Santa Messa nel Parque O�Higgins di Santiago del Cile - Viaggio Apostolico in Cile e Per�
�Vedendo le folle� (Mt 5,1). In queste prime parole del Vangelo che abbiamo appena ascoltato troviamo l�atteggiamento con cui Ges� vuole venirci incontro, il medesimo atteggiamento con cui Dio ha sempre sorpreso il suo popolo (cfr Es 3,7). Il primo atteggiamento di Ges� � vedere, guardare il volto dei suoi. Quei volti mettono in movimento l�amore viscerale di Dio. Non sono state idee o concetti a muovere Ges�... sono stati i volti, le persone; � la vita che grida alla Vita che il Padre ci vuole trasmettere.
Vedendo le folle, Ges� incontra il volto della gente che lo seguiva e la cosa pi� bella � vedere che la gente, a sua volta, incontra nello sguardo di Ges� l�eco delle sue ricerche e aspirazioni. Da tale incontro nasce questo elenco di beatitudini che sono l�orizzonte verso il quale siamo invitati e sfidati a camminare. Le beatitudini non nascono da un atteggiamento passivo di fronte alla realt�, n� tantomeno possono nascere da uno spettatore che diventa un triste autore di statistiche su quanto accade. Non nascono dai profeti di sventura che si accontentano di seminare delusioni. Nemmeno da miraggi che ci promettono la felicit� con un �clic�, in un batter d�occhi. Al contrario, le beatitudini nascono dal cuore compassionevole di Ges� che si incontra con il cuore compassionevole e bisognoso di compassione di uomini e donne che desiderano e anelano a una vita beata; di uomini e donne che conoscono la sofferenza, che conoscono lo smarrimento e il dolore che si genera quando �trema la terra sotto i piedi� o �i sogni vengono sommersi� e il lavoro di tutta una vita viene spazzato via; ma che ancora di pi� conoscono la tenacia e la lotta per andare avanti; ancora di pi� conoscono il ricostruire e il ricominciare.
Com�� esperto il cuore cileno di ricostruzioni e di nuovi inizi! Come siete esperti voi del rialzarsi dopo tanti crolli! A questo cuore fa appello Ges�; perch� questo cuore riceva le beatitudini!
Le beatitudini non nascono da atteggiamenti di facile critica n� dagli �sproloqui a buon mercato� di coloro che credono di sapere tutto ma non vogliono impegnarsi con niente e con nessuno, e finiscono cos� per bloccare ogni possibilit� di generare processi di trasformazione e di ricostruzione nelle nostre comunit�, nella nostra vita. Le beatitudini nascono dal cuore misericordioso che non si stanca di sperare. E sperimenta che la speranza �� il nuovo giorno, lo sradicamento dell�immobilit�, lo scuotersi da una prostrazione negativa� (Pablo Neruda, El habitante y su esperanza, 5).
Ges�, dicendo beato il povero, colui che ha pianto, l�afflitto, il sofferente, colui che ha perdonato�, viene a sradicare l�immobilit� paralizzante di chi crede che le cose non possono cambiare, di chi ha smesso di credere nel potere trasformante di Dio Padre e nei suoi fratelli, specialmente nei suoi fratelli pi� fragili, nei suoi fratelli scartati. Ges�, proclamando le beatitudini viene a scuotere quella prostrazione negativa chiamata rassegnazione che ci fa credere che si pu� vivere meglio se evitiamo i problemi, se fuggiamo dagli altri, se ci nascondiamo o rinchiudiamo nelle nostre comodit�, se ci addormentiamo in un consumismo tranquillizzante (cfr Esort. ap. Evangelii gaudium, 2). Quella rassegnazione che ci porta a isolarci da tutti, a dividerci, a separarci, a farci ciechi di fronte alla vita e alla sofferenza degli altri.
Le beatitudini sono quel nuovo giorno per tutti quelli che continuano a scommettere sul futuro, che continuano a sognare, che continuano a lasciarsi toccare e sospingere dallo Spirito di Dio.
Quanto ci fa bene pensare che Ges� dal Cerro Renca o da Puntilla viene a dirci: �Beati...�. S�, beato tu e tu, ognuno di noi. Beati voi che vi lasciate contagiare dallo Spirito di Dio e lottate e lavorate per questo nuovo giorno, per questo nuovo Cile, perch� vostro sar� il regno dei cieli. �Beati gli operatori di pace, perch� saranno chiamati figli di Dio� (Mt 5,9).
