Epifania del Signore
I magi viaggiano verso Betlemme. Il loro pellegrinaggio parla anche a noi, chiamati a camminare verso Ges�, perch� � Lui la stella polare che illumina i cieli della vita e orienta i passi verso la gioia vera. Ma da dove � partito il pellegrinaggio dei magi incontro a Ges�? Che cosa ha mosso questi uomini d�Oriente a mettersi in viaggio?
Avevano ottimi alibi per non partire. Erano sapienti e astrologi, avevano fama e ricchezza. Raggiunta una tale sicurezza culturale, sociale ed economica, potevano accomodarsi su ci� che sapevano e su ci� che avevano, starsene tranquilli. Invece, si lasciano inquietare da una domanda e da un segno: �Dov�� colui che � nato? Abbiamo visto spuntare la sua stella� (Mt 2,2). Il loro cuore non si lascia intorpidire nella tana dell�apatia, ma � assetato di luce; non si trascina stanco nella pigrizia, ma � acceso dalla nostalgia di nuovi orizzonti. I loro occhi non sono rivolti alla terra, ma sono finestre aperte sul cielo. Come ha affermato Benedetto XVI, erano �uomini dal cuore inquieto. [�] Uomini in attesa, che non si accontentavano del loro reddito assicurato e della loro posizione sociale [�]. Erano ricercatori di Dio� (Omelia, 6 gennaio 2013).
Questa sana inquietudine, che li ha portati a peregrinare, da dove nasce? Nasce dal desiderio. Ecco il loro segreto interiore: saper desiderare. Meditiamo su questo. Desiderare significa tenere vivo il fuoco che arde dentro di noi e ci spinge a cercare oltre l�immediato, oltre il visibile. Desiderare � accogliere la vita come un mistero che ci supera, come una fessura sempre aperta che invita a guardare oltre, perch� la vita non � �tutta qui�, � anche �altrove�. � come una tela bianca che ha bisogno di ricevere colore. Proprio un grande pittore, Van Gogh, scriveva che il bisogno di Dio lo spingeva a uscire di notte per dipingere le stelle. S�, perch� Dio ci ha fatti cos�: impastati di desiderio; orientati, come i magi, verso le stelle. Possiamo dire, senza esagerare, che noi siamo ci� che desideriamo. Perch� sono i desideri ad allargare il nostro sguardo e a spingere la vita oltre: oltre le barriere dell�abitudine, oltre una vita appiattita sul consumo, oltre una fede ripetitiva e stanca, oltre la paura di metterci in gioco, di impegnarci per gli altri e per il bene. �La nostra vita � diceva Sant�Agostino � � una ginnastica del desiderio� (Trattati sulla prima Lettera di Giovanni, IV, 6).
Fratelli e sorelle, come per i magi, cos� per noi: il viaggio della vita e il cammino della fede hanno bisogno di desiderio, di slancio interiore. A volte noi viviamo uno spirito di �parcheggio�, viviamo parcheggiati, senza questo slancio del desiderio che ci porta pi� avanti. Ci fa bene chiederci: a che punto siamo nel viaggio della fede? Non siamo da troppo tempo bloccati, parcheggiati dentro una religione convenzionale, esteriore, formale, che non scalda pi� il cuore e non cambia la vita? Le nostre parole e i nostri riti innescano nel cuore della gente il desiderio di muoversi incontro a Dio oppure sono �lingua morta�, che parla solo di s� stessa e a s� stessa? � triste quando una comunit� di credenti non desidera pi� e, stanca, si trascina nel gestire le cose invece che lasciarsi spiazzare da Ges�, dalla gioia dirompente e scomodante del Vangelo. � triste quando un sacerdote ha chiuso la porta del desiderio; � triste cadere nel funzionalismo clericale, � molto triste.
La crisi della fede, nella nostra vita e nelle nostre societ�, ha anche a che fare con la scomparsa del desiderio di Dio. Ha a che fare con il sonno dello spirito, con l�abitudine ad accontentarci di vivere alla giornata, senza interrogarci su che cosa Dio vuole da noi. Ci siamo ripiegati troppo sulle mappe della terra e ci siamo scordati di alzare lo sguardo verso il Cielo; siamo sazi di tante cose, ma privi della nostalgia di ci� che ci manca. Nostalgia di Dio. Ci siamo fissati sui bisogni, su ci� che mangeremo e di cui ci vestiremo (cfr Mt 6,25), lasciando evaporare l�anelito per ci� che va oltre. E ci troviamo nella bulimia di comunit� che hanno tutto e spesso non sentono pi� niente nel cuore. Persone chiuse, comunit� chiuse, vescovi chiusi, preti chiusi, consacrati chiusi. Perch� la mancanza di desiderio porta alla tristezza, e all�indifferenza. Comunit� tristi, preti tristi, vescovi tristi.
Guardiamo per� soprattutto a noi stessi e chiediamoci: come va il viaggio della mia fede? � una domanda che oggi possiamo farci, ognuno di noi. Come va il viaggio della mia fede? � parcheggiata o � in cammino? La fede, per partire e ripartire, ha bisogno di essere innescata dal desiderio, di mettersi in gioco nell�avventura di una relazione viva e vivace con Dio. Ma il mio cuore � ancora animato dal desiderio di Dio? O lascio che l�abitudine e le delusioni lo spengano? Oggi, fratelli e sorelle, � il giorno per fare queste domande. Oggi � il giorno per ritornare ad alimentare il desiderio. E come fare? Andiamo a �scuola di desiderio�, andiamo dai magi. Loro ci insegneranno, nella loro scuola del desiderio. Guardiamo i passi che compiono e traiamo alcuni insegnamenti.
