Citazione spirituale

Messaggio per la XXXV Giornata Mondiale della Giovent� 2020

�Giovane, dico a te, alzati!� (cfr Lc 7,14)

Carissimi giovani,

nell�ottobre 2018, con il Sinodo dei Vescovi sul tema I giovani, la fede e il discernimento vocazionale, la Chiesa ha intrapreso un processo di riflessione sulla vostra condizione nel mondo di oggi, sulla vostra ricerca di un senso e un progetto nella vita, sul vostro rapporto con Dio. Nel gennaio 2019, ho incontrato centinaia di migliaia di vostri coetanei di tutto il mondo, radunati a Panam� per la Giornata Mondiale della Giovent�. Eventi di questo tipo � Sinodo e GMG � esprimono una dimensione essenziale della Chiesa: il �camminare insieme�.

In questo cammino, ogni volta che raggiungiamo una pietra miliare importante, siamo sfidati da Dio e dalla vita stessa a ripartire. Voi giovani siete esperti in questo! Amate viaggiare, confrontarvi con luoghi e volti mai visti prima, vivere esperienze nuove. Perci� ho scelto come meta del vostro prossimo pellegrinaggio intercontinentale, nel 2022, la citt� di Lisbona, capitale del Portogallo. Da l�, nei secoli XV e XVI, moltissimi giovani, tra cui tanti missionari, sono partiti verso terre sconosciute, anche per condividere la loro esperienza di Ges� con altri popoli e nazioni. Il tema della GMG di Lisbona sar�: �Maria si alz� e and� in fretta� (Lc 1,39). Nei due anni precedenti, ho pensato di riflettere insieme a voi su altri due testi biblici: �Giovane, dico a te, alzati!� (cfr Lc 7,14), nel 2020, e �Alzati! Ti costituisco testimone di quel che hai visto� (cfr At 26,16), nel 2021.

Come potete vedere, il verbo comune ai tre temi � alzarsi. Questa espressione assume anche il significato di risorgere, risvegliarsi alla vita. � un verbo ricorrente nell�Esortazione Christus vivit (Cristo vive!), che vi ho dedicato dopo il Sinodo del 2018 e che, insieme al Documento finale, la Chiesa vi offre come un faro per illuminare i sentieri della vostra esistenza. Spero con tutto il cuore che il cammino che ci porter� a Lisbona coincida nella Chiesa intera con un forte impegno per l�attuazione di questi due documenti, orientando la missione degli animatori della pastorale giovanile.

Passiamo adesso al nostro tema di quest�anno: Giovane, dico a te, alzati! (cfr Lc 7,14). Ho gi� citato questo versetto del Vangelo nella Christus vivit: �Se hai perso il vigore interiore, i sogni, l�entusiasmo, la speranza e la generosit�, davanti a te si presenta Ges� come si present� davanti al figlio morto della vedova, e con tutta la sua potenza di Risorto il Signore ti esorta: �Ragazzo, dico a te, alzati!�� (n. 20).

Questo brano ci racconta come Ges�, entrando nella cittadina di Nain, in Galilea, s�imbatte in un corteo funebre che accompagna alla sepoltura un giovane, figlio unico di una madre vedova. Ges�, colpito dal dolore straziante di questa donna, compie il miracolo di risuscitare suo figlio. Ma il miracolo giunge dopo una sequenza di atteggiamenti e di gesti: �Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: �Non piangere!�.Si avvicin� e tocc� la bara, mentre i portatori si fermarono� (Lc 7,13-14). Fermiamoci a meditare su alcuni di questi gesti e parole del Signore.

Vedere il dolore e la morte

Ges� pone su questa processione funebre uno sguardo attento e non distratto. In mezzo alla folla scorge il volto di una donna in estrema sofferenza. Il suo sguardo genera l�incontro, fonte di vita nuova. Non c�� bisogno di tante parole.

E il mio sguardo, com��? Guardo con occhi attenti, oppure come quando sfoglio velocemente le migliaia di foto nel mio cellulare o i profili social? Quante volte oggi ci capita di essere testimoni oculari di tanti eventi, senza per� mai viverli in presa diretta! A volte la nostra prima reazione � di riprendere la scena col telefonino, magari tralasciando di guardare negli occhi le persone coinvolte.

