Discorso del Santo Padre in occasione della Visita ai Detenuti nell�Istituto di Correzione Curran-Fromhold di Philadelphia
Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
Parler� in spagnolo perch� non so parlare inglese, ma lui [indica l�interprete] parla molto bene l�inglese e mi tradurr�.
Grazie per l�accoglienza e per la possibilit� di stare qui con voi a condividere questo momento. Un momento difficile, carico di tensioni. Un momento che so che � doloroso non solo per voi, ma per le vostre famiglie e per tutta la societ�. Perch� una societ�, una famiglia che non sa soffrire i dolori dei suoi figli, che non li prende sul serio, che li tratta come cose �naturali� e li considera normali e prevedibili, � una societ� �condannata� a rimanere prigioniera di s� stessa, prigioniera di tutto ci� che la fa soffrire.
Sono venuto qui come pastore, ma soprattutto come fratello, a condividere la vostra situazione e a farla anche mia; sono venuto perch� possiamo pregare insieme e presentare al nostro Dio quello che ci fa male e anche quello che ci incoraggia, e ricevere da Lui la forza della Risurrezione.
Ricordo il Vangelo in cui Ges� lava i piedi ai suoi discepoli nell�Ultima Cena. Un atteggiamento che i discepoli fecero fatica a capire, compreso san Pietro, che reagisce e gli dice: �Tu non mi laverai mai i piedi!� (Gv 13,8).
In quel tempo era abitudine quando uno arrivava in una casa lavargli i piedi. Ogni persona era sempre ricevuta cos�. Perch� non c�erano strade asfaltate, erano strade polverose, con la ghiaia che si infilava nei sandali. Tutti percorrevano i sentieri che lasciavano impregnati di polvere, danneggiavano con qualche pietra o provocavano qualche ferita. L� vediamo Ges� che lava i piedi, i nostri piedi, quelli dei suoi discepoli di ieri e di oggi.
Tutti sappiamo che vivere � camminare, vivere � andare per diverse strade, diversi sentieri che lasciano il loro segno nella nostra vita.
E per la fede sappiamo che Ges� ci cerca, vuole guarire le nostre ferite, curare i nostri piedi dalle piaghe di un cammino carico di solitudine, pulirci dalla polvere che si � attaccata per le strade che ciascuno ha percorso. Ges� non ci chiede dove siamo andati, non ci interroga su che cosa stavamo facendo. Al contrario, ci dice: �Se non ti laver�, non avrai parte con me� (Gv 13,8). Se non ti lavo i piedi, non potr� darti la vita che il Padre ha sempre sognato, la vita per cui ti ha creato. Egli viene incontro a noi per calzarci di nuovo con la dignit� dei figli di Dio. Vuole aiutarci a ricomporre il nostro andare, riprendere il nostro cammino, recuperare la nostra speranza, restituirci alla fede e alla fiducia. Vuole che torniamo alle strade, alla vita, sentendo che abbiamo una missione; che questo tempo di reclusione non � mai stato e mai sar� sinonimo di espulsione.
Vivere comporta �sporcarsi i piedi� per le strade polverose della vita e della storia. E tutti abbiamo bisogno di essere purificati, di essere lavati. Tutti, io per primo. Tutti siamo cercati da questo Maestro che ci vuole aiutare a riprendere il cammino. Il Signore ci cerca tutti per darci la sua mano. E� penoso riscontrare a volte il generarsi di sistemi penitenziari che non cercano di curare le piaghe, guarire le ferite, generare nuove opportunit�. E� doloroso riscontrare come a volte si crede che solo alcuni hanno bisogno di essere lavati, purificati, non considerando che la loro stanchezza, il loro dolore, le loro ferite sono anche la stanchezza, il dolore e le ferite di tutta una societ�. Il Signore ce lo mostra chiaramente per mezzo di un gesto: lavare i piedi e andare a tavola. Una tavola alla quale Egli vuole che nessuno rimanga fuori. Una tavola che � stata apparecchiata per tutti e alla quale tutti siamo invitati.
Questo momento nella vostra vita pu� avere un unico scopo: tendere la mano per riprendere il cammino, tendere la mano perch� aiuti al reinserimento sociale. Un reinserimento di cui tutti facciamo parte, che tutti siamo chiamati a stimolare, accompagnare e realizzare. Un reinserimento cercato e desiderato da tutti: reclusi, famiglie, funzionari, politiche sociali e educative. Un reinserimento che benefica ed eleva il livello morale di tutta la comunit� e la societ�.
E desidero incoraggiarvi ad avere questo atteggiamento tra di voi, con tutte le persone che in qualche modo fanno parte di questo Istituto. Siate artefici di opportunit�, siate artefici di cammino, siate artefici di nuove vie.
Tutti abbiamo qualcosa da cui essere puliti e purificati. Tutti. Che questa consapevolezza ci risvegli alla solidariet� tra tutti, a sostenerci e a cercare il meglio per gli altri.
Guardiamo a Ges� che ci lava i piedi: Egli � �la via, la verit� e la vita� (Gv 14,6) che viene a farci uscire dall�inganno di credere che nulla possa cambiare! Ges� che ci aiuta a camminare per sentieri di vita e di pienezza. Che la forza del suo amore e della sua Risurrezione sia sempre via di vita nuova.
E cos� come stiamo, ognuno al suo posto, seduti, in silenzio chiediamo al Signore che ci benedica. Il Signore vi benedica e vi protegga. Faccia brillare il suo volto su di voi e vi conceda la sua grazia. Vi mostri il suo volto e vi conceda la pace. Grazie!
Parole aggiunte al termine dell�incontro:
La cattedra che avete fatto � molto bella, molto bella. Tante grazie per il vostro lavoro!
Discorso del Santo Padre in occasione della Visita ai Detenuti nell�Istituto di Correzione Curran-Fromhold di Philadelphia - Viaggio Apostolico di Sua Santit� Francesco a Cuba, negli Stati Uniti d�America e Visita alla sede dell�ONU - 27/09/2015
Tutte le frasi tratte da "Discorso del Santo Padre in occasione della Visita ai Detenuti nell�Istituto di Correzione Curran-Fromhold di Philadelphia"
Vivere � camminare, vivere � andare per diverse strade, diversi sentieri che lasciano il loro segno nella nostra vita. E per la fede sappiamo che Ges� ci cerca, vuole guarire le nostre ferite, curare i nostri piedi dalle piaghe di un cammino carico di solitudine, pulirci dalla polvere che si � attaccata per le strade che ciascuno ha percorso.

- Papa Francesco -