Essi in primo luogo partono al sorgere della stella: ci insegnano che bisogna sempre ripartire ogni giorno, nella vita come nella fede, perch� la fede non � un�armatura che ingessa, ma un viaggio affascinante, un movimento continuo e inquieto, sempre alla ricerca di Dio, sempre con il discernimento, in quel cammino.
I magi, poi, a Gerusalemme chiedono: chiedono dov�� il Bambino. Ci insegnano che abbiamo bisogno di interrogativi, di ascoltare con attenzione le domande del cuore, della coscienza; perch� � cos� che spesso parla Dio, il quale si rivolge a noi pi� con domande che con risposte. E questo dobbiamo impararlo bene: che Dio si rivolge a noi pi� con domande che con risposte. Ma lasciamoci inquietare anche dagli interrogativi dei bambini, dai dubbi, dalle speranze e dai desideri delle persone del nostro tempo. La strada � lasciarsi interrogare.
Ancora, i magi sfidano Erode. Ci insegnano che abbiamo bisogno di una fede coraggiosa, che non abbia paura di sfidare le logiche oscure del potere e diventi seme di giustizia e di fraternit� in societ� dove, ancora oggi, tanti Erode seminano morte e fanno strage di poveri e di innocenti, nell�indifferenza di molti.
I magi, infine, ritornano �per un�altra strada� (Mt 2,12): ci provocano a percorrere strade nuove. � la creativit� dello Spirito, che fa sempre cose nuove. � anche, in questo momento, uno dei compiti del Sinodo che noi stiamo facendo: camminare insieme in ascolto, perch� lo Spirito ci suggerisca vie nuove, strade per portare il Vangelo al cuore di chi � indifferente, lontano, di chi ha perduto la speranza ma cerca quello che i magi trovarono, �una gioia grandissima� (Mt 2,10). Uscire oltre, andare avanti.
Al culmine del viaggio dei magi c�� per� un momento cruciale: quando arrivano a destinazione �si prostrano e adorano il Bambino� (cfr v. 11). Adorano. Ricordiamoci questo: il viaggio della fede trova slancio e compimento solo alla presenza di Dio. Solo se recuperiamo il gusto dell�adorazione, si rinnova il desiderio. Il desiderio ti porta all�adorazione e l�adorazione ti fa rinnovare il desiderio. Perch� il desiderio di Dio cresce solo stando davanti a Dio. Perch� solo Ges� risana i desideri. Da che cosa? Li risana dalla dittatura dei bisogni. Il cuore, infatti, si ammala quando i desideri coincidono solo con i bisogni. Dio, invece, eleva i desideri e li purifica, li guarisce, risanandoli dall�egoismo e aprendoci all�amore per Lui e per i fratelli. Per questo non dimentichiamo l�Adorazione, la preghiera di adorazione, che non � tanto comune tra noi: adorare, in silenzio. Per questo, non dimentichiamo l�adorazione, per favore.
E nell�andare cos�, ogni giorno, avremo la certezza, come i magi, che anche nelle notti pi� oscure brilla una stella. � la stella del Signore, che viene a prendersi cura della nostra fragile umanit�. Mettiamoci in cammino verso di Lui. Non diamo all�apatia e alla rassegnazione il potere di inchiodarci nella tristezza di una vita piatta. Prendiamo l�inquietudine dello Spirito, cuori inquieti. Il mondo attende dai credenti uno slancio rinnovato verso il Cielo. Come i magi, alziamo il capo, ascoltiamo il desiderio del cuore, seguiamo la stella che Dio fa splendere sopra di noi. E come cercatori inquieti, restiamo aperti alle sorprese di Dio. Fratelli e sorelle, sogniamo, cerchiamo, adoriamo.
Santa Messa nella Solennit� dell�Epifania del Signore - 6/01/2022
Tutte le frasi tratte da "Epifania del Signore"
� la stella del Signore, che viene a prendersi cura della nostra fragile umanit�. Mettiamoci in cammino verso di Lui. Non diamo all�apatia e alla rassegnazione il potere di inchiodarci nella tristezza di una vita piatta. Prendiamo l�inquietudine dello Spirito, cuori inquieti. Il mondo attende dai credenti uno slancio rinnovato verso il Cielo.

- Papa Francesco -
Desiderare significa tenere vivo il fuoco che arde dentro di noi e ci spinge a cercare oltre l�immediato, oltre il visibile. Desiderare � accogliere la vita come un mistero che ci supera, come una fessura sempre aperta che invita a guardare oltre, perch� la vita non � �tutta qui�, � anche �altrove�.

- Papa Francesco -
La crisi della fede, nella nostra vita e nelle nostre societ�, ha anche a che fare con la scomparsa del desiderio di Dio. Ha a che fare con il sonno dello spirito, con l�abitudine ad accontentarci di vivere alla giornata, senza interrogarci su che cosa Dio vuole da noi. Ci siamo ripiegati troppo sulle mappe della terra e ci siamo scordati di alzare lo sguardo verso il Cielo; siamo sazi di tante cose, ma privi della nostalgia di ci� che ci manca. Nostalgia di Dio.

- Papa Francesco -