Messaggio del Santo Padre e Benedizione �Urbi et Orbi� nella Solennit� del Natale
Cari fratelli e sorelle, buon Natale!
A voi, fedeli di Roma, a voi, pellegrini, e a tutti voi che siete collegati da ogni parte del mondo, rinnovo il gioioso annuncio di Betlemme: �Gloria a Dio nel pi� alto dei cieli/e sulla terra pace agli uomini, che egli ama� (Lc 2,14).
Come i pastori, accorsi per primi alla grotta, restiamo stupiti davanti al segno che Dio ci ha dato: �Un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia� (Lc 2,12). In silenzio, ci inginocchiamo, e adoriamo.
E che cosa ci dice quel Bambino, nato per noi dalla Vergine Maria? Qual � il messaggio universale del Natale? Ci dice che Dio � Padre buono e noi siamo tutti fratelli.
Questa verit� sta alla base della visione cristiana dell�umanit�. Senza la fraternit� che Ges� Cristo ci ha donato, i nostri sforzi per un mondo pi� giusto hanno il fiato corto, e anche i migliori progetti rischiano di diventare strutture senz�anima.
Per questo il mio augurio di buon Natale � un augurio di fraternit�.
Fraternit� tra persone di ogni nazione e cultura.
Fraternit� tra persone di idee diverse, ma capaci di rispettarsi e di ascoltare l�altro.
Fraternit� tra persone di diverse religioni. Ges� � venuto a rivelare il volto di Dio a tutti coloro che lo cercano.
E il volto di Dio si � manifestato in un volto umano concreto. Non � apparso in un angelo, ma in un uomo, nato in un tempo e in un luogo. E cos�, con la sua incarnazione, il Figlio di Dio ci indica che la salvezza passa attraverso l�amore, l�accoglienza, il rispetto per questa nostra povera umanit� che tutti condividiamo in una grande variet� di etnie, di lingue, di culture�, ma tutti fratelli in umanit�!
Allora le nostre differenze non sono un danno o un pericolo, sono una ricchezza. Come per un artista che vuole fare un mosaico: � meglio avere a disposizione tessere di molti colori, piuttosto che di pochi!
L�esperienza della famiglia ce lo insegna: tra fratelli e sorelle siamo diversi l�uno dall�altro, e non sempre andiamo d�accordo, ma c�� un legame indissolubile che ci lega e l�amore dei genitori ci aiuta a volerci bene. Lo stesso vale per la famiglia umana, ma qui � Dio il �genitore�, il fondamento e la forza della nostra fraternit�.
Questo Natale ci faccia riscoprire i legami di fraternit� che ci uniscono come esseri umani e legano tutti i popoli. Consenta a Israeliani e Palestinesi di riprendere il dialogo e intraprendere un cammino di pace che ponga fine a un conflitto che da pi� di settant�anni lacera la Terra scelta dal Signore per mostrare il suo volto d�amore.
Il Bambino Ges� permetta all�amata e martoriata Siria di ritrovare la fraternit� dopo questi lunghi anni di guerra. La Comunit� internazionale si adoperi decisamente per una soluzione politica che accantoni le divisioni e gli interessi di parte, cos� che il popolo siriano, specialmente quanti hanno dovuto lasciare le proprie terre e cercare rifugio altrove, possa tornare a vivere in pace nella propria patria.
Penso allo Yemen, con la speranza che la tregua mediata dalla Comunit� internazionale possa finalmente portare sollievo ai tanti bambini e alle popolazioni stremate dalla guerra e dalla carestia.
Penso poi all�Africa, dove milioni di persone sono rifugiate o sfollate e necessitano di assistenza umanitaria e di sicurezza alimentare. Il Divino Bambino, Re della pace, faccia tacere le armi e sorgere un�alba nuova di fraternit� in tutto il continente, benedicendo gli sforzi di quanti si adoperano per favorire percorsi di riconciliazione a livello politico e sociale.
Il Natale rinsaldi i vincoli fraterni che uniscono la Penisola coreana e consenta di proseguire il cammino di avvicinamento intrapreso e di giungere a soluzioni condivise che assicurino a tutti sviluppo e benessere.
Questo tempo di benedizione consenta al Venezuela di ritrovare la concordia e a tutte le componenti sociali di lavorare fraternamente per lo sviluppo del Paese e per assistere le fasce pi� deboli della popolazione.
Il Signore che nasce porti sollievo all�amata Ucraina, ansiosa di riconquistare una pace duratura che tarda a venire. Solo con la pace, rispettosa dei diritti di ogni nazione, il Paese pu� riprendersi dalle sofferenze subite e ristabilire condizioni di vita dignitose per i propri cittadini. Sono vicino alle comunit� cristiane di quella Regione, e prego che si possano tessere rapporti di fraternit� e di amicizia.
Davanti al Bambino Ges� si riscoprano fratelli gli abitanti del caro Nicaragua, affinch� non prevalgano le divisioni e le discordie, ma tutti si adoperino per favorire la riconciliazione e costruire insieme il futuro del Paese.
Desidero ricordare i popoli che subiscono colonizzazioni ideologiche, culturali ed economiche vedendo lacerata la loro libert� e la loro identit�, e che soffrono per la fame e la mancanza di servizi educativi e sanitari.
Un pensiero particolare va ai nostri fratelli e sorelle che festeggiano la Nativit� del Signore in contesti difficili, per non dire ostili, specialmente l� dove la comunit� cristiana � una minoranza, talvolta vulnerabile o non considerata. Il Signore doni a loro e a tutte le minoranze di vivere in pace e di veder riconosciuti i propri diritti, soprattutto la libert� religiosa.
Il Bambino piccolo e infreddolito che contempliamo oggi nella mangiatoia protegga tutti i bambini della terra ed ogni persona fragile, indifesa e scartata. Che tutti possiamo ricevere pace e conforto dalla nascita del Salvatore e, sentendoci amati dall�unico Padre celeste, ritrovarci e vivere come fratelli!
Messaggio del Santo Padre e Benedizione �Urbi et Orbi� nella Solennit� del Natale - 25/12/2018
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Senza la fraternit� che Ges� Cristo ci ha donato, i nostri sforzi per un mondo pi� giusto hanno il fiato corto, e anche i migliori progetti rischiano di diventare strutture senz�anima.

- Papa Francesco -
Il Figlio di Dio ci indica che la salvezza passa attraverso l�amore, l�accoglienza, il rispetto per questa nostra povera umanit� che tutti condividiamo in una grande variet� di etnie, di lingue, di culture�, ma tutti fratelli in umanit�! Allora le nostre differenze non sono un danno o un pericolo, sono una ricchezza. Come per un artista che vuole fare un mosaico: � meglio avere a disposizione tessere di molti colori, piuttosto che di pochi!

- Papa Francesco -