Udienza ai Membri del Consiglio di Rappresentanza di Caritas Internationalis
Cari fratelli e sorelle,
saluto cordialmente voi tutti, Membri del Consiglio di Rappresentanza e del personale della Caritas Internationalis. Sono lieto di accogliervi al termine della vostra Riunione istituzionale e di incontrare, attraverso voi, l�intera famiglia delle Caritas nazionali e quanti nei vostri rispettivi Paesi si impegnano nel servizio della carit� della Chiesa. Ringrazio il Cardinale Antonio Tagle, vostro Presidente, per le parole con le quali ha introdotto questo incontro.
La Chiesa �esiste per evangelizzare�, ma l�evangelizzazione richiede di adattarsi alle diverse situazioni, tenendo conto della vita familiare e di quella sociale, come anche della vita internazionale con speciale attenzione alla pace, alla giustizia, allo sviluppo (cfr Evangelii nuntiandi, 29). All�apertura del Sinodo sulla Nuova Evangelizzazione Papa Benedetto XVI ricordava che i due pilastri dell�evangelizzazione sono �Confessio et Caritas�; e io stesso ho dedicato un capitolo dell�Esortazione Apostolica Evangelii gaudium alla dimensione sociale dell�evangelizzazione, riaffermando l�opzione preferenziale della Chiesa per i poveri. Per questo siamo chiamati ad agire contro l�esclusione sociale dei pi� deboli e operare per la loro integrazione. Le nostre societ�, infatti, sono spesso dominate dalla cultura dello �scarto�; hanno bisogno di superare l�indifferenza e il ripiegamento su s� stesse per apprendere l�arte della solidariet�. Poich� �noi che siamo i forti � dice S. Paolo � abbiamo il dovere di portare le infermit� dei deboli, senza compiacere noi stessi� (Rm 15, 1).
Questo ci fa capire quanto sia fondamentale la missione delle varie Caritas nazionali e il loro ruolo specifico nella Chiesa. Esse, infatti, non sono delle agenzie sociali, ma organismi ecclesiali che condividono la missione della Chiesa. Come sta scritto nei vostri Statuti, voi siete chiamati ad �assistere il Papa e i Vescovi nel loro ministero della carit� (art 1.4). Le odierne urgenze sociali richiedono che si metta in campo quella che san Giovanni Paolo II aveva definito una �nuova fantasia della carit� (Novo millenio ineunte, 50): essa si rende concreta non solo nell�efficacia degli aiuti prestati, ma soprattutto nella capacit� di farsi prossimo, accompagnando con atteggiamento di condivisione fraterna i pi� disagiati. Si tratta di far risplendere la carit� e la giustizia nel mondo alla luce del Vangelo e dell�insegnamento della Chiesa, coinvolgendo i poveri stessi perch� divengano i veri protagonisti del loro stesso sviluppo.
Vi ringrazio tanto, a nome di tutta la Chiesa, per ci� che fate per gli ultimi. Vi incoraggio a proseguire in questa missione, che fa sentire la Chiesa vera compagna di viaggio, vicina al cuore e alle speranze degli uomini e delle donne di questo mondo. Continuate a portare il messaggio del Vangelo della gioia in tutto il mondo, soprattutto a chi � lasciato indietro, ma anche a chi ha il potere di cambiare le cose, perch� � possibile cambiare. La povert�, la fame, le malattie, l�oppressione non sono una fatalit� e non possono rappresentare situazioni permanenti. Confidando nella forza del Vangelo, noi possiamo veramente contribuire a cambiare le cose o almeno a migliorarle. Possiamo riaffermare la dignit� di quanti attendono un segno del nostro amore e proteggere e costruire assieme la �nostra casa comune�.
Vi invito ad avere sempre coraggio profetico, a rifiutare tutto ci� che umilia l�uomo, e ogni forma di sfruttamento che lo degrada. Continuate a porre quei piccoli e grandi segni di ospitalit� e di solidariet� che hanno la capacit� di illuminare la vita di bambini e anziani, di migranti e profughi in cerca di pace. Sono molto contento di apprendere che Caritas Internationalis porter� avanti una Campagna proprio sul tema delle migrazioni. Spero che questa bella iniziativa apra i cuori di tanti all�accoglienza dei profughi e dei migranti, perch� possano sentirsi veramente �a casa� nelle nostre comunit�. Sia vostra cura sostenere, con rinnovato impegno, i processi di sviluppo e i cammini di pace nei Paesi da cui questi nostri fratelli e sorelle fuggono o partono in cerca di un avvenire migliore.
Siate artigiani di pace e di riconciliazione tra i popoli, tra le comunit�, tra i credenti. Mettete in campo tutte le vostre energie, il vostro impegno, per lavorare in sinergia con le altre comunit� di fede che, come voi, mettono la dignit� della persona al centro della loro attenzione. Lottate contro la povert� e, allo stesso tempo, imparate dai poveri. Lasciatevi ispirare e guidare dalla loro vita semplice ed essenziale, dai loro valori, dal loro senso di solidariet� e condivisione, dalla loro capacit� di risollevarsi nelle difficolt�, e soprattutto dalla loro esperienza vissuta del Cristo sofferente, Lui che � il solo Signore e Salvatore. Imparate, pertanto, anche della loro vita di preghiera e della loro fiducia in Dio.
Auspico che, con il sostegno e l�attenzione pastorale dei Vescovi, voi possiate essere sempre pi� testimoni di un generoso ministero di carit�, aiutando la comunit� dei credenti ad essere luogo di annuncio del Vangelo, di celebrazione dell�Eucarestia e di servizio ai poveri nella gioia.
Invoco l�intercessione di Maria, nostra Madre celeste e, mentre vi chiedo di pregare per me, volentieri imploro la benedizione del Signore su di voi e su quanti vi sostengono nella vostra opera.
Discorso del Santo Padre durante l'Udienza ai Membri del Consiglio di Rappresentanza di Caritas Internationalis - 17/11/2016
Tutte le frasi tratte da "Udienza ai Membri del Consiglio di Rappresentanza di Caritas Internationalis"
La povert�, la fame, le malattie, l�oppressione non sono una fatalit� e non possono rappresentare situazioni permanenti. Confidando nella forza del Vangelo, noi possiamo veramente contribuire a cambiare le cose o almeno a migliorarle. Possiamo riaffermare la dignit� di quanti attendono un segno del nostro amore e proteggere e costruire assieme la �nostra casa comune�.

- Papa Francesco -