Regina Caeli in Piazza San Pietro
Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
Oggi, ultimo giorno dell�Ottava di Pasqua, il Vangelo ci racconta la prima e la seconda apparizione del Risorto ai discepoli. Ges� viene a Pasqua, mentre gli Apostoli sono chiusi nel cenacolo, per paura, ma poich� Tommaso, uno dei Dodici, non � presente, otto giorni dopo ritorna (cfr Gv 20,19-29). Focalizziamoci sui due protagonisti, Tommaso e Ges�, guardando prima al discepolo e poi al Maestro. � un bel dialogo che hanno, questi due.
L�Apostolo Tommaso, anzitutto. Egli rappresenta tutti noi, che non eravamo presenti nel cenacolo quando il Signore � apparso e non abbiamo avuto altri segni fisici o apparizioni da parte di Lui. Anche noi, come quel discepolo, a volte facciamo fatica: come si fa a credere che Ges� � risorto, che ci accompagna ed � il Signore della nostra vita senza averlo visto, senza averlo toccato? Come si fa, a credere questo? Perch� il Signore non ci d� qualche segno pi� evidente della sua presenza e del suo amore? Qualche segno che io possa vedere meglio� Ecco, anche noi siamo come Tommaso, con gli stessi dubbi, gli stessi ragionamenti.
Ma non dobbiamo vergognarci di questo. Raccontandoci la storia di Tommaso, infatti, il Vangelo ci dice che il Signore non cerca cristiani perfetti. Il Signore non cerca cristiani perfetti. Io vi dico: ho paura quando vedo qualche cristiano, qualche associazione di cristiani che si credono i perfetti. Il Signore non cerca cristiani perfetti; il Signore non cerca cristiani che non dubitano mai e ostentano sempre una fede sicura. Quando un cristiano � cos�, c�� qualcosa che non va. No, l�avventura della fede, come per Tommaso, � fatta di luci e di ombre. Se no, che fede sarebbe? Essa conosce tempi di consolazione, di slancio e di entusiasmo, ma anche stanchezze, smarrimenti, dubbi e oscurit�. Il Vangelo ci mostra la �crisi� di Tommaso per dirci che non dobbiamo temere le crisi della vita e della fede. Le crisi non sono peccato, sono cammino, non dobbiamo temerle. Tante volte ci rendono umili, perch� ci spogliano dall�idea di essere a posto, di essere migliori degli altri. Le crisi ci aiutano a riconoscerci bisognosi: ravvivano il bisogno di Dio e ci permettono cos� di tornare al Signore, di toccare le sue piaghe, di fare nuovamente esperienza del suo amore, come la prima volta. Cari fratelli e sorelle, � meglio una fede imperfetta ma umile, che sempre ritorna a Ges�, di una fede forte ma presuntuosa, che rende orgogliosi e arroganti. Guai a questi, guai!
E davanti all�assenza e al cammino di Tommaso, che � spesso anche il nostro, qual � l�atteggiamento di Ges�? Il Vangelo per due volte dice che Egli �venne� (vv. 19.26). Una prima volta, poi una seconda volta, otto giorni dopo. Ges� non si arrende, non si stanca di noi, non si spaventa delle nostre crisi, delle nostre debolezze. Egli ritorna sempre: quando le porte sono chiuse, torna; quando dubitiamo, torna; quando, come Tommaso, abbiamo bisogno di incontrarlo e di toccarlo pi� da vicino, torna. Ges� torna sempre, bussa alla porta sempre, e non torna con segni potenti che ci farebbero sentire piccoli e inadeguati, anche vergognosi, ma con le sue piaghe; torna mostrandoci le sue piaghe, segni del suo amore che ha sposato le nostre fragilit�.
Fratelli e sorelle, specialmente quando sperimentiamo stanchezze o momenti di crisi, Ges�, il Risorto, desidera tornare per stare con noi. Aspetta solo che lo cerchiamo, lo invochiamo, persino che, come Tommaso, protestiamo, portandogli i nostri bisogni e la nostra incredulit�. Egli torna sempre. Perch�? Perch� � paziente e misericordioso. Viene ad aprire i cenacoli delle nostre paure, delle nostre incredulit�, perch� sempre ci vuol dare un�altra opportunit�. Ges� � il Signore delle �altre opportunit��: sempre ce ne d� un�altra, sempre. Pensiamo allora all�ultima volta � facciamo un po� di memoria � in cui, durante un momento difficile, o un periodo di crisi, ci siamo chiusi in noi stessi, barricandoci nei nostri problemi e lasciando Ges� fuori casa. E ripromettiamoci, la prossima volta, nella fatica, di ricercare Ges�, di tornare a Lui, al suo perdono � Lui sempre perdona, sempre! �, tornare a quelle piaghe che ci hanno risanato. Cos�, diventeremo anche capaci di compassione, di avvicinare senza rigidit� e senza pregiudizi le piaghe degli altri.
La Madonna, Madre di misericordia � a me piace pensarla come Madre della misericordia il luned� dopo la Domenica della Misericordia �, ci accompagni nel cammino della fede e dell�amore.
Discorso pronunciato dal Papa durante Regina Caeli in Piazza San Pietro - 24/04/2022
Tutte le frasi tratte da "Regina Caeli in Piazza San Pietro"
E davanti all�assenza e al cammino di Tommaso, che � spesso anche il nostro, qual � l�atteggiamento di Ges�? [...] Egli ritorna sempre: quando le porte sono chiuse, torna; quando dubitiamo, torna; quando, come Tommaso, abbiamo bisogno di incontrarlo e di toccarlo pi� da vicino, torna [...] non torna con segni potenti che ci farebbero sentire piccoli e inadeguati, anche vergognosi, ma con le sue piaghe; torna mostrandoci le sue piaghe, segni del suo amore che ha sposato le nostre fragilit�.

- Papa Francesco -
Il Vangelo ci mostra la �crisi� di Tommaso per dirci che non dobbiamo temere le crisi della vita e della fede. Le crisi non sono peccato, sono cammino, non dobbiamo temerle. [...] Cari fratelli e sorelle, � meglio una fede imperfetta ma umile, che sempre ritorna a Ges�, di una fede forte ma presuntuosa, che rende orgogliosi e arroganti.

- Papa Francesco -
Ges� � il Signore delle �altre opportunit��: sempre ce ne d� un�altra, sempre [...] ripromettiamoci, la prossima volta, nella fatica, di ricercare Ges�, di tornare a Lui, al suo perdono � Lui sempre perdona, sempre! �, tornare a quelle piaghe che ci hanno risanato. Cos�, diventeremo anche capaci di compassione, di avvicinare senza rigidit� e senza pregiudizi le piaghe degli altri.

- Papa Francesco -