Intorno a noi, ma a volte anche dentro di noi, incontriamo realt� di morte: fisica, spirituale, emotiva, sociale. Ce ne accorgiamo o semplicemente ne subiamo le conseguenze? C�� qualcosa che possiamo fare per riportare vita?

Penso a tante situazioni negative vissute da vostri coetanei. C�� chi, per esempio, si gioca tutto nell�oggi, mettendo in pericolo la propria vita con esperienze estreme. Altri giovani invece sono �morti� perch� hanno perso la speranza. Ho sentito da una ragazza: �Tra i miei amici vedo che si � persa la spinta a mettersi in gioco, il coraggio di alzarsi�. Purtroppo anche tra i giovani si diffonde la depressione, che in alcuni casi pu� portare persino alla tentazione di togliersi la vita. Quante situazioni in cui regna l�apatia, in cui ci si perde nell�abisso delle angosce e dei rimorsi! Quanti giovani piangono senza che nessuno ascolti il grido della loro anima! Intorno a loro tante volte sguardi distratti, indifferenti, di chi magari si gode le proprie happy hour tenendosi a distanza.

C�� chi vivacchia nella superficialit�, credendosi vivo mentre dentro � morto (cfr Ap 3,1). Ci si pu� ritrovare a vent�anni a trascinare una vita verso il basso, non all�altezza della propria dignit�. Tutto si riduce a un �lasciarsi vivere� cercando qualche gratificazione: un po� di divertimento, qualche briciola di attenzione e di affetto da parte degli altri... C�� anche un diffuso narcisismo digitale, che influenza sia giovani che adulti. Tanti vivono cos�! Alcuni di loro forse hanno respirato intorno a s� il materialismo di chi pensa soltanto a fare soldi e sistemarsi, quasi fossero gli unici scopi della vita. A lungo andare comparir� inevitabilmente un sordo malessere, un�apatia, una noia di vivere, via via sempre pi� angosciante.

Gli atteggiamenti negativi possono essere provocati anche dai fallimenti personali, quando qualcosa che stava a cuore, per cui ci si era impegnati, non va pi� avanti o non raggiunge i risultati sperati. Pu� succedere in campo scolastico, o con le ambizioni sportive, artistiche... La fine di un �sogno� pu� far sentire morti. Ma i fallimenti fanno parte della vita di ogni essere umano, e a volte possono anche rivelarsi una grazia! Spesso qualcosa che pensavamo ci desse felicit� si rivela un�illusione, un idolo. Gli idoli pretendono tutto da noi rendendoci schiavi, ma non danno niente in cambio. E alla fine franano, lasciando solo polvere e fumo. In questo senso i fallimenti, se fanno crollare gli idoli, sono un bene, anche se ci fanno soffrire.

Si potrebbe continuare con altre condizioni di morte fisica o morale in cui un giovane pu� trovarsi, come le dipendenze, il crimine, la miseria, una malattia grave� Ma lascio a voi di riflettere personalmente e prendere coscienza di ci� che ha causato �morte� in voi o in qualcuno a voi vicino, nel presente o nel passato. Nello stesso tempo, ricordate che quel ragazzo del Vangelo, che era morto per davvero, � tornato in vita perch� � stato guardato da Qualcuno che voleva che vivesse. Questo pu� avvenire ancora oggi e ogni giorno.

Avere piet�

Le Sacre Scritture riportano spesso lo stato d�animo di chi si lascia toccare �fino alle viscere� dal dolore altrui. La commozione di Ges� lo rende partecipe della realt� dell�altro. Prende su di s� la miseria dell�altro. Il dolore di quella madre diventa il suo dolore. La morte di quel figlio diventa la sua morte.

In tante occasioni voi giovani dimostrate di saper con-patire. Basta vedere quanti di voi si donano con generosit� quando le circostanze lo richiedono. Non c�� disastro, terremoto, alluvione che non veda schiere di giovani volontari rendersi disponibili a dare una mano. Anche la grande mobilitazione di giovani che vogliono difendere il creato d� testimonianza della vostra capacit� di udire il grido della terra.

