Santa Messa nella Solennit� di Maria Santissima Madre di Dio e nella 51.ma Giornata Mondiale della Pace
L�anno si apre nel nome della Madre di Dio. Madre di Dio � il titolo pi� importante della Madonna. Ma una domanda potrebbe sorgere: perch� diciamo Madre di Dio e non Madre di Ges�? Alcuni, in passato, chiesero di limitarsi a questo, ma la Chiesa ha affermato: Maria � Madre di Dio. Dobbiamo essere grati perch� in queste parole � racchiusa una verit� splendida su Dio e su di noi. E cio� che, da quando il Signore si � incarnato in Maria, da allora e per sempre, porta la nostra umanit� attaccata addosso. Non c�� pi� Dio senza uomo: la carne che Ges� ha preso dalla Madre � sua anche ora e lo sar� per sempre. Dire Madre di Dio ci ricorda questo: Dio � vicino all�umanit� come un bimbo alla madre che lo porta in grembo.
La parola madre (mater), rimanda anche alla parola materia. Nella sua Madre, il Dio del cielo, il Dio infinito si � fatto piccolo, si � fatto materia, per essere non solo con noi, ma anche come noi. Ecco il miracolo, ecco la novit�: l�uomo non � pi� solo; mai pi� orfano, � per sempre figlio. L�anno si apre con questa novit�. E noi la proclamiamo cos�, dicendo: Madre di Dio! � la gioia di sapere che la nostra solitudine � vinta. � la bellezza di saperci figli amati, di sapere che questa nostra infanzia non ci potr� mai essere tolta. � specchiarci nel Dio fragile e bambino in braccio alla Madre e vedere che l�umanit� � cara e sacra al Signore. Perci�, servire la vita umana � servire Dio e ogni vita, da quella nel grembo della madre a quella anziana, sofferente e malata, a quella scomoda e persino ripugnante, va accolta, amata e aiutata.
Lasciamoci ora guidare dal Vangelo di oggi. Della Madre di Dio si dice una sola frase: �Custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore� (Lc 2,19). Custodiva. Semplicemente custodiva. Maria non parla: il Vangelo non riporta neanche una sua parola in tutto il racconto del Natale. Anche in questo la Madre � unita al Figlio: Ges� � infante, cio� �senza parola�. Lui, il Verbo, la Parola di Dio che �molte volte e in diversi modi nei tempi antichi aveva parlato� (Eb 1,1), ora, nella �pienezza del tempo� (Gal 4,4), � muto. Il Dio davanti a cui si tace � un bimbo che non parla. La sua maest� � senza parole, il suo mistero di amore si svela nella piccolezza. Questa piccolezza silenziosa � il linguaggio della sua regalit�. La Madre si associa al Figlio e custodisce nel silenzio.
E il silenzio ci dice che anche noi, se vogliamo custodirci, abbiamo bisogno di silenzio. Abbiamo bisogno di rimanere in silenzio guardando il presepe. Perch� davanti al presepe ci riscopriamo amati, assaporiamo il senso genuino della vita. E guardando in silenzio, lasciamo che Ges� parli al nostro cuore: che la sua piccolezza smonti la nostra superbia, che la sua povert� disturbi le nostre fastosit�, che la sua tenerezza smuova il nostro cuore insensibile. Ritagliare ogni giorno un momento di silenzio con Dio � custodire la nostra anima; � custodire la nostra libert� dalle banalit� corrosive del consumo e dagli stordimenti della pubblicit�, dal dilagare di parole vuote e dalle onde travolgenti delle chiacchiere e del clamore.
Maria custodiva, prosegue il Vangelo, tutte queste cose, meditandole. Quali erano queste cose? Erano gioie e dolori: da una parte la nascita di Ges�, l�amore di Giuseppe, la visita dei pastori, quella notte di luce. Ma dall�altra: un futuro incerto, la mancanza di una casa, �perch� per loro non c�era posto nell�alloggio� (Lc 2,7); la desolazione del rifiuto; la delusione di aver dovuto far nascere Ges� in una stalla. Speranze e angosce, luce e tenebra: tutte queste cose popolavano il cuore di Maria. E lei, che cosa ha fatto? Le ha meditate, cio� le ha passate in rassegna con Dio nel suo cuore. Niente ha tenuto per s�, niente ha rinchiuso nella solitudine o affogato nell�amarezza, tutto ha portato a Dio. Cos� ha custodito. Affidando si custodisce: non lasciando la vita in preda alla paura, allo sconforto o alla superstizione, non chiudendosi o cercando di dimenticare, ma facendo di tutto un dialogo con Dio. E Dio che ci ha a cuore, viene ad abitare le nostre vite.
Ecco i segreti della Madre di Dio: custodire nel silenzio e portare a Dio. Ci� avveniva, conclude il Vangelo, nel suo cuore. Il cuore invita a guardare al centro della persona, degli affetti, della vita. Anche noi, cristiani in cammino, all�inizio dell�anno sentiamo il bisogno di ripartire dal centro, di lasciare alle spalle i fardelli del passato e di ricominciare da ci� che conta. Ecco oggi davanti a noi il punto di partenza: la Madre di Dio. Perch� Maria � come Dio ci vuole, come vuole la sua Chiesa: Madre tenera, umile, povera di cose e ricca di amore, libera dal peccato, unita a Ges�, che custodisce Dio nel cuore e il prossimo nella vita. Per ripartire, guardiamo alla Madre. Nel suo cuore batte il cuore della Chiesa. Per andare avanti, ci dice la festa di oggi, occorre tornare indietro: ricominciare dal presepe, dalla Madre che tiene in braccio Dio.
La devozione a Maria non � galateo spirituale, � un�esigenza della vita cristiana. Guardando alla Madre siamo incoraggiati a lasciare tante zavorre inutili e a ritrovare ci� che conta. Il dono della Madre, il dono di ogni madre e di ogni donna � tanto prezioso per la Chiesa, che � madre e donna. E mentre l�uomo spesso astrae, afferma e impone idee, la donna, la madre, sa custodire, collegare nel cuore, vivificare. Perch� la fede non si riduca solo a idea o a dottrina, abbiamo bisogno, tutti, di un cuore di madre, che sappia custodire la tenerezza di Dio e ascoltare i palpiti dell�uomo. La Madre, firma d�autore di Dio sull�umanit�, custodisca quest�anno e porti la pace di suo Figlio nei cuori, nei nostri cuori, e nel mondo. E come figli, semplicemente, vi invito a salutarla oggi con il saluto dei cristiani di Efeso, davanti ai loro vescovi: �Santa Madre di Dio!�. Diciamo, tre volte, dal cuore, tutti insieme, guardandola [rivolto alla statua esposta accanto all�altare]: �Santa Madre di Dio!�.
Omelia del Santo Padre durante la Santa Messa nella Solennit� di Maria Santissima Madre di Dio e nella 51.ma Giornata Mondiale della Pace - 1/01/2018
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Perch� la fede non si riduca solo a idea o a dottrina, abbiamo bisogno, tutti, di un cuore di madre, che sappia custodire la tenerezza di Dio e ascoltare i palpiti dell�uomo.

