Citazione spirituale

Santa Messa nella Solennit� dell�Epifania del Signore

Epifania: la parola indica la manifestazione del Signore, il quale, come dice san Paolo nella seconda Lettura (cfr Ef 3,6), si rivela a tutte le genti, rappresentate oggi dai Magi. Si svela cos� la bellissima realt� di Dio venuto per tutti: ogni nazione, lingua e popolazione � da Lui accolta e amata. Simbolo di questo � la luce, che tutto raggiunge e illumina.

Ora, se il nostro Dio si manifesta per tutti, desta tuttavia sorpresa come si manifesta. Nel Vangelo � narrato un via-vai attorno al palazzo del re Erode, proprio mentre Ges� � presentato come re: �Dov�� colui che � nato, il re dei Giudei?� (Mt 2,2), domandano i Magi. Lo troveranno, ma non dove pensavano: non nel palazzo regale di Gerusalemme, ma in un�umile dimora a Betlemme. Lo stesso paradosso emergeva a Natale, quando il Vangelo parlava del censimento di tutta la terra ai tempi dell�imperatore Augusto e del governatore Quirinio (cfr Lc 2,2). Ma nessuno dei potenti di allora si rese conto che il Re della storia nasceva al loro tempo. E ancora, quando Ges�, sui trent�anni, si manifesta pubblicamente, precorso da Giovanni il Battista, il Vangelo offre un�altra solenne presentazione del contesto, elencando tutti i �grandi� di allora, potere secolare e spirituale: Tiberio Cesare, Ponzio Pilato, Erode, Filippo, Lisania, i sommi sacerdoti Anna e Caifa. E conclude: �la Parola di Dio venne su Giovanni nel deserto� (Lc 3,2). Dunque su nessuno dei grandi, ma su un uomo che si era ritirato nel deserto. Ecco la sorpresa: Dio non sale alla ribalta del mondo per manifestarsi.

Ascoltando quella lista di personaggi illustri, potrebbe venire la tentazione di �girare le luci� su di loro. Potremmo pensare: sarebbe stato meglio se la stella di Ges� fosse apparsa a Roma sul colle Palatino, dal quale Augusto regnava sul mondo; tutto l�impero sarebbe diventato subito cristiano. Oppure, se avesse illuminato il palazzo di Erode, questi avrebbe potuto fare del bene, anzich� del male. Ma la luce di Dio non va da chi splende di luce propria. Dio si propone, non si impone; illumina, ma non abbaglia. � sempre grande la tentazione di confondere la luce di Dio con le luci del mondo. Quante volte abbiamo inseguito i seducenti bagliori del potere e della ribalta, convinti di rendere un buon servizio al Vangelo! Ma cos� abbiamo girato le luci dalla parte sbagliata, perch� Dio non era l�. La sua luce gentile risplende nell�amore umile. Quante volte poi, come Chiesa, abbiamo provato a brillare di luce propria! Ma non siamo noi il sole dell�umanit�. Siamo la luna, che, pur con le sue ombre, riflette la luce vera, il Signore. La Chiesa � il mysterium lunae e il Signore � la luce del mondo (cfr Gv 9,5). Lui, non noi.

La luce di Dio va da chi la accoglie. Isaia nella prima Lettura (cfr 60,2) ci ricorda che la luce divina non impedisce alle tenebre e alle nebbie fitte di ricoprire la terra, ma risplende in chi � disposto a riceverla. Perci� il profeta rivolge un invito, che interpella ciascuno: ��lzati, rivestiti di luce� (60,1). Occorre alzarsi, cio� levarsi dalla propria sedentariet� e disporsi a camminare. Altrimenti si rimane fermi, come gli scribi consultati da Erode, i quali sapevano bene dov�era nato il Messia, ma non si mossero. E poi bisogna rivestirsi di Dio che � la luce, ogni giorno, finch� Ges� diventi il nostro abito quotidiano. Ma per indossare l�abito di Dio, che � semplice come la luce, bisogna prima dismettere i vestiti pomposi. Altrimenti si fa come Erode, che alla luce divina preferiva le luci terrene del successo e del potere. I Magi, invece, realizzano la profezia, si alzano per essere rivestiti di luce. Essi soli vedono la stella in cielo: non gli scribi, non Erode, nessuno a Gerusalemme. Per trovare Ges� c�� da impostare un itinerario diverso, c�� da prendere una via alternativa, la sua, la via dell�amore umile. E c�� da mantenerla. Infatti, il Vangelo odierno conclude dicendo che i Magi, incontrato Ges�, �per un�altra strada fecero ritorno al loro paese� (Mt 2,12). Un�altra strada, diversa da quella di Erode. Una via alternativa al mondo, come quella percorsa da quanti a Natale stanno con Ges�: Maria e Giuseppe, i pastori. Essi, come i Magi, hanno lasciato le loro dimore e sono diventati pellegrini sulle vie di Dio. Perch� solo chi lascia i propri attaccamenti mondani per mettersi in cammino trova il mistero di Dio.