Cari giovani, non lasciatevi rubare questa sensibilit�! Possiate sempre ascoltare il gemito di chi soffre; lasciarvi commuovere da coloro che piangono e muoiono nel mondo di oggi. �Certe realt� della vita si vedono soltanto con gli occhi puliti dalle lacrime� (Christus vivit, 76). Se saprete piangere con chi piange, sarete davvero felici. Tanti vostri coetanei mancano di opportunit�, subiscono violenze, persecuzioni. Che le loro ferite diventino le vostre, e sarete portatori di speranza in questo mondo. Potrete dire al fratello, alla sorella: �Alzati, non sei solo�, e far sperimentare che Dio Padre ci ama e Ges� � la sua mano tesa per risollevarci.

Avvicinarsi e �toccare�

Ges� ferma il corteo funebre. Si avvicina, si fa prossimo. La vicinanza si spinge oltre e si fa gesto coraggioso affinch� l�altro viva. Gesto profetico. � il tocco di Ges�, il Vivente, che comunica la vita. Un tocco che infonde lo Spirito Santo nel corpo morto del ragazzo e riaccende le sue funzioni vitali.

Quel tocco penetra nella realt� di sconforto e disperazione. � il tocco del Divino, che passa anche attraverso l�autentico amore umano e apre spazi impensabili di libert�, dignit�, speranza, vita nuova e piena. L�efficacia di questo gesto di Ges� � incalcolabile. Esso ci ricorda che anche un segno di vicinanza, semplice ma concreto, pu� suscitare forze di risurrezione.

S�, anche voi giovani potete avvicinarvi alle realt� di dolore e di morte che incontrate, potete toccarle e generare vita come Ges�. Questo � possibile, grazie allo Spirito Santo, se voi per primi siete stati toccati dal suo amore, se il vostro cuore � intenerito per l�esperienza della sua bont� verso di voi. Allora, se sentite dentro la struggente tenerezza di Dio per ogni creatura vivente, specialmente per il fratello affamato, assetato, malato, nudo, carcerato, allora potrete avvicinarvi come Lui, toccare come Lui, e trasmettere la sua vita ai vostri amici che sono morti dentro, che soffrono o hanno perso la fede e la speranza.

�Giovane, dico a te, alzati!�

Il Vangelo non dice il nome di quel ragazzo risuscitato da Ges� a Nain. Questo � un invito al lettore a immedesimarsi in lui. Ges� parla a te, a me, a ognuno di noi, e dice: �Alzati!�. Sappiamo bene che anche noi cristiani cadiamo e ci dobbiamo sempre rialzare. Solo chi non cammina non cade, ma non va nemmeno avanti. Per questo bisogna accogliere l�intervento di Cristo e fare un atto di fede in Dio. Il primo passo � accettare di alzarsi. La nuova vita che Egli ci dar� sar� buona e degna di essere vissuta, perch� sar� sostenuta da Qualcuno che ci accompagner� anche in futuro senza mai lasciarci, aiutandoci a spendere questa nostra esistenza in modo degno e fecondo.

� realmente una nuova creazione, una nuova nascita. Non � un condizionamento psicologico. Probabilmente, nei momenti di difficolt�, tanti di voi vi sarete sentiti ripetere le parole �magiche� che oggi vanno di moda e dovrebbero risolvere tutto: �Devi credere in te stesso�, �Devi trovare le risorse dentro di te�, �Devi prendere coscienza della tua energia positiva�... Ma tutte queste sono semplici parole e per chi � veramente �morto dentro� non funzionano. La parola di Cristo � di un altro spessore, � infinitamente superiore. � una parola divina e creatrice, che sola pu� riportare la vita dove questa si era spenta.

La nuova vita �da risorti�

Il giovane, dice il Vangelo, �cominci� a parlare� (Lc 7,15). La prima reazione di una persona che � stata toccata e restituita alla vita da Cristo � esprimersi, manifestare senza paura e senza complessi ci� che ha dentro, la sua personalit�, i suoi desideri, i suoi bisogni, i suoi sogni. Forse prima non l�aveva mai fatto, era convinta che nessuno potesse capirla!

