Udienza ai partecipanti al Convegno per persone disabili promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana
La prima domanda era molto ricca, molto ricca. E parlava delle diversit�. Tutti siamo diversi: non c�� uno che sia uguale all�altro. Ci sono alcune diversit� pi� grandi o pi� piccole, ma tutti siamo diversi. E lei, la ragazza che ha fatto la domanda, diceva: �Tante volte abbiamo paura delle diversit��. Ci fanno paura. Perch�? Perch� andare incontro a una persona che ha una diversit� non diciamo forte, ma grande, � una sfida, e ogni sfida ci fa paura. E� pi� comodo non muoversi, � pi� comodo ignorare le diversit� e dire: �Tutti siamo uguali, e se c�� qualcuno che non � tanto �uguale�, lasciamolo da parte, non andiamo incontro�. E� la paura che ci fa ogni sfida; ogni sfida ci impaurisce, ci fa paura, ci rende un po� timorosi. Ma no! Le diversit� sono proprio la ricchezza, perch� io ho una cosa, tu ne hai un�altra, e con queste due facciamo una cosa pi� bella, pi� grande. E cos� possiamo andare avanti. Pensiamo a un mondo dove tutti siano uguali: sarebbe un mondo noioso! E� vero che alcune diversit� sono dolorose, tutti lo sappiamo, quelle che hanno radici in alcune malattie� ma anche quelle diversit� ci aiutano, ci sfidano e ci arricchiscono. Per questo, non bisogna avere mai paura delle diversit�: quella � proprio la strada per migliorare, per essere pi� belli e pi� ricchi.
E come si fa questo? Mettendo in comune quello che abbiamo. Mettere in comune. C�� un gesto bellissimo che noi persone umane abbiamo, un gesto che facciamo quasi senza pensarci, ma � un gesto molto profondo: stringere la mano. Quando io stringo la mano, metto in comune quello che ho con te � se � uno stringere la mano sincero �: ti do la mano, ti do ci� che � mio e tu mi dai ci� che � tuo. E questa � una cosa che fa bene a tutti. Andiamo avanti con le diversit�, perch� le diversit� sono una sfida ma ci fanno crescere. E pensiamo che ogni volta che io stringo la mano a un altro, do qualcosa del mio e ricevo qualcosa di lui. Anche questo ci fa crescere. Questo � ci� che mi viene come risposta alla prima domanda.
Ho dimenticato qualcosa della prima domanda, ma la dir� adesso con questa che ha fatto Serena. Serena mi mette in difficolt�, perch� se io dico quello che penso� Ha parlato poco, tre/quattro righe, ma le ha dette con forza! Serena ha parlato di una delle cose pi� brutte che ci sono fra noi: la discriminazione. E� una cosa bruttissima! �Tu non sei come me, tu vai di l� e io di qua�. �Ma, io vorrei fare la catechesi�� � �In questa parrocchia no. Questa parrocchia � per quelli che si assomigliano, non ci sono differenze��. Questa parrocchia � buona o no? [Aula: Nooo!] Che cosa deve fare, il parroco?... Convertirsi? E� vero che se tu vuoi fare la comunione, devi avere una preparazione; e se tu non capisci questa lingua, per esempio se sei sordo, devi avere la possibilit� in quella parrocchia di prepararti con il linguaggio dei sordi. Ecco, questo � importante! Se sei diverso, anche tu hai la possibilit� di essere il migliore, questo � vero. La diversit� non dice che chi ha i cinque sensi che funzionano bene sia migliore di chi � per esempio � � sordomuto. No! Questo non � vero! Tutti abbiamo la stessa possibilit� di crescere, di andare avanti, di amare il Signore, di fare cose buone, di capire la dottrina cristiana, e tutti abbiamo la stessa possibilit� di ricevere i sacramenti. Capito? Quando, tanti anni fa � cento anni fa, o di pi� � il Papa Pio X disse che si doveva dare la comunione ai bambini, tanti si sono scandalizzati. �Ma quel bambino non capisce, � diverso, non capisce bene��. �Date la comunione ai bambini�, ha detto il Papa, e ha fatto di una diversit� una uguaglianza, perch� lui sapeva che il bambino capisce in un altro modo. Quando ci sono diversit� fra noi, si capisce in un altro modo. Anche a scuola, nel quartiere, ognuno ha la sua ricchezza, � diverso, � come se parlasse un�altra lingua. E� diverso, perch� si esprime in un modo diverso. E questo fatto � una ricchezza. Quello che ha detto Serena succede, tante volte; succede tante volte ed � una delle cose pi� brutte, pi� brutte delle nostre citt�, della nostra vita: la discriminazione. Con parole offensive, anche. Non si pu� essere discriminati.
