Udienza ai partecipanti alla Plenaria del Pontificio Consiglio per la Promozione dell�Unit� dei Cristiani
Signori Cardinali,
cari fratelli Vescovi e Sacerdoti,
cari fratelli e sorelle,
sono lieto di incontrarvi in occasione della vostra Sessione Plenaria, che tratta il tema �Unit� dei cristiani: quale modello di piena comunione?�. Ringrazio il Cardinale Koch per le parole che mi ha rivolto a nome di tutti voi. Nel corso di quest�anno ho avuto l�opportunit� di vivere tanti significativi incontri ecumenici, sia qui a Roma sia durante i viaggi. Ognuno di questi incontri � stato per me fonte di consolazione, perch� ho potuto constatare che il desiderio di comunione � vivo e intenso. In quanto Vescovo di Roma e Successore di Pietro, consapevole della responsabilit� affidatami dal Signore, desidero ribadire che l�unit� dei cristiani � una delle mie principali preoccupazioni, e prego perch� essa sia sempre pi� condivisa da ogni battezzato.
L�unit� dei cristiani � un�esigenza essenziale della nostra fede. un�esigenza che sgorga dall�intimo del nostro essere credenti in Ges� Cristo. Invochiamo l�unit�, perch� invochiamo Cristo. Vogliamo vivere l�unit�, perch� vogliamo seguire Cristo, vivere il suo amore, godere del mistero del suo essere uno con il Padre, che poi � l�essenza dell�amore divino. Ges� stesso, nello Spirito Santo, ci associa alla sua preghiera: �Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch�essi in noi [...] Io in loro e tu in me, perch� siano perfetti nell�unit� e il mondo conosca che tu mi hai mandato e che li hai amati come hai amato me [...] Perch� l�amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro� (Gv 17,21.23.26). Secondo la preghiera sacerdotale di Ges�, ci� a cui aneliamo � l�unit� nell�amore del Padre che viene a noi donato in Ges� Cristo, amore che informa anche il pensiero e le dottrine. Non basta essere concordi nella comprensione del Vangelo, ma occorre che tutti noi credenti siamo uniti a Cristo e in Cristo. � la nostra conversione personale e comunitaria, il nostro graduale conformarci a Lui (cfr Rm 8,28), il nostro vivere sempre pi� in Lui (cfr Gal 2,20), che ci permettono di crescere nella comunione tra di noi. Questa � l�anima che sostiene anche le sessioni di studio e ogni altro tipo di sforzo per giungere a punti di vista pi� ravvicinati.
Tenendo bene a mente questo, � possibile smascherare alcuni falsi modelli di comunione che in realt� non portano all�unit� ma la contraddicono nella sua essenza.
Innanzitutto, l�unit� non � il frutto dei nostri sforzi umani o il prodotto costruito da diplomazie ecclesiastiche, ma � un dono che viene dall�alto. Noi uomini non siamo in grado di fare l�unit� da soli, n� possiamo deciderne le forme e i tempi. Qual � allora il nostro ruolo? Che cosa dobbiamo fare noi per promuovere l�unit� dei cristiani? Nostro compito � quello di accogliere questo dono e di renderlo visibile a tutti. Da questo punto di vista, l�unit�, prima che traguardo, � cammino, con le sue tabelle di marcia e i suoi ritmi, i suoi rallentamenti e le sue accelerazioni, e anche le sue soste. L�unit� come cammino richiede pazienti attese, tenacia, fatica e impegno; non annulla i conflitti e non cancella i contrasti, anzi, a volte pu� esporre al rischio di nuove incomprensioni. L�unit� pu� essere accolta solo da chi decide di mettersi in cammino verso una meta che oggi potrebbe apparire piuttosto lontana. Tuttavia, colui che percorre questa strada � confortato dalla continua esperienza di una comunione gioiosamente intravista, anche se non ancora pienamente raggiunta, ogni volta che si mette da parte la presunzione e ci si riconosce tutti bisognosi dell�amore di Dio. E quale legame unisce tutti noi cristiani pi� dell�esperienza di essere peccatori ma allo stesso tempo oggetto della infinita misericordia di Dio a noi rivelata da Ges� Cristo? Parimenti, l�unit� di amore � gi� realt� quando coloro che Dio ha scelto e chiamato a formare il suo popolo annunciano insieme le meraviglie che Egli ha compiuto per loro, soprattutto offrendo una testimonianza di vita piena di carit� verso tutti (cfr 1 Pt 2,4-10). Per questo, amo ripetere che l�unit� si fa camminando, per ricordare che quando camminiamo insieme, cio� ci incontriamo come fratelli, preghiamo insieme, collaboriamo insieme nell�annuncio del Vangelo e nel servizio agli ultimi siamo gi� uniti. Tutte le divergenze teologiche ed ecclesiologiche che ancora dividono i cristiani saranno superate soltanto lungo questa via, senza che noi oggi sappiamo come e quando, ma ci� avverr� secondo quello che lo Spirito Santo vorr� suggerire per il bene della Chiesa.
