Citazione spirituale

Messaggio al Segretario Generale dell�O.N.U. in occasione del 1� �World Humanitarian Summit�

A Sua Eccellenza Ban Ki-moon
Segretario Generale delle Nazioni Unite

Saluto tutti i partecipanti a questo Primo Vertice Mondiale Umanitario, S.E. il Presidente della Turchia, con gli organizzatori, e Lei, Signor Segretario Generale, che ha invitato a fare di questa occasione un punto di svolta per la vita di milioni di persone bisognose di protezione, di cure e di assistenza, e che desiderano un futuro dignitoso.

Spero che i vostri sforzi possano contribuire concretamente ad alleviare i patimenti di questi milioni di persone, affinch� i frutti del Vertice possano essere posti in evidenza attraverso una solidariet� sincera e un vero e profondo rispetto dei diritti e della dignit� di coloro che soffrono a causa di conflitti, violenze, persecuzioni e disastri naturali. In questo contesto le vittime sono specialmente i pi� vulnerabili, che vivono in condizioni di miseria e di sfruttamento.

Non possiamo negare che troppi interessi impediscono oggi le soluzioni dei conflitti, e che strategie militari, economiche e geo-politiche spostano persone e popoli e impongono il dio denaro, il dio potere. Nello stesso tempo, gli sforzi umanitari vengono frequentemente condizionati da imposizioni commerciali e ideologiche.

Per questo, ci� che occorre oggi � un impegno rinnovato a proteggere ogni persona nella sua vita quotidiana e a salvaguardare la sua dignit� e i suoi diritti umani, la sua sicurezza e i suoi bisogni integrali. Contemporaneamente, � necessario preservare la libert� e l�identit� culturale e sociale dei popoli; senza che ci� porti a chiusure, ma, anzi, favorisca la cooperazione, il dialogo e, specialmente, la pace.

�Non lasciare nessuno indietro� e �Fare del proprio meglio� ci chiedono di non rassegnarci, di assumerci la responsabilit� delle decisioni e delle azioni di fronte alle stesse vittime. Farlo prima personalmente, poi insieme, coordinando le forze e l�azione nel reciproco rispetto delle diverse abilit� e settori di competenza, non discriminando ma accogliendo. In altre parole: non deve esserci nessuna famiglia senza casa, nessun rifugiato senza accoglienza, nessuna persona senza dignit�, nessun ferito senza cure, nessun bambino senza infanzia, nessun giovane, ragazzo o ragazza, senza un futuro, nessun anziano senza una decorosa vecchiaia.

Possa questa essere anche l�occasione per riconoscere il lavoro di chi serve il prossimo e contribuisce ad alleviare le sofferenze delle vittime di guerre e calamit�, dei profughi e dei rifugiati, e si prende cura della societ�, specialmente attraverso scelte coraggiose di pace, di rispetto, di risanamento e di perdono. In questo modo si salvano le vite delle persone.

Non si amano i concetti, non si ama un�idea; si amano le persone. Il sacrificio di s� , l�autentico dono di s�, scaturisce dall�amore verso gli uomini e le donne, i bambini e gli anziani, i popoli e le comunit� �i volti, quei volti e nomi che riempiono i nostri cuori.

Oggi vorrei proporre una sfida a questo Vertice: ascoltiamo il grido delle vittime e di coloro che soffrono. Lasciamo che ci diano una lezione di umanit�. Cambiamo i nostri stili di vita, le politiche, le scelte economiche, i comportamenti e gli atteggiamenti di superiorit� culturale.

Imparando dalle vittime e da chi soffre, saremo in grado di costruire un mondo pi� umano.

Vi assicuro le mie preghiere, e invoco su tutti i presenti le benedizioni divine della saggezza, della fortezza e della pace.

Dal Vaticano, 21 Maggio 2016.

FRANCESCO

Messaggio del Santo Padre al Segretario Generale dell�O.N.U. in occasione del 1� �World Humanitarian Summit� - 23/05/2016


Tutte le frasi tratte da "Messaggio al Segretario Generale dell�O.N.U. in occasione del 1� �World Humanitarian Summit�"


Non si amano i concetti, non si ama un�idea; si amano le persone. Il sacrificio di s� , l�autentico dono di s�, scaturisce dall�amore verso gli uomini e le donne, i bambini e gli anziani, i popoli e le comunit� �i volti, quei volti e nomi che riempiono i nostri cuori.

- Papa Francesco -