Vale anche per noi. Non basta sapere dove Ges� � nato, come gli scribi, se non raggiungiamo quel dove. Non basta sapere che Ges� � nato, come Erode, se non lo incontriamo. Quando il suo dove diventa il nostro dove, il suo quando il nostro quando, la sua persona la nostra vita, allora le profezie si compiono in noi. Allora Ges� nasce dentro e diventa Dio vivo per me. Oggi, fratelli e sorelle, siamo invitati a imitare i Magi. Essi non discutono, no, camminano; non rimangono a guardare, ma entrano nella casa di Ges�; non si mettono al centro, ma si prostrano a Lui, che � il centro; non si fissano nei loro piani, ma si dispongono a prendere altre strade. Nei loro gesti c�� un contatto stretto col Signore, un�apertura radicale a Lui, un coinvolgimento totale in Lui. Con Lui utilizzano il linguaggio dell�amore, la stessa lingua che Ges�, ancora infante, gi� parla. Infatti i Magi vanno dal Signore non per ricevere, ma per donare. Ci chiediamo: a Natale abbiamo portato qualche dono a Ges�, per la sua festa, o ci siamo scambiati regali solo tra di noi?

Se siamo andati dal Signore a mani vuote, oggi possiamo rimediare. Il Vangelo riporta infatti, per cos� dire, una piccola lista-regali: oro, incenso e mirra. L�oro, ritenuto l�elemento pi� prezioso, ricorda che a Dio va dato il primo posto. Va adorato. Ma per farlo bisogna privare s� stessi del primo posto e credersi bisognosi, non autosufficienti. Ecco allora l�incenso, a simboleggiare la relazione col Signore, la preghiera, che come profumo sale a Dio (cfr Sal 141,2). Ma, come l�incenso per profumare deve bruciare, cos� per la preghiera occorre �bruciare� un po� di tempo, spenderlo per il Signore. E farlo davvero, non solo a parole. A proposito di fatti, ecco la mirra, unguento che verr� utilizzato per avvolgere con amore il corpo di Ges� deposto dalla croce (cfr Gv 19,39). Il Signore gradisce che ci prendiamo cura dei corpi provati dalla sofferenza, della sua carne pi� debole, di chi � rimasto indietro, di chi pu� solo ricevere senza dare nulla di materiale in cambio. � preziosa agli occhi di Dio la misericordia verso chi non ha da restituire, la gratuit�! � preziosa agli occhi di Dio la gratuit�. In questo tempo di Natale che volge al termine, non perdiamo l�occasione per fare un bel regalo al nostro Re, venuto per tutti non sui palcoscenici fastosi del mondo, ma nella povert� luminosa di Betlemme. Se lo faremo, la sua luce risplender� su di noi.

Omelia del Santo Padre durante la Santa Messa nella Solennit� dell�Epifania del Signore - 6/01/2019


Tutte le frasi tratte da "Santa Messa nella Solennit� dell�Epifania del Signore"


� preziosa agli occhi di Dio la misericordia verso chi non ha da restituire, la gratuit�! � preziosa agli occhi di Dio la gratuit�. In questo tempo di Natale che volge al termine, non perdiamo l�occasione per fare un bel regalo al nostro Re, venuto per tutti non sui palcoscenici fastosi del mondo, ma nella povert� luminosa di Betlemme. Se lo faremo, la sua luce risplender� su di noi.

- Papa Francesco -



Non basta sapere dove Ges� � nato, come gli scribi, se non raggiungiamo quel dove. Non basta sapere che Ges� � nato, come Erode, se non lo incontriamo. Quando il suo dove diventa il nostro dove, il suo quando il nostro quando, la sua persona la nostra vita, allora le profezie si compiono in noi. Allora Ges� nasce dentro e diventa Dio vivo per me.

- Papa Francesco -



Dio si propone, non si impone; illumina, ma non abbaglia. � sempre grande la tentazione di confondere la luce di Dio con le luci del mondo. Quante volte abbiamo inseguito i seducenti bagliori del potere e della ribalta, convinti di rendere un buon servizio al Vangelo![...] La luce di Dio va da chi la accoglie.

- Papa Francesco -