- Papa Francesco -
La devozione a Maria non � galateo spirituale, � un�esigenza della vita cristiana. Guardando alla Madre siamo incoraggiati a lasciare tante zavorre inutili e a ritrovare ci� che conta.

- Papa Francesco -
Da quando il Signore si � incarnato in Maria, da allora e per sempre, porta la nostra umanit� attaccata addosso. Non c�� pi� Dio senza uomo: la carne che Ges� ha preso dalla Madre � sua anche ora e lo sar� per sempre. Dire Madre di Dio ci ricorda questo: Dio � vicino all�umanit� come un bimbo alla madre che lo porta in grembo.

- Papa Francesco -
Davanti al presepe ci riscopriamo amati, assaporiamo il senso genuino della vita. E guardando in silenzio, lasciamo che Ges� parli al nostro cuore: che la sua piccolezza smonti la nostra superbia, che la sua povert� disturbi le nostre fastosit�, che la sua tenerezza smuova il nostro cuore insensibile.

- Papa Francesco -
Affidando si custodisce: non lasciando la vita in preda alla paura, allo sconforto o alla superstizione, non chiudendosi o cercando di dimenticare, ma facendo di tutto un dialogo con Dio. E Dio che ci ha a cuore, viene ad abitare le nostre vite.

- Papa Francesco -