Incontro con il Consiglio Supremo �Sangha� dei Monaci Buddisti - Viaggio Apostolico in Myanmar e Bangladesh
� una grande gioia per me essere con voi. Ringrazio il Ven. Bhaddanta Kumarabhivamsa, Presidente del Comitato di Stato Sangha Maha Nayaka, per le sue parole di benvenuto e per il suo impegno nell�organizzare la mia visita qui oggi. Nel salutare tutti voi, esprimo il mio particolare apprezzamento per la presenza di Sua Eccellenza Thura Aung Ko, Ministro per gli Affari Religiosi e la Cultura.
Il nostro incontro � un�importante occasione per rinnovare e rafforzare i legami di amicizia e rispetto tra buddisti e cattolici. E� anche un�opportunit� per affermare il nostro impegno per la pace, il rispetto della dignit� umana e la giustizia per ogni uomo e donna. Non solo in Myanmar, ma in tutto il mondo le persone hanno bisogno di questa comune testimonianza da parte dei leader religiosi. Perch�, quando noi parliamo con una sola voce affermando i valori perenni della giustizia, della pace e della dignit� fondamentale di ogni essere umano, noi offriamo una parola di speranza. Aiutiamo i buddisti, i cattolici e tutte le persone a lottare per una maggiore armonia nelle loro comunit�.
In ogni epoca, l�umanit� sperimenta ingiustizie, momenti di conflitto e disuguaglianza tra le persone. Nel nostro tempo queste difficolt� sembrano essere particolarmente gravi. Anche se la societ� ha compiuto un grande progresso tecnologico e le persone nel mondo sono sempre pi� consapevoli della loro comune umanit� e del loro comune destino, le ferite dei conflitti, della povert� e dell�oppressione persistono, e creano nuove divisioni. Di fronte a queste sfide, non dobbiamo mai rassegnarci. Sulla base delle nostre rispettive tradizioni spirituali, sappiamo infatti che esiste una via per andare avanti, una via che porta alla guarigione, alla mutua comprensione e al rispetto. Una via basata sulla compassione e sull�amore.
Esprimo la mia stima per tutti coloro che in Myanmar vivono secondo le tradizioni religiose del Buddismo. Attraverso gli insegnamenti del Buddha, e la zelante testimonianza di cos� tanti monaci e monache, la gente di questa terra � stata formata ai valori della pazienza, della tolleranza e del rispetto della vita, come pure a una spiritualit� attenta e profondamente rispettosa del nostro ambiente naturale. Come sappiamo, questi valori sono essenziali per uno sviluppo integrale della societ�, a partire dalla pi� piccola ma pi� essenziale unit�, la famiglia, per estendersi poi alla rete di relazioni che ci pongono in stretta connessione, relazioni radicate nella cultura, nell�appartenenza etnica e nazionale, ma in ultima analisi radicate nell�appartenenza alla comune umanit�. In una vera cultura dell�incontro, questi valori possono rafforzare le nostre comunit� e aiutare a portare la luce tanto necessaria all�intera societ�.
La grande sfida dei nostri giorni � quella di aiutare le persone ad aprirsi al trascendente. Ad essere capaci di guardarsi dentro in profondit� e di conoscere s� stesse in modo tale da riconoscere le reciproche relazioni che le legano a tutti gli altri. A rendersi conto che non possiamo rimanere isolati gli uni dagli altri. Se siamo chiamati ad essere uniti, come � nostro proposito, dobbiamo superare tutte le forme di incomprensione, di intolleranza, di pregiudizio e di odio. Come possiamo farlo? Le parole del Buddha offrono a ciascuno di noi una guida: �Sconfiggi la rabbia con la non-rabbia, sconfiggi il malvagio con la bont�, sconfiggi l�avaro con la generosit�, sconfiggi il menzognero con la verit� (Dhammapada, XVII, 223). Sentimenti simili esprime la preghiera attribuita a San Francesco d�Assisi: �Signore, fammi strumento della tua pace. Dov�� odio che io porti l�amore, dov�� offesa che io porti il perdono, [�] dove ci sono le tenebre che io porti la luce, dov�� tristezza che io porti la gioia�.
Possa questa Sapienza continuare a ispirare ogni sforzo per promuovere la pazienza e la comprensione, e per guarire le ferite dei conflitti che nel corso degli anni hanno diviso genti di diverse culture, etnie e convinzioni religiose. Tali sforzi non sono mai solo prerogative di leader religiosi, n� sono di esclusiva competenza dello Stato. Piuttosto, � l�intera societ�, tutti coloro che sono presenti all�interno della comunit�, che devono condividere il lavoro di superamento del conflitto e dell�ingiustizia. Tuttavia � responsabilit� particolare dei leader civili e religiosi assicurare che ogni voce venga ascoltata, cosicch� le sfide e i bisogni di questo momento possano essere chiaramente compresi e messi a confronto in uno spirito di imparzialit� e di reciproca solidariet�. Mi congratulo per il lavoro che sta svolgendo la Panglong Peace Conference a questo riguardo, e prego affinch� coloro che guidano tale sforzo possano continuare a promuovere una pi� ampia partecipazione da parte di tutti coloro che vivono in Myanmar. Questo sicuramente contribuir� all�impegno per far avanzare la pace, la sicurezza e una prosperit� che sia inclusiva di tutti.
Certamente, se questi sforzi produrranno frutti duraturi, si richieder� una maggiore cooperazione tra leader religiosi. A tale riguardo, desidero che sappiate che la Chiesa Cattolica � un partner disponibile. Le occasioni di incontro e di dialogo tra i leader religiosi dimostrano di essere un fattore importante nella promozione della giustizia e della pace in Myanmar. Ho appreso che nell�aprile scorso la Conferenza dei Vescovi Cattolici ha ospitato un incontro di due giornate sulla pace, al quale hanno partecipato i capi delle diverse comunit� religiose, insieme ad ambasciatori e rappresentanti di agenzie non governative. Tali incontri sono indispensabili, se siamo chiamati ad approfondire la nostra reciproca conoscenza e ad affermare le relazioni tra noi e il comune destino. La giustizia autentica e la pace duratura possono essere raggiunte solo quando sono garantite per tutti.
Cari amici, possano i buddisti e i cattolici camminare insieme lungo questo sentiero di guarigione, e lavorare fianco a fianco per il bene di ciascun abitante di questa terra. Nelle Scritture cristiane, l�Apostolo Paolo chiama i suoi ascoltatori a gioire con quelli che sono nella gioia e a piangere con coloro che sono nel pianto (cfr Rm 12,15), portando umilmente i pesi gli uni degli altri (cfr Gal 6,2). A nome dei miei fratelli e sorelle cattolici, esprimo la nostra disponibilit� a continuare a camminare con voi e a seminare semi di pace e di guarigione, di compassione e di speranza in questa terra.
Vi ringrazio nuovamente per avermi invitato ad essere oggi qui con voi. Su tutti invoco le benedizioni divine di gioia e di pace.
Discorso del Santo Padre durante l'Incontro con il Consiglio Supremo �Sangha� dei Monaci Buddisti - Viaggio Apostolico in Myanmar e Bangladesh - 29/11/2017
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La grande sfida dei nostri giorni � quella di aiutare le persone ad aprirsi al trascendente. Ad essere capaci di guardarsi dentro in profondit� e di conoscere s� stesse in modo tale da riconoscere le reciproche relazioni che le legano a tutti gli altri.

- Papa Francesco -
La giustizia autentica e la pace duratura possono essere raggiunte solo quando sono garantite per tutti.

- Papa Francesco -