Parlare significa anche entrare in relazione con gli altri. Quando si � �morti� ci si chiude in s� stessi, i rapporti si interrompono, oppure diventano superficiali, falsi, ipocriti. Quando Ges� ci ridona la vita, ci �restituisce� agli altri (cfr v. 15).

Oggi spesso c�� �connessione� ma non comunicazione. L�uso dei dispositivi elettronici, se non � equilibrato, pu� farci restare sempre incollati a uno schermo. Con questo messaggio vorrei anche lanciare, insieme a voi giovani, la sfida di una svolta culturale, a partire da questo �Alzati!� di Ges�. In una cultura che vuole i giovani isolati e ripiegati su mondi virtuali, facciamo circolare questa parola di Ges�: �Alzati!�. � un invito ad aprirsi a una realt� che va ben oltre il virtuale. Ci� non significa disprezzare la tecnologia, ma utilizzarla come un mezzo e non come un fine. �Alzati� significa anche �sogna�, �rischia�, �impegnati per cambiare il mondo�, riaccendi i tuoi desideri, contempla il cielo, le stelle, il mondo intorno a te. �Alzati e diventa ci� che sei!�. Grazie a questo messaggio, tanti volti spenti di giovani intorno a noi si animeranno e diventeranno molto pi� belli di qualsiasi realt� virtuale.

Perch� se tu doni la vita, qualcuno la accoglie. Una giovane ha detto: �Ti alzi dal divano se vedi qualcosa di bello e decidi di farlo anche tu�. Ci� che � bello suscita passione. E se un giovane si appassiona di qualcosa, o meglio, di Qualcuno, finalmente si alza e comincia a fare cose grandi; da morto che era, pu� diventare testimone di Cristo e dare la vita per Lui.

Cari giovani, quali sono le vostre passioni e i vostri sogni? Fateli emergere, e attraverso di essi proponete al mondo, alla Chiesa, ad altri giovani, qualcosa di bello nel campo spirituale, artistico, sociale. Vi ripeto nella mia lingua materna: hagan l�o! Fatevi sentire! Da un altro giovane ho sentito dire: �Se Ges� fosse stato uno che si fa gli affari suoi, il figlio della vedova non sarebbe risuscitato�.

La risurrezione del ragazzo lo ricongiunse a sua madre. In questa madre possiamo vedere Maria, nostra Madre, alla quale affidiamo tutti i giovani del mondo. In lei possiamo riconoscere pure la Chiesa, che vuole accogliere con tenerezza ogni giovane, nessuno escluso. Preghiamo dunque Maria per la Chiesa, affinch� sia sempre madre dei suoi figli che sono nella morte, piangendo e invocando la loro rinascita. Per ogni suo figlio che muore, muore anche la Chiesa, e per ogni figlio che risorge, anch�essa risorge.

Benedico il vostro cammino. E voi, per favore, non dimenticatevi di pregare per me.

Roma, San Giovanni in Laterano, 11 febbraio 2020,

Memoria della Beata Vergine Maria di Lourdes

FRANCESCO

Messaggio del Santo Padre per la XXXV Giornata Mondiale della Giovent� 2020 - 5/03/2020


Tutte le frasi tratte da "Messaggio per la XXXV Giornata Mondiale della Giovent� 2020"


Se sentite dentro la struggente tenerezza di Dio per ogni creatura vivente, specialmente per il fratello affamato, assetato, malato, nudo, carcerato, allora potrete avvicinarvi come Lui, toccare come Lui, e trasmettere la sua vita ai vostri amici che sono morti dentro, che soffrono o hanno perso la fede e la speranza.

- Papa Francesco -



Solo chi non cammina non cade, ma non va nemmeno avanti. Per questo bisogna accogliere l�intervento di Cristo e fare un atto di fede in Dio. Il primo passo � accettare di alzarsi.

- Papa Francesco -



Se saprete piangere con chi piange, sarete davvero felici.

- Papa Francesco -