Citazione spirituale

Santa Messa a Ecatepec - Viaggio Apostolico in Messico

Mercoled� scorso abbiamo iniziato il tempo liturgico della Quaresima, nel quale la Chiesa ci invita a prepararci per celebrare la grande festa della Pasqua. Tempo speciale per ricordare il dono del nostro Battesimo, quando siamo stati fatti figli di Dio. La Chiesa ci invita a ravvivare il dono che ci ha elargito per non lasciarlo nell�oblio come qualcosa di passato o in qualche �cassetto dei ricordi�. Questo tempo di Quaresima � un buon momento per recuperare la gioia e la speranza che ci d� il sentirci figli amati dal Padre. Questo Padre che ci aspetta per toglierci le vesti della stanchezza, dell�apatia, della sfiducia e rivestirci con la dignit� che solo una vero padre e una vera madre sanno dare ai loro figli, i vestiti che nascono dalla tenerezza e dall�amore.

Il nostro Padre � il Padre di una grande famiglia, � Padre nostro. Sa avere un amore, ma non sa generare e creare �figli unici� tra di noi. E� un Dio che sa di famiglia, di fraternit�, di pane spezzato e condiviso. E� il Dio del �Padre nostro�, non del �padre mio� e �patrigno vostro�.

In ognuno di noi si annida, vive quel sogno di Dio che in ogni Pasqua, in ogni Eucaristia ritorniamo a celebrare: siamo figli di Dio. Sogno che hanno vissuto tanti nostri fratelli nel corso della storia. Sogno testimoniato dal sangue di tanti martiri di ieri e di oggi.

Quaresima, tempo di conversione, perch� quotidianamente facciamo esperienza nella nostra vita di come quel sogno si trova sempre minacciato dal padre della menzogna � abbiamo ascoltato nel Vangelo quello che faceva con Ges� - da colui che vuole dividerci, generando una famiglia divisa e conflittuale, una societ� divisa e conflittuale. Una societ� di pochi e per pochi. Quante volte sperimentiamo nella nostra carne, o nella nostra famiglia, in quella dei nostri amici o vicini, il dolore che nasce dal non sentire riconosciuta quella dignit� che tutti portiamo dentro. Quante volte abbiamo dovuto piangere e pentirci, perch� ci siamo resi conto di non aver riconosciuto tale dignit� negli altri. Quante volte � e lo dico con dolore � siamo ciechi e insensibili davanti al mancato riconoscimento della dignit� propria e altrui.

Quaresima, tempo per regolare i sensi, aprire gli occhi di fronte a tante ingiustizie che attentano direttamente al sogno e al progetto di Dio. Tempo per smascherare quelle tre grandi forme di tentazione che rompono, dividono l�immagine che Dio ha voluto plasmare.

Le tre tentazioni che ha sofferto Cristo.

Tre tentazioni del cristiano che cercano di rovinare la verit� alla quale siamo stati chiamati.

Tre tentazioni che cercano di degradare e di degradarci.

La prima, la ricchezza, impossessandoci di beni che sono stati dati per tutti, utilizzandoli solo per me o per �i miei�. E� procurarsi il pane con il sudore altrui, o persino con la vita altrui. Quella ricchezza che � il pane che sa di dolore, di amarezza, di sofferenza. In una famiglia o in una societ� corrotta questo � il pane che si d� da mangiare ai propri figli. La seconda tentazione: la vanit�. Quella ricerca di prestigio basata sulla squalifica continua e costante di quelli che �non sono nessuno�. La ricerca esasperata di quei cinque minuti di fama che non perdona la �fama� degli altri. �Facendo legna dell�albero caduto�, lascia spazio alla terza tentazione, la peggiore, quella dell�orgoglio, ossia il porsi su un piano di superiorit� di qualunque tipo, sentendo che non si condivide la �vita dei comuni mortali� e pregando tutti i giorni: �Grazie Signore perch� non mi hai fatto come loro�.

Tre tentazioni di Cristo.

Tre tentazioni con cui il cristiano si confronta quotidianamente.

Tre tentazioni che cercano di degradare, di distruggere e di togliere la gioia e la freschezza del Vangelo. Che ci chiudono in un cerchio di distruzione e di peccato.

Vale la pena che ci domandiamo: fino a che punto siamo consapevoli di queste tentazioni nella nostra persona, in noi stessi?

Fino a che punto ci siamo abituati a uno stile di vita che pensa che nella ricchezza, nella vanit� e nell�orgoglio stanno la fonte e la forza della vita?

Fino a che punto crediamo che il prenderci cura dell�altro, il nostro preoccuparci e occuparci per il pane, il buon nome e la dignit� degli altri sono fonti di gioia e di speranza?

Abbiamo scelto Ges� e non il demonio. Se ci ricordiamo di quello che abbiamo ascoltato nel Vangelo, Ges� non risponde al demonio non nessuna parola propria, ma gli risponde con la Parola di Dio, con la Parola delle Scritture. Perch�, fratelli e sorelle, mettiamocelo bene in testa: con il demonio non si dialoga! Non si pu� dialogare! Perch� ci vincer� sempre. Solo la forza della Parola di Dio lo pu� sconfiggere! Abbiamo scelto Ges� e non il demonio:vogliamo seguire le sue orme, ma sappiamo che non � facile. Sappiamo che cosa significa essere sedotti dal denaro, dalla fama e dal potere. Perci� la Chiesa ci dona questo tempo, ci invita alla conversione con una sola certezza: Lui ci sta aspettando e vuole guarire il nostro cuore da tutto ci� che lo degrada, degradandosi o degradando altri. E� il Dio che ha un nome: misericordia. Il Suo nome � la nostra ricchezza, il Suo nome � la nostra fama, il Suo nome � il nostro potere; e nel Suo nome ancora una volta ripetiamo con il salmo: �Mio Dio in cui confido� (91/90,2). Lo vogliamo ripetere insieme? Tre volte: �Tu sei il mio Dio e in te confido�; �Tu sei il mio Dio e in te confido�; �Tu sei il mio Dio e in te confido�.

Che in questa Eucaristia lo Spirito Santo rinnovi in noi la certezza che il Suo nome � misericordia e ci faccia sperimentare ogni giorno che il Vangelo �riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Ges�� sapendo che con Lui e in Lui �sempre nasce e rinasce la gioia� (Esort. ap. Evangelii gaudium, 1).

Omelia del Santo Padre durante la Santa Messa a Ecatepec - Viaggio Apostolico in Messico - 14/02/2016


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In ognuno di noi si annida, vive quel sogno di Dio che in ogni Pasqua, in ogni Eucaristia ritorniamo a celebrare: siamo figli di Dio. Sogno che hanno vissuto tanti nostri fratelli nel corso della storia. Sogno testimoniato dal sangue di tanti martiri di ieri e di oggi.

- Papa Francesco -



Il nostro Padre � il Padre di una grande famiglia, � Padre nostro. Sa avere un amore, ma non sa generare e creare �figli unici� tra di noi. E� un Dio che sa di famiglia, di fraternit�, di pane spezzato e condiviso.

- Papa Francesco -