E di fronte alla rassegnazione che come un ruvido brusio mina i nostri legami vitali e ci divide, Ges� ci dice: beati quelli che si impegnano per la riconciliazione. Felici quelli che sono capaci di sporcarsi le mani e lavorare perch� altri vivano in pace. Felici quelli che si sforzano di non seminare divisione. In questo modo, la beatitudine ci rende artefici di pace; ci invita ad impegnarci perch� lo spirito della riconciliazione guadagni spazio fra noi. Vuoi gioia? Vuoi felicit�? Felici quelli che lavorano perch� altri possano avere una vita gioiosa. Desideri pace? Lavora per la pace.
Non posso fare a meno di evocare quel grande Pastore che ebbe Santiago, il quale in un Te Deum disse: � �Se vuoi la pace, lavora per la giustizia� [...] E se qualcuno ci domanda: �Cos�� la giustizia?�, o se per caso pensa che consista solo nel �non rubare�, gli diremo che esiste un�altra giustizia: quella che esige che ogni uomo sia trattato come uomo� (Card. Ra�l Silva Henr�quez, Omelia nel Te Deum Ecumenico, 18 settembre 1977).
Seminare la pace a forza di prossimit�, a forza di vicinanza! A forza di uscire di casa e osservare i volti, di andare incontro a chi si trova in difficolt�, a chi non � stato trattato come persona, come un degno figlio di questa terra. Questo � l�unico modo che abbiamo per tessere un futuro di pace, per tessere di nuovo una realt� che si pu� sfilacciare. L�operatore di pace sa che molte volte bisogna vincere grandi o sottili meschinit� e ambizioni, che nascono dalla pretesa di crescere e �farsi un nome�, di acquistare prestigio a spese degli altri. L�operatore di pace sa che non basta dire: non faccio del male a nessuno, perch�, come diceva Sant�Alberto Hurtado: �Va molto bene non fare il male, ma � molto male non fare il bene� (Meditaci�n radial, aprile 1944).
Costruire la pace � un processo che ci riunisce e stimola la nostra creativit� per dar vita a relazioni capaci di vedere nel mio vicino non un estraneo, uno sconosciuto, ma un figlio di questa terra.
Affidiamoci alla Vergine Immacolata che dal Cerro San Crist�bal custodisce e accompagna questa citt�. Che lei ci aiuti a vivere e a desiderare lo spirito delle beatitudini; affinch� in tutti gli angoli di questa citt� si oda come un sussurro: �Beati gli operatori di pace, perch� saranno chiamati figli di Dio� (Mt 5,9).
Omelia del Santo Padre durante la Santa Messa nel Parque O�Higgins di Santiago del Cile - Viaggio Apostolico in Cile e Per� - 16/01/2018
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Le beatitudini sono quel nuovo giorno per tutti quelli che continuano a scommettere sul futuro, che continuano a sognare, che continuano a lasciarsi toccare e sospingere dallo Spirito di Dio.

- Papa Francesco -
Ges�, dicendo beato il povero, colui che ha pianto, l�afflitto, il sofferente, colui che ha perdonato�, viene a sradicare l�immobilit� paralizzante di chi crede che le cose non possono cambiare, di chi ha smesso di credere nel potere trasformante di Dio Padre e nei suoi fratelli, specialmente nei suoi fratelli pi� fragili, nei suoi fratelli scartati.

- Papa Francesco -
Le beatitudini non nascono da un atteggiamento passivo di fronte alla realt�, n� tantomeno possono nascere da uno spettatore che diventa un triste autore di statistiche su quanto accade.

- Papa Francesco -
Le beatitudini nascono dal cuore compassionevole di Ges� che si incontra con il cuore compassionevole e bisognoso di compassione di uomini e donne che desiderano e anelano a una vita beata; di uomini e donne che conoscono la sofferenza, che conoscono lo smarrimento e il dolore che si genera quando �trema la terra sotto i piedi� o �i sogni vengono sommersi� [...], ancora di pi� conoscono il ricostruire e il ricominciare.

- Papa Francesco -