Santa Messa nella Festa della Presentazione del Signore e XXII Giornata Mondiale della Vita Consacrata
Quaranta giorni dopo Natale celebriamo il Signore che, entrando nel tempio, va incontro al suo popolo. Nell�Oriente cristiano questa festa � detta proprio �Festa dell�incontro�: � l�incontro tra il Dio bambino, che porta novit�, e l�umanit� in attesa, rappresentata dagli anziani nel tempio.
Nel tempio avviene anche un altro incontro, quello tra due coppie: da una parte i giovani Maria e Giuseppe, dall�altra gli anziani Simeone e Anna. Gli anziani ricevono dai giovani, i giovani attingono dagli anziani. Maria e Giuseppe trovano infatti nel tempio le radici del popolo, ed � importante, perch� la promessa di Dio non si realizza individualmente e in un colpo solo, ma insieme e lungo la storia. E trovano pure le radici della fede, perch� la fede non � una nozione da imparare su un libro, ma l�arte di vivere con Dio, che si apprende dall�esperienza di chi ci ha preceduto nel cammino. Cos� i due giovani, incontrando gli anziani, trovano s� stessi. E i due anziani, verso la fine dei loro giorni, ricevono Ges�, senso della loro vita. Questo episodio compie cos� la profezia di Gioele: �I vostri anziani faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni� (3,1). In quell�incontro i giovani vedono la loro missione e gli anziani realizzano i loro sogni. Tutto questo perch� al centro dell�incontro c�� Ges�.
Guardiamo a noi, cari fratelli e sorelle consacrati. Tutto � cominciato dall�incontro col Signore. Da un incontro e da una chiamata � nato il cammino di consacrazione. Bisogna farne memoria. E se faremo bene memoria vedremo che in quell�incontro non eravamo soli con Ges�: c�era anche il popolo di Dio, la Chiesa, giovani e anziani, come nel Vangelo. L� c�� un particolare interessante: mentre i giovani Maria e Giuseppe osservano fedelmente le prescrizioni della Legge � il Vangelo lo dice quattro volte � e non parlano mai, gli anziani Simeone e Anna accorrono e profetizzano. Sembrerebbe dover essere il contrario: in genere sono i giovani a parlare con slancio del futuro, mentre gli anziani custodiscono il passato. Nel Vangelo accade l�inverso, perch� quando ci si incontra nel Signore arrivano puntuali le sorprese di Dio. Per lasciare che accadano nella vita consacrata � bene ricordare che non si pu� rinnovare l�incontro col Signore senza l�altro: mai lasciare indietro, mai fare scarti generazionali, ma accompagnarsi ogni giorno, col Signore al centro. Perch� se i giovani sono chiamati ad aprire nuove porte, gli anziani hanno le chiavi. E la giovinezza di un istituto sta nell�andare alle radici, ascoltando gli anziani. Non c�� avvenire senza questo incontro tra anziani e giovani; non c�� crescita senza radici e non c�� fioritura senza germogli nuovi. Mai profezia senza memoria, mai memoria senza profezia; e sempre incontrarsi.
La vita frenetica di oggi induce a chiudere tante porte all�incontro, spesso per paura dell�altro � sempre aperte rimangono le porte dei centri commerciali e le connessioni di rete �; ma nella vita consacrata non sia cos�: il fratello e la sorella che Dio mi d� sono parte della mia storia, sono doni da custodire. Non accada di guardare lo schermo del cellulare pi� degli occhi del fratello, o di fissarci sui nostri programmi pi� che nel Signore. Perch� quando si mettono al centro i progetti, le tecniche e le strutture, la vita consacrata smette di attrarre e non comunica pi�; non fiorisce perch� dimentica �quello che ha di sotterrato�, cio� le radici.
