore, penser� a questo incontro e mi ricorder� di voi davanti alla Vergine Madre. Ma anche voi, mi raccomando, fate lo stesso per me! Grazie.
Discorso del Santo Padre durante l'Udienza alla Comunit� del Pontificio Seminario Lombardo in Roma - 25/01/2016
Tutte le frasi tratte da "Udienza alla Comunit� del Pontificio Seminario Lombardo in Roma"
L�evangelizzazione sembra chiamata a dover nuovamente percorrere proprio la via della semplicit�. Semplicit� di vita, che eviti ogni forma di doppiezza e mondanit�, a cui basti la comunione genuina con il Signore e con i fratelli; semplicit� di linguaggio: non predicatori di complesse dottrine, ma annunciatori di Cristo, morto e risorto per noi.

- Papa Francesco -