In secondo luogo, l�unit� non � uniformit�. Le differenti tradizioni teologiche, liturgiche, spirituali e canoniche, che si sono sviluppate nel mondo cristiano, quando sono genuinamente radicate nella tradizione apostolica, sono una ricchezza e non una minaccia per l�unit� della Chiesa. Cercare di sopprimere tale diversit� � andare contro lo Spirito Santo, che agisce arricchendo la comunit� dei credenti con una variet� di doni. Nel corso della storia, vi sono stati tentativi di questo genere, con conseguenze che talvolta fanno soffrire ancora oggi. Se invece ci lasciamo guidare dallo Spirito, la ricchezza, la variet�, la diversit� non diventano mai conflitto, perch� Egli ci spinge a vivere la variet� nella comunione della Chiesa. Compito ecumenico � rispettare le legittime diversit� e portare a superare le divergenze inconciliabili con l�unit� che Dio chiede. Il permanere di tali divergenze non ci deve paralizzare, ma spingere a cercare insieme il modo di affrontare con successo tali ostacoli.
Infine, l�unit� non � assorbimento. L�unit� dei cristiani non comporta un ecumenismo �in retromarcia�, per cui qualcuno dovrebbe rinnegare la propria storia di fede; e neppure tollera il proselitismo, che anzi � un veleno per il cammino ecumenico. Prima di vedere ci� che ci separa, occorre percepire anche in modo esistenziale la ricchezza di ci� che ci accumuna, come la Sacra Scrittura e le grandi professioni di fede dei primi Concili ecumenici. Cos� facendo, noi cristiani possiamo riconoscerci come fratelli e sorelle che credono nell�unico Signore e Salvatore Ges� Cristo, impegnati insieme a cercare il modo di obbedire oggi alla Parola di Dio che ci vuole uniti. L�ecumenismo � vero quando si � capaci di spostare l�attenzione da s� stessi, dalle proprie argomentazioni e formulazioni, alla Parola di Dio che esige di essere ascoltata, accolta e testimoniata nel mondo. Per questo, le varie comunit� cristiane sono chiamate non a �farsi concorrenza�, ma a collaborare. La mia recente visita a Lund mi ha fatto ricordare quanto sia attuale quel principio ecumenico l� formulato dal Consiglio Ecumenico delle Chiese gi� nel 1952, che raccomanda ai cristiani di �fare insieme tutte le cose, salvo in quei casi in cui le profonde difficolt� di convinzioni avessero imposto di agire separatamente�.
Vi ringrazio per il vostro impegno, vi assicuro il mio ricordo nella preghiera e confido nel vostro per me. Il Signore vi benedica e la Madonna vi protegga.
Discorso del Santo Padre durante l'Udienza ai partecipanti alla Plenaria del Pontificio Consiglio per la Promozione dell�Unit� dei Cristiani - 10/11/2016
Tutte le frasi tratte da "Udienza ai partecipanti alla Plenaria del Pontificio Consiglio per la Promozione dell�Unit� dei Cristiani"
L�unit� si fa camminando,[...] cio� ci incontriamo come fratelli, preghiamo insieme, collaboriamo insieme nell�annuncio del Vangelo e nel servizio agli ultimi siamo gi� uniti.

- Papa Francesco -
L�unit� dei cristiani � un�esigenza essenziale della nostra fede. un�esigenza che sgorga dall�intimo del nostro essere credenti in Ges� Cristo. Invochiamo l�unit�, perch� invochiamo Cristo. Vogliamo vivere l�unit�, perch� vogliamo seguire Cristo, vivere il suo amore, godere del mistero del suo essere uno con il Padre, che poi � l�essenza dell�amore divino.

- Papa Francesco -
L�unit�, prima che traguardo, � cammino, con le sue tabelle di marcia e i suoi ritmi, i suoi rallentamenti e le sue accelerazioni, e anche le sue soste. L�unit� come cammino richiede pazienti attese, tenacia, fatica e impegno; non annulla i conflitti e non cancella i contrasti, anzi, a volte pu� esporre al rischio di nuove incomprensioni. L�unit� pu� essere accolta solo da chi decide di mettersi in cammino verso una meta che oggi potrebbe apparire piuttosto lontana.

- Papa Francesco -