La vita consacrata nasce e rinasce dall�incontro con Ges� cos� com��: povero, casto e obbediente. C�� un doppio binario su cui viaggia: da una parte l�iniziativa d�amore di Dio, da cui tutto parte e a cui dobbiamo sempre tornare; dall�altra la nostra risposta, che � di vero amore quando � senza se e senza ma, quando imita Ges� povero, casto e obbediente. Cos�, mentre la vita del mondo cerca di accaparrare, la vita consacrata lascia le ricchezze che passano per abbracciare Colui che resta. La vita del mondo insegue i piaceri e le voglie dell�io, la vita consacrata libera l�affetto da ogni possesso per amare pienamente Dio e gli altri. La vita del mondo s�impunta per fare ci� che vuole, la vita consacrata sceglie l�obbedienza umile come libert� pi� grande. E mentre la vita del mondo lascia presto vuote le mani e il cuore, la vita secondo Ges� riempie di pace fino alla fine, come nel Vangelo, dove gli anziani arrivano felici al tramonto della vita, con il Signore tra le mani e la gioia nel cuore.
Quanto ci fa bene, come Simeone, tenere il Signore �tra le braccia� (Lc 2,28)! Non solo nella testa e nel cuore, ma tra le mani, in ogni cosa che facciamo: nella preghiera, al lavoro, a tavola, al telefono, a scuola, coi poveri, ovunque. Avere il Signore tra le mani � l�antidoto al misticismo isolato e all�attivismo sfrenato, perch� l�incontro reale con Ges� raddrizza sia i sentimentalisti devoti che i faccendieri frenetici. Vivere l�incontro con Ges� � anche il rimedio alla paralisi della normalit�, � aprirsi al quotidiano scompiglio della grazia. Lasciarsi incontrare da Ges�, far incontrare Ges�: � il segreto per mantenere viva la fiamma della vita spirituale. � il modo per non farsi risucchiare in una vita asfittica, dove le lamentele, l�amarezza e le inevitabili delusioni hanno la meglio. Incontrarsi in Ges� come fratelli e sorelle, giovani e anziani, per superare la sterile retorica dei �bei tempi passati� � quella nostalgia che uccide l�anima �, per mettere a tacere il �qui non va pi� bene niente�. Se si incontrano ogni giorno Ges� e i fratelli, il cuore non si polarizza verso il passato o verso il futuro, ma vive l�oggi di Dio in pace con tutti.
Alla fine dei Vangeli c�� un altro incontro con Ges� che pu� ispirare la vita consacrata: quello delle donne al sepolcro. Erano andate a incontrare un morto, il loro cammino sembrava inutile. Anche voi andate nel mondo controcorrente: la vita del mondo facilmente rigetta la povert�, la castit� e l�obbedienza. Ma, come quelle donne, andate avanti, nonostante le preoccupazioni per le pesanti pietre da rimuovere (cfr Mc 16,3). E come quelle donne, per primi incontrate il Signore risorto e vivo, lo stringete a voi (cfr Mt 28,9) e lo annunciate subito ai fratelli, con gli occhi che brillano di gioia grande (cfr v. 8). Siete cos� l�alba perenne della Chiesa: voi, consacrati e consacrate, siete l�alba perenne della Chiesa! Vi auguro di ravvivare oggi stesso l�incontro con Ges�, camminando insieme verso di Lui: e questo dar� luce ai vostri occhi e vigore ai vostri passi.
Omelia del Santo Padre durante la Santa Messa nella Festa della Presentazione del Signore e XXII Giornata Mondiale della Vita Consacrata - 2/02/2018
Tutte le frasi tratte da "Santa Messa nella Festa della Presentazione del Signore e XXII Giornata Mondiale della Vita Consacrata"
La vita frenetica di oggi induce a chiudere tante porte all�incontro, spesso per paura dell�altro � sempre aperte rimangono le porte dei centri commerciali e le connessioni di rete. [...] Non accada di guardare lo schermo del cellulare pi� degli occhi del fratello, o di fissarci sui nostri programmi pi� che nel Signore.

- Papa Francesco -
Vivere l�incontro con Ges� � anche il rimedio alla paralisi della normalit�, � aprirsi al quotidiano scompiglio della grazia. Lasciarsi incontrare da Ges�, far incontrare Ges�: � il segreto per mantenere viva la fiamma della vita spirituale.

- Papa Francesco -
Mentre la vita del mondo lascia presto vuote le mani e il cuore, la vita secondo Ges� riempie di pace fino alla fine, come nel Vangelo, dove gli anziani arrivano felici al tramonto della vita, con il Signore tra le mani e la gioia nel cuore.

- Papa Francesco -
Avere il Signore tra le mani � l�antidoto al misticismo isolato e all�attivismo sfrenato, perch� l�incontro reale con Ges� raddrizza sia i sentimentalisti devoti che i faccendieri frenetici.

- Papa Francesco -