Citazione spirituale

Angelus in Piazza San Pietro

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Il Vangelo di questa Quinta Domenica di Quaresima (cfr Gv 8,1-11) � tanto bello, a me piace tanto leggerlo e rileggerlo. Presenta l�episodio della donna adultera, mettendo in luce il tema della misericordia di Dio, che non vuole mai la morte del peccatore, ma che si converta e viva. La scena si svolge nella spianata del tempio. Immaginatela l�, sul sagrato [della Basilica San Pietro]. Ges� sta insegnando alla gente, ed ecco arrivare alcuni scribi e farisei che trascinano davanti a Lui una donna sorpresa in adulterio. Quella donna si trova cos� in mezzo tra Ges� e la folla (cfr v. 3), tra la misericordia del Figlio di Dio e la violenza, la rabbia dei suoi accusatori. In realt�, essi non sono venuti dal Maestro per chiedere il suo parere � era gente cattiva �, ma per tendergli un tranello. Infatti, se Ges� seguir� la severit� della legge, approvando la lapidazione della donna, perder� la sua fama di mitezza e di bont� che tanto affascina il popolo; se invece vorr� essere misericordioso, dovr� andare contro la legge, che Egli stesso ha detto di non voler abolire ma compiere (cfr Mt 5,17). E Ges� � messo in questa situazione.

Questa cattiva intenzione si nasconde sotto la domanda che pongono a Ges�: �Tu che ne dici?� (v. 5). Ges� non risponde, tace e compie un gesto misterioso: �Si chin� e si mise a scrivere con il dito per terra� (v. 7). Forse faceva disegni, alcuni dicono che scriveva i peccati dei farisei� comunque, scriveva, era come da un�altra parte. In questo modo invita tutti alla calma, a non agire sull�onda dell�impulsivit�, e a cercare la giustizia di Dio. Ma quelli, cattivi, insistono e aspettano da Lui una risposta. Sembrava che avessero sete di sangue. Allora Ges� alza lo sguardo e dice: �Chi di voi � senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei� (v. 7). Questa risposta spiazza gli accusatori, disarmandoli tutti nel vero senso della parola: tutti deposero le �armi�, cio� le pietre pronte ad essere scagliate, sia quelle visibili contro la donna, sia quelle nascoste contro Ges�. E mentre il Signore continua a scrivere per terra, a fare disegni, non so�, gli accusatori se ne vanno uno dopo l�altro, a testa bassa, incominciando dai pi� anziani, pi� consapevoli di non essere senza peccato. Quanto bene ci fa essere consapevoli che anche noi siamo peccatori! Quando sparliamo degli altri - tutte cose che conosciamo bene -, quanto bene ci far� avere il coraggio di far cadere a terra le pietre che abbiamo per scagliarle contro gli altri, e pensare un po� ai nostri peccati!

Rimasero l� solo la donna e Ges�: la miseria e la misericordia, una di fronte all�altra. E questo, quante volte accade a noi quando ci fermiamo davanti al confessionale, con vergogna, per far vedere la nostra miseria e chiedere il perdono! �Donna, dove sono?� (v. 10), le dice Ges�. E basta questa constatazione, e il suo sguardo pieno di misericordia, pieno di amore, per far sentire a quella persona � forse per la prima volta � che ha una dignit�, che lei non � il suo peccato, lei ha una dignit� di persona; che pu� cambiare vita, pu� uscire dalle sue schiavit� e camminare in una strada nuova.

Cari fratelli e sorelle, quella donna rappresenta tutti noi, che siamo peccatori, cio� adulteri davanti a Dio, traditori della sua fedelt�. E la sua esperienza rappresenta la volont� di Dio per ognuno di noi: non la nostra condanna, ma la nostra salvezza attraverso Ges�. Lui � la grazia, che salva dal peccato e dalla morte. Lui ha scritto nella terra, nella polvere di cui � fatto ogni essere umano (cfr Gen 2,7), la sentenza di Dio: �Non voglio che tu muoia, ma che tu viva�. Dio non ci inchioda al nostro peccato, non ci identifica con il male che abbiamo commesso. Abbiamo un nome, e Dio non identifica questo nome con il peccato che abbiamo commesso. Ci vuole liberare, e vuole che anche noi lo vogliamo insieme con Lui. Vuole che la nostra libert� si converta dal male al bene, e questo � possibile � � possibile! � con la sua grazia.

La Vergine Maria ci aiuti ad affidarci completamente alla misericordia di Dio, per diventare creature nuove.

Discorso pronunciato dal Papa durante l'Angelus in Piazza San Pietro - 13/03/2016


Tutte le frasi tratte da "Angelus in Piazza San Pietro"


Dio non ci inchioda al nostro peccato, non ci identifica con il male che abbiamo commesso. Abbiamo un nome, e Dio non identifica questo nome con il peccato che abbiamo commesso. Ci vuole liberare, e vuole che anche noi lo vogliamo insieme con Lui. Vuole che la nostra libert� si converta dal male al bene, e questo � possibile con la sua grazia.

- Papa Francesco -