Ognuno di noi ha un modo di conoscere le cose che � diverso: uno conosce in una maniera, uno conosce in un�altra, ma tutti possono conoscere Dio. [Una bambina si avvicina al Papa] Vieni, vieni� Questa � coraggiosa! Vieni� Questa non ha paura, questa rischia, sa che le diversit� sono una ricchezza; rischia, e ci ha dato una lezione. Questa mai sar� discriminata, sa difendersi da sola! Ecco. Serena, non so se ho risposto alla tua domanda. Nella parrocchia, nella Messa, nei Sacramenti, tutti sono uguali, perch� tutti hanno lo stesso Signore: Ges�, e la stessa mamma: la Madonna. Capito?
[Si avvicina un�altra bimba] Vieni, vieni� Un�altra coraggiosa.
Il padre che ha parlato prima ha fatto alcune domande che sono collegate a quello che ha detto Serena: come accogliere tutti. Ma se tu� � non dico a te, perch� so che tu accogli tutti �; ma pensa a un sacerdote che non accoglie tutti: che consiglio darebbe il Papa? �Chiudi la porta della chiesa, per favore!�. O tutti, o nessuno. �Ma no � pensiamo a quel prete che si difende � ma no, Padre, no, non � cos�; io capisco tutti, ma non posso accogliere tutti perch� non tutti sono capaci di capire�� � �Sei tu che non sei capace di capire!�. Quello che deve fare il prete, aiutato dai laici, dai catechisti, da tanta, tanta gente, � aiutare tutti a capire: a capire la fede, a capire l�amore, a capire come essere amici, a capire le differenze, a capire come le cose sono complementari, uno pu� dare una cosa e l�altro pu� darne un�altra. Questo � aiutare a capire. E tu hai usato due parole belle: accogliere e ascoltare. Accogliere, cio� ricevere tutti, tutti. E ascoltare tutti. Vi dico una cosa. Credo che oggi nella pastorale della Chiesa si fanno tante cose belle, tante cose buone: nella catechesi, nella liturgia, nella carit�, con gli ammalati� tante cose buone. Ma c�� una cosa che si deve fare di pi�, anche i sacerdoti, anche i laici, ma soprattutto i sacerdoti devono fare di pi�: l�apostolato dell�orecchio: ascoltare! �Ma, Padre, � noioso ascoltare, perch� sono sempre le stesse storie, le stesse cose�� � �Ma non sono le stesse persone, e il Signore � nel cuore di ognuna delle persone, e tu devi avere la pazienza di ascoltare�. Accogliere e ascoltare. Tutti. E credo che con questo ho risposto alle domande.
Io avevo preparato per voi un discorso, e il Prefetto [della Casa Pontificia] lo consegner� perch� sia conosciuto da tutti. Perch� leggere un discorso � anche un po� noioso� E c�� un momento, quando uno legge un discorso, in cui, con una certa furbizia, incominciano a guardare l�orologio, come per dire: �Ma quando finir� di parlare, questo?�. Perci� il discorso lo leggerete voi.
Vi ringrazio tanto per questo dialogo, per questa visita, per questa bellezza delle diversit� che fanno comunit�: l�una d� all�altra e viceversa, e tutte fanno l�unit� della Chiesa. Grazie tante. E pregate per me.
Discorso del Santo Padre durante l'Udienza ai partecipanti al Convegno per persone disabili promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana - 11/06/2016
Tutte le frasi tratte da "Udienza ai partecipanti al Convegno per persone disabili promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana"
Ogni volta che io stringo la mano a un altro, do qualcosa del mio e ricevo qualcosa di lui. Anche questo ci fa crescere.

- Papa Francesco -
Le diversit� sono proprio la ricchezza, perch� io ho una cosa, tu ne hai un�altra, e con queste due facciamo una cosa pi� bella, pi� grande.

- Papa Francesco -
Ognuno di noi ha un modo di conoscere le cose che � diverso: uno conosce in una maniera, uno conosce in un�altra, ma tutti possono conoscere Dio.

